Heroes of ManaHeroes of Mana - Recensione 

Square Enix e Brownie Brown tornano all'ombra dell'albero del Mana, per raccontarci un'altra storia basata sulla vecchia serie Seiken Denstsu, in tutt'altra forma. Il fascino è rimasto intatto?

Evidentemente, le speranze dei fans della serie Seiken Densetsu, di vedere un nuovo capitolo impostato secondo i tradizionali canoni dell’RPG nipponico, sono destinate a rimanere frustrate, almeno per il momento. Square Enix ha infatti deciso di sfruttare il brand per esplorare nuovi ambiti videoludici, pur rimanendo ancorata all’universo di riferimento della prima trilogia (considerando Final Fantasy Adventure come il primo capitolo della serie), sfornando titoli che poco hanno a che fare con la struttura tipica del JRPG, impostazione che invece, sicuramente, gli appassionati più tradizionalisti preferirebbero. Così, dopo il particolare Children of Mana, reinterpretazione della serie verso il genere, sempre più diffuso, del dungeon crawler con supporto per il multiplayer, che ha raccolto pareri contrastanti tra pubblico e critica, ecco arrivare questo Heroes of Mana, deviazione ancora più marcata e lontana dal concept originale. L’idea è decisamente particolare: trasformare il gioco in uno strategico in tempo reale, utilizzando le tipiche creature dell’universo di Mana come unità da combattimento, oltre ad avere una trama inserita di diritto nella saga del Mana Tree. Attenzione, non si tratta di un tipico strategico in stile nipponico, rigorosamente a turni come impone la tradizione, ma un vero e proprio RTS, direttamente mediato dal lontano mondo dei PC: come Command and Conquer, tanto per dare un’idea di quanto questo prodotto sia lontano dal ricordo delle avventure vissute con Seiken Densetsu, nella gloriosa epoca dei 16 bit. Tralasciando commenti guidati dalla rievocazione nostalgica dei bei tempi andati, si può dire che l’idea è anche valida, strutturata bene ma realizzata, per diversi aspetti, senza riuscire a sfruttarne al massimo le potenzialità.

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Un mondo in conflitto

Quando Square Enix presentò al pubblico il suo nuovo programma “The Mana Project”, teso a riportare in auge il marchio Seiken Densetsu/Secret of Mana, in pochi avrebbero mai potuto pensare ad una digressione nel mondo degli RTS. Tuttavia, non si tratta di un progetto raffazzonato e privo di coerenza, anzi: ambientazione e trama sono ben inserite all’interno dell’universo di riferimento, e gli eventi vengono narrati con la solita cura a cui il publisher ci ha abituato. Allo stesso modo, i personaggi sono piuttosto caratteristici e affascinanti, cercando in ogni modo di trovare un compromesso tra le radici da RPG del gioco (con conseguente accento sui rapporti interpersonali, i sentimenti e le trame politiche), e la classica impersonalità tutta votata al gameplay degli strategici in tempo reale per PC. Ne viene fuori un ibrido interessante, con una storia non banale. Gli eventi vedono protagonisti un manipolo di mercenari originari di Pedda, una regione del mondo in cui si svolge la storia. Tutto prende l’avvio da una normale missione di ricognizione che i nostri devono effettuare sul confine con il regno di Ferolia, abitato dai Beastmen, creature umanoidi ma con caratteristiche animalesche, considerati ovviamente esseri inferiori dai normali umani (e qui le cose assomigliano un po’ a quanto visto in Fire Emblem: Path of Radiance, tra gli altri). La pattuglia si trova a bordo del Nightswan, un velivolo che coprirà un ruolo fondamentale nel corso del gioco. Un incidente di percorso costringe il gruppo ad effettuare un atterraggio di emergenza proprio in pieno territorio straniero, dove si troveranno a lottare per cercare di tornare indietro. Ma le cose, come ci insegna sempre Square Enix, non sono così semplici: la loro missione aveva in verità come scopo segreto (di cui gli stessi mercenari erano all’oscuro) l’invasione di Ferolia da parte di Pedda, che guidata da un generale senza scrupoli mostra una ferocia inaudita nei confronti degli avversari, dimostrando la volontà di mettere a ferro e fuoco tutti i continenti fino alla conquista del mondo. Da questo momento in poi, avviene il classico stravolgimento del sistema valoriale su cui i protagonisti facevano affidamento, con la necessità di combattere contro i propri stessi conterranei ed allearsi con coloro che parevano i nemici, in verità molto più valorosi e corretti di quanto si potesse pensare.

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RTS o RPG?

