Halo 3 - Recensione  937

Il mito di Master Chief si chiude su Xbox 360. Tra campagna, multiplayer e mille diavolerie!

Di Halo 2 è stato detto tutto e il contrario di tutto: che è stato un successo dirompente; che ha segnato in maniera indelebile il gioco online su console; che è stato uno dei giochi più amati della scorsa generazione di hardware; che aveva una campagna in single player un po’ lenta e con un finale per alcuni deludente. Dopodomani esce in contemporanea mondiale Halo 3, terzo capitolo della saga e, dopo aver ampiamente giocato e finito la campagna, ci prepariamo a raccontarvi le impressioni suscitate dal single player e dalla modalità cooperativa, uno dei fiori all’occhiello di questo capitolo. In attesa di aver sviscerato a dovere tutti gli aspetti del multiplayer e dell'online.

La fine del viaggio.
Con Halo 3 tornano i canonici quattro livelli di difficoltà tra cui scegliere prima di lanciarsi con Master Chief e l’Arbyter alla caccia dei Profeti, del manufatto (o alienofatto, più correttamente) che questi stanno cercando in piena Africa e, ovviamente, di Cortana, inseparabile compagna virtuale del nostro eroe. Le avventure del “Capo”, da sempre, cambiano radicalmente a seconda che le si affronti a livello Facile, Normale, Eroico o Leggendario, ma questa volta ancora di più, dato che Bungie, dopo le critiche del secondo episodio, ha dato uno scossone alla Campagna, rendendola compatta, ricca di locazioni differenti, quasi del tutto priva di backtracking, ma più breve. A livello Normale ci vogliono meno di dieci ore per fare questo viaggio che porta a degna conclusione l’epopea dei Flood e dei Covenant, con un crescendo di situazioni ed alcuni momenti davvero epici, di cui non abbiamo cuore di accennare alcunché, ma che siamo sicuri faranno la gioia di qualsiasi fan di Halo, ma anche di chi per la prima volta si immerge in questo universo. Come nelle altre occasioni, però, è ad Eroico e Leggendario che l’IA dei Brute e dei Grunt si fa insidiosa, perfida, tanto da rendere quasi inservibili le semplici bombe a mano, dato che gli avversari si gettano a terra, fanno piroette e si riparano pur di evitare qualsiasi danno, spesso riuscendoci. Non ci sono ostacoli o ripari di sorta che possono impedirgli di venirci a scovare e, una volta presa dimestichezza con l’armamentario e i comandi, il gioco riesce ad essere esaltante in tanti frangenti. Soprattutto anche grazie alle possibilità offerte dalla nuova incarnazione del motore che vomita decine di avversari contemporaneamente su schermo.
Il gameplay di Halo è rimasto sostanzialmente invariato rispetto ai precedenti episodi, ma alcune delle mappe si ha davvero la sensazione che siano tra le migliori partorite dai Bungie, senza contare un preciso bilanciamento tra sezioni a piedi, in volo e a bordo dei mezzi su ruote. Da non sottovalutare, comunque, è l’introduzione delle nuove armi, tra cui il martello gravitazionale dei Brute, già visto nella serie, ma solo ora utilizzabile anche in multiplayer, che scaraventa qualsiasi oggetto e avversario in giro per lo schermo; o le nuove pistole Spiker, davvero mortali soprattutto per la lama montata sotto la canna che le rende perfette nel corpo a corpo quando si resta a secco di munizioni. Funziona anche l’inserimento degli accessori come lo scudo energetico a forma di bolla, che crea un’area in cui non si può essere colpiti da alcun proiettile o bomba, costringendo i Brute ad entrare in corpo a corpo, o il rigeneratore d’energia che crea una zona in cui chiunque si trovi vede ripristinato lo scudo di difesa. Funzionano perché anche i Brute riescono ad usarli con altrettanta efficacia, riuscendo a dar vita a situazioni sempre diverse. Altrettanto intelligenti, purtroppo, non possono dirsi i marines alleati di Master Chief, del tutto ininfluenti sul campo di battaglia e disastrosi alla guida dei mezzi, tanto da costringere il giocatore ad occuparsi in prima persona del controllo degli stessi. A meno di non volersi trovare a girare in tondo in balia dei colpi dei Wraith o dei Ghost all’inseguimento. Per fortuna ci pensano gli Elite dei Covenant e l’Arbyter a riequilibrare la situazione, soprattutto nelle fasi finali di gioco.

Cooperativa, moltiplicatori e teschi!

