Hearts of Iron 2: Doomsday - Recensione  0

Paradox torna a far sognare gli strateghi di tutto il mondo con un importante expansion pack per Hearts of Iron 2. Doomsday, questo il nome dell'espansione, ci permetterà di porre mano alle sorti del mondo nelle concitate fasi di nascita e sviluppo della Guerra Fredda.

RECENSIONE di La Redazione  —  17 Giugno 2006

al primo Hearts of Iron, come sappiamo, seguì un secondo capitolo, capace di aumentare ulteriormente il grado di profondità del tema affrontato

EU si concentrava su un periodo storico molto ampio che spaziava dal basso medioevo al periodo napoleonico. Per accontentare tutti gli amanti della strategia bellica moderna, Paradox bissò il successo ottenuto con l'amatissimo EU con il primo Hearts of Iron. Concentrandosi sui pochi anni che videro scoppiare, svolgersi e concludersi il più tremendo conflitto bellico della storia, Paradox raggiunse in maniera eccellente l'obiettivo di fornire un prodotto solido e profondo con cui ogni amante della strategia militare ponderata avrebbe potuto confrontarsi.
Al primo Hearts of Iron, come sappiamo, seguì un secondo capitolo, capace di aumentare ulteriormente il grado di profondità del tema affrontato.

Un passo avanti, nel ''futuro''

Se è vero che “squadra che vince non si cambia” valeva la pena rimboccarsi le maniche e produrre un pack di espansione capace di estendere le caratteristiche dell'ultimo titolo. Ed è qui che si inserisce l'obiettivo principale di Doomsday: dar nuova linfa alla già esauriente esperienza di gioco sbirciando qualche anno oltre l'ultimo conflitto mondiale disputatosi a campo aperto per concentrarsi su quello che venne subito dopo e che per rischio e intensità può essere paragonato ad una vera e propria guerra mondiale, la Guerra Fredda.

l'obiettivo principale di Doomsday: dar nuova linfa alla già esauriente esperienza di gioco

Tutto quello che mancava a HOI2 era proprio l'aspetto tipico del conflitto far le due superpotenze, i delicati e sofisticati macro sistemi politici sempre in lotta per potersi affermare sul nemico principale. Capitalismo contro Comunismo.
Per far questo l'apparato del gioco è stato rivisitato non solo dal punto di vista delle missioni (ovviamente rinnovate) ma anche da quello delle interfacce e delle possibilità offerte al giocatore.

Guerra termonucleare

Lo scenario della guerra fredda, come ben sappiamo, rimescolò le carte della geopolitica portando alla ribalta un nuovo modo di “far la guerra”, spostando in pratica il baricentro dello scontro dai fronti diretti a quelli indiretti. Il potenziale bellico delle due principali protagoniste, le due superpotenze, era giunto ormai ad un livello tale che uno scontro militare diretto avrebbe senza alcun dubbio ridotto l'intera umanità ad un pallido ricordo. Non per questo l'importante industria bellica frenò i suoi ardori, producendo tutta una serie di migliorie che finirono per rinnovarne e stravolgere la natura dei conflitti bellici negli anni a venire.

notiamo infatti che l'intero apparato della ricerca è stato rinnovato aggiungendo tecnologie tipiche del primo decennio post bellico

Guerra termonucleare

Il primo passo fatto dagli USA al termine della Seconda Guerra Mondiale, con l'impiego di armamenti termonucleari sulle città di Hiroshima e Nagasaki aveva aperto ufficialmente le danze alla corsa al nucleare. Situazione che ritroviamo perfettamente riprodotta sul campo di battaglia virtuale di Doomsday, dove i due blocchi si sfidano soprattutto sul piano della ricerca tecnologica. Notiamo infatti che l'intero apparato della ricerca è stato rinnovato aggiungendo tecnologie tipiche del primo decennio post bellico. Fra queste figurano anche i primi ambiziosi progetti di ricerca spaziale volti a produrre i primi armamenti a lunga gittata ed i primi vettori intercontinentali tristemente famosi per l'impiego nella per ora scampata guerra nucleare.

