Ghost Master - Memorie da Gravenville  0

Uno scricchiolio nell’armadio, un flebile alito d’aria che ci sfiora il volto e quella strana sensazione d’essere osservati quando siamo soli… Se avete sempre pensato che i fantasmi siano pura fantasia, da oggi cambierete idea. Garantito. Un consiglio? Cominciate a correre!!

Ghostbusters, ma dove siete finiti?

I gestionali, si sà, sono sempre stati un po’ indigesti alla maggioranza dei videogiocatori. Motivazione che, salvo sporadici casi, li ha spesso relegati in un angolino dell’electronic entertainment, dal quale, comunque, vengono quasi sempre salvati da nutrite cerchie di veri appassionati. The Sims, l’ultimo successo in ordine di tempo, ne è un lampante esempio. D’altra parte, far crescere ed allevare al meglio un bimbo od appianare furiose liti familiari non per tutti può risultare così affascinante e divertente, o perlomeno è questo ciò che devono aver pensato i cervelloni della Empire Interactive. Molto meglio, devono essersi detti, rinchiudere in case e condomini persone d’ogni età e, giusto per non farle annoiare, terrorizzarle a morte grazie a folti gruppi di spettri incavolati. Questa, in poche righe, l’idea alla base di Ghost Master. La vera novità, però, sta nel fatto che non dovrete scappare a gambe levate e a bocca spalancata dai vostri ectoplasmici inseguitori, perché si da il caso che, stavolta, voi stessi diventerete gli eterei ed incorporei protagonisti. Avete capito bene: voi e soltanto voi, in panni spettrali, con astuzia e sagacia, dovrete fare del vostro meglio per liberarvi in fretta di rumorosi e noiosi esseri umani e per godervi appieno ogni stanza della vostra dimora. Semplice, non vi pare? Ehm…in realtà le cose non stanno proprio in questi termini. Infatti, se pensate che un semplice ululato basterà per ottenere l’effetto desiderato, siete fuori strada. Nella sua semplicità concettuale, Ghost Master rispetta in tutto e per tutto gli elementi cardine dei gestionali, ossia la strategia ed il ragionamento. Per allontanare giovani pulzelle o mocciosi lentigginosi, dovrete pianificare ogni mossa, cooperando spesso e volentieri con gli altri fantasmi nei paraggi ed evitare così che loro, i vivi, possano riprendersi dallo spavento e riorganizzarsi. A complicare maggiormente le cose ci si metteranno però determinati fattori, come ad esempio quello temporale, che vi costringerà a terminare alcune missioni in un determinato lasso di minuti, o quello intellettivo, che metterà alla prova la freschezza dei vostri neuroni proponendovi enigmi e puzzle vari da risolvere. In ogni caso non temiate più di tanto: i programmatori della Spiral House hanno fatto un ottimo lavoro, distribuendo i comandi di gioco sul controller Sony in modo semplice ed intuitivo al tempo stesso. Dimenticatevi perciò macchinose operazioni con mouse e tastiera, dato che non ce ne sarà bisogno: un pulsante per selezionare il fantasma desiderato, un altro per spostarlo nell’area di gioco, un altro ancora per fargli eseguire l’ordine impartitogli. Cosa volete di più dalla vita? No, non ditelo. Sarebbe pubblicità occulta…