La novità più eclatante della campagna di Halo 3 è l’introduzione della modalità cooperativa a quattro giocatori in split screen, system link e via Xbox Live. Già solo questa è in grado di garantire un bel boost alla longevità, ma come se non bastasse Bungie ci ha messo del suo con uno di quei tocchi che lasciano il segno. Dalle opzioni è possibile sbloccare l’attivazione del Punteggio, che può essere a Squadra o Tutti contro tutti. Per ogni uccisione, per ogni nemico abbattuto durante qualsiasi livello, ogni giocatore che partecipa alla partita riceve dei punti, che vanno a determinare un totale che finisce in una classifica, individuale o a squadre, appunto (ogni morte, invece, porta ad una penalizzazione di 25 punti). I punti realizzati vengono, poi, aumentati da una serie di moltiplicatori, uno dei quali, ad esempio, è inversamente proporzionale al tempo impiegato per portare a termine un livello. Una volta attivato il Punteggio della Campagna, in basso a destra compare il timer che segna i minuti trascorsi dall’inizio dello stage e il relativo moltiplicatore che parte da 3 per scendere fino a 0, superato un limite preciso. Ma la vera trovata è l’aver disseminato per gli stage dei teschi che vanno scovati e raccolti come fossero delle armi. Ognuno di questi dà la possibilità di attivare delle penalizzazioni da un apposito menu, come la scomparsa del mirino, ad esempio, per tutti i partecipanti alla partita in co op, o il raddoppio delle penalizzazioni per ogni morte. Maggiore sarà il numero dei teschi/malus attivati, maggiore sarà il moltiplicatore per il punteggio del singolo o della squadra, che sarà invogliata a mettersi alla prova per sbloccare gli obiettivi che richiedono per ogni livello il raggiungimento di almeno 15000 punti. Considerato che un giocatore accumula di solito tra i 2000 e i 3000 punti, i moltiplicatori dei teschi diventano necessari per colmare il gap tra gli 8000 e i 12000, ottenibili normalmente da una squadra al completo, e quelli necessari per realizzare l’obiettivo. Tra l’altro i teschi non sono certo semplici da scovare, vista la dimensione delle mappe, e per trovarli tutti ci vorrà tanta pazienza e tempo. Anche qui, sono previsti diversi obiettivi come ulteriore gratificazione per i giocatori. Ovviamente, a patto di avere degli amici da portare a casa o un abbonamento a Xbox Live.

Mezzi di futuromozione

In Halo i mezzi hanno sempre rappresentato una delle punte di diamante ed anche questo capitolo non fa eccezione. Oltre a tutti vecchi veicoli, fanno la loro comparsa i Brute Chopper, le motociclette dei Brute che possono scattare con un propulsore e sparare con dei cannoncini montati frontalmente. I Chopper vanno davvero dappertutto e permettono acrobazie spettacolari tra nubi di polvere e particelle che scaturiscono dagli schianti. Bello anche il Prowler, una specie di slitta Brute con un cannone montato sulla parte posteriore.

La luce di Halo

Questo sarà senz’altro il comparto di Halo 3 che farà più discutere. I primi due livelli lasciano perplessi, perché, a parte l’HDR, l’eccellente sistema di illuminazione e l’acqua che si increspa e che, addirittura, si rompe in piccole onde quando la corrente viene interrotta da qualsiasi corpo solido, ci sono alcuni elementi che non convincono. Grandi protagonisti della scena, infatti, sono i soldati e gli spazi angusti di una foresta (pur bella) e di una base sotterranea recuperata come forte. I modelli dei personaggi umani sono poca cosa, anche nelle cut scene, e la base sotterranea è disseminata di camion e montacarichi che non possono far altro che far storcere il naso per i pochi poligoni di cui sono composti. Andando avanti, però, le mappe si aprono, il numero dei nemici aumenta esponenzialmente e con essi le luci e le esplosioni che riempiono lo schermo senza quasi mai rallentare. Alcuni scontri sono da ricordare senz’altro, soprattutto quelli con gli Scarab, enormi mezzi quadrupedi che erano apparsi in Halo 2 e che qui vanno domati e distrutti, salendoci sopra mentre continuano a camminare, facendo sobbalzare la visuale e i Brute che li guidano. Abbiamo assistito a scene concitate con un Ghost schizzato da una collina e piantatosi dentro il ventre dello Scarab, mentre eravamo appena saliti cercando di eliminare i soldati di guardia, e tutto intorno un buon numero di marines ci supportavano a bordo dei Moongose e dei Warthog, le moto e le jeep di Halo. Data la frenesia e la velocità, solo grazie alle opzioni del replay si riesce davvero a capire tutto quel che riesce a fare il motore di Halo 3 tra un’esplosione e l’altra, ma state pur certi che il gioco Bungie è in grado di colpire con diversi colpi ben assestati. Da sottolineare, purtroppo, l’aliasing che appare soprattutto in alcune scene e che, se in VGA si affievolisce quasi del tutto, in Component è piuttosto evidente, almeno sul pannello da noi testato.
Per la colonna sonora di Halo si potrebbero spendere tante parole, ma qui basti dire che si conferma una delle migliori di sempre e che riesce a scandire i tempi del gioco, con impeto quando serve, o con malinconia nelle scene più toccanti. Sempre nel contesto di un block buster di fantascienza come Halo, ovviamente.