Tecnologie alla ribalta

Se la ricerca tecnologica costituisce una buona fetta dello sviluppo di una fazione, lo stesso apporto viene dato da una delle principali novità di questo expansion pack. Doomsday introduce infatti il concetto di spionaggio, attraverso il quale sarà possibile colpire il nemico „da dietro le linee“ indebolendo le forze avversarie sfruttando il sottile gioco del potere oscuro dei servizi segreti. Mai come durante la guerra fredda le cosidette „spie“ trovarono largo impiego presso le grandi potenze. Nel gioco tutto questo è reso da una serie di strumenti messi in mano al giocatore per poter sfruttare le debolezze dell'avversario, conoscere anzi tempo gli spostamenti nemici su aree lontane e non ancora visibili, rubare ricerche già compiute e più avanzate ed infine minare i rapporti fra i paesi in conflitto. Tutto questo conferisce al gioco il giusto apporto di „contestualizzazione“ rendendo bene l'idea del clima tipico del primo decennio della Guerra Fredda.

Conclusioni

Dal punto di vista del gameplay questa espansione conferisce un più ampio respiro, allungando per quanto possibile la durata del gioco alla fine degli anni '50. Questa possibilità permette innanzitutto di poter portare avanti anche le vecchie campagne , potendo giocare fino in fondo, anche solo per il gusto „di vedere come va a finire“. Nonostante sia solo una la campagna aggiunta a quelle già presenti, lo spettro di possibilità di gioco viene ampliato anche nelle campagne preesistenti, portando in esse i nuovi elementi sopra elencati.

nonostante sia solo una la campagna aggiunta a quelle già presenti, lo spettro di possibilità di gioco viene ampliato anche nelle campagne preesistenti, portando in esse i nuovi elementi sopra elencati

Conclusioni

E' giusto aggiungere che buona parte del lavoro di sviluppo di questo titolo è stata dedicata al ritocco dell'intelligenza artificiale e del riequilibrio dei vari componenti bellici. A poche settimane dall'uscita dell'espansione possiamo già trovare ben due patch sul sito ufficiale, il cui unico scopo è quello di riequilibrare il gioco seguendo anche i consigli della community virtuale che costantemente segue i risultati del team di sviluppo.

Commento finale

Doomsday costituisce pertanto un'ottima occasione per potenziare un gioco tanto complesso quanto affascinante, apportando quelle migliorie capaci di riprodurre il clima tipico del conflitto della Guerra Fredda in un sistema nato per riprodurre fedelmente il quadro geopolitico della Seconda Guerra Mondiale. Pur rimanendo un titolo per pochi, a causa della sua complessità, HOI 2: Doomsday costituisce senza ombra di dubbio il miglior prodotto della categoria. Chi stesse cercando una simulazione tattica e strategica fedele ma senza troppi fronzoli, dove la pianificazione di ogni minimo spostamento può fare la differenza, non potrà mancare di trovare in questo titolo l'appagamento tanto inseguito.

Pro

  • Il periodo storico giocabile è stato esteso fino alla fine degli anni '50
  • Perfezionato l'equilibrio fra le forze in campo
  • Introdotta la possibilità di avvalersi dei Servizi Segreti
Contro
  • E' e rimane un gioco per puristi della strategia, senza fronzoli
  • Non supporta in maniera performante le alte risoluzioni
  • Molto complicato

Si sa che il genere strategico affonda le sue radici in un passato fatto di soldatini e plastici. La gioia che un appassionato di campagne militari può provare nel vedere una fedele ricostruzione di battaglie storiche davanti ai suoi occhi è cosa indescrivibile. Eppure a metà degli anni ottanta qualcuno pensò bene di tradurre, in forma cartacea prima e digitale poi, questa interessante ed evoluta forma di divertimento. Questa catena di eventi ha portato in breve alla nascita di alcuni di quelli che, ancora oggi, vengono considerati capolavori dell'intrattenimento videoludico nell'ambito della strategia a turni. Da Lords of the Earth, noto gioco cartaceo dalle larghe vedute si passò al primo e mitico Europa Universalis di Paradox (fortemente ispirato al noto gioco da tavolo).