Halo Wars - Recensione  174

L'universo di Halo ritorna con un RTS appositamente sviluppato per Xbox 360, dalle sapienti mani dell'ormai defunta Ensemble. Reggerà il confronto con la trilogia originale?

Halo Wars è un gioco caratterizzato da diversi tratti distintivi, anche senza andare a prendere in considerazione il "giocato" vero e proprio: è il primo spin-off basato sull'universo di Halo, il primo gioco della serie a non essere sviluppato direttamente da Bungie, uno dei pochi RTS costruiti appositamente per Xbox 360 e infine è anche l'ultimo gioco in assoluto creato dal team Ensemble Studios, gruppo responsabile della storica serie Age of Empires, recentemente chiuso da Microsoft all'interno di una ristrutturazione generale della forza lavoro. A prescindere dal suo valore effettivo, è chiaro dunque come questo sia un titolo che desta interesse nel panorama videoludico. La missione affidata ad Ensemble non era certo facile poiché insieme al nome altisonante, il gioco si portava dietro anche tutto quello che Halo ha significato per i videogiocatori, e che in definitiva riassume la stessa filosofia alla base del progetto Xbox: con un'operazione speculare rispetto a quanto effettuato dal primo gioco della serie, si trattava di trasportare un concept tipicamente legato all'utenza PC su una console, rendendolo dunque veloce e dinamico, con un'interfaccia costruita ad hoc per il controller della macchina, e una struttura fruibile per la maggior parte dell'utenza. Dopo aver sdoganato l'FPS rendendolo propriamente un genere da console, la nuova sfida di Halo è trasportarvi lo strategico in tempo reale, genere ancora più ostico da adattare a causa soprattutto dell'uso del pad, che in questo casi fa da vero e proprio collo di bottiglia per la costruzione di un'interfaccia funzionale. Dopo due anni e mezzo dalla prima apparizione del gioco all'X06, siamo dunque finalmente in grado di fruire di quest'ultimo prodotto targato Ensemble, sviluppato in collaborazione con Bungie per cercare di renderlo il più omogeneo possibile rispetto alla serie originale: pur non raggiungendo il livello qualitativo di quest'ultima, Halo Wars si conferma comunque un ottimo prodotto, e ancora una volta una conferma della versatilità della console Microsoft per quanto riguarda generi solitamente associati al mondo PC.

Guerra e archeologia

La storia di Halo Wars si colloca 20 anni prima rispetto a quella della trilogia Bungie, e quindi dell'entrata in campo di Master Chief. La guerra tra l'UNSC terrestre e l'alleanza Covenant è in pieno svolgimento, con questi ultimi impegnati al contempo in misteriose ricerche legate ad antichi manufatti, oltre che a dare battaglia agli umani. Presenti ovviamente tutti i riferimenti del caso all'universo di Bungie, dalle armi utilizzate, ai mezzi, fino alla presenza degli Spartan e delle varie razze dei Covenant. La trama del gioco - narrata magistralmente da sequenze d'intermezzo in computer grafica davvero di ottima fattura - narra le avventure della squadra di terra inviata dalla nave UNSC Spirit of Fire sul pianeta Harvest, per indagare sulle strane attività del nemico. Nelle 15 missioni che compongono la campagna - non molte a dire il vero - verremo dunque a conoscenza di molti retroscena della storia di Halo, che andranno ad ispessire il background della saga con innesti piacevoli e coerenti con il contesto generale, facendo al contempo la conoscenza di nuovi personaggi: il Sergente Forge, la Professoressa Anders e l'intelligenza artificiale Serina, tra gli altri. Purtroppo, manca qui la possibilità di giocare la campagna con la parte avversa, i Covenant, scelta che, sebbene perfettamente in linea con la tradizione della serie, può sembrare un po' anacronistica visti gli standard ormai vigenti in ambito RTS, nonché poco azzeccata ai fini della longevità e ri-giocabilità del titolo, vista anche la scarsa durata della modalità storia (dalle 8 alle 10 ore per essere completata). L'unico modo per assumere il controllo degli alieni è dunque impegnarsi nel multiplayer, sebbene anche qui la presenza di due fazioni soltanto penalizza Halo Wars rispetto ad altri concorrenti (StarCraft, ad esempio): è vero che la scelta può essere stata dettata dall'esigenza di mantenersi coerenti con l'universo di riferimento, ma resta il dubbio che un possibile impiego dei Flood (presenti anch'essi nella campagna) come esercito utilizzabile da parte del giocatore avrebbe potuto donare ulteriore varietà all'esperienza.