Commento Campagna

La campagna single player di Halo 3 è il degno coronamento di una serie che, indubbiamente, ha segnato la storia degli FPS su console e che si è indissolubilmente legata al marchio Xbox. Come in un grande blockbuster Hollywoodiano la trama procede lungo i canoni classici della fantascienza a cui si ispirano da sempre i Bungie, ma con colpi di scena che accalappieranno i fan di Master Chief dall’inizio alla fine, anche grazie ad una colonna sonora sempre più sontuosa. La modalità cooperativa è quel che serve per dare longevità ad un gioco che si porta a termine in meno di 10 ore, ma che difficilmente verrà abbandonato dopo un solo passaggio, anche solo per mettersi alla prova con le difficoltà più elevate. Al termine, non possiamo che assaporare le sensazioni lasciateci da un gioco che sembra avere tutto quel che serve per diventare il più amato della trilogia di Halo. Il gioco più completo mai imbastito dai Bungie.

Nelle pagine seguenti: il Cinema, il multiplayer e il voto!

Tutti al cinema

Uno degli slogan che ha accompagnato il lancio di Halo 3 è stato sicuramente l’ormai noto "Con Amore, Bungie" e il frutto più evidente di questo, non possono che essere le foto e i filmati che è possibile ricavare da qualsiasi partita si faccia con Master Chief e Arbyter, sia nella campagna che in multiplayer. Dopo anni di Halo 2, la sola cosa che restava in mano ai fan erano statistiche e ricordi delle partite più frenetiche. Ora, invece, migliaia di immagini, in molti casi molto più belle di quelle rilasciate ufficialmente da Bungie, stanno tappezzando i forum delle comunità di tutto il mondo. Dopo ogni sessione, i replay rimangono in memoria della console sotto forma di filmati che possono essere rivisti in qualsiasi momento, anche online insieme ad altri amici come in un cinema virtuale. Durante la visione, che può essere accelerata e fermata a piacimento da un apposito menu (riavvolgere, invece, è un po’ più macchinoso), è possibile prendere degli screenshot che vengono immediatamente passati sul profilo giocatore sul sito www.bungie.net, da qui scaricati su PC e divulgati su internet grazie ai siti di image hosting (oppure trasferiti su Xbox 360). Durante i replay ci si può sganciare da Master Chief e vagare liberamente con la telecamera per i livelli, che vengono tutti tenuti in memoria, permettendo, quindi, di riprendere degli scorci, a volte davvero suggestivi, da qualsiasi angolazione e punto di vista. Un headshot che ha determinato una partita online o una prodezza che ha lasciato di stucco amici ed avversari non sono più affidati a racconti deliranti, ma a immagini da condividere e votare in quella che è una piccola rivoluzione per il mondo delle console e del modo di trasmettere le emozioni di chi ci gioca in rete.

