Grand Theft Auto 3 (GTA 3)Grand Theft Auto 3 

Dopo avere polzerizzato ogni record di vendita sulla Playstation 2, Grand Theft Auto 3 fa finalmente la sua apparizione anche sui monitor dei nostri Pc, e lo fa con un'edizione praticamente perfetta, nella quale sono stati migliorati i pochi lati, aspetto grafico su tutti, criticati dagli appassionati. Ascoltiamo dalle entusiasti parole di Stefano Russo, il nostro criminologo più esperto, cosa significa diventare un perfetto fuorilegge nel titolo meno politicamente corretto dell'anno...

Grand Theft Auto 3 Grand Theft Auto 3

Il principio di tutto

Una volta aperto la confezione (Dvd style), sfogliato il manualetto d’istruzioni (non esaustivo come dovrebbe, ma tant’è, anche perché è praticamente identico a quello della versione per il 128 bit Sony), compiaciuti dal poster/mappa della città dove il gioco è ambientato, installato Gta3 (meno di mezzo giga, per fortuna), inserito il secondo cd rom ed effettuati gli opportuni settaggi (invero in misura minore della media usuale, tra i settaggi deputati alla grafica, al sonoro e all’assegnazione dei comandi), c’immergiamo nel mondo criminale, freddo e senza pietà di Grand Theft Auto 3.
L’introduzione, realizzata col motore grafico del gioco (realizzato col middleware Renderware, di proprietà di Criterion Software, usato anche da Konami per i suoi giochi calcistici Pro Evolution Soccer e International Superstar Soccer), con l’aggiunta di un pizzico di motion blur (molto di moda dall’uscita di Virtua Tennis nelle sale giochi), narra di una rapina, di quelle milionarie, di quelle che avrebbero permesso a John, il nostro alter ego e Maria, la sua fidanzata, di andarsene da quella città corrotta nomata Liberty City, conducendo una vita da veri miliardari. Il fato, però, volle che Maria volesse tenersi il bottino tutto per sé (o almeno così sembra), tradendo il suo fustacchione che viene sparato in testa e cade, tra il sangue che sgorga, a terra, pronto per una bella permanenza in una bella prigione.
Anni dopo, John viene caricato su un cellulare per essere trasferito di prigione, con altri detenuti come “8 ball”, i quali, riescono ad ottenere la libertà durante la notte. “8 Ball” v’invita a prendere contatti con un boss italo/ americano, tale Luigi, che controlla, di fatto, il “quartiere delle prostitute” di Liberty City.
Da qui inizia la vostra scalata al potere, nonché le basi per uno dei videogiochi più incredibili del creato.

