Half-Life 2: Episode OneHalf-Life 2: Episode One - Recensione 

Avevamo lasciato Gordon e Alyx in una situazione esplosiva, ora dobbiamo riuscire a salvargli la pelle.

arrivati alla fine ci si sente mancanti di qualcosa, si vuole sapere come andrà a finire la storia e si è partecipi della sorte di Alyx come della propria

C'è episodio e episodio

Dopo aver giocato a fondo a Sin Episodes: Emergence (non che ci sia voluto tanto) eravamo diventati profondamente dubbiosi sulla formula di rilascio ad episodi dei giochi. La domanda fondamentale che ci siamo posti è stata: vedremo mai Alexis Sinclair nuda? (qualcuno l’ha mai vista vestita?) Ahem, no (oggi proprio non c’è verso di scrivere qualcosa di serio… uffa). La domanda è stata: come faranno a mantenere desto l’interesse per tutti e nove gli episodi? Ovviamente la risposta è arrivata solo dopo aver giocato a Episode One; ovvero dopo aver constatato che una formula del genere può funzionare solo se si effettua un lavoro di prima classe a livello di caratterizzazione dei personaggi e del mondo di gioco. Probabilmente Valve è partita avvantaggiata perché aveva a disposizione un background più solido rispetto a quello di Ritual, ma ridurre tutto a questo, significherebbe sviare dal nodo della questione.

Half-Life 2: Episode One - Recensione Half-Life 2: Episode One - Recensione Half-Life 2: Episode One - Recensione

Questioni affettive

Prendiamo Alyx. All’inizio del gioco manifesta gioia nel rivederci. Non ci dice solo “ah come sono contenta” ma ce lo fa vedere “recitando” la sua contentezza. Alyx interagisce con noi e con Dog. Il suo comportamento non solo è plausibile, ma è anche estremamente “umano” (nel senso drammaturgico del termine). Sin da subito iniziamo a sentirla realmente come una “compagna” d’avventura e non come una tizia messa lì dai programmatori per tenerci compagnia. Siamo sulla stessa barca ma è lei a condurci all’interno dell’azione. Il rapporto che si sviluppa tra Gordon e Alyx è complesso. Nel suo approcciarsi a noi (noi intesi come Gordon) traspaiono moltissimi sentimenti che vengono sviluppati nel corso di tutta l’avventura: preoccupazione, affetto, fiducia, paura, stima e altri ancora. È splendido superare una sezione difficile e sentirsi dire da Alyx “sapevo che ce l’avresti fatta”, osservandone il volto rilassato dopo la supposta tensione. Al di là della trama in sé (riuscire a fuggire dalla città portando con se un oggetto per Eli Vance), ad appassionare è questo svilupparsi del legame dei personaggi attraverso interazioni continue e mai forzate (in una parola si potrebbero definire come “naturali”, anche se è difficile dare un senso compiuto e netto a questa parola in un videogioco). A volte basta una singola battuta per creare un’atmosfera di complicità che stempera i momenti di azione pura. Alyx diventa ben presto una figura di cui ci si affeziona; nei suoi confronti si inizia a sviluppare una specie di istinto di protezione (anche se lungo il gioco dimostrerà di non averne bisogno) che ci porta a considerarla “importante” al di là dell’azione in se. Ovvero: in Emergence, nelle sezioni in cui Blade viene accompagnato dalla sua collega, non si fa molto caso a quest’ultima; appena si capisce che è immortale, la si lascia per conto suo senza considerarla più di tanto e senza curarsi della sua sorte. Quando le strade dei due si dividono non ci si fa nemmeno caso. È per questo che, arrivati al finale, non si partecipa di quello che, in realtà, dovrebbe essere un dramma (non ve lo raccontiamo nel caso voleste giocarci ma è facilmente immaginabile). L’unico motivo per cui si potrebbe voler giocare con il secondo episodio della serie è perché ci si è divertiti a sparacchiare di qua e di là.

Half-Life 2: Episode One - Recensione Half-Life 2: Episode One - Recensione Half-Life 2: Episode One - Recensione

Questioni affettive

In Episode One è diverso. Arrivati alla fine ci si sente mancanti di qualcosa, si vuole sapere come andrà a finire la storia e si è partecipi della sorte di Alyx come della propria (questo anche grazie ad una mossa furbissima fatta da Valve: rilasciare immediatamente un filmato di Episode Two in cui si vede Alyx in pericolo di vita). Insomma, a parte il gioco in sé, Episode Two ha senso perché andrà a colmare il “vuoto” (affettivo e di conoscenza) lasciato dalla fine di Episode One, raccontandoci “come va a finire” e creando un altro vuoto che verrà colmato in Episode Three e così via fino alla fine.

Voci dal profondo

Peccato solo per il doppiaggio italiano. Purtroppo, pur edotti dai giocatori dello stivale sul pessimo lavoro fatto per Half-Life 2, Valve (o chi per loro) ha confermato lo stesso team di doppiatori. Il risultato è più di una spanna sotto la versione inglese in cui, invece, il doppiaggio è perfetto e le voci sono splendide. Peccato veramente, visto che sentire le voci inespressive e spesso atone della versione italiana (a volte si arriva anche al ridicolo) fa perdere moltissime sfumature di quel meccanismo che abbiamo descritto nel paragrafo precedente. Forse si saranno preoccupati della continuità con le voci del passato… ma, sinceramente, chi se ne sarebbe preoccupato e chi non avrebbe gradito l’utilizzo di professionisti al posto di doppiatori improvvisati? Consci poi del fatto che produzioni infinitamente inferiori utilizzano doppiatori migliori (vedere tutti i titoli distribuiti nelle edicole da Power Up) il difetto diventa ancora più marchiato. Insomma, quella che in altri giochi sarebbe da considerare una questione secondaria, qui diventa abbastanza fastidiosa visto che i dialoghi sono molto frequenti e sono decisamente importanti.

