La Recensione di Rocky Legends PS2/Xbox  0

Rocky Balboa, lo stallone italiano è di nuovo tra noi direttamente da Ubisoft!

The italian stallion

Il nuovo gioco prodotto da Ubisoft risulta come un completamento del vecchio titolo, non sarà quindi una completa novità per chi ha già avuto il piacere di provare il prequel, ma comunque i motivi per visionare questo nuovo prodotto ci sono tutti. La modalità principale è il Carreer Mode nel quale prenderemo parte alla scalata al titolo mondiale potendo impersonare uno dei quattro protagonisti e cioè: Rocky Balboa, Apollo Creed, Clubber Lang e Ivan Drago. Per ognuno di essi la storia è diversa, ad esempio scegliendo Clubber Lang partirete dal carcere in cui è rinchiuso fino ad arrivare alla sfida con Rocky per il titolo; iniziando, invece, con Ivan Drago, da membro dell’esercito sovietico, arriverete fino alla sfida topica con Rocky che è il culmine di Rocky IV. Dopo il primo incontro disputato, verrà visualizzata la classifica mondiale e potremo scegliere il nostro avversario nell’incontro successivo. Il giocatore partirà venticinquesimo e potrà scegliere chi combattere, sapendo che in caso di successo lo scalzerà dalla sua posizione in classifica. Per non rendere la scalata troppo affrettata potrà avanzare al massimo di tre posizioni per volta. Dopo ogni incontro ci si potrà allenare per potenziare le caratteristiche fisiche dell’atleta: velocità, potenza, resistenza e così via. L’allenamento in sé consiste nello svolgere dei mini-giochi, ben fatti e divertenti, che vanno dal classico sollevamento alla sbarra, al salto della corda, dai colpi al sacco al simpaticissimo “cattura la gallina” (esercizio che, come ricorderete, lo stesso Rocky faceva in uno dei suoi film). Gli incontri vedranno i due pugili scontrarsi in ring sempre più “importanti”, dalla strada si passerà infatti alle scassate palestre della periferia, fino agli enormi palazzetti del tipo Madison Square Garden.

I combattimenti risultano sufficientemente ben fatti, anche se decisamente non votati al realismo!

The italian stallion

I combattimenti risultano sufficientemente ben fatti, anche se decisamente non votati al realismo, e caratterizzati soprattutto dalla capacità del giocatore di riuscire a sferrare coordinate combinazioni di colpi e di parare con efficacia gli attacchi del rivale. In questo ci viene in aiuto il sistema di controllo che assegna i colpi ai quattro tasti frontali del pad, ognuno utilizzato per un colpo diverso, e alle combinazioni degli stessi con i due trigger dorsali che permettono di parare/uscire dalla guardia e di utilizzare l’uppercut. All’inizio il sistema di controllo può sembrare un po’ limitato e non del tutto immediato, ma, dopo poche partite, vedrete il vostro pugile rispondere perfettamente ai comandi e scaricare, addosso al malcapitato avversario di turno, la vostra rabbia agonistica. Sono state introdotte delle novità in questo sequel che non renderanno certo il titolo più votato al realismo, ma, di sicuro, lo renderanno più spettacolare e capace di dimostrare il coraggio e la rabbia dei contendenti. Le novità di cui parliamo sono i Super pugni, la modalità Furia e la barra del pubblico. Partendo da quest’ultima possiamo dirvi che, in Rocky Legends, sullo schermo oltre all’indicatore della salute del vostro pugile, troverete un’altra piccola barra che indica il livello di entusiasmo del pubblico nei vostri confronti. Meglio combatterà il pugile e più facile sarà portare nuovi tifosi dalla vostra parte e, una volta riempito tale indicatore, saremo in grado di eseguire una combo tripla di mosse altamente devastante. I super pugni sono semplicemente un’arma in più in mano al lottatore e il giocatore dovrà essere abile nel calcolare il tempismo giusto per usarli visto che, richiedendo una preparazione più lunga, lasciano il pugile scoperto per alcuni istanti. Quando il pugile va in “Furia”, e questo capita solo quando ha meno del 30% dell’energia disponibile oppure ha già subito diversi k.o., è in grado, per venti secondi, di tirare pugni a velocità doppia. Oltre alla modalità Carriera ci sono quelle classiche di ogni picchiaduro che non richiedono particolari spiegazioni: la modalità esibizione, la modalità sopravvivenza, la pratica, l’allenamento e il torneo ad eliminazione.