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Liberty City

Che Dna Design e Rockstar Games abbiano dato il nome di Liberty City alla città dove il gioco è in toto ambientato, lo si intuisce dopo la prima mezz’oretta di gioco. Una piccola digressione però concedetela allo scrivente: uno dei più grandi meriti di un capolavoro videoludico per eccellenza, tale Super Mario 64 (il platform che di fatto ha dato i natali ai giochi di piattaforme tridimensionali), è stato quello che si lasciava giocare divinamente nonostante il non completamento delle missioni che il gioco richiedeva: tra una stellina e l’altra da recuperare, il videogiocatore vagava per i livelli, saltellando allegramente da una parte all’altra, si faceva una nuotata per guardare vascelli sommersi, effettuava un po’ di snowboard nei livelli innevati, terminando con qualche volo, libero nel cielo; tutte questi caratteri sono serviti (o almeno così speriamo) a spiegarvi uno dei più grandi pregi di Grand Theft Auto 3, ovvero l’enorme senso di libertà lasciata al giocatore, sia se si trova immischiato in una missione o meno. Proprio prima di scrivere queste righe, siamo stati reduci da una sessione di gioco della durata di una quindicina scarsa di minuti nei quali, senza adempiere a nessuna missione di quelle che boss o pezzi grossi delle varie famiglie malavitose (italiane, cinesi, americane che siano) ci rifileranno con insistenza. La domanda che potreste porre è, ovviamente, la seguente: “che cavolo hai fatto allora?
Beh, semplicemente, abbiamo fatto un giretto a piedi per la città, migliorando la capacità di resistenza alla corsa del nostro alter ego, abbiamo preso a bastonate un tizio che ci stava decisamente antipatico (per fortuna senza alcuna voglia di reagire) spedendolo all’altro mondo (tra l’altro alleggerendogli la tasca dei suoi averi), ci siamo, poi, posizionati vicino ad un semaforo, abbiamo “gentilmente chiesto” al proprietario di una rover di uscire dalla sua (ex) quattro ruote (approfittando che il semaforo era, ovviamente, rosso) e di donarcela, quindi ci siamo fatti un giro per la città, abbiamo investito qualche panzone di troppo (prendendo anche i loro sudati risparmi) ed abbiamo fatto riverniciare l’auto per non destare i sospetti della pula. Dulcis in fundo, ci siamo caricati in macchina una prostituta, siamo andati fuori città per…fare un bel “doppio” (err…) e, diamo a Cesare quel che è di Cesare, è stata così brava che l’abbiamo lasciata andare con il suo compenso, visto che sarebbe stato un peccato investirla e riprenderci il gruzzolo, nevvero?
Visto che siamo famosi per la nostra pignoleria, precisiamo che durante tutto quel che ci è successo, c’è stato un diluvio dalla durata, per fortuna, di appena un paio di ore (ovviamente simulate), seguito da un tramonto veramente suggestivo che si poteva scorgere dal luogo dove abbiamo rottamato l’auto e poi, a notte fonda siamo andati a riposarci.

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Liberty City

La mattina dopo (ovvero quando avremo finito di scrivere questa recensione), dovremo andare a lavorare sennò i dindi non bastano mai. Anzi, adesso che ci viene in mente, usciremo di notte lasciando steso al suolo qualche fessacchiotto e rimpingueremo, ulteriormente, le nostre finanze, c’è un bellissimo mitra che ci attira dalle vetrine del negozio d’armi che è un amore; male che va, ci facciamo un giro in auto (o taxi, così mettiamo ancora più grana da parte, emulando il famoso Craxy Taxi di Sega) e, volume a palla, switchiamo tra una radio e l’altra, ognuna col suo particolare stile musicale: musica dance, Rock, revival, addirittura musica lirica, nonchè stazioni dedicate interamente ad interessantissimi talk show con i vari Costanzo di Liberty City.
Speriamo vivamente che lunghissimo preambolo sia servito a farvi un’idea ben precisa del microuniverso creato dai coders americani, tra i più realistici environments che abbiano mai graziato i nostri monitor (e tv).
La prima ora di gioco si risolve, quasi sempre, nel totale stupore del videogiocatore: macchine che rispettano la segnaletica (si fermano al rosso, partono al verde, lasciano passare tranquillamente i pedoni sulle strisce, etc), condizioni metereologiche variabili (pioggia, nebbia, sole, notte, etc) e derivante numero di npc in giro: se di giorno il traffico è consistente e ci sono tantissime persone a zonzo, di notte, al contrario, potrete fare giri in città con la vostra auto a velocità inaudite, mentre le persone che incontrerete di notte saranno prevalentemente prostitute (con tanto di settore della città tutto loro), barboni e brutti ceffi che più di una volta si esibiranno in rapine e scippi (che comunque accadono, seppure in misura minore, anche nelle ore mattutine e pomeridiane). Nel caso qualcuno resti ferito (l’avete preso sotto, c’è stata una rissa, etc), vedrete l’ambulanza accorrere a sirene spiegate sul luogo del tragico evento il più in fretta possibile, per poi veder caricare con sé il poveretto (o curandolo direttamente sul posto) e/o pattuglie di polizia che vorranno accertarsi dell’accaduto; ovviamente nulla vi vieta di rubarvi l’ambulanza o la macchina degli sbirri, magari dopo aver estratto il fucile a pompa ed aver compiuto un massacro.
Fidatevi, quel che avete letto sinora è, si e no, il 30% di quello che, a seconda della vostra morale e dei vostri gusti, potrete compiere, non “spoileremo” ulteriormente, certi che questo assaggio abbia stuzzicato la vostra fantasia.
Le possibilità sono veramente tantissime (ci sono anche alcuni sottogiochi decisamente invitanti) tanto che….abbiamo parlato sinora soltanto di tutto ciò che è un mero “accessorio” del gioco, visto che quel che conta in Gta3 sono gli……..