Più bassi che alti

Se dal punto di vista del gameplay Ghost Master si è rivelato essere una piacevole sorpresa, non altrettanto lo è stato sotto il profilo della realizzazione tecnica. Le console odierne ci hanno abituati a standard qualitativi stupefacenti e la differenza tra un capolavoro ed una produzione così così la si nota all’istante. Purtroppo il gioco in esame rientra nella seconda categoria e la grafica risulta essere il suo tallone d’Achille. Elementare, spoglio, povero di dettagli. Questo è l’impatto visivo e come se non bastasse, un orrendo quanto deprimente effetto aliasing permea costantemente i diversi livelli, infarcendoli di tremolanti scalettature. Nell’era dei 128 bit è difficile vedere cose simili…A raddrizzare la situazione ci pensa la gamma cromatica scelta per colorare le texture: fresca, vivace, ricca di colori pastello, dona a cucine, camere e soggiorni un aspetto molto fumettoso e cartoonesco. Le nostre illusioni, però, verranno presto vanificate grazie alle grossolane animazioni dei personaggi, soprattutto quelli umani, dotati di movenze rigide e goffe. La cosa è meno accentuata per quanto riguarda gli spettri, ma lo si deve solo al fatto che questi, salvo nei momenti in cui viaggeranno da una stanza all’altra, rimarranno totalmente statici per lunghi periodi di tempo. Nota di merito, invece, al comparto audio: le musiche che accompagnano la sigla iniziale ed i menù di selezione sono davvero gradevoli ed orecchiabili, in sintonia con lo spirito burlone del gioco. Criticabili, viceversa, gli effetti sonori, soprattutto le grida di spavento del gentil sesso, molto simili a quelle sprigionate da un porcellino prossimo ad essere sgozzato. Insomma, e’ un peccato ammetterlo, ma se la stessa cura realizzativa prestata alla meccanica di gioco fosse stata riposta anche per grafica ed audio, Ghost Master avrebbe avuto certamente maggiori chance di successo. Che comunque gli auguriamo di cuore.

In definitiva, nonostante i difetti grafici denotati, Ghost Master porta nel campo dei gestionali inaspettate quanto opportune folate di innovazione ed originalità, dando uno scossone alla monotonia ed alla complessità di produzioni ben più autorevoli. Il nutrito numero di missioni da compiere e la loro relativa difficoltà, inoltre, sapranno tenerci occupati per diverse ore, aumentando la longevità di un titolo che, una volta capito e metabolizzato, saprà regalare piacevoli, spiritose (e spiritiche) serate con amici o familiari. Il noleggio, perlomeno, è consigliato.

    Pro:
  • Alcuni elementi vari ed innovativi
  • Divertente e longevo
    Contro:
  • Graficamente non all'altezza
  • Non per tutti

I fantasmi son tornati...

Alzi la mano chi non ha mai visto un film o letto un libro con protagonisti gli spettri. O fantasmi, se preferite. Oppure ectoplasmi, se vi suona meglio. Insomma, quelle invisibili entità che, a quanto si dice in giro, solitamente scelgono di dimorare in vecchi castelli dagli antichi fasti o dentro le mura di cimiteri ormai abbandonati. C’è chi giura di averli visti attraversare porte e pareti, sfuggenti e silenziosi come gatti, e c’è chi, per festeggiare i bagordi carnevaleschi, cerca di imitarli infilandosi sulla testa un candido lenzuolo bucherellato…Una cosa è certa: spiriti e spiritelli fanno parte da sempre dell’immaginario collettivo e spesso hanno fatto la fortuna economica di scrittori e registi particolarmente creativi e talentuosi che hanno saputo renderli ottimi protagonisti sia su carta che su celluloide. Da quando l’intrattenimento videoludico è diventato fenomeno di massa (cioè da pochi anni a questa parte), anche le software house hanno ben pensato di sfruttare il mondo dell’oltretomba, ed i suoi relativi abitanti, per creare quel filone Survival/Horror che tanto successo ha riscosso e che vede in produzioni come Resident Evil o Silent Hill i modelli più rappresentativi. Non sempre, però, gli spettri vogliono vederci morti o decidono di rapirci la figlia di tre anni beatamente seduta di fronte la TV. Ci sono volte in cui, più semplicemente, vogliono starsene tranquilli per i fatti loro, schiacciare un pisolino sul divano del salotto o spaparanzarsi spensierati sul dondolo della veranda. Già, ma come conciliare questi bei propositi con la fastidiosa, sgradevole, irritante presenza di quei guastafeste di esseri umani? Un dilemma al quale la britannica Empire Interactive ha deciso di dare una soluzione creando Ghost Master, uno dei gestionali più fuori dalle righe degli ultimi tempi. Volete diventare fantasmi pure voi? Bene, allora vi spieghiamo cosa dovete fare.