Il Signore degli Anelli: La Conquista - Recensione  24

La trilogia filmica de "Il Signore degli Anelli" può finalmente vantare una riduzione videoludica all'altezza della sua fama?

È strano pensare che milioni di persone hanno imparato a conoscere "Il Signore degli Anelli" solo qualche anno fa, grazie ai tre film diretti da Peter Jackson; è strano perché l'opera di J. R. R. Tolkien è stata pubblicata più di cinquant'anni fa, e da allora non solo ha conquistato tantissimi appassionati, ma ha anche influenzato in modo fondamentale il genere fantasy e tutto ciò che vi ruota intorno. Da quelle pagine sono nati personaggi, stereotipi e creature entrati a far parte dell'immaginario collettivo. Tradurre il tutto in una trilogia cinematografica è stato un lavoro complesso ma decisamente riuscito, che ha portato con sé il solito carico di merchandising di cui fanno parte anche i vari tie-in per PC e Console. Electronic Arts è la casa che meglio ha saputo interpretare la componente action dei film sulle console della scorsa generazione, e il suo nuovo titolo multipiattaforma, Il Signore degli Anelli: La Conquista, si pone come un progetto di ampio respiro, fortemente orientato verso il multiplayer, che racchiude nelle sue due campagne non solo gli episodi cardine raccontati nella trilogia filmica, ma anche un ipotetico sequel in cui controlliamo le forze di Sauron partendo dalla domanda "e se Frodo non avesse gettato l'Unico Anello nella lava, ma l'avesse tenuto?".

Personaggi e interpreti

La struttura del gioco riprende in modo palese quella di Star Wars: Battlefront, ovvero ci mette alla guida di personaggi-tipo che nel corso della storia fiancheggiano e supportano i protagonisti che tutti conosciamo. Ognuna delle due campagne e costituita da otto stage, nei quali dovremo portare a termine un certo numero di missioni man mano più complesse, che si rifanno agli eventi narrati nei film. Durante le fasi decisive, ci verrà data la possibilità di controllare i vari Aragorn, Legolas, Ganldalf, ecc., che differiscono dai normali soldati per via di caratteristiche solo lievemente migliorate. Dovremo tenere sempre sott'occhio l'energia del nostro personaggio nonché il numero di "vite" che ci rimangono, perché ne Il Signore degli Anelli: La Conquista morire è qualcosa di decisamente ordinario. All'inizio di ogni "tentativo" viene chiesto di selezionare la classe di appartenenza del nostro soldato fra le quattro disponibili: guerriero, arciere, mago ed esploratore. I guerrieri sono i personaggi migliori per la lotta corpo a corpo, hanno a disposizione una moltitudine di combo da effettuare con la spada e una barra dell'energia supplementare dedicata agli attacchi speciali. Possono lanciare una scure contro i nemici nonché parare i loro colpi. In questo caso, i tasti Quadrato, Triangolo e Cerchio del Dual Shock 3 servono rispettivamente per eseguire fendenti leggeri, medi e pesanti, da combinare in vari modi per ottenere sequenze più o meno efficaci. Gli arcieri sono i personaggi migliori per gli scontri a distanza, anche grazie alla funzione "zoom" che gli permette di colpire da molto lontano. Non possono parare i colpi, dunque sono estremamente vulnerabili nel corpo a corpo, ma dispongono di tre attacchi speciali (ognuno regolato da un'apposita barra che si ricarica col passare del tempo) che permettono loro di colpire più bersagli contemporaneamente (tasto L1), lanciare frecce avvelenate (tasto Triangolo) o frecce esplosive (tasto Cerchio). Nel caso vengano raggiunti da un nemico, possono buttarlo a terra con un calcio (tasto Quadrato) per poi allontanarsi. I maghi rappresentano un buon compromesso per quanto concerne gli attacchi, davvero molto vari, ma possiedono una resistenza fisica scarsa. Possono lanciare fulmini in grado di colpire diversi bersagli, curare i propri compagni, creare una barriera che respinge le frecce, provocare una scossa che sbaraglia i nemici o un cerchio di fuoco che continua a bruciare per qualche secondo e provoca molti danni a chi ci si trova in mezzo. Dispongono inoltre di una discreta capacità di combattere da vicino, grazie al loro bastone, ma non possono parare. Gli esploratori, infine, rappresentano un po' i "ninja" della situazione: tenendo premuto il tasto L1 possono rendersi invisibili (questa abilità è regolata da un'apposita barra, come al solito) per raggiungere i propri avversari alle spalle e ucciderli con un sol colpo (tasto R1), dispongono di discrete combo per il combattimento corpo a corpo nonché di una carica esplosiva che possono lanciare all'occorrenza. Hanno la capacità di parare i colpi. In tutti i casi, la barra dell'energia è "fissa" e non è possibile ripristinarla se non raccogliendo la "luce" che alcuni nemici lasciano a terra dopo essere stati sconfitti.

