Indiana Jones e la Tomba dell'ImperatoreIndiana Jones e la Tomba dell'Imperatore 

Seguiamo il nostro archeologo preferito nella sua ricerca per accedere alle chiavi del Cuore del Drago, antico manufatto cinese in grado di donare incredibili poteri a chi ne entrerà in possesso.
Nel suo viaggio attraverso il globo, il dottor Jones non mancherà di esplorare antiche rovine, castelli e basi naziste. Tutto, ovviamente, rigorosamente condito di trappole e trabochetti.

Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore
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C'era una volta...

...una galassia lontana lontana... no, stavolta non è un gioco di Star Wars.
Riproviamoci.
C'era una volta un imperatore molto crudele in un paese molto lontano, chiamato oggi Cina, che bramava così tanto aumentare il suo potere terreno da non esitare a compiere efferati delitti e a tradire persino il suo popolo. Ma per quanto grande fosse il potere di quest'uomo, non potè evitare che la Signora con la Falce venisse a riscuotere il suo tributo anche da lui e così fu costruita una grande tomba che, tuttora - nel 1936 - rimane ancora inesplorata ed avvolta dal più buio dei misteri.
Secondo le leggende, un gioiello dai poteri inimmaginabili sarebbe stato riposto insieme al corpo del tiranno e, ovviamente, una schiera di malfattori e farabutti farà di tutto per metteci le grinfie sopra. Ed allora ecco che toccherà a noi, impavidi avventurieri, recuperarlo prima che lo facciano i cattivi di turno. Naturalmente, visiteremo come già detto una buona porzione del globo terrestre e non mancheranno incontri a sorpresa e colpi di scena degni del miglior copione cinematografico.
A contendere al nostro Indiana Jones il potente manufatto si incroceranno sia gli inevitabili nazisti che una non meglio precisata organizzazione cinese, a metà strada fra una triade ed un esercito rivoluzionario.
Ma non dilunghiamoci in chiacchiere ed inoltriamoci nei meandri del sistema di gioco... naturalmente, senza dimenticare la frusta ed il cappello.

Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore
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Indiana Croft e i riciclatori del gioco perduto.

Il tratto distintivo di questo gioco è l'impostazione fortemente orientata all'azione, dove ci toccherà destreggiarci fra trappole, precipizi, combattimenti e tanti livelli lineari da esplorare. Praticamente Tomb Raider senza tette.
Oh, intendiamoci, qui si scherza ma mica vogliamo dire che è brutto: per il commento aspettate di arrivare in fondo alla recensione!
Dunque, il nostro Indy si troverà ad affrontare una lunga sequenza di mappe, o livelli se preferite, infarciti di azione, qualche enigma, molti nemici ai quali insegnare le buone maniere e tanta esplorazione. Il sistema di gioco è il solito: vai avanti, salta il burrone, picchia il cattivo, tira la leva e vai avanti, salta il burrone, picchia il cattivo, tira la leva e vai avanti... insomma, via di questo passo attraverso ogni combinazione possibile di nemici, leve, burroni e piattaforme sospese.
Detta così, il gameplay può risultare ripetitivo, ma in realtà i designer di mr.Lucas non sono dei pivellini e lo possiamo vedere sin dai primi momenti, quando ci verrà impartito il tutorial direttamente affrontando il primo scenario. La difficoltà cresce man mano che si avanza nel gioco e dovremo aspettare un po' prima che ci vengano proposte le sfide più serie. Questo permette anche ai giocatori novizi di fare conoscenza con il sistema di gioco e, soprattutto, con quello di controllo. A tal proposito, vorrei far notare che il sistema di gestione via mouse della telecamera ci costringerà a dure prove di pazienza, data la sua incredibile imprecisione, dovuta in parte ad un effetto di 'inerzia' iniziale, e spesso questo fatto ci si ritorcerà contro quando ci troveremo ad affrontare salti al millimetro o combattimenti particolarmente difficili. I tasti da premere sono molti ma per fortuna non c'è da impazzire, mentre il sistema di inventario è piuttosto spartano e spesso ci costringe a qualche manovra di troppo per preparare un'arma piuttosto che un'altra.

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Indiana Croft e i riciclatori del gioco perduto.

