8.0

Redazione

8.4

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Imperium Civitas 3Imperium Civitas III - Recensione 10

Quale impronta urbanistica dare al nostro impero? Imperium Civitas III ci permette di deciderlo.

Sono pazzi questi romani, sempre immersi nel traffico, impiegano ore per percorrere pochi chilometri sulle moderne bighe a motore dotate di lettori MP3, volanti esplosivi e sedili reclinabili. Dovreste poi vederli quando nel week-end tentano di raggiungere un prato o una spiaggia per la classica scampagnata con gli amici... ma cosa sono tre ore di traffico in confronto a un panino rancido mangiato su un prato di tre metri quadrati occupato da mille persone urlanti (che poi lasciano regolarmente lercio che neanche le lumache su uno specchio)? Da dove vengono i problemi urbanistici e di viabilità della capitale? Imperium Civitas III ci permette di scoprirlo divertendoci. In realtà no, però possiamo affermare che alcuni quartieri di Roma sono cresciuti seguendo lo stesso principio che si segue all'inizio del gioco, quando non si conoscono bene i controlli e si tenta di creare la nostra prima città, ovvero a caso. Scherziamo è, non sia mai (chi scrive l'articolo è romano, quindi non datevi alla pazza gioia con gli insulti), anche perché per fare peggio degli speculatori edilizi ce ne vuole e poi in Imperium Civitas III è presente un comodo tutorial che permette di acquisire dimestichezza con l'interfaccia in modo pratico e veloce, quindi permette di sviluppare competenze che non sono richieste per amministrare una città oggidì.
Nei panni di una famiglia Patrizia di uno dei più potenti e vasti imperi che la storia terrestre abbia conosciuto (magari su Alpha Centauri ce n'è stato uno più grande e potente, chissà), dovremo costruire e far espandere città dislocate per tutto il territorio conquistato dai romani. Detta così pare facile, in realtà ci sarà più di qualche complicazione da affrontare che ci costringerà a pianificare accuratamente ogni nostra mossa, sia che essa riguardi l'architettura della città, sia che concerna problematiche di tipo militare.

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Costruire, costruire, costruire

Avviando una nuova campagna e scelto il luogo dove edificare la nostra prima città, ci troveremo davanti a una mappa desolata con indicate le risorse e con soltanto qualche edificio base a fare da fondamenta per la nostra futura gloria (sempre che gloria sia). Senza indugiare troppo bisogna esaminare tutti i punti chiave necessari per garantire una vita decente agli abitanti, ovvero dove sono presenti fonti idriche per costruire un acquedotto, materie prime da estrarre, campi lavorabili per accumulare cibo e moli per costruire porticcioli per la pesca. Capito in che direzione far espandere la città, bisogna iniziare a popolarla costruendo alloggi per i plebei, il vero motore di ogni attività economica e militare che intendiamo sviluppare. L'interfaccia è molto comoda e risulta pratica dopo pochi minuti di gioco: da un menù circolare va selezionato l'edificio che si vuole costruire, cercando prima la categoria a cui appartiene. Ad esempio, per costruire una caserma dobbiamo prima selezionare l'insieme degli edifici militari e quindi la struttura di nostra scelta. Ogni edificio costruibile ha una o più funzioni, che possono essere attivate selezionandolo con il tasto sinistro del mouse e cliccando sulle voci della finestra interna che si aprirà. Anche la gestione dell'esercito è molto intuitiva, ma ne parleremo più avanti. Iniziamo occupando i plebei nell'arte del disboscamento (per la raccolta del legname) e in quella della lavorazione della terra (bisognerà pur farli mangiare). Costruito il primo quartiere e alcune attività economiche, abbelliamo il tutto con una fontana, che può tornare utile soprattutto per far scoprire l'igiene ai cittadini. Non c'è acqua? Prolunghiamo l'acquedotto e siamo apposto. Tutto va così liscio che quando arriva il primo incendio rimaniamo quasi delusi.