Half-Life 2: Episode One - Recensione Half-Life 2: Episode One - Recensione Half-Life 2: Episode One - Recensione

Voci dal profondo

Parlando di azione vera e propria, è impossibile non menzionare la capacità di Valve di sfruttare il motore fisico non solo come mero elemento estetico: lungo tutto il gioco sono stati piazzati molti enigmi che obbligano il giocatore ad ingegnarsi per essere superati, e molti di questi richiederanno di sfruttare proprio questa ormai abusatissima fisica che, altrove, viene spesso usata male e a sproposito. Tanto per fare un esempio, in un livello dovremo usare la Gravity Gun per riuscire a tappare dei buchi da cui escono gli Antlion. Non vi diciamo ovviamente come, ma vi assicuriamo che è molto divertente farlo e, soprattutto, in questo modo si rende merito a questa tecnologia che, sempre più spesso, fatica a trovare un senso al suo esistere, oltre quello di appesantire a dismisura i motori grafici.

purtroppo, pur edotti dai giocatori dello stivale sul pessimo lavoro fatto per Half-Life 2, Valve ha confermato lo stesso team di doppiatori

Box Hardware

Half-Life 2: Episode One è un titolo avanzatissimo dal punto di vista tecnico che, però, non richiede un super computer per girare. Grazie alla scalabilità del Source, per farlo andare basterà un processore a 1400 MHz con 256 MB di ram e una scheda 3D con 64MB. Ovviamente con questa configurazione riuscirete a settare solo il dettaglio minimo. Per godere di tutte le chicche grafiche (come non citare lo splendido nucleo pulsante della Cittadella?), portate il processore a 3 GHz, la memoria a 1 GB (più ne avete e meglio è) e dotatevi di una scheda video di penultima o ultima generazione con almeno 256 MB. Come per tutti i giochi sfruttanti il Source, c’è il grosso rischio che abbiate problemi di stuttering dovuti all’audio. In questo caso il consiglio è sempre lo stesso: abbassate la qualità dell’audio e/o seguite le stesse procedure del precedente episodio per cercare di ottimizzare il tutto (basta editare i file di configurazione).
Half-Life 2: Episode One è acquistabile direttamente da Steam, la piattaforma DD di Valve, e nei negozi.

Commento finale

Che dire… Valve si conferma leader nella realizzazione di FPS e riesce a convincere anche lì dove altri non hanno convinto per niente. Episode One è splendido e, per quello che dura, riesce a far rimanere incollati davanti allo schermo senza frustrare mai e mantenendo sempre altissimo l’interesse. Il voto finale merita un discorso a parte. Il giudizio complessivo sarebbe, in realtà, 9.0 e non 8.7. I tre voti in meno vengono assegnati alla versione italiana che ha un doppiaggio pessimo. Se potete, giocate con l’audio Inglese, vi godrete il gioco ancora di più.

Pro Narrazione perfetta Finalmente la fisica viene utilizzata in modo intelligente Tecnicamente eccellente Contro Il doppiaggio della versione italiana è un delitto Breve Potevano aggiungere almeno una nuova arma

Chi si rivede...

Episode One è un FPS diviso in cinque capitoli non lunghissimi (circa sei ore di durata complessiva) e permette per la prima volta di rimirare il Source (si tratta del motore grafico proprietario di Valve, per chi non sapesse di cosa stiamo parlando) con tutte le nuove feature attivate (Lost Coast a parte, ovvio) in un gioco commerciale. Nei panni del solito Gordon Freeman dovremo riuscire a fuggire dalla Cittadella (il luogo in cui terminava Half-Life 2) e, quindi, da City 17, prima della distruzione dell’intera città. Insieme al Doc ci sarà anche Alyx che condividerà con lui quasi l’intera avventura (si divideranno solo per brevi tratti) e svolgerà un ruolo attivo sia in combattimento che nella risoluzione di alcuni enigmi. Ovviamente non mancheranno molti degli altri personaggi già incontrati nei precedenti Half-Life (Dog, Barney, il G-Man, Eli Vance più vari altri). L’arsenale a disposizione del nostro eroe è quello che abbiamo già conosciuto nel precedente episodio, senza variazioni rilevanti, così come i nemici sono sempre gli stessi, a parte lo Zombine (una combinazione tra gli headcrab e i Combine… ahem, il nome glielo ha dato Alyx facendo una battuta, posate quelle mazze su…) Fatto questo veloce riassuntino di quello che Episode One è, passiamo ad esaminarlo più approfonditamente. Allora, il microscopio è sul tavolo, il macchinario per fare la TAC è nella stanza affianco e l’infermiera nuda che mi affiancherà nel compito è sul let.. ma non tergiversiamo.

TI POTREBBE INTERESSARE