Le mappe sono molto varie e l'intero svolgimento della trama si articola attraverso una serie di capitoli, ognuno composto da svariati livelli ed un boss finale. A rendere faticoso proseguire nell'avventura, però, interviene il fantastico sistema di salvataggio adottato, che ci permetterà di registrare i nostri avanzamenti soltanto fra una mappa e l'altra. Quindi, se cadiamo in un torrente di lava proprio a due passi dalla fine del livello, ci toccherà rigiocarcelo tutto. Trattasi senza dubbio di una scelta discutibile, ma intanto c'è e ce la dobbiamo tenere.
Una interessante variazione sul tema è data dal sistema di combattimento. Indiana Jones potrà tirare pugni, calci, testate ed afferrare con solide prese ogni tipo di nemico, ma non solo: nel nostro campionario di mazzate troveremo una enorme varietà di colpi, proiezioni, prese e date, in base alle combinazioni dei tasti premuti. Complici anche le ottime animazioni create per l'occasione, i combattimenti, o meglio le scazzottate, aggiungono una componente adrenalinica consistente e danno al gioco un plusvalore di tutto rispetto che riuscirà con molta efficacia a spezzare la ripetitività dell'azione.
Ma se non vogliamo sporcarci le mani, potremo tranquillamente usare una delle tante armi presenti nel gioco, dalla frusta alle pistole col silenziatore, fino a mitra, bombe a mano e postazioni fisse, ma anche gli oggetti presenti nello scenario potranno essere utilizzati per distribuire buona educazione a destra e a manca. Quindi, una sedia, o la gamba di un tavolo, o una bottiglia, ad esempio, potrebbero diventare nostri preziosi alleati nei momenti di bisogno.
Indiana Jones, comunque, soffrirà inevitabilmente di abrasioni, contusioni, allergie ed emorroidi durante gli scontri con i suoi nemici, ma per fortuna potrà ristorarsi attraverso la borraccia che porta sempre con sè. La borraccia è il sistema utilizzato dai programmatori per farci portare appresso la nostra personale scorta di salute e dovrà essere riempita di acqua per funzionare (acqua di Lourdes, presumo), così quando saremo a corto di globuli rossi, basterà una buona sorsata per ritornare sani come non lo eravamo dai tempi del tutorial. Sparsi per i livelli, troveremo dei distributori automatici di salute, comunemente denominati 'fontane', attraverso i quali riempire la nostra borraccia sperando che duri il più a lungo possibile. Ma, se preferite i metodi più tradizionali, tra un calcio negli zebdei ed una ditata in un occhio potrete sempre ricorrere agli utilissimi medikit, trovati in giro un po' di qua e un po' di là.

Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore
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Che vestito indosso?

Ah, l'eterno dilemma del vestito della festa: quale metto per l'occasione? Questa camicia con le macchie di sudore o quest'altra con i segni dell'ultima caduta nella lava? Insomma, diciamocelo, per andare ad esplorare antiche rovine non rispolveriamo certo i vestiti migliori, no? Ed invece, per quest'ultima avventura Lucasarts, è stato confezionato un abitino su misura per il nostro carismatico dottor Jones, che prende il nome di Collective Engine ed è un onestissimo motore grafico capace di gestire una buona dose di poligoni ed effetti ma senza esagerare. Insomma, è bello da vedere e fa la sua porca figura, basta che i livelli siano progettati senza strafare.
I modelli dei personaggi sono ben torniti e ricchi di sfumature e dettagli, mentre le animazioni meritano un discorso a parte. Durante le fasi di gioco, le animazioni risultano - ahimè - legnose e spesso brutte da vedere. Come se non bastasse, i movimenti sono accelerati ed unendo le due cose non si ottiene certo un effetto particolarmente carino. Paradossalmente, le animazioni dei nemici sembrano essere migliori!
Durante le scene d'intermezzo, inoltre, possiamo assistere ad inquietanti fenomeni di possessione diabolica di oggetti inanimati che tali dovrebbero rimanere: inanimati, appunto. Ed invece no, perchè quando i personaggi coinvolti si troveranno ad interagire con tali oggetti, ad esempio reggendone uno nel palmo di una mano, ecco che questi ultimi si animano improvvisamente, avviando un incredibile 'ballo di San Vito' come se fosse scattata una musica invisibile oppure come se gli avessero messo il pepe nelle viti. In effetti non ne escono bene neanche le animazioni facciali, traviate da un labiale che, per motivi misteriosissimi, non fa chiudere quasi mai le labbra dei caratteri che parlano. Provate voi a parlare senza pronunciare labiali, magari in pubblico, vedrete che bella figura...

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Che vestito indosso?

