Hitman 2 - Day Three  1

Concludiamo in bellezza il nostro coverage dedicato a Hitman 2: Silent Assassin. Dopo aver introtto il gioco ed aver parlato del gameplay oggi, Valerio Santinelli, conclude il nostro approfondimento scrivendo le sue ultime impressioni sull'aspetto puramente tecnico del titolo e dandoci il suo ultimo improrogabile giudizio!

Monasteri, città, rifugi segreti

I problemi con la videocamera che segue il personaggio sono stati corretti. Adesso, prima che la videocamera segua il movimento esatto del personaggio, passa qualche secondo e rimane un pò più distante, dando un senso di profondità maggiore al gioco ed evitando di creare scene in cui non si capisce bene dove sia il nostro killer.
E' comunque possibile giocare anche in prima persona, anche se in questo caso si perdono completamente le fantastiche animazioni del nostro sicario preferito; animazioni che sono state curate nei minimi dettagli anche per quanto riguarda le espressioni facciali.
Anche i nemici sono stati resi più realistici e le animazioni sono state migliorate tantissimo. Le ambientazioni sembrano meno "di plastica"; le città sono costruite secondo una logica plausibile ed anche gli interni degli edifici hanno una loro funzionalità. Insomma, niente più stanze vuote messe lì solo per far numero.
Tra gli aspetti più simpatici ci sono alcuni particolari come gli uccellini nel prato del monastero, che possiamo far scappare ed inseguire, gli effetti atmosferici ed altre idee che rendono il gioco stesso meno fittizio e più plausibile. L'unica cosa che veramente manca, per dare un senso di profondità e di immersione nella realtà, ad Hitman 2 è un quantitativo di persone che passeggiano per le città. Le uniche persone che incontriamo sono le guardie, o i boss, o comunque qualcuno disposto a farci fuori se non stiamo attenti. Non ci sono vecchiette che passeggiano, persone che vanno al lavoro o a fare shopping, ecc.. peccato perché avrebbero sicuramente dato maggior dinamismo ad un gioco che è comunque a livelli qualitativi altissimi.

I tecnicismi del caso

Ho avuto modo di provare questo titolo su due sistemi diversi: il primo è un Athlon 1700+ XP con GeForce3Ti e 1Giga di RAM; su questo sistema, al massimo dei dettagli e ad altissima risoluzione il gioco gira benissimo. Fluido come non mai ed anche con una tonnellata di effetti in contemporanea sullo schermo non fa una piega.
La seconda configurazione è un Pentium3 800MHz con GeForce e 512Mb di RAM. Su questo sistema non è stato possibile andare oltre la risoluzione di 1024x768 senza risentire della poca potenza della CPU e del chipset grafico. Rimanendo però in questa risoluzione o al di sotto, il gioco è comunque fluidissimo. Probabilmente è tranquillamente giocabile anche su una macchina di fascia un pò più bassa, purché sia equipaggiata con una scheda nVidia GeForce o superiore.

Conclusione

Hitman 2 è un gioco particolarmente complesso e che riassume in un unico titolo tanti aspetti di altri giochi: abbiamo l'azione degli FPS, la strategia, i puzzle da risolvere e la gestione delle nostre risorse in preparazione delle missioni. In pratica è un gioco molto completo ed appetibile a chi ama cimentarsi nelle sfide. Ci si potrebbe lamentare che è un pò "corto" da finire. E' possibile riuscire a finirlo in meno di 20 ore, ma c'è anche da dire che l'esperienza di gioco di queste 20 ore va ben oltre quella di tanti altri titoli più lunghi.
C'è anche da tener conto che Hitman 2 è assolutamente rigiocabile. Ogni missione può essere portata a termine in tantissimi modi differenti, ed anche se si ha già terminato tutta la storia una prima volta, viene voglia di rigiocare tutte le missioni per vedere quali altri sistemi si potevano adottare nelle varie missioni per riuscire a finirlo nuovamente.
Un altro tasto dolente è che non è un gioco multiplayer. Dal mio punto di vista, questo è un bene. Non ce lo vedo proprio un titolo come Hitman 2 in versione a più utenti. Così com'è, è un bellissimo gioco single player che offre un'esperienza completa.

Monasteri, città, rifugi segreti

In Hitman 2, come nel precedente capitolo, la visuale è in terza persona dietro le spalle del protagonista. Già con il primo Hitman questa era stata una scelta vincente. Il fatto di vedere il proprio personaggio e parte dell'ambiente che lo circonda, in un gioco che si basa molto sugli elementi stealth, è qualcosa da non sottovalutare. Possiamo tranquillamente controllare dove ci troviamo e portare "a spasso" i cadaveri dei nostri nemici e nasconderli in maniera che nessuno li possa vedere. Tutto questo, senza dover sperare di avere azzeccato le posizioni giuste.