Il mantra dell'RTS

Halo Wars non sfugge alla struttura basilare tipica dello strategico in tempo reale, rispondendo alle medesime leggi universali che regolano il genere da anni. Anche qui, si tratta fondamentalmente di raccogliere risorse, costruire una base e lanciarsi contro il nemico. Nonostante sia apprezzabile la varietà degli eventi nei quali ci troviamo all'interno della campagna, mancano diverse sfaccettature tipiche di giochi similari, sfrondate per focalizzare l'attenzione massimamente sullo scontro con i nemici. Pensando alla complessa struttura gestionale che caratterizza Age of Empires, è strano notare come gli Ensemble abbiano impostato qui le dinamiche di gioco attraverso una semplificazione che, sebbene possa sembrare eccessiva all'esperto di RTS, caratterizza però il gioco come una soluzione nuova e perfettamente in linea con il mondo di Halo, a modo suo perfettamente godibile. Gli obiettivi principali e secondari sono molto diversificati tra una missione e l'altra, ma generalmente implicano la costruzione o la difesa di una base, prima di tutto: questa si caratterizza come una struttura compatta, concentrata in unico punto. Accanto al nucleo centrale c'è una quantità fissa di spazi disponibili alla costruzione di impianti, ampliabile solo fino a un certo punto. Allo stesso modo, la scelta delle strutture da costruire (caserma per i soldati, fabbrica di veicoli, aeroporto, punti di raccolta risorse, centrali energetiche) non è eccessivamente allargata, cosa che risulta in una configurazione standard della base, modificabile un minimo grazie alla conquista di elementi esterni ad essa (centrali energetiche, strutture di difesa). Da notare come l'approvvigionamento di risorse sia per la maggior parte automatico (i rifornimenti arrivano dall'esterno), con la raccolta sul campo facoltativa ma di minore importanza, altro elemento semplificante nella struttura del gioco. La disposizione "a slot" della base, con le sue possibilità limitate, così come la raccolta automatica di risorse, tagliano fuori una buona parte della pianificazione strategica, ma è d'altra parte nel combattimento e nella gestione degli scontri che Halo Wars si focalizza maggiormente, cosa che trova ovviamente la sua esaltazione nel gioco in multiplayer, presente qui sia in modalità cooperativa che in versus.

La morra spaziale

Il bilanciamento di forze durante gli scontri si basa sostanzialmente sul classico principio della morra cinese: i veicoli battono la fanteria, i velivoli battono i veicoli e la fanteria batte i velivoli, con qualche eccezione data dalla presenza di unità speciali dotate di abilità superiori, come gli Spartan. Questo comporta un equilibrio generale che previene l'utilizzo intensivo di un singolo mezzo o unità, in quanto tutti gli elementi sono dotati allo stesso modo di un punto di forza e di uno debole. Per quanto riguarda veicoli e unità di fanteria, il fatto che siano tratte direttamente dal mondo di Halo implica il vantaggio aggiuntivo di godere di una caratterizzazione già ben definita, equilibrata e coerente con l'ambientazione, oltre che ben riconoscibile da parte dell'utenza esperta della serie, che conoscerà già le caratteristiche specifiche di ogni elemento e le differenze sostanziali tra le armi dell'UNSC e quelle dei Covenant.
Decisamente profondo è il sistema adottato per lo sviluppo e il miglioramento delle unità, elemento su cui verte una bella fetta della pianificazione strategica: le strutture della base possono investire fondi sia nella costruzione di nuovi elementi da schierare in campo, sia nello sviluppo di particolari abilità e caratteristiche aggiuntive, che verranno poi introdotte regolarmente nelle unità prodotte in seguito, con diversi livelli di miglioramento disponibili per ognuna e due opzioni di fuoco specifiche. Un ulteriore livello di scelta strategica risulta inoltre dalla selezione dei comandanti da schierare in campo (nelle battaglie in multiplayer), ognuno dei quali è caratterizzato da proprie abilità speciali (bonus iniziali, unità potenziate e attacchi orbitali per gli umani, unità specializzate e comandanti utilizzabili in battaglia per i Covenant), con una soluzione che richiama in parte l'utilizzo degli "eroi" in Age of Empires.

La guida strategica ufficiale

Per orientarvi al meglio all'interno di Halo Wars può esservi utile la guida strategica ufficiale dedicata al gioco, pubblicata da Multiplayer.it Edizioni in Italiano. Al suo interno troverete spiegate tecniche e strategie per riuscire al meglio nella Campagna e nelle battaglie in multiplayer, oltre a vari approfondimenti sulle unità, le mappe e la storia del gioco. Il volume da 208 pagine verrà distribuito sul mercato (in libreria e nei negozi di videogiochi) nel medesimo periodo di uscita di Halo Wars (27 febbraio) al prezzo di 14,90 euro.