Sull'altro piatto della bilancia, almeno, possiamo mettere degli scenari decisamente spettacolari e costruiti in maniera sapiente, dove i colori tipici delle produzioni made in Lucas si intrecciano con le architetture suggestive e più d'una volta, sbirciando da dietro un angolo, Istambul, ad esempio, ci sembrerà Tattoine.
Anche se non riguarda propriamente l'aspetto grafico, voglio spendere due parole sul sonoro. Le musiche, come già detto, sono fatte davvero bene, dove su tutte predomina la marcia composta da Jhon Williams e che è indubbiamente il marchio di fabbrica del filone legato alle avventure di Indiana Jones. Gli effetti sono convincenti e nei combattimenti godremo come ricci a sentire il rumore delle botte da orbi che tireremo ai nostri nemici (e che loro tireranno a noi). Fin qui tutto bene, se non fosse per un piccolo particolare: il gioco è interamente localizzato in italiano. Certamente i meno anglofili trarranno il giusto vantaggio dal fatto di poter ascoltare i dialoghi nella nostra bella lingua, però c'è da dire che ben pochi doppiaggi sono stati fatti in maniera tanto grossolana e superficiale. Le voci sembrano appartenere a personaggi che nulla hanno da spartire con quelli che compaiono sullo schermo: laddove occorre un minimo di partecipazione - direi pathos, ma non esageriamo - c'è solo il piatto ripetere di battute scritte e ripetute davanti ad un microfono. E' triste dover essere così duri in una recensione, ma davvero non riesco ad associare quelle voci a quei personaggi ed in quelle situazioni. Peccato, perchè tutte queste cose (il pessimo doppiaggio, le animazioni scandalose, il labiale sincronizzato con una bambola gonfiabile) penalizzano pesantemente il giudizio finale del gioco. Se non altro, perchè il livello di coinvolgimento del giocatore scende sottozero.

Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore
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Commento.

Che dire di questo Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore?
Il gioco è divertente, anche se la storia dei salvataggi è una gran bella seccatura e ne riduce sensibilmente la giocabilità. Purtroppo, pare che i signori sviluppatori ancora non abbiano capito che un gioco deve essere divertente e non frustrante.
I combattimenti sono sicuramente la parte meglio riuscita e non ne avremo mai abbastanza di menar le mani con nazisti, scagnozzi del fuhrer e mafiosi dagli occhi a mandorla. L'interazione con gli ambienti è buona e tutto ci potrà tornare utile per essere rotto in testa a qualcuno poco gradito.
Alti e bassi, inoltre, nella realizzazione grafica del gioco, che complessivamente ha un bell'aspetto ma è penalizzato da animazioni di pessima qualità, legnose e troppo veloci, senza contare il labiale fatto male ed i volti espressivi come scatolette di tonno. E, come se questo non bastasse, il colpo di grazia arriva dal doppiaggio poco più che piatto ed approssimativo.
Per fortuna, giocando, tutte queste magagne possono essere messe in secondo piano di fronte al collaudatissimo gameplay che alterna fasi di esplorazione a momenti più concitati, senza dimenticare, in qualche caso, di solleticare il nostro ultimo neurone rimasto con qualche mai troppo difficile enigma.
Tutto sommato, allora, che pensare di questo gioco? Certo non è il massimo in circolazione, però è sicuramente un gioco divertente e, riuscendo a passare sopra ai difetti citati più su, può intrattenere anche il giocatore più esperto per parecchie ore.

Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore Indiana Jones e la Tomba dell'Imperatore

Pro: belle scazzottate bei livelli belle musiche Contro: la mancanza dei salvataggi lo rende frustrante animazioni scandalose doppiaggio pessimo

We meet again, doctor Jones?

Ecco di nuovo fra noi l'inossidabile dottor Jones, archeologo illustre ed avventuriero conosciuto in tutto il mondo. Il secondogenito di George Lucas torna a far danni sui nostri monitor con una avventura nuova di pacca ed un gameplay più che collaudato.
Dopo aver svelato i misteri di Atlantide e dopo essersi trasformato nel clone di se stesso, quel Tomb Raider che per primo inaugurò il genere su PC, Indiana Jones ci trasporterà di nuovo attraverso i quattro angoli del mondo per svelare un altro incredibile mistero.
Come da copione, non mancheranno i classici nazisti, nè le solite scazzottate da film e neanche le incredibili musiche di John Williams, insomma è praticamente sempre la stessa solfa, ma, si sa, squadra che vince non si cambia e quindi il nuovo capitolo delle avventure di Indiana Jones è stato scritto all'insegna del conservatorismo creativo, più che dell'innovazione.

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