Grand Theft Auto Double PackGrand Theft Auto Double Pack 

E' uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva farlo! GTA III e Vice City approdano finalmente su Xbox in un elegante cofanetto, siete pronti ad abbracciare la criminalità virtuale?

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Tutta mia la città...

Sebbene non privi di significative differenze audiovisive (Vice City rimembra nostalgicamente suoni e colori degli anni 80) e di sceneggiatura, i due titoli condividono il medesimo quid ludico, impegnando il player in una dinamica struttura a missioni di difficoltà crescente. Queste risultano perfettamente amalgamate nella impressionante riproduzione cittadina, pullulante di vetture di ogni genere ed una bizzarra quanto variegata fauna umana. Avvalendosi di una visuale in terza persona, il giocatore è libero di soddisfare il proprio desiderio d’interazione nella maniera che più gli aggrada, limitato solo da settori che si aprono parallelamente alla progressione nel gioco e totalmente svincolato dalla linearità intrinseca nel genere. L’effetto è inizialmente spiazzante, poiché bastano pochi minuti per verificare l’efficacia di un complesso meccanismo di algoritmi di intelligenza artificiale, la cui apparente ciclicità viene continuamente alterata dall’azione, sia del giocatore che esterna. La sensazione di venire catapultati in un microuniverso digitale indipendente è nitida quanto esaltante, ed è proprio la negazione dell’egocentrismo a far scattare la scintilla del gameplay, tanto che è possibile divergere clamorosamente dagli obbiettivi prefissati per ritrovarsi nei panni di improvvisati tassisti, o guidatori di ambulanze! Il sistema di gioco richiede due approcci distinti, essendo nel contempo un’avventura ed un simulatore di guida. Tenendo fede al titolo, gran parte dell’azione si svolge a bordo di vetture sottratte ai loro legittimi proprietari (persino le moto in vice City), e sebbene la guida risulti semplice ed intuitiva, occorre una buona dose di pratica per padroneggiarle al meglio nelle varie missioni, prestando attenzione a non sfasciarle rovinosamente. Azione comporta sempre reazione, e nella maggior parte dei casi ogni scoperta viene sperimentata sulla pelle del giocatore, così come la tentazione del suo lato più oscuro.

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Il braccio violento del fuorilegge

A questo punto arriviamo al fattore cruciale di GTA, lo stesso che ha provocato una profonda lacerazione tra l’utenza. Stiamo parlando di un prodotto che suggerisce e agevola in ogni occasione l’azione criminale, lasciando però al giocatore stesso la facoltà di deciderne i modi espressivi, e di verificarne le conseguenze. Sebbene stemperata da un alone parodistico, fumettoso e grottesco, l’estrema violenza praticabile nel gioco potrebbe turbare ben più di una persona. Non staremo a descrivere nel dettaglio le possibilità offerte (alcune davvero inenarrabili), ma possiamo portarvi un esplicativo aneddoto: picchiate un ignaro vecchietto per rubargli i soldi, nella maggior parte dei casi lo vedrete fuggire terrorizzato, ma non potremo escludere l’eventualità che reagisca violentemente all’aggressione, inseguendovi e picchiandovi con vendicativa ferocia. Sullo stesso piano, attaccare un componente di qualche gang criminale o mafiosa potrebbe risolversi con uno scontro a fuoco con la banda di appartenenza, accorsa in aiuto del compare. Nel contempo potreste veder sopraggiungere la polizia ed assistere ad un sanguinoso conflitto tra le fazioni, da cui potreste sgattaiolare via come il miglior Solid Snake… Questo è GTA, il caos e la punizione digitale. L’azione distruttiva del protagonista viene quantificata da una serie crescente di stelle sull’interfaccia di gioco, il cui numero influenza l’intervento delle forze dell’ordine. Una stella comporterà l’arrivo dell’agente di ronda, quattro i reparti speciali antiterrorismo, se non addirittura l’esercito. La meccanica risulta quindi fin troppo evidente nella sua sadica contraddizione: se escludiamo le potenziali divagazioni precedentemente descritte, il giocatore si esprime in larga misura tramite l’azione violenta, perpetrata attraverso i pugni, le armi ed il furto delle vetture (significativa in questo senso l’impossibilità di dialogare fuori dalle cut), ma nello stesso tempo tali azioni vengono prontamente punite dalla cpu. Il segreto è quindi riuscire a sopravvivere nel perverso meccanismo senza che questo travolga il nostro alter-ego digitale, la cui dipartita però non compromette in nessun modo la splendida continuità dei titoli. Non si muore praticamente mai, o almeno non nel senso più tradizionale del termine, resuscitando di volta in volta al più vicino ospedale (morte) o alla centrale di polizia (arresto), pronti a gettarci nuovamente nell’azione e saltando il tedioso recupero del save point, ma senza più un soldo o item nelle tasche. Ne consegue la necessaria adozione di un’azione ponderata, soprattutto considerando l’importanza della pecunia e la scocciatura di dover ripetere ogni volta le missioni richieste.