Una nuova prospettiva

Ad un'esperienza di gioco così fluida e dinamica concorre anche lo studio di un'interfaccia che, per una volta, non sembra un compromesso forzato per imitare con il controller le possibilità del mouse e della tastiera. Non ci sono combinazioni di tasti da imparare qui, ad ogni pulsante corrisponde una sola azione (selezione, apertura menù, spostamento, attacco primario e secondario) mentre la navigazione tra i menù avviene attraverso una configurazione a raggiera che consente la facile visione e selezione delle numerose possibilità di scelta (una soluzione adottata in precedenza già da Command and Conquer 3: L'ira di Kane ma portata qui ad un ulteriore livello di intuitività), senza sottolivelli o stratificazioni eccessive dei comandi. Agli stick è affidato il movimento del cursore e la rotazione/zoom della telecamera, con la possibilità di saltare da un punto all'altro della mappa per "scorciatoie" attraverso la croce digitale (sistema a dire il vero non proprio funzionale, il più delle volte). L'interfaccia presente in Halo Wars è sicuramente la migliore tra quelle viste finora per gli RTS su console - se si eccettua quella di Civilization Revolution, che in ogni caso appartiene ad un genere diverso, con altri requisiti - ed è degno di nota soprattutto lo studio e il lavoro effettuato da Ensemble per adattare il ritmo e la struttura di gioco alle esigenze di tale sistema di controllo (e viceversa), facendo risultare il tutto un insieme omogeneo: un prodotto squisitamente da console.

Pur non distinguendosi per soluzioni tecniche d'avanguardia, esteticamente Halo Wars è in tutto e per tutto un capitolo della serie storica: il design di mezzi e unità, le armi, gli effetti di luce, le ambientazioni e gli stessi colori adottati si inseriscono perfettamente nel quadro generale della serie, dando proprio l'impressione di osservare le battaglie di Halo da una nuova prospettiva, gestendo dall'alto, per la prima volta, l'azione corale dell'UNSC e dei Covenant. Solo gli scenari in alcuni casi risultano un po' piatti e spogli, ma nella maggior parte dei casi il dettaglio è notevole, soprattutto a distanza ravvicinata. Da notare, per quanto riguarda questi ultimi, anche la presenza di oggetti nascosti da raccogliere, come le scatole nere o i tradizionali teschi, in grado di fornire nuove informazioni sulla storia e opzioni aggiuntive, stimolando in tal modo l'esplorazione delle ambientazioni. Dal canto suo, l'accompagnamento sonoro rimarca l'impressione di un tutt'uno organico con la serie di FPS grazie ad una colonna sonora orchestrale che riprende alcuni temi classici della serie, oltre ad effetti sonori e doppiaggio di ottima fattura, anch'essi tratti dagli standard di Halo. Di ottima qualità, come già detto, le scene d'intermezzo in computer grafica.

Commento

Ha poco senso valutare Halo Wars per quanto ha da offrire in confronto ai moderni RTS presenti su PC, rispetto ai quali può sembrare eccessivamente semplicistico, focalizzato com'è più sugli scontri che sull'attenta gestione di risorse e specializzazioni delle unità. Questo gioco si basa su un ritmo differente, più veloce e dinamico, coadiuvato da un'interfaccia finalmente libera dai paletti imposti dalle trasposizioni di giochi di genere, e riesce bene nel suo intento. Si può piuttosto dire che Halo Wars non porti il genere ad un nuovo livello qualitativo, configurandosi a modo suo come alternativa agli RTS classici, come fece a suo tempo Halo per gli FPS, accontentandosi invece di snellire una struttura ormai consolidata e puntando solo su alcuni elementi a discapito di altri, ma non si tratta necessariamente di un difetto. In ogni caso, quest'ultimo prodotto di Ensemble rappresenta attualmente uno tra i migliori esempi di come un RTS dovrebbe essere sviluppato su console, affrancandosi dalla tradizione per Personal Computer.

Pro

  • Si inserisce perfettamente nell'universo di Halo
  • Ottima interfaccia
  • Intuitivo e giocabile sia in singolo che in multiplayer
Contro
  • Meno profondo rispetto ad altri RTS
  • Campagna breve e a "senso unico"
  • Soltanto due fazioni utilizzabili

Xbox 360 - Obiettivi

50 obiettivi per i soliti 1000 punti sono il bottino in palio nel gioco. Per ottenerli, gli sviluppatori hanno fatto in modo di puntare sulla ri-giocabilità delle missioni, legando gli achievement a particolari performance da ottenere: utilizzo di particolari unità, eliminazioni mirate e ovviamente ottenimento delle varie medaglie al termine di ogni sezione. Oltre a questi obiettivi e a quelli provenienti dalla semplice progressione nella campagna, molti altri sono legati alle partite online. In definitiva, la raccolta completa risulta alquanto impegnativa.