Hover Ace  0

Hover Ace è un racing game di stampo futuristico, la cui gestazione era particolarmente seguita da chi volesse cimentarsi in frenetiche gare ambientate nel futuro a velocità rizzacapelli. Sarà stato spodestato Wipeout (e relativi sequel) dal suo trono? Quantum Redshift oramai è stato doppiato in velocità? Stefano Russo ci svela com'è andata a finire....

A tutta birra!

In quest’ottica, è facilmente comprensibile l’euforia che assale il possessore del solo Pc (ovviamente pompato a festa per il lieto evento), appresa la notizia dell’avvenuto rilascio del qui presente Hover Ace, sviluppato da GSC Game World (?) per Russobit-M (??) ed ivi (in Italy) distribuito da Leader spa.
E’ il momento di scoprire se questo Hover Ace varrà la spesa, sobbarcandosi un difficilissimo confronto con i già predetti illustri colleghi o dovrà battere in ritirata dopo una pesante mazziata.

Gameplay

Hover Race ci mette a disposizione 24 mezzi ben distinti per una serie di variabili come resistenza, velocità e (in seguito) scudi ed armi (raggi laser, missili,etc), da guidare sui diciotto circuiti ivi inseriti; le modalità di gioco sono le usuali per questo genere videoludico, come la gara singola ed il campionato, quest’ultimo, come sempre, il fulcro di Hover Race, visto che da questa modalità si potranno sbloccare tutte le piste, nonché guadagnare denaro (vincendo le gare e abbattendo i vari nemici) per comprare nuovi mezzi ed, eventualmente, upgradarli.
E’ altresì possibile giocare con altri sette amici in rete in veri e propri death match ad alta velocità… a patto che si sopporti la fisica di gioco; sicuramente dal basso grado d’entusiasmo avvertibile da un paio di righe più in alto, lo scaltro lettore medio di Multiplayer.it avrà capito come nel qui presente Hover Race ci sia qualcosa che non va e la fisica di gioco, semplicemente risibile, abbatte drasticamente qualsiasi buona intenzione che permea lo scrivente dopo il primo incidente.

Gameplay

Se è ravvisabile il (buon) lavoro svolto dai coders russi in materia d’intelligenza artificiale degli avversari (la cui diversificazione, l’un dall’altra, è tangibile, anche e soprattutto da un livello di difficoltà all’altro), è anche vero che il 99% dei giocatori lancerà la tastiera dalla finestra (sorry, i gamepad sembrano aboliti dal codice di Hover Race), quando al minimo, lieve, ininfluente contatto con un mezzo nemico, il proprio si esibisca in una (completamente innaturale) ribaltata laterale che penalizza di alcuni secondi il videogiocatore; se al livello di difficoltà più facile, un simile evento (ed ivi s’intende, letteralmente, UN) può, con molta tenacia e fortuna, essere raddrizzato, diventa un utopia recuperare terreno anche con difficoltà normale, visto che gli scontri sono all’ordine del giorno, portando, ad esempio, anche il più abile del videoplayer a recitare una preghiera dopo l’altra prima di effettuare un sorpasso, magari fra due avversari. Purtroppo è intuibile, da quanto detto sino a qualche riga più in alto, che l’appetibilità del gioco e, soprattutto, la sua longevità, vadano, con tutto il rispetto, a farsi benedire, con immediata disinstallazione del suddetto, sebbene le premesse per un ottimo rivale per Wipeout diventavano sempre più tangibili vedendo la…..

Grafica

GSC Game World indica come sistema minimo per fruire Hover Race, un processore (Amd o Intel che sia) da 450 mhz, 128 mb di ram, una scheda video accelerata qualsiasi (Voodoo escluse!) da 32 mb e mezzo giga di spazio libero su disco rigido; i requisiti consigliati per un esperienza decisamente più gratificante (leggasi scattoni in meno) parlano di processore dalla frequenza di un gigahertz netto, 128 mb di ram ed una bella GeForce.
Il test è stato condotto con un Athlon Xp 1800, 256 mb di ram DDR, Geforce 3 Titanium 200 con 64 mb di ram onboard, con ottimi risultati: con una risoluzione di 1024x768, 32 bit di colore e tutti i settaggi grafici settati sulla massima qualità possibile (omettendo, però, ogni tipo di Anti Aliasing via hardware), il frame rate è fermamente ancorato sui sessanta fotogrammi al secondo, nonostante il motore grafico si preoccupi di mandare a video riverbero del sole (oramai onnipresente nella totalità dei giochi di guida), scie, esplosioni, mentre si ammirano superfici congelate, silenziosi deserti, città abbandonate e tutti quei fondali divenuti lo stereotipo del tipico racing game futuristico.