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Barbaro umanesimo

L'inizio lento nasconde in realtà tutta una serie di insidie e problematiche che ben presto andranno affrontate e che sono quelle tipiche dei sandbox game dai tempi di Sim City: la popolazione è infelice? Costruiamo un bell'anfiteatro per far scannare qualche gladiatore per la gioia del popolo. C'è malcontento? Ecco subito pronto un bel tempio che spiegherà al popolo, appena uscito da un bel massacro sanguinolento tra uomini nerboruti e fiere bestie (i valori di una volta, questi sconosciuti) di chi è la colpa per la pesca scadente (di Nettuno, ovviamente) e per la delinquenza dilagante. Purtroppo non si possono costruire network televisivi, quindi per rintronare la gente bisogna accontentarsi di quello che passa il convento. Potremmo proseguire ancora con gli esempi, ma credo che sia chiaro che ad ogni bisogno della popolazione corrisponde un edificio da costruire per risolverlo. Non che la risoluzione di tutti i problemi sia così facile, ma complicazioni a parte la base è questa. Ovviamente con l'ampliarsi delle città aumentano anche i problemi e con essi le cose da fare per risolverli.
Tra i vari fattori da considerare, c'è anche quello militare, ovvero la difesa della città dai pericoli esterni e interni. Ci sono delle tribù di barbari alle porte del nostro nido? Inviamo delle truppe e non pensiamoci più. Lo sappiamo, c'erano prima loro, ma siamo esseri umani anche noi e ci piace uccidere per affermare la nostra potenza virile, che ci possiamo fare? La gestione militare è molto semplificata e non c'è moltissimo da fare se non creare eserciti da lanciare alla rinfusa contro i nemici. Le fortificazioni e la crescita di livello delle unità aggiungono un po' di pepe, ma niente che faccia gridare al miracolo o strappare i capelli (che tanto non ci sono quasi più).

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Alti e bassi

Rispetto ad altri titoli dello stesso genere, Imperium Civitas III appare buono dal punto di vista visivo, con edifici dettagliati e una buona complessità degli scenari. Senza eccedere nei requisiti di sistema, riesce a risultare piacevole e si lascia apprezzare per qualche tocco di classe, risultando fluido in ogni occasione. È bello stare a guardare la propria creatura al pieno del suo fulgore, con edifici in attività, umani discretamente modellati che scorrazzano in ogni dove e fiamme che bruciano edifici lasciati troppo tempo senza manutenzione.
Quello che interessa maggiormente di un videogioco strategico/gestionale, comunque, non è certo l'aspetto tecnico, ma quello sostanziale, ovvero il livello di complessità della simulazione. Da questo punto di vista Imperium Civitas III rappresenta un ottimo compromesso tra la complessità e la fruibilità, grazie soprattutto all'interfaccia ben progettata che garantisce un accesso indolore anche al neofita. Ci vuole poco a imparare a giocare e poco a padroneggiare i diversi settori, anche se l'intelligente costruzione della campagna garantisce scenari sempre più complessi e una longevità di molte ore. Uno dei difetti maggiori è la mancanza di volontà di portare il genere un passetto più avanti scegliendo invece di rimanere in territori conosciuti e già ampiamente battuti. Anche la parte militare risulta piuttosto debole e superficiale, dando l'idea di un aggiunta non troppo meditata più che di una caratteristica indispensabile all'economia del gioco. Non che sia completamente da buttare, sia chiaro, ma confrontata con la parte gestionale appare evidente la sua inadeguatezza (praticamente si costruiscono truppe e si spediscono contro il nemico finché non lo si è eliminato). Certo, probabilmente è molto difficile far convivere la micro gestione di una città con la gestione delle truppe e delle battaglie, ma allora sarebbe stato meglio automatizzare quest'ultima rendendola di fatto uno fra gli altri elementi della vita cittadina.

Commento

In virtù del prezzo budget e delle indubbie qualità della parte gestionale, Imperium Civitas III merita una promozione piena. Vale sicuramente la pena giocarci, anche perché è in grado di regalare lunghe nottate insonni davanti al monitor e può essere usato per rimorchiare la formosa vicina di casa per illustrarle le vostre ultime scoperte in fatto di storia romana.

Pro Longevo Ottima la parte gestionale Requisiti di sistema moderati Contro Parte militare superficiale Per niente innovativo

Requisiti Minimi Processore: Intel Pentium 4 2.4 GHz o equivalente RAM: 1 GB Scheda video: da ATI Radeon 9600 e da GeForce 6600 o superiori con 256 MB di memoria video Sistema operativo: Windows XP, Vista DirectX: 9.0c o superiori Hard Disk: 2,9 GBScheda audio: compatibile con le DirectX 9.0c Configurazione di Prova Processore: Intel Core 2 Quad Q6600 RAM: 3 GB Scheda video: GeForce 8800 GT Sistema operativo: Windows Vista