Il gioco si presenta nettamente suddiviso in livelli, cosa che lo accomuna sia agli RTS che agli strategici a turni in stile Final Fantasy Tactics. Tali livelli sono rappresentati da battaglie, che si svolgeranno all’interno delle varie locazioni in cui ci troveremo ad agire nel corso della trama, sempre introdotte da una fase di dialogo tra i personaggi che costituisce il solido tessuto narrativo del gioco. A dire il vero, i dialoghi sono anche troppo presenti, visto che oltre ad introdurre con lunghe sessioni ogni battaglia, sono inseriti spesso anche durante le fasi di gioco più attive, spezzando il ritmo con lunghe disquisizioni che spesso non riescono ad appassionare più di tanto (anche senza considerare il lungo ed esaustivo tutorial che intesse tutti i primi livelli di gioco). Arrivati al dunque, al di là di tutti gli orpelli retorici da RPG nipponico, quello che ci troviamo di fronte è un vero e proprio RTS, gestibile interamente attraverso il touch screen. Heroes of Mana è, in effetti, una delle prime dimostrazioni che il genere dello strategico in tempo reale, finora appannaggio dei PC, può essere trasposto con successo su Nintendo DS, in virtù dell’interfaccia del tutto simile a quella via mouse. Le battaglie si svolgono all’interno di zone di gioco più o meno vaste, realizzate in 3D, strutturate come una griglia invisibile in cui distanze, alture e flessioni del terreno possono rientrare tutte nella strategia di battaglia, all’interno delle quali si muovono i personaggi realizzati in 2D. Proprio il sistema di spostamento dei personaggi rappresenta uno dei difetti maggiori di Heroes of Mana: selezionando il punto di arrivo con il pennino, le unità non seguiranno il percorso più breve per raggiungerlo, ma in base ad incomprensibili algoritmi sono costretti a seguire la strada più libera (sia da nemici che da alleati) per arrivarci. Questo determina a volte delle deviazioni chilometriche lungo percorsi assurdi e spesso pericolosi, con la costante preoccupazione che alcune unità si ritrovino improvvisamente in campo avversario, e la necessità di doverle tenere tutte costantemente sotto controllo. Allo stesso modo, in diversi casi le unità si incastrano, non potendo passare insieme dalla stessa casella di terreno, bloccandosi completamente, oppure non riescono ad inquadrare il bersaglio designato poiché questo si è spostato lungo traiettorie che non riescono inspiegabilmente a seguire. Con il pennino si impartiscono tutti gli ordini possibili, che in pratica si riducono a tre: spostamento, attacco, raccolta di risorse. La particolarità di questo strategico è il suo basarsi sulla raccolta di materiali e sulla “evocazione” di unità, pur rimanendo legato alla classica struttura dello strategico a turni nipponico, con i protagonisti presenti in prima linea sul campo di battaglia, leaders del piccolo esercito da costruire. Altro aggancio con i normali RPG, è la possibilità di cambiare l’equipaggiamento dei personaggi principali, cambiandone in tal modo le statistiche principali, anche se si tratta di un elemento decisamente marginale, rispetto a quanto accade nei giochi di ruolo più tradizionali.

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Multiplayer

Come ogni strategico in tempo reale che si rispetti, Heroes of Mana consente di giocare in multiplayer contro un amico/nemico. E’ però necessario giocare in LAN e con due cartucce, poiché non è consentito né il game-sharing né il gioco online attraverso la Nintendo Wi-Fi Connection. In multiplayer ovviamente si guadagna in termini di coinvolgimento e sfida, come sempre accade, ma la modalità è funestata dall’impossibilità di stabilire handicap e bilanciamenti necessari per una partita equilibrata. La possibilità di utilizzare equipaggiamenti ed unità derivate direttamente dalla campagna in singolo, costringe dunque a giocare con un avversario che sia esattamente al nostro livello, per non incorrere in eccessivi sbilanciamenti che minano pesantemente le possibilità di vittoria di una fazione.