Grafica

La velocità, sicuramente un elemento cardine per un gioco di questo tipo, è discretamente elevata, ma ben lontana di fasti di Wipeout Fusion e Quantum Redshift e questo non è un bene, per un titolo che, sebbene senza concorrenza diretta su Pc, dovrebbe colmare una lacuna che porta, diversi utenti, ad acquistare una console a 128 bit.
I mezzi (ventiquattro) a nostra disposizione non convincono, però, del tutto, per via di un design non troppo originale e per alcune scelte stilistiche (a parere del redante il presente articolo) di fattura appena passabile (gli hovecraft di Hover Ace, da un eventuale confronto con i veicoli di Wipeout Fusion, ne escono con le ossa rotte e decenni di prognosi).

Sonoro

Dalla cosmesi, è tempo di passare alla desamina del lato sonoro del prodotto targato GSC Game World che, assieme a quello squisitamente visivo (in primis la velocità dello scrolling, coadiuvato da una stabilità del frame rate perfetta) ed alla meccanica di gioco, è uno dei motivi per il quale un videogioco di questo genere può volar via dagli scaffali dei negozi con maggiore o minore celerità, come Wipeout di Psygnosis (adesso Studio Liverpool) ci ha insegnato, sette anni or sono; la domanda che obbligatoriamente s’insinua nella testa del lettore medio è sicuramente a chi sia stata affidata la soundtrack di Hover Ace visto che la già citata mitica saga per console Psone/Playstation 2 annovera nella propria colonna sonora, tra i tanti big della musica dance/techno, nomi del calibro di The Chemical Brothers, Fluke, Dj Sasha, sino a Fluke e Prodigy.

Sonoro

Le musiche del gioco ivi recensito, purtroppo, rappresentano uno dei punti più deboli di questa produzione, innanzitutto perché latitanti di quel coinvolgimento e di quell’affiatamento con la frenetica azione su schermo che tanto hanno contribuito ad elevare la serie di Wipeout.
Gli amanti del genere rock (comunque abbastanza tranquillo) però apprezzeranno la scelta di questo genere musicale, invece di uno sicuramente più di tendenza ma, di sicuro, bistrattato da una parte dell’utenza videoludica. Nella norma gli effetti sonori, alcuni di questi triti e ritriti.

Conclusioni

Hover Ace è un racing game appena discreto che con una maggior cura sarebbe diventato un giocone consigliato a tutti i fanatici di veicoli fantascientifici e gare futuristiche a velocità superiori a 500 km all’ora ma, purtroppo, qualcosa è andato storto; la grafica è ben fatta, i mezzi un po’ meno, così come appena discreta è la sensazione di velocità offerta da Hover Ace, nonché il comparto sonoro del titolo di GSC Game World.

Conclusioni

Il punto debole del titolo, però, è da ricercarsi nella frustrazione che nasce durante le gare, quando al più lieve dei contatti con un avversario, il nostro alter ego viene letteralmente sballato, perdendo 3-4 secondi, preziosissimi soprattutto dal livello di difficoltà normale in su; una gestione più accurata delle collisioni (destinando i suddetti sbalzi per scontri di entità più o meno consistente, assegnando a quelli minori una semplice diminuzione di velocità, ad esempio) avrebbe sicuramente cambiato notevolmente questo commento finale, che si chiude con un occasione sprecata in malo modo, visto che Hover Race ha sfiorato un più che lusinghiero commento finale.
Così com’è, è consigliabile solo a chi odia i possessori di Playstation 2 ed Xbox, ma con riflessi disumani e, soprattutto, tanta pazienza e costanza.

A tutta birra!

Se la memoria non inizia il suo lento ma inesorabile declino, è dai tempi di Roll Cage 2 che un videogioco di guida a base dalla velocità rizzacapelli ed ambientato nel futuro non facesse capolino sui nostri beneamati Pc mentre l’utenza console si sollazza con i bei (ma non eccellenti) Wipeout Fusion e Quantum Redshift, rispettivamente per Playstation 2 ed Xbox, sollazzandosi al pensiero d’affondare le proprie manine sull’imminente F-Zero, sviluppato da Amusement Vision (team interno a Sega) per Nintendo Gamecube.