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Incarichi

“Senza lavoro, non si fa l’amore”, si dice, quindi la prerogativa principale di John è quello di ammassare più dindi possibile, scopo raggiungibile mediante, principalmente, i lavoretti che vi verranno affidati.
Si parte con incarichi da poco, come prelevare la prostituta Misty per portarla dal fidanzato, anch’esso poco di buono, si prosegue con omicidi, furti, lezioni di vita (rubare un auto, farci mettere una bomba su, riportarla dove l’avete “presa in prestito” con seguente…..BOOM!!), improvvisandoci, ogni tanto,tassisti (per intenderci, in una missione bisogna portare più prostitute possibili alla centrale di polizia per un party) o rapinatori di quelli che mobilitano 40 auto della polizia con elicotteri annessi (assalto ad un furgone portavalori, ad esempio).
Ovviamente, con le vostre gesta che diverranno sempre più difficili e, quindi, famose, saranno sempre più i capi della malavita a voler disporre di un uomo del vostro talento, adesso servendo Luigi Leone, dopo aiutando i Diablo, sino a stringere accordi con la Yakuza. Commettere però infrazioni, omicidi o scippi che siano, vicino ad auto della polizia o, ancor peggio, vicino alla centrale, non mancherà di attirare l’attenzione degli sbirri su di voi (lo si nota dal numero di stelle che avrete in alto a destra dello schermo), stroncando ogni vostra velleità, nonostante le prime volte (o se sarete colti in flagrante durante atti delittuosi di poco conto) potrete cavarvela con una multa o pochi giorni di gattabuia.

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Miiii che bello

I requisiti minimi per giocare Gta3 si assestano su un P3/ Athlon 450, 96 mb di ram e scheda video con 16 megabyte di memoria.
I requisiti consigliati, per fruire più che degnamente del gioco targato Dma Design e Rockstar Games, si elevano, assestandosi su di un processore di classe sopraindicata, ma dalla velocità di 700 mhz, oltre 128 mb di ram (consigliati gli oramai standard 256 mb) ed una scheda video accelerata che abbia almeno 32 mb di ram. In ogni caso indispensabili le Direct X 8.1.
Il (divertentissimo) test su Gta3 è stato condotto su un P3 933, 256 mb di ram a 133 mhz e GeForce 3 Titanium 200, con tutti i dettagli al massimo.
Così com’è già successo per altri porting da Playstation 2, anche Grand Theft Auto 3 è stato convertito pedissequamente, con l’aggiunta (quantomeno ovvia) di poter scegliere la risoluzione che più ci aggrada, il livello di distanza del paesaggio, il protocollo sonoro più indicato alla nostra scheda audio e la scelta degli input della tastiera o del joypad (entrambi eccellenti, con una leggera preferenza per il gamepad, vista la provenienza “consolosa” del prodotto in esame).
Mettiamo le mani avanti, gli unici difetti tecnici, per una volta leggermente trascurabili, riguardano l’incerta fludità ed alcune costruzioni poligonali, di qualità decisamente bassa.
Il motore grafico del gioco, come detto nel paragrafo iniziale, è stato creato con Renderware, un middleware creato da Criterion Software che permette di ottenere buoni risultati visivi con un lavoro pressoché minimo. Purtroppo, con detto sistema, è impossibile programmare meraviglie grafiche superfluide o con effetti speciali degni dell’hardware su cui si programma e gli utenti di Playstation 2 oramai lo sanno bene, visto che il vendutissimo Pro Evolution Soccer di Konami, anch’esso realizzato con Renderware, presenta un’eccellente fludità, sacrificando in parte la cosmesi, ovvero assenza di arbitro e guardalinee, pubblico realizzato malissimo e textures dal dettaglio tutt’altro che irresistibile, pressappoco la stessa sorte che subirà ad Ottobre il sequel (Konami userà Renderware per altri 3 anni).

