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Il piccolo popolo dei Lemmings ha di nuovo bisogno del vostro aiuto, pena l'estinzione...

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Il fulcro del gioco è il momento della decisione della strategia e dell’assegnazione dei ruoli

Playing Suicide

Lo scopo di Lemmings, se ancora non si fosse capito, è quello di guidare un gruppo di roditori bipedi all’interno di un’ambientazione disseminata di ostacoli fino al punto di fine livello (che contraddistigue la salvezza). I Lemmings dal momento in cui entrano a far parte dello stage continueranno a muoversi incessantemente, sarà compito del giocatore dirigere i tempi di spostamento ed attribuire le mansioni per ogni animale. Il fulcro del gioco è il moment della decisione della strategia e dell’assegnazione dei ruoli: all’inizio di ogni livello sarà assolutamente necessario mettere in pausa e studiare la conformazione geografica della sfida corrente, perchè dal momento in cui i lemmings cominceranno a camminare, nulla li potrà più fermare. Nella parte bassa dello schermo si troverà la barra di selezione che permetterà al giocatore di selezionare, tramite la pressione dei dorsali, un lavoro specifico (scavatore, paracadutista, bombarolo, arrampicatore, e così via..) da far eseguire ad ogni roditore presente nello stage; per ogni livello ci sarà un tetto massimo di lemmings presenti e un determinato numero degli stessi da portare in salvo (il più delle volte una percentuale del totale è dedicata alle