Kameo: Elements of PowerKameo: Elements of Power Recensione 

Dopo anni d'attesa arriva Kameo nei panni di uno dei titoli di punta del lancio di Xbox 360. Tra parallax mapping e fate ecco il risultato...

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Meccaniche classiche

Il titolo Rare è ricco di riferimenti e citazioni, più o meno esplicite di altri videogiochi ed opere cinematografiche. Le prime a farsi notare durante i livelli di partenza, sono quelle per Metroid vista una particolare trasformazione di Kameo, e l’influenza del Signore degli Anelli in alcune tracce audio o sequenze di gioco, soprattutto quelle delle spettacolari battaglie in campo aperto tra Elfi e Troll. Questo genere di citazioni aumenta man mano che si procede, e si vede che grande impegno è stato profuso da Rare nel tentativo di amalgamare tutte queste situazioni così differenti tra loro in maniera ottimale all’interno della campagna single player. La principessa, infatti, si può trasformare, dopo averli salvati dalle forze dell’ombra, in ben dieci guerrieri elementali ed ognuno inserisce elementi di gameplay e comandi totalmente diversi, che sarà determinante riuscire a padroneggiare. Lo schema di controllo, per fortuna, resta sempre lo stesso, ad ognuno dei due trigger analogici è assegnata una mossa, più un colpo speciale che si esegue premendoli contemporaneamente. Determinante, risulta anche la scelta dei power up, dei frutti che si raccolgono in giro per il mondo e che possono essere anche acquistati in dei negozi, e che forniscono nuove abilità alle creature.

La principessa, infatti, si può trasformare, dopo averli salvati dalle forze dell’ombra, in ben dieci guerrieri elementali ed ognuno inserisce elementi di gameplay

Meccaniche classiche

I controlli risultano uniformi per tutte le trasformazioni di Kameo, e dopo un’oretta di gioco si riescono ad assimilare in modo perfetto. Anche la gestione della telecamera, controllata tramite lo stick analogico destro, dopo alcune incertezze iniziali, si riesce a gestire senza difficoltà, con l’unica eccezione del movimento sott’acqua, possibile tramite una precisa trasformazione, che risulta meno intuitivo degli altri e che crea qualche difficoltà. Kameo è un riuscito incrocio tra platform vecchio stile ed un action-adventure in terza persona, il giocatore deve partire da zero per migliorare progressivamente le proprie possibilità, tramite nuove trasformazioni, aumentare le skill e le capacità dei personaggi che utilizza maggiormente, ed utilizzare questi poteri per accedere ad aree prima precluse, scontrandosi con i boss di turno che si potranno sconfiggere solo tramite l’utilizzo combinato delle trasformazioni. Anche con l’ingegno, dato che quasi mai c’è un solo modo per affrontare una determinata situazione di gioco, se si è in grado di osservare con attenzione l’ambientazione e il nemico che ci si para davanti. Una feature particolarmente ben realizzata e degna di nota è quella dell’utilizzo di una sorta di bullet time che si attiva quando si uccidono diversi mostri in successione, realizzando varie combo. Come nella migliore delle realtà matrixiane, il tempo rallenterà solo per i vostri nemici, ed in questo modo si possono effettuare delle vere e proprie carneficine.

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Il livello di difficoltà, purtroppo, non è modificabile, ed è un peccato non poter rendere gli scontri con i vari nemici, boss esclusi, leggermente più pericolosi. Le varie aree, infatti, a meno che non ci si soffermi a raccogliere tutte le monete o a realizzare combo impossibili per raccogliere punti, si attraversano senza troppi pensieri. Discorso simile per quello che riguarda gli aiuti disponibili tramite il nostro librone magico che, se richiesti costantemente, offrono una soluzione fin troppo diretta ai puzzle da risolvere durante il gioco. Fortunatamente questo tipo di suggerimenti si può modificare dal menù opzioni, rendendo l’esperienza di gioco più avventurosa.

La durata non eccelsa, insieme ad un livello di difficoltà non modificabile, si dimostrano alla prova dei fatti come gli unici difetti sostanziali del gioco.