Armiamoci e partite

La dinamica di gioco è dunque quella tipica degli RTS: scoperta del territorio, raccolta di risorse e costruzione dell’esercito. Una caratteristica propria di Heroes of Mana è il fatto di non dover costruire una base con tutte le strutture annesse, poiché tale ruolo viene svolto interamente dal Nightswan, il velivolo da trasporto della squadra. La cosa può rappresentare un’utile semplificazione della struttura di gioco, ma di converso comporta una sensibile riduzione nella possibilità di organizzare la base, e nella quantità di infrastrutture presenti: una semplificazione che gli appassionati del genere troveranno sicuramente eccessiva. All’interno della nave è dunque possibile disporre le varie “fabbriche” capaci di evocare le unità, che si ritrovano qui suddivise in alcune tipologie principali: creature da raccolta (“gatherers”), da combattimento a terra, da combattimento aereo, a lungo raggio o da attacco pesante, più altre unità speciali con funzioni diverse. Attraverso un rapporto di forze in stile “carta-sasso-forbici”, ogni unità ha una propria “preda” prediletta e un proprio punto debole che la rende a sua volta vittima elettiva di altri tipi di creatura, rendendo in tal modo equilibrate le forze in campo e imponendo al giocatore di variare la composizione del proprio esercito, aggiungendo elementi strategici semplici ma efficaci. All’inizio di ogni combattimento vengono posti gli obiettivi (“eliminare tutti i nemici” o “raggiungere un determinato punto”, ad esempio) e le condizioni di sconfitta, dopo di che si parte con la solita dinamica di gioco: scoperta del territorio con unità da ricognizione, allo scopo di trovare le risorse necessarie alla costituzione delle truppe (mana e alberi da frutto, in questa particolare interpretazione), costruzione dell’esercito e battaglia contro i nemici. Ogni azione si attua semplicemente con un tocco del pennino, che assume significati diversi a seconda del contesto, e con la selezione delle varie opzioni dai menù a comparsa.

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Super deformed RTS

La realizzazione tecnica si assesta sui soliti, buoni standard a cui Square Enix ci ha abituato su Nintendo DS. Pur non rappresentando il miglior prodotto del publisher tra le ultime uscite, la grafica di Heroes of Mana è più che soddisfacente: complessi scenari in 3D vengono visualizzati in isometrico, con la possibilità di ruotare la visuale nelle quattro diverse angolazioni, in modo da poter avere sempre il controllo totale della situazione. I personaggi e le unità sono invece realizzate in 2D, con il tipico stile “deformed” nipponico. Il contrasto con lo stile dello scenario è qui forse più marcato di altri casi, e in generale sembra mancare quella coerenza di fondo che amalgamava così bene tutte le ambientazioni e i personaggi di Final Fantasy Tactics Advance, per fare un esempio vicino al mondo dei portatili Nintendo. Lo stesso design dei nemici e delle unità manca di una caratterizzazione accattivante, ma la scelta è probabilmente dettata dalla necessità di riprendere modelli e creature dalla tradizione di Seiken Densetsu (molte di queste sono in effetti i “mostri” che si incontravano nei dungeon dei precedenti RPG). Abituati a guidare possenti truppe alla volta del nemico, come accade nei normali RTS, sulle prime si rimane sconcertati nello spostare animaletti buffi per il campo di battaglia, ma il tutto rientra nell’atmosfera generale della serie, capace di portare la “carineria” del Mana Project anche dentro ad uno strategico in tempo reale. I begli artwork utilizzati per i ritratti dei personaggi e i menù, insieme alle animazioni in full motion video in pieno stile anime rientrano in quella tipica cura per la presentazione del prodotto che facilmente si trova tra i giochi Square Enix. Per quanto riguarda l’audio, le musiche presenti sono numerose e varie, sebbene in generale non si distinguano più di tanto per qualità, pur con alcune punte epiche particolarmente coinvolgenti.

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Commento

Se le parole ”of Mana” presenti nel titolo vi hanno indotto a pensare ad un ritorno in grande del vecchio RPG di Koichi Ishii su Nintendo DS, l’approccio a questo gioco rappresenterà una delusione. Heroes of Mana è però un’interessante esperimento, purtroppo riuscito a metà: l’organizzazione da RTS, seppure molto semplificata rispetto ad altri esponenti del genere, funziona piuttosto bene e la realizzazione tecnica convince, dal punto di vista estetico. I problemi risiedono però negli aspetti più pratici: il ritmo blando è appesantito dall’eccessiva presenza di dialoghi (davvero troppi per un RTS), il sistema di spostamento delle unità è evidentemente mal costruito, da rifare e in ultimo la trama non riesce a coinvolgere quanto quella di altri strategici (non in tempo reale) a cui questo gioco vorrebbe rifarsi. Infine, la modalità multiplayer è minata dalla difficoltà nel creare match equilibrati fra i giocatori. Heroes of Mana rappresenta una conferma delle possibilità degli RTS su Nintendo DS, ma anche la consapevolezza dello spostamento del brand a serie marginale, utilizzata per esperimenti videoludici che finora mancano di quella brillantezza necessaria a renderli dei must in senso assoluto.

Pro: Controllo via touch screen comodo e intuitivo Buona realizzazione tecnica Molto orginale, rispetto agli altri capitoli della serie Contro: Problemi di A.I. e spostamento truppe Ritmo troppo blando e poco coinvolgente Multiplayer con grossi problemi di bilanciamento

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