Grandia 2  0

Conversione diretta di un ottimo Gioco di Ruolo apparso un paio di anni fa sul Dreamcast, Grandia 2 è pronto a conquistare il cuore dei giocatori Pc con una grafica al di sopra degli standard ed un sistema di gioco particolarmente originale. Se siete appassionati di Rpg di ispirazione orientale, a là Final Fantasy per intenderci, sarete contenti di ascoltare dalla bocca di Stefano Russo i commenti piuttosto entusiasti che accompagnano questa sua recensione ; e se non vi basta, sintonizzati sul nostro piccolo paradiso chiamato Rpg Player ...

Grande, grandissimo…. Grandia!!


Solo dopo alcuni anni, l’Europa ebbe il piacere di cimentarsi con Grandia, in versione Playstation, release purtroppo per nulla ottimizzata per le superiori capacità di gestione poligonali del 32 bit Sony e, ancor peggio, giunta col settimo capitolo della saga di Hironobu Sakaguchi oramai nei cuori dei fanatici di giochi di ruolo, tra l’altro già pronti al (discreto, secondo chi scrive) Final Fantasy 8. Con il progressivo invecchiamento delle console a 32 bit e la richiesta via via sempre più pressante di un sequel, Game Arts ufficializzò già dal lontano 1998 lo sviluppo di un nuovo episodio di Grandia, stavolta per il Dreamcast.
Grandia 2 fu acclamato immediatamente come un ottimo gioco di ruolo, grazie ad un eccellente character design, un sistema di combattimento a turni in parte innovativo, un’avvolgente storyline ed un ottima realizzazione audio visiva. Ad oltre due anni dalla prima release per il 128 bit Sega (ed aspettando l’imminente conversione per Sony Playstation 2), Grandia 2 fa capolino sui personal computer d’Europa grazie ad Ubisoft che spera di riscuotere lo stesso consenso ottenuto da Final Fantasy sette ed otto su Pc. Ci sarà riuscita?

Un grande Rpg

La storia di Grandia 2 è parecchio affascinante e non mancherà di appassionarvi e tenervi di tanto in tanto col fiato sospeso; per questo motivo non vi sveleremo nulla di essa, se non che il vostro alter ego, Ryudo, è un geohound, uno sprezzante mercenario che accetta i compiti più difficili in cambio di ricompense via via maggiori e che il suo migliore amico è il falco Skie, di sicuro il più saggio del duo, anche se a mano a mano ragazzini in cerca di medaglioni, chieriche divise fra il bene ed il male e grossi energumeni che vi scambieranno per i propri nemici si uniranno al vostro periglioso viaggio.
A prima vista Grandia 2 sembra un gioco di ruolo jappo come gli intramontabili classici firmati Squaresoft ma così non è: se i personaggi di Ryudo ed Elena ricordano per alcune sfumature del loro carattere miti come Cloud (Final Fantasy 7) e Tina/ Terra (Final Fantasy 4/6), è innegabile come il sistema di gioco sviluppato dai ragazzi della Game Arts vada anche oltre quello approntato dalla saga di rpg creata da Hironobu Sakaguchi: mentre il vostro party si sposta sulla mappa di gioco, i nemici sono visibili e quando diventano interamente rossi, vuol dire che vi hanno visto e che vi stanno per puntare addosso, pena un combattimento d’affrontare e, si spera, (anche)da vincere.
Una volta iniziata la battaglia, un barra posta in fondo allo schermo indicherà il turno d’attacco dei vostri eroi o dei nemici di turno, generando scontri a dir poco spettacolari: può capitare che un membro del vostro party in fin di vita sia attaccato da un nemico volante e nel frattempo è il turno del guerriero in questione e di un suo alleato; il giocatore può impartire l’ordine di attaccare il nemico incombente con la vittima dell’attacco mentre l’altro membro della vostra squadra lo guarisce con una pozione, a differenza dei classici rpg dove l’azione è, di volta in volta, nelle mani di un singolo guerriero o nemico.

Grandia...era la grafica.