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Miiii che bello

Gta3 è sicuramente un gioco molto più complesso di un qualsiasi simulatore calcistico ma per fortuna il risultato finale è più che buono: i personaggi sono realizzati discretamente (anche se la diversità tra gli sprite non è elevatissima come il caso richiederebbe) e sebbene il numero di poligoni non sia dei più elevati, le animazioni facciali sono ridotte quasi all’osso; per fortuna, però, ci sono tantissime animazioni diverse (ed alcune casi abbastanza esilaranti) che non fanno rimpiangere questa mancanza. Le textures sono veramente belle, anche perché a differenza dell’altresì identica versione per il monolito nero Sony, su Pc è possibile utilizzare risoluzioni più elevate della classica 640x480.
I palazzi, o meglio, la maggioranza di essi, sono abbastanza blandi a vedersi, a parte quelli importanti per l’economia del gioco, realizzati in maniera più che sufficiente; gli ottanta e passa mezzi diversi (la cui guidabilità può variare anche notevolmente da un modello all’altro) godono di una realizzazione senza infamia e senza lode, comunque necessaria per non mettere alle corde l’hardware in uso, quindi è una limitazione ben accetta, soprattutto quando si notano riflessi (non in tempo reale, purtroppo) ben implementati sulle lamiere o quando, dopo numerosi scontri, il vostro mezzo inizia a perdere lungo la strada portelle, parabrezza, infiammandosi mano a mano, sino al botto finale (e, speriamo per voi, repentina fuga).
Molto belli gli effetti speciali come la pioggia, la nebbia e il tramonto che non mancheranno di strapparvi un sorriso di soddisfazione. L’altro lato grafico dolente è, com’anticipato qualche riga più su, la fluidità: così come nella versione Playstation 2, la fluidità varia dalla quindicina di frame al secondo ad una trentina scarsa, stesse performance registrate sul computer usato per la recensione.
Come però accade nella maggior parte dei giochi per Pc, alcuni scattoni mai visti su console, ivi fanno, purtroppo, capolino.
Tenendo conto dell’enorme mole grafica gestita e delle complesse routine d’intelligenza artificiale che gestisce pedoni e automobilisti, nonché le diverse condizioni climatiche, il risultato ottenuto è veramente rimarchevole e lascia spazio a pochi rimpianti, speriamo soltanto che il già annunciato sequel, usi un motore grafico nuovo di pacca che possa spremere a fondo il chipset video di Playstation 2 e le moderne schede grafiche per Pc.

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Check this out, man

Se c’è una cosa su cui nessun videogiocatore potrà discutere, beh, quello è il lato sonoro di Gta3.
Quando nel terzo paragrafo parlavamo di farsi i giri in auto, passando da una radio all’altra, ognuna col proprio sound ed i propri djs, non dicevamo una corbelleria; accendete Head Radio per farvi trascinare dalle bellissime “Change” di Conor & Jay o “Fade Away” di Craig Gray, mentre il deejay Micheal Hunt cambia pezzo; amate la musica lirica? Tutti su Double Cleff Fm dove Morgan Merryweather vi proporrà hits del calibro di “La donna è mobile” con la riconoscibilissima voce di Pavarotti in persona! Nelle altre stazioni radio, invece, potrete sentire roba più soft, revival, techno con eccellenti tracce che meritano di essere registrate su cassetta, come molte persone hanno già fatto quando il gioco debuttò su Playstation 2.
E se dopo una settimana di gioco continuo, vi siete stancati della decina di radio disponibili? Non ce la fate più a sentire sulle frequenze di Chatterbox una serie di talk show tutto sommato divertenti? Beh, provate a mettere i vostri mp3 preferiti nella cartella /mp3 del gioco e ascolterete qualcosa di nuovo ogni qualvolta andiate in auto, secondo i vostri gusti.
Musiche eccellenti, per tutti i palati e disc jockey scatenatissimi si associano ad un doppiaggio in inglese veramente eccellente grazie alle diverse varianti implementate e qualche chicca di grande efficacia (quando sentirete l'italianissimo “Guidi come ‘na femmina” le risate non mancheranno, poco ma sicuro).
Forse una delle migliori realizzazioni sonore di sempre, per il gran numero di pezzi disponibili (e per l’incredibile varietà dei generi), per i djs che tra un disco e l’altro fanno sentire la propria voce e che, immancabilmente, vi sembrerà d’ascoltare veramente una stazione radio. Aggiungeteci la possibilità di ascoltare i propri pezzi e di gustarvi un sacco di frasi digitalizzate di ottimo livello ed avrete un comparto audio da cardiopalma che speriamo possa essere l’inizio di un nuovo trend e non di una eccezione. IL sonoro per eccellenza dei videogiochi, insomma.

Grand Theft Auto 3 Grand Theft Auto 3

Fine del viaggio

I motivi per i quali andrete ADESSO a comprare Gta3: 70 missioni più una marea di sottogiochi. Una città quasi sterminata. Una libertà di gioco immensa, almeno per gli standard attuali. La colonna sonora sovrana nel campo dei videogiochi. Un eccellente doppiaggio. L’intelligenza artificiale dei personaggi non giocanti è quasi sempre eccellente.
I (pochi) motivi per i quali non vorreste comprare Gta3: Una realizzazione grafica più che buona ma non eccellente. Non avete un Pc all’altezza e tantomemo una Playstation 2. Molti palazzi potevano essere aperti alla libera esplorazione, è vero che sarebbe stata un utopia entrare in ogni singolo palazzo di Liberty City ma sarebbe stato auspicabile lavorarci un po’ più su a riguardo. L’intelligenza artificiale dei personaggi non giocanti saltuariamente va a farsi benedire: per intenderci, qualche volta ruberete un auto o ucciderete un paio di persone davanti alla polizia che non vi degnerà manco di uno sguardo.
Fate la vostra scelta signori ma se non annoverete nella vostra collezione di videogames questa piccola perla, è meglio che non compriate nessun altro gioco, sarebbe un vero delitto (per rimanere in tema col gioco) preferire un altro prodotto a Grand Theft Auto 3.

Grand Theft Auto 3 Grand Theft Auto 3
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Vademecum del piccolo criminale

In principio ci fu Grand Theft Auto, definibile come un racing game con visuale a volo d’uccello, grafica 2d ed un sacco di missioni malandrine poco politically correct da svolgere per la vostra ascesa al potere malavitoso…….poi venne il sequel, come direbbero gli inglesi, un “more of the same” con qualche aggiunta qua e la (impiego della grafica poligonale, in primis), per mantenere intatto il valore più che buono del marchio videoludico creato da DMA Design e Rockstar Games.
L’anno scorso, dopo un attesa lunghissima (dovuta ai soliti, dannatissimi rinvii), debutta sulla console Sony Playstation 2, il terzo capitolo della saga, ovvero Grand Theft Auto 3.
Ebbene, potremmo anche chiudere qua la recensione, dirvi, anzi, intimarvi di andare immediatamente a comprare il gioco e , se il caso lo richiede, di upgradare quanto basta il computer per godersi appieno ogni linea di codice di questo capolavoro che, nella summenzionata versione console, continua a distruggere i record di vendita europei ed americani come se fossero noccioline, lo stesso che accadrà alla versione per personal computer, appena approdata da noi.
Se non vi fidate di queste parole, non siete pacifisti, moralisti o esageratamente puritani continuate pure a leggere questa review, che tra l’altro, si preannuncia lunghetta; in caso contrario, se siete tipi che non dareste un pugno manco al vostro compagno di classe che ogni giorno vi soffia l’agognata merendina, beh…..non ci assumiamo responsabilità in merito ai repentini cambiamenti che Gta3, silenzioso come un serpente, inculcherà nella vostra testolina.

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