La modalità campagna è piuttosto lineare, ed in certe sezioni risulta fin troppo guidata, Kameo infatti si può portare a termine in una decina di ore, soprattutto usando spesso i vari aiuti ed indizi disponibili e seguendo solo le quest obbligatorie. In questo modo si perde gran parte del divertimento, si saltano tutte le sotto quest disponibili, non si visita una buona parte del mondo virtuale e, soprattutto, non si possono portare al massimo le varie abilità dei personaggi, che sono poi i veri protagonisti del gioco. La durata non eccelsa, insieme ad un livello di difficoltà non modificabile, si dimostrano alla prova dei fatti come gli unici difetti sostanziali del gioco.

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Campagna cooperativa

I loading time sono brevi ed il gioco propone una sorta di autosave prima e dopo gli eventi di rilievo all’interno di un’area. Peccato che non si possa salvare in diversi slot per poter riprendere il gioco in punti differenti, direttamente dal menu principale, così da poter rivedere le scene più epiche e spettacolari che non mancano di certo. L’evoluzione di Kameo è stata supportata anche dalle capacità tecniche di Xbox 360, aggiungendo alcune scene precedentemente impossibili da realizzare, una su tutte la riproduzione, già menzionata, delle battaglie tra Elfi e Troll con oltre 2000 modelli animati e con una propria IA riprodotti in un'unica schermata. In mezzo alla terra che funge da collegamento tra le diverse aree del gioco. La vista è spettacolare, soprattutto quando, a cavallo del fido destriero, la principessa si lancia tra le migliaia di nemici animati, le esplosioni e i carri armati che mettono a ferro e fuoco il mondo.

La vista è spettacolare, soprattutto quando, a cavallo del fido destriero, la principessa si lancia tra le migliaia di nemici animati, le esplosioni e i carri armati che mettono a ferro e fuoco il mondo.

Campagna cooperativa

Non solo singleplayer ma in Kameo è disponibile anche una modalità cooperativa, dove si possono sfruttare al meglio le capacità combinate di due differenti trasformazioni. Le missioni in co-op si sbloccanno durante il progredire del gioco nella campagna single player, quindi non si può iniziare da zero in questa modalità che, di fatto, permette semplicemente di giocare in due le stesse sezioni della campagna in singolo. Per contro l’esperienza accumulata con i vari personaggi disponibili, permette di utilizzare al meglio i vari poteri con l’ausilio di un compagno. La modalità di cooperative non è certo il punto di forza di Kameo, vista l’impostazione dei livelli, non certo pensati nativamente per un’azione di cooperative, ma diventa un’aggiunta che può aumentare la longevità del gioco e che permette di godere insieme ad un amico delle ambientazioni del titolo Rare.

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La principessa del parallax mapping

Il lato tecnico di Kameo, sia dal punto di vista grafico che sonoro, è salvo da ogni possibile critica. Impossibile citare tutti gli effetti utilizzati da Rare in Kameo, ogni area possiede un qualcosa di unico ed un dettaglio particolare che la riesce a distinguere dalle altre. Sin dal primo livello si trovano scene con quantità esagerate di poligoni, distribuite tra ambientazioni e modelli animati, come le decine di draghi che svolazzano vicino le mura del castello, unite con implementazioni di prim’ordine negli effetti di illuminazione, o l’utilizzo di parallax mapping e shader elaborati per amplificare la resa di tutti gli altri elementi visibili su schermo. Giocato su un sistema HDTV, Kameo si dimostra come uno tra i titoli più rappresentativi, se non il più rappresentativo, del concetto di grafica Next Generation. A partire dalle animazioni dei personaggi, fino all’implementazione della fisica come ad esempio nelle reazioni dell’acqua, troviamo esempi di come Rare abbia sfruttato le potenzialità di Xbox 360. Il frame rate rimane sempre stabile durante l’azione, anche in presenza di scene particolarmente complesse, cosi come non si riscontrano difetti di aliasing. (Gli unici appunti possono essere mossi al character design di alcuni tra i personaggi del gioco, che devono aver sofferto in questi lunghi anni di gestazione, non essendo tutti dello stesso livello per cura e, soprattutto, gusto estetico nd A.J.)

