Kirby's Dream Course - Recensione  0

A metà strada tra il minigolf e la follia di Kirby: torna su Wii Kirby's Dream Course, un gioco decisamente da riscoprire...

Cos'era ieri

Kirby’s Dream Course era, all’uscita (come, del resto, è anche oggi), un gioco davvero sui generis, che poggiava i piedi sul genere simulativo del minigolf e spiccava poi però una serie di balzi e saltelli verso il genere dei puzzle “fantasiosi”, quelli in tempo reale e con ispirazioni originali. La HAL fondamentalmente prendeva in mano la pura simulazione, aggiungeva un pizzico di Marble Madness nell’estetica e infine infondeva copiosamente in tutto questo le amenità metamorfiche tipiche del brand di Kirby. Di base c’era il minigolf, con i tracciati e le buche e un sistema di controllo calibrato sui classici dei giochi da olimpiadi, con le barre da fermare al tempo giusto, le velocità e le angolazioni del caso. Ma in mezzo c’era tutto il resto: una serie di nemici da blastare a colpi di Kirby rotolante, che faceva da pallina, e le trasformazioni e le abilità speciali che Kirby poteva assumere travolgendo i suddetti nemici, invece che fagocitandoli come da sue più tipiche abitudini. Una certa longevità era garantita non solo dalla varietà del sistema di buche, che faceva di tutto per presentare la buca conclusiva della situazione solo al termine del massacro dei nemici a mezzo palla rosa, ma anche dalla quantità relativamente alta di impegno richiesta dal titolo. Il tutto si presentava con uno stile estetico decisamente pastello e rilassante, vagamente fiabesco e ironico, sollevato di peso dall’universo di Kirby per colorare lo spunto sportivo con tutta la pacioccosa allegria, secondo molti istigatrice di episodi di acuta ultraviolenza, del personaggio della HAL.

Cos'è oggi

Kirby’s Dream Course, nonostante l’originalità e coesione del game design, non riscosse il successo che avrebbe meritato. Probabilmente, questo è dovuto allo scarso appeal del tema di base del gioco rispetto alle killer application dell’epoca o al semplice concetto di “gioco fico”. Non sono in pochi, del resto, quelli che ricordano bene di avere annuito con le lacrime agli occhi per la gioia di fronte ai celeberrimi titoli di coda di un episodio dei Simpson in cui Bart si trova, suo malgrado, a fare a meno della hit videoludica del momento per accontentarsi del favoloso titolo golfistico ‘Ammazza, che Mazza’ (pencil included). Che la colpa di questo insuccesso storico sia imputabile a ciò, in ogni caso, poco conta. Dimenticatevi, infatti, il golf. Kirby’s Dream Course usa l’appassionante minigolf come un semplice spunto per costruire piste originali, piene di trovate, complesse e a volte labirintiche, infondendole di trasformazioni e frenesia. Il sistema di controllo è decisamente solido, e la curva di apprendimento è di quelle old-school: subito dentro tutti a divertirsi, ma solo i migliori a casa con l’oro dopo molta fatica. Impattare con una palla rosa su un malcapitato nemico e rubargli il potere di fare i fulmini per potere così poi blastare gli altri nemici e, infine, mettere Kirby in buca è un qualcosa che rimane divertente nonostante il tempo (se si persiste nella tonta convinzione che i giochi vecchi vadano abbandonati in quanto tali) e nonostante il golf (nel caso in cui non sia il nostro sport preferito). Per questo motivo, Kirby’s Dream Course rappresenta il tipico titolo dimenticato, misconosciuto o sottovaluto che la Virtual Console di Wii può avere il merito di riportare alla luce dall’oblio in cui è stato ingiustamente relegato dal grande pubblico e della maggior parte della critica.

Pubblicato nel 1995 per SuperNES, condannato forse ingiustamente a una lunga decade di oblio, Kirby’s Dream Course è un titolo piuttosto originale e da riscoprire, a metà strada tra il golf e l’action-puzzle, da oggi disponibile sul catalogo Wii a 800 punti.