Impersonare un ruolo  0

[***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***][***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***]

Ma andiamo con ordine: di quali elementi Mafia deficita per poter esser a pieno titolo considerato un RPG?
L’ambientazione? No, poiché giochi come Deus Ex, Outcast, Another War dimostrano che un RPG non debba necessariamente avere un’ambientazione fantasy.
La mancanza di caratteristiche e abilità del personaggio? No, poiché non basta certo l’introduzione del concetto di esperienza e aumento delle caratteristiche del personaggio in base a queste per fare di un gioco un RPG.
Altrimenti anche la stupenda Cate Archer nel suo No One Live Forever 2 dovrebbe essere considerata un’eroina dei giochi di ruolo. Allora cos’è che alla fine distingue NWN da Mafia?
Il personaggio!
In Mafia noi impersonifichiamo un personaggio ben preciso: Tommy Angelo, con esso vediamo la vita, le situazioni attraverso i suoi occhi, le sue orecchie e la sua parola.
Non possiamo modificare il comportamento del personaggio durante i passaggi chiave della sua storia, come spettatori del Padrino ci sediamo comodamente sulla poltrona e viviamo una sorta di film interattivo.

[***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***][***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***]

Ben diverso è assumere il ruolo di un personaggio, muoverlo secondo la propria indole personale, essere i suoi occhi, orecchie e parola, insomma assumerne il ruolo.
Quest’ultima è la vera, autentica essenza del giocare di ruolo, durante una partita digitalizzata o cartacea io sono AarnaK, mi muovo per il mondo parlando e interagendo con esso tramite i miei desideri, voleri, difetti e virtù, non sono un passivo spettatore della vicenda altrui, non vengo esiliato nel limbo degli spettatori nei momenti chiave di una vicenda lasciando ad estranei burattinai il controllo.
Certo la vicenda di Tommy Angelo è appassionante, la trama del narrato è sapientemente intessuta, le sue motivazioni e azioni perfettamente condivisibili, ma non sono le nostre.
Questo tipo di approccio è ciò che non rende Mafia un gioco di ruolo e a ben vedere è anche rischioso per il giocatore.
Se Tommy Angelo non mi fosse stato simpatico? Se mi fossi incavolato per sue scelte che reputo errate o semplicemente non condivisibili? Se non fosse scattato il “transfer” fra me e il personaggio avrei certo tutt’altra opinione di Mafia, un’opinione negativa come quella che ho per Final Fantasy 8 dove il personaggio di Squall mi è stato da subito decisamente antipatico.
Ma ovviamente questo non è un rischio che noi giocatori di CRPG corriamo, poiché noi facciamo il personaggio e raramente lo creeremo antipatico a noi stessi!

[***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***][***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***]

A questa prima considerazione Mafia mi ha suggerito altri due spunti di riflessione, innanzitutto la centralità della trama in un qualsiasi videogioco e la sua intrinseca importanza.
Sia che noi impersonifichiamo un personaggio, sia che noi ne assumiamo il ruolo la colonna portante del gioco sarà la sua trama, quel tessuto narrativo che diritto come uno spago o complesso come una ragnatale ci introduce in un mondo di fantasia, ci coinvolge e ci appassiona.
Quanto triste e sterile sarebbe un gioco dall’altissima giocabilità, con grafica spettacolare, colonna sonora meravigliosa, ma sciocco o banale nella sua trama.
Quanta noia inevitabilmente proveremo nel giocarlo, incapaci di appassionarci ad una storia scritta e pensata male, poco inspirata e banale.
Una trama ben fatta, ben scritta e narrata invece illumina qualunque gioco di eccellenza, ci fa dimenticare qualche piccolo problema di interfaccia o giocabilità, ci fa scordare di quelle texture forse troppo semplici o bruttine, poiché la nostra attenzione, la nostra fantasia è rapita dall’incredibile mondo che ci viene narrato con così tanta maestria.

[***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***][***dati incompleti: scheda gioco o num immagine mancante***]

La centralità e l’importanza della trama infine ci conducono all’ultima riflessione: all’indissolubile legame fra un ottimo gioco basato su una trama stellare e l’inevitabile conseguenza che esso sia unicamente single player.
Mi ricordo tempo fa che si discuteva sulla morte prematura della formula del single player, inebriati di connessioni gratuite, MMORPG, Battle Net si pensava che il futuro fosse nella rete e si guardava ai giochi single player con malcelato pietismo, come giochi castrati della vera unica modalità: il multiplayer.
Credo che l’industria dei videogiochi, sia per PC che per console, sia per il genere degli RPG che per altri generi sia stia ricredendo, il single player torna come unica formula per creare un gioco che appassioni e coinvolga con la sua trama regalando emozioni che nessuna partita multiplayer potrà mai creare.
Basti vedere qualsiasi scaffale di un negozio di videogiochi per PC o per console, i capolavori, i giochi che vendono centinaia di migliaia di copie sono al 99% giochi single player con una complessa e ben costruita trama alle spalle.
Ovviamente non c’è solo il bianco e il nero, Battle Net o Torment, UT2003 o Mafia, esistono anche rare perle che uniscono il meglio dei due mondi, anzi, no un’unica grande perla: NWN.

Gabriele ‘AarnaK’ Dal Fiume

Ho da poco terminato uno dei giochi più avvincenti, emozionanti e divertenti che mi sia capitato di giocare quest’anno.
Uno di quei giochi, che come i migliori romanzi, ti lasciano quel lieve senso di melanconica tristezza quando terminano poiché ti hanno trasmesso qualcosa: un’atmosfera, un’esperienza e perché no, un insegnamento.
NWN? Gothic? Torment localizzato?

No, Mafia!

Lo so, lo so, Mafia non è un gioco di ruolo e questo qua adesso ci prospetta un pippozzo su un action game! Prima di gridare allo scandalo pensate un attimo al perché Mafia non è giustamente definito come un RPG, meditando su questo scoprirete altri tre interessanti punti di riflessione sull’intero genere dei videogiochi.