Un anello per domarli tutti

Come accennato in apertura, Il Signore degli Anelli: La Conquista offre un multiplayer online di un certo spessore, per sedici giocatori, che funziona utilizzando i server di EA Nation (è necessario iscriversi al servizio, che su PS3 rimane comunque gratuito) e offre tre diverse modalità: "Team Deathmatch", "Conquista" e "Cattura l'Unico Anello". Nel primo caso, dopo aver selezionato la fazione d'appartenenza bisogna combattere la squadra avversaria fino a raggiungere il punteggio necessario per conseguire la vittoria. Ogni volta che si muore verrà attivato il respawn a tempo ed è possibile selezionare una classe differente. La modalità "Conquista" funziona un po' come la famosa "Annessione" di Gears of War, ovvero bisogna conquistare il maggior numero di territori all'interno di una mappa facendo sostare il personaggio vicino a delle bandiere finché non si acquisice il colore della squadra. Allo stesso tempo, è necessario difendere i propri territori dall'assalto degli avversari. La modalità "Cattura l'Unico Anello", infine, non è che il classico "Cattura la bandiera": bisogna raccogliere l'anello (o strapparlo dalle grinfie dei nostri avversari) e portarlo fino alla "base" nemica per vincere ogni round. La qualità delle partite è buona, e anche in presenza di ping tutt'altro che esaltanti non si nota chissà quale lag, anzi le cose vanno fin troppo lisce. Più che altro, si sente in modo particolare la mancanza di una buona chat vocale: la qualità della conversazione è piuttosto mediocre. In questo modo viene a mancare gran parte della componente strategica che invece si rende necessaria per poter gestire al meglio gli scontri: le varie classi di personaggi dovrebbero agire in simbiosi per colmare le proprie lacune, invece ci si riduce ad assalti solitari che lasciano il tempo che trovano e spezzettano l'azione in modo assurdo. Quantomeno per il multiplayer online gli sviluppatori avrebbero potuto optare per una barra dell'energia ricaricabile col tempo se non si subiscono colpi, perché quando il nostro personaggio è in fin di vita rimangono davvero poche possibilità di sopravvivere.

Realizzazione tecnica

Uno dei punti di forza del gioco è di sicuro la sua "presentazione", intesa nella fattispecie come mix di elementi che richiamano la trilogia de "Il Signore degli Anelli": le introduzioni sono infarcite di sequenze filmate tratte dai film, le location sono molto fedeli e le musiche sono quelle originali. Oltretutto, l'edizione italiana vanta una localizzazione davvero ben fatta, con un Pino Insegno (che diede la voce ad Aragorn) in grande spolvero e una qualità generale piuttosto alta, a parte qualche interpretazione troppo "leggera" e fuori contesto. Per quanto concerne gli effetti sonori, ce ne sono davvero di ottimi fra quelli "ambientali", mentre i rumori degli scontri ravvicinati lasciano un po' a desiderare. Passando alla grafica, purtroppo c'è poco da cui rimanere impressionati: le location sono piuttosto ampie ma relativamente povere per quanto riguarda il numero di poligoni sullo schermo, le texture sono tutt'altro che definite e il frame rate è soggetto a continui cali e incertezze. I personaggi sono divisi nelle quattro tipologie di cui sopra, ma ciò diventa più che altro una limitazione nella varietà dei modelli, con i soldati che si presentano tutti identici fra loro. Le animazioni sono discrete, ma niente di più: talvolta buone, talvolta troppo legnose. La gestione della visuale, infine, è pessima: bisogna gestirla in modo completamente manuale, e durante i combattimenti ciò risulta tutt'altro che semplice, aumentando solo il senso di confusione.

Commento

Il Signore degli Anelli: La Conquista è un titolo dotato di enormi potenzialità, che però in pratica non si concretizzano. L'atmosfera epica e i richiami ai film ci sono tutti, e volendo si può accettare la generale mancanza di fantasia nella composizione delle missioni, ma quando si arriva ad analizzare la sostanza del gameplay si rimane inevitabilmente delusi: il sistema di combattimento è troppo confusionario e "scivoloso" (vedi la gestione delle parate, ad esempio), i personaggi hanno limitazioni evidentissime e ci sono letteralmente dei buchi nel game design che ci impediscono, ad esempio, di avere ragione di troll e giganti quando ci si trova al comando di guerrieri ed esploratori, obbligando a utilizzare gli arcieri o, al limite, i maghi. Il fatto di subire dei danni anche mentre si sta per andare al tappeto o addirittura quando si è a terra, incapaci di difendersi o spostarsi, è davvero frustrante e si sposa con una concezione "sbagliata" delle partite, che finiscono per essere un insieme di "tentativi" laddove invece si potevano premiare la pianificazione e la strategia. Infine bisogna tenere conto di un bilanciamento della difficoltà molto "spigoloso", capace di metterci in difficoltà anche al livello più facile. Insomma, questa nuova produzione targata Electronic Arts di difetti ne ha, e non pochi: i fan de "Il Signore degli Anelli" magari potranno passarci sopra e godersi un'esperienza che si rivela comunque sostanziosa e avvincente, gli altri farebbero meglio a orientarsi verso un action game meno ambizioso ma più riuscito.

    Pro
  • Ottimo comparto sonoro
  • Due campagne impegnative
  • Multiplayer online interessante
    Contro
  • Sistema di combattimento "scivoloso" e confusionario
  • Azione spezzettata e spesso frustrante
  • La grafica poteva essere molto migliore