God of War: Chains of Olympus - Recensione  31

Kratos approda su PSP con Chains of Olympus, riuscirà a liberarsi dalle catene degli dei dell'Olimpo?

Fantasma di Sparta!

Chains of Olympus si posiziona poco prima del capitolo originale per PlayStation 2, e dopo che Kratos era stato salvato da Ares, il dio della guerra. Come lascia presupporre il suffisso del titolo, il guerriero di Sparta è al servizio degli dei dell'Olimpo nel tentativo di espiare le proprie colpe e liberarsi degli incubi che lo affliggono in maniera perenne; la sua avventura parte nella città di Attica, con lo scopo di eliminare la minaccia Persiana. Nel suo proseguire, un ruolo determinante verrà svolto da Morfeo, che cercherà di affermare l'oscurità e la morte impossessandosi di Elio, dio del sole e conduttore del carro solare, che permette il manifestarsi della vita.
La prima cosa che salta all'occhio, inutile negarlo, è lo straordinario lavoro fatto dal punto di vista tecnico, che posiziona per direttisima il titolo in cima a questa particolare graduatoria su PSP. Complice anche l'utilizzo della piena velocità del processore della console Sony, Chains of Olympus è un piacere per gli occhi, soprattutto per quanto riguarda gli effetti di luce, davvero impressionanti per un portatile. Anche le animazioni e la realizzazione degli ambienti si difendono bene e il titolo, complice anche lo schermo più piccolo, non sfigura rispetto ai fratelli maggiori, pur ovviamente non raggiungendone tanta beltà grafica.
Il frame rate subisce qualche sussulto verso il basso nelle azioni più concitate, ma generalmente rimane ancorato attorno ai 30 fotogrammi per secondo e contribuisce a rendere l'esperienza godibile in ogni suo frangente. Il comparto sonoro, altro punto di forza della saga, rimane anche qui ad alti livelli, con alternanza tra pezzi riarrangati e completamente inediti, affiancati da un ottimo doppiaggio in Italiano (che ovviamente riguarda anche i testi).

Fantasma di Sparta!

Tornando al lato puramente "giocoso", qualche preoccupazione poteva esserci riguardo il sistema di controllo, vista la mancanza di un tasto analogico e dei due dorsali inferiori che caratterizzano il pad PS2; il lavoro di riadattamento è stato invece pressochè perfetto. Per la schivata, ad esempio, si utilizzano entrambi i tasti dorsali, per i vari minigiochi e puzzle tutto viene demandato al tasto cerchio e l'esperienza di gioco non ne viene assolutamente minata. Per il resto è il solito ottimo God of War di sempre, un misto di azione, risoluzione puzzle e svolgimento lineare della storia, inframezzata da sequenze non interattive spettacolari e da un'ottima narrazione degli eventi. Kratos dispone di attacchi leggeri (col tasto quadrato), pesanti (triangolo), prese altamente cruente (cerchio) e la possibilità di salto e doppio salto (con X). Con il dorsale L si utilizza invece la parata, che viene potenziata nel corso dell'avventura dallo scudo solare (non stiamo parlando di Daitarn III) e dai favori garantiti dagli dei, che arricchiscono il campionario di Kratos di nuove magie, come ad esempio la forza di Efreet, in grado di creare un'onda d'urto infuocata. Tutte le magie vengono attivate mediante la pressione del dorsale R in concomitanza con uno dei tasti frontali e come da tradizione, per ogni nemico ucciso, questi rilascerà delle sfere rosse che vanno accumulate (e che si trovano anche in appositi cassonetti) e possono essere spese per potenziare armi e magie, nonchè accedere a nuove combinazioni di mosse precedentemente non disponibili.
L'esperienza è quindi del tutto paragonabile agli altri due capitoli, e anche in questo caso il livello di difficoltà, disponibile in tre diverse varianti, è perfettamente bilanciato sia per i neofiti della serie che per i giocatori di lunga data. L'ambientazione e le tematiche affrontate sono come sempre affascinanti, però, complice forse uno sviluppo orientato ad una console portatile, la durata dell'avventura si attesta solo sulle 6-8 ore, e soprattutto i puzzle ci sono sembrati piuttosto semplicistici e poco incisivi, così come i boss, da sempre marchio di fabbrica della serie e lontani in numero rispetto ad esempio a quelli presenti nel secondo capitolo.
A chiudere il piatto delle offerte c'è fortunatamente una buona rigiocabilità del titolo, che portato a termine una prima volta permette di sbloccare un nuovo livello di difficoltà e numerosi extra quali diverse modalità sfida, video, costumi, immagini e scene tagliate.

Commento

Anche se il voto può apparire stringato, data la caratura del titolo, sciogliamo immediatamente i dubbi affermando che Chains of Olympus anche su PSP riesce a restituire in pieno l'esperienza dei precedenti capitoli di God of War, ma dovendosi giocoforza scontrare con i due capitoli originali, sembra essere una versione per certi versi "ridotta", meno longeva (per quanto rigiocabile), deficitaria in quanto a puzzle e con un numero di boss che sarebbe potuto essere maggiore, difetti che ad ogni modo risultano essere tali anche se presi singolarmente.
Detto questo, il titolo dei Ready at Dawn è indubbiamente un piccolo gioiello dal punto di vista tecnologico, affiancato da un ottimo adattamento del sistema di controllo e dal solito perfetto bilanciamento e divertimento che contraddistingue la saga, fattori che sanciscono questo capitolo come uno dei massimi esponenti del genere su PSP, il migliore se vi ritenete amanti di Kratos e della mitologia Greca.

Pro

  • Comparto grafico eccezionale
  • Ottimo sistema di controllo
  • Divertente e bilanciato
Contro
  • Longevità bassa
  • Pochi boss e puzzle

God of War: Chains of Olympus è disponibile per PSP.