Tutti al cinema

Una fucina di idee
Se n’era parlato a lungo prima del lancio del gioco e adesso che si è aperta la Fucina, è evidente come per capirne gli esatti contorni occorreranno mesi. Bungie ha inserito tra le modalità online di Halo 3 un editor in tempo reale delle mappe, in cui ogni giocatore può, in qualsiasi istante, trasformarsi in una pallina metallica e volare in giro modificando gli elementi di gioco. Dai mezzi a disposizione, dai punti di respawn, fino alle casse e alle armi, sempre rispettando un limite di item che possono essere manipolati; chiunque dei partecipanti può farsi cadere davanti un Ghost, ad esempio, tornare in campo ed utilizzarlo a piacimento. O almeno fino a quando un altro giocatore non intervenga levandoglielo di sotto o portandolo in giro per poi farlo precipitare al suolo con esiti esilaranti.
Questa è la base della Fucina, che permette, però, di creare anche mappe offline e di condividerle con gli altri utenti, arrivando anche a cambiare la capacità di ricarica dello scudo energetico, la lunghezza del salto dei giocatori o la visibilità sul radar degli Spartan e dei Covenant. E’ persino ipotizzabile una configurazione in cui il solo host sia in grado di intervenire sull’editor, mentre gli altri giocatori si danno battaglia divisi in due squadre distinte. Come una sorta di Game Master da gioco di ruolo da tavola, che si cimenta nel fissare le regole di un God Game travestito da fps.
L’aspetto che lascia perplessi, però, è che non è possibile avviare dei matchmaking in questa modalità, che può essere giocata solo con gli amici e i giocatori recentemente incontrati su Halo. Diventa quindi difficile convincere gli altri a provare le possibilità che indubbiamente offre e, di sicuro, sarebbe stato più semplice per i più temerari tornare alla carica dopo aver provato l’ebbrezza della Fucina con giocatori incontrati casualmente in giro per la rete, imparando trucchi e segreti che si sarebbero diffusi a macchia d’olio. Così facendo, ci vorrà molto più tempo prima che i giocatori prendano confidenza.
E questo, probabilmente, accadrà soltanto dopo che le 11 mappe a disposizione per le classiche modalità saranno state spolpate e digerite, condite come sono di un gameplay che fa sentire immediatamente a casa. A parte l’introduzione dei gadget, di cui abbiamo già parlato, e di piccoli aggiustamenti, infatti, il multiplayer di Halo è rimasto sostanzialmente invariato. C’è un accento molto più forte posto sugli scontri corpo a corpo, molto più determinanti di prima, ed una evidente simpatia per le mappe più piccole e veloci, con una citazione più o meno evidente a quanto fatto da Gears of War nell’ultimo anno. Non ci sono più i clan, e le partite classificate possono essere affrontate da gruppi formati al massimo da 4 giocatori, lasciando ai gruppi di 16 le sole partite personalizzate e tra amici. È evidente di quali, i ragazzi di Bungie, considerino le partite ideali di Halo, con scontri frenetici e continui, fino agli eccessi dei match con i team da 2 che si trasformano in vere e proprie guerre psicologiche sulla lunga distanza. Le novità vere e proprie sono relegate ai nuovi mezzi, come gli immensi carri su cui ci si può arrampicare nella mappa desertica o alle brute chopper. Per non parlare delle nuove armi, come il lanciafiamme, che grazie al sorprendente uso di HDR e delle fonti di luce riescono a dare una soddisfazione di vera potenza. Nessuna vera novità nella sostanza, insomma. Per alcuni sarà un problema, per la maggior parte sarebbe stato un delitto il contrario.

Obiettivi 360

Gli obiettivi di Halo 3 sono in gran parte legati alla campagna, che va portata a termine anche ad Eroico e Leggendario, alla raccolta dei teschi e all’ottenimento di determinati punteggi nella modalità cooperativa. I punti online sono tutt’altro che irraggiungibili e, nel complesso, raccogliere la maggior parte dei 1000 punti è impresa piuttosto agevole.

Halo 3 - Recensione

La trilogia di Master Chief chiude col botto. Tra filmati, foto, Fucina, Teschi e Cooperativa a quattro giocatori, Bungie si è permessa il lusso di mettere in campo un piglio ed alcuni elementi che, tutti insieme e con questa accessibilità, non si erano mai visti in alcun ambito. Non è una rivoluzione nelle meccaniche di gioco, che sono state soltanto ritoccate, ma il compimento di un percorso che porta al titolo che sarà, sicuramente, il più amato di una serie giocata da milioni di persone. Rimarrà in parte deluso chi si aspettava nuovamente l’impatto dirompente - anche grafico - degli altri capitoli, ed una campagna, sì divertente, ma longeva da giocare in solitaria. Halo 3, però, porta indelebile il segno del gioco online e del multiplayer, e lo fa come nessun altro titolo su Xbox 360, ponendosi come pietra di paragone per qualsiasi titolo che sulla copertina abbia stampigliato il logo di Xbox Live.

Pro:

  • Co op in 4
  • Online infinito
  • HDR e fonti di luce
  • La creatività dei Bungie


Contro:
  • Longevità campagna
  • Problemi di aliasing
  • Assenza dei clan