Adrianaaa!

Dal punto di vista prettamente tecnico il titolo Ubisoft fa da subito una buona impressione, grazie ad un’ottima introduzione che “mixa” spezzoni dei film con parti del gioco, con in sottofondo la colonna sonora di tutta la saga. La cosmesi dei personaggi presenti è di buon livello, soprattutto per quanto riguarda i quattro protagonisti. Abbiamo notato purtroppo qualche fenomeno di compenetrazione di poligoni durante gli scontri, ma in linea di massima tutto funziona per il meglio durante i combattimenti ed il motore grafico gestisce senza troppi fastidi il frame rate. Ottimi gli effetti che evidenziano i lividi che si creano durante gli incontri, mentre, purtroppo, le animazioni dei pugili risultano spesso legnose e alquanto rigide. Gli scenari sono ben ricreati e ci sono più di venti locazioni tratte ovviamente dai film. Gli incontri tra due giocatori sono molto divertenti e spesso si chiudo sul “fil di lana” oppure ai punti, attraverso un sistema perfezionato di conteggio che considera i colpi andati a segno e le parate effettuate. Purtroppo invece la I.A. degli avversari, quando si gioca in modalità singola, a volte, pur essendo stata affinata rispetto al prequel, risulta prevedibile e aggirabile con alcune sequenze ritmiche di colpi. Ad aggiungere ancora maggior rammarico c’è il fatto che sia nella versione Xbox che in quella prevista per PlayStation 2 manca una modalità online che avrebbe garantito, oltre ad avversari più tenaci, una maggior longevità. La colonna sonora del gioco ricalca, di pari passo, le musiche caratteristiche dei film di Rocky e siamo stati ben felici di poterle ascoltare peccato solo per la mancanza di un must come “Eye of the tiger”; l’effetto è di rapimento totale, neanche fossimo personalmente sul ring.

Rocky Legends risulta quindi essere un gioco migliorato rispetto al precedente, ma queste novità potevano essere più marcate e, di sicuro, con qualche accorgimento in più avremmo avuto un ottimo picchiaduro arcade. Gli aspetti positivi del gioco ci sono, anche se, probabilmente, chi ha già giocato al primo titolo non sarà invogliato a comprare questo seguito. Alcune lacune poi di carattere prettamente tecnico e l’assoluta mancanza del supporto online incidono marcatamente sul nostro giudizio, anche se a malincuore, vista la nostra passione per la saga stalloniana e le qualità che in parte emergono da questo titolo Ubi Soft.

    Pro
  • E’ lui! E’ lo stallone italiano!
  • Atmosfera molto curata
  • Incontri divertenti e prettamente arcade
  • Ottima colonna sonora
    Contro
  • I.A. a volte deficitaria
  • Tecnicamente solo discreto
  • Mancanza della modalità online

Le due versioni a confronto

Il titolo è stato sviluppato sia per la console Microsoft che per PlayStation 2 ed in realtà le due versioni sono pressocchè identiche. Come al solito nei titoli multipiattaforma la controparte Xbox è leggermente più curata, denotando texture migliori e qualche poligono in più. La mancanza in entrambe della modalità online non fa pendere la bilancia a favore di nessuna delle due versioni. A voi la scelta.

Quanti di noi hanno gioito e sofferto nel seguire le vicende del coraggioso pugile interpretato da Sylvester Stallone? Molti, ne siamo certi, e siamo pure certi che tanti vorrebbero un ulteriore seguito, un capitolo numero 6, solo per la gioia di poter rivedere quel “mitico personaggio”. Non siamo purtroppo in grado di dirvi se l’atteso capitolo si farà o no, scriviamo invece questo articolo per parlarvi del nuovo gioco tratto dalla serie. Nel 2002, inaspettatamente, venne pubblicato il primo titolo basato sulla licenza ufficiale dei film su Rocky e, ancor più inaspettatamente, quel gioco riuscì a convincere non solo i fan accaniti della saga ma l’utenza in generale. Dopo circa due anni dall’uscita Ubisoft propone un sequel di quel primo fortunato esperimento, battezzandolo Rocky Legends.