Impossibile citare tutti gli effetti utilizzati da Rare in Kameo, ogni area possiede un qualcosa di unico ed un dettaglio particolare che la riesce a distinguere dalle altre

La principessa del parallax mapping

Molto utile, tra le opzioni disponibili, la possibilità di scegliere dei setting predefiniti per la luminosità delle immagini. Oltre alla modifica manuale del valore, si possono richiamare le impostazioni di default dedicate ai vari tipi di dispositivo utilizzato, come un pannello lcd, un plasma, proiettori digitali e via dicendo. Invito la modifica di questo parametro appena iniziato il gioco, in questo modo si potrà apprezzare al massimo la resa grafica in rapporto al supporto video utilizzato. Non solo poligoni e texture, ma anche tutto il reparto sonoro è ai vertici della categoria. Ottimo utilizzo del Dolby Digital 5.1 per la realizzazione degli effetti ambientali, ma in particolare la menzione d’onore spetta alla colonna sonora, che risulta essere una tra le più azzeccate e riuscite degli ultimi anni. Nonostante la possibilità di usare le proprie tracce audio, il titolo Rare è uno di quei titoli che fa desistere dall’utilizzo di questa feature. Kameo è totalmente localizzato in italiano, parlato compreso, ed anche in questo caso non ci si può proprio lamentare del risultato ottenuto.

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Commento

Colori vivi, character design personale, intermezzi narrativi per sottolineare il pericolo che incombe sul mondo, l’atmosfera fiabesca amplificata dall’onnipresente librone parlante, animazioni ed espressioni facciali dei vari personaggi degne di un fumetto. Insomma, tutti gli elementi inseriti in Kameo: Elements Of Power lo rendono quanto di più vicino ci possa essere ad una produzione Pixar, con tutte le differenze tecniche e grafiche del caso, ovviamente. Se Rare voleva avvicinare i due mondi dell’animazione digitale, portando sulla console Microsoft un po’ dello stile old school dei videogiochi, non ha fallito con questo titolo. Kameo, per i problemi di longevità ed alcuni dei difetti riportati durante la recensione, pur restando uno dei migliori titoli al lancio ed uno dei migliori esponenti della Next Gen grafica, non diventa quella Killer Application assoluta che molti si auguravano per Xbox 360. E’ un buon titolo, che si lascia giocare con piacere, che stupisce in più punti e che, cosa più importante, fa ben sperare per le future produzioni di Rare.
Pro: Grafica e comparto tecnico da vera Next Gen Sonoro eccelso Rare Style Contro: Un solo Livello di difficoltà Un po’ troppo guidato Character design incostante

Nato come progetto su Nintendo 64, Kameo: Elements of Power è stato spostato prima su GameCube e successivamente Xbox, subito dopo l’acquisizione nel settembre 2002 di Rare da parte del colosso di Redmond. Durante gli ultimi anni il titolo si è pian piano evoluto, con il cambiamento prima con la cosmesi grafica, dal taglio molto più maturo, poi con l’inserimento di nuove componenti nella meccanica di gioco. Infine nel 2004 Rare e Microsoft hanno deciso di espandere ulteriormente gameplay, inserendo modalità online di cooperativa, sezioni speciali nel single player, e riscrivendo il motore grafico in funzione delle potenzialità di Xbox 360 per farne uno dei titoli di lancio, insieme a Project Gotham Racing 3 e Perfect Dark Zero. Kameo: Elements of Power si può accostare ad una vera e propria fiaba in formato videoludico, sin dall’introduzione, narrata dalla classica voce fuoricampo, si può intuire il tipo di prodotto sviluppato da Rare. Lasciando da parte la storia di base, spiegata ampiamente da un filmato che è impossibile skippare, ci si trova subito nel vivo della battaglia in quello che è un vero e proprio tutorial guidato. Subito dopo questa seconda introduzione, inizia da zero il nostro viaggio per recuperare i poteri elementali che ci serviranno per salvare la nostra famiglia e tutto il regno, dall’offensiva dei Troll in un’epica battaglia tra questi e gli elfi per un gioco che ha dell’adventure, dell’action e del platform game in egual misura.

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