Nel 1999 Grandia 2 era un vero e proprio capolavoro cosmetico: un eccellente motore grafico che mandava a video trenta fotogrammi al secondo costanti, un sacco di effetti speciali (e le magie di alto livello realizzate con filmati mpg), un character design molto vicino, a tratti, a quello dei personaggi inventati da Miyazaki e lo Studio Ghibli (Princess Mononoke, Nausicaa, Porco Rosso, Lupin prima serie, Conan il ragazzo del futuro, ect), ponevano Grandia 2 come uno dei primi reali esempi di sfruttamento intensivo del chip grafico di Dreamcast (powered by Videologic, in principio doveva essere 3dfx!). Sicuramente vi chiederete se la versione Pc del gioco di ruolo di Game Arts abbia subito un bel lifting per renderlo all’altezza dell’orgia grafica di Final Fantasy 10 e 11 per Playstation 2 o Neverwinter Nights per macchine con dentro Windows; beh, il gioco è identico alla versione Dreamcast se non fosse per la presenza di risoluzioni più elevate rispetto alla canonica 640x480 del 128 bit Sega (ma anche Sony), peccato che la macchina richiesta per far girare dette risoluzioni debba essere un tantinello potente!
Una volta partita la presentazione (realizzata prima con un fmv di dubbia fattura e in seguito col motore grafico del gioco vero e proprio), si rimane basiti nel vedere scattoni evidentissimi se si usa una risoluzione di 1024x768 (un po’ meno, ma sempre evidenti con le risoluzioni minori), nonostante il gioco sia identico alla propria controparte per il 128 bit Sega, di certo non lo stato dell’arte di potenza hardware dei giorni nostri.
Delle 3 macchine usate per provare Grandia 2, l’unica dove Grandia 2 ha girato sempre fluidamente alle alte risoluzioni è composta di Athlon xp 1800, 512 mb DDR e GeForce 3 Titanium 200 annessa; sullo stesso Pc, ma con una GeForce 2 Pro, gli scatti (una vera e propria moviola nell’intro) tornano ogni tanto a farsi sentire. Sul fidato pc di chi scrive questa recensione (P3 933, 256 mb di ram 133 mhz e GeForce 2 Gts)la visione di 3-4 frames al secondo nella più volte citata introduzione fanno temere per una delle peggiori ottimizzazioni grafiche di sempre ma per fortuna il resto del gioco si assesta su valori di fuidità più che accettabili (60 frames circa per i combattimenti, una trentina scarsa nei momenti di pausa e perlustrazione).
La grafica di Grandia 2, sebbene un po’ antiquata rispetto agli rpg odierni (Final Fantasy 10 su tutti) non è comunque malvagia, grazie alla meravigliosa caratterizzazione dei protagonisti, alla varietà dei nemici ed alle meravigliose magie realizzate mediante l’uso di filmati.

Musica Maestro

Raramente un rpg giapponese di un certo stampo ha mancato di appassionare le nostre orecchie e Grandia 2 per fortuna non fa eccezione: le musiche, varie e tutte godibili, si adattano mirabilmente a ciò che accade sullo schermo: sinfonie di morte si alternano ad altre più frizzanti, shakerando il tutto con sonorità più cool e galvanizzanti.
Gli effetti sonori sono veramente moltissimi e tutti decisamente indovinati, raramente ricordiamo una resa cosi convincente di un ponte sospeso che crolla o di un manipolo di eroi che corre su terreni paludosi per arrivare quanto prima al vicino save point.
Il doppiaggio in inglese (di qualità media), non è assolutamente paragonabile a quello originale giapponese e a dirlo è un conoscitore della versione giapponese che avrebbe preferito di gran lunga i sottotitoli nella lingua d’Albione (se proprio non potevano mettere l’italiano…), conservando in toto il doppiaggio originale.
Per fortuna tutti i mali non vengono per nuocere, visto che la meravigliosa voce originale di Elena è rimasta nella oramai famosa scena dove canta nella chiesa, a sua insaputa ammirata dall’impavido Ryudo.

Conclusioni

Quando un videogioco è un capolavoro, lo rimane anche col passare degli anni. Il più grande difetto del gioco risiede nella grafica sicuramente datata e per nulla ottimizzata, nonostante un motore grafico come questo avrebbe dovuto far faville (in teoria) anche su macchine da mezzo gigahertz, 128 mb ed una scheda video ai livelli di una GeForce 2 Mx.
Gli aficionados di rpg di matrice giapponese non possono non provarlo, chi predilige gli rpg più classici del mondo Pc (Baldur’s Gate, Icewind Dale, etc) gli dia comunque un’attentissima occhiata, seguita da almeno un paio d’ore di gioco, molto sicuramente più che sufficenti ad immedesimarsi in toto nei panni del geohound Ryudo!
Un ottimo rpg che, comunque, avrebbe dovuto beneficiare di un adattamento più adeguato al nome altisonante che porta, procedura che però a quanto pare viene decisamente snobbata(si vedano le pedissequee conversioni di Final Fantasy 7 e 8).

Grande, grandissimo…. Grandia!!

Finalmente, dopo l’anteprima pubblicata all’incirca un mesetto fa, abbiamo finito di giocare la review copy inviataci per recensire (o meglio, giocare fino allo sfinimento) la conversione per Pc di Grandia 2, eccellente rpg della software house giapponese Game Arts (creatori della meravigliosa saga di gdr Lunar, nonché quella di sparatutto Silpheed ).
Per chi non avesse letto la nostra preview, ricordiamo che il primo Grandia ha visto la luce inizialmente su Sega Saturn (versione giapponese, mai in Europa per via dello scarso impatto avuto dal 32 bit Sega sui videogiocatori del vecchio continente), spaccando in due schiere i fans di giochi di ruolo: da una parte c’erano gli aficionados dell’azzeccato mix di raffinatissimo character design (anche a livello psicologico) e affascinante storyline di Final Fantasy 7 per Playstation (il pomo della discordia che allontanò, sino ai giorni nostri, Squaresoft da Nintendo), dall’altra chi era rimasto meravigliato dall’eccellente grafica e struttura di gioco del capolavoro targato Game Arts.