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Grand Theft Xbox

Tutto quello che avete letto finora non rappresenta certo una novità, lo è invece il fatto che stiamo parlando di GTA sulla console Microsoft, con i miglioramenti estetici che sarebbe lecito aspettarsi dal suo hardware. Anticipiamo subito che, per ovvi motivi temporali, Rockstar non ha potuto fare miracoli all’engine grafico, tuttavia entrambi i prodotti hanno beneficiato di diverse migliorie estetiche rispetto alle versioni PS2. Innanzitutto sono riscontrabili positivi affinamenti poligonali, a cominciare dalle mani non più blocchettose dei protagonisti, o la realizzazione delle vetture, maggiormente plastiche in virtù di un efficiente enviromental mapping e la buona gestione degli effetti di luce. La pulizia video risulta leggermente migliore, così come il ridotto draw-in dei palazzi. In linea di massima molti particolari potranno essere notati solo dai più pignoli, ma bisogna riconoscere ai programmatori la volontà di tenersi lontani dal mero porting, anche se non siamo ancora ai livelli grafici della media dei titoli Xbox. Avremmo gradito trovare un framerate più solido di quello della versione PS2, ed una miglior gestione della telecamera, in certi casi piuttosto confusa. Poco convincente il rinnovato sistema di controllo, che assegna pugni/accelerazione al trigger destro del pad, senz’altro buono per guidare, decisamente meno per le azzuffate. Molto meglio riabilitare i vecchi controlli PS2 dal menu opzioni. Ottima invece la possibilità di caricare una soundtrack personalizzata dall’ hard disk, funzione originalmente implementata sotto forma di musicassette da sostituire alle consuete stazioni radiofoniche della città. Certo non ne sentiremo la mancanza considerando lo sfavillante accompagnamento musicale di entrambi i titoli, ma è una possibilità aggiuntiva che gradiamo sempre con piacere.

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Commento

GTA Double Pack è una raccolta dal valore non indifferente, ben maggiore dell’elegante cofanetto che la riveste. Due capolavori di innovazione e divertimento, graficamente migliorati, al prezzo di uno solo. Un'occasione davvero imperdibile, anche se esclusivamente confinata agli utenti Xbox ed i neofiti della saga, per tutti gli altri non ci sono valide motivazioni per giustificare nuovamente l’acquisto. Ad ogni modo non è certo un evento da poco, e noi di Multiplayer ci sentiamo di premiarlo adeguatamente, auspicando un promettente futuro della serie sulla console Microsoft. Si tengano alla larga i più impressionabili, in quanto potrebbero non gradire l’elevata violenza presente nei due titoli.

Pro: GTA III e Vice City in un colpo solo Apprezzabili miglioramenti grafici Elevata longevità Contro: Ancora problemi con la telecamera Framerate soggetto a cali Decisamente non adatto a tutti

La serie di Grand Theft Auto rappresenta senza dubbio la punta di diamante di Rockstar Games, non solo per importanza commerciale, ma anche come rappresentante di una filosofia ludica politicamente scorretta quanto creativa. La saga si è imposta rapidamente sul mercato per l’enorme potere decisionale conferito al giocatore, la notevole libertà ed interazione con lo scenario e, non ultimo, il distintivo carattere iconoclasta e amorale. Come tutti ormai sanno, lo scopo consiste nel guidare le azioni rigorosamente criminali di un malvivente, cercando nel contempo di fargli guadagnare una solida posizione nell’ambito della malavita. Questo aspetto è ulteriormente rinforzato nel sequel Vice City (o prequel, considerata la collocazione temporale…), dove nella seconda parte del gioco il protagonista Tommy Vercetti sarà addirittura impegnato nel dominio totale della città. Il passaggio al pieno 3D con GTA III è stato tra i più felici mai visti nella storia videoludica (a livello, oseremmo dire, di un Mario 64), con l’aggiunta di tutta una nuova serie di idee e suggestioni offerte dalla rinnovata ambientazione tridimensionale. Grazie a questi requisiti ed una solida realizzazione tecnica, il titolo è diventato un vero best seller su PS2, creando di fatto un sottogenere ed ispirando svariati prodotti, da Driver a Getaway. Scaduto il periodo di esclusività Sony, GTA III e Vice City sbarcano in un lussureggiante cofanetto sulla console Microsoft, rappresentando una ghiotta occasione per tutti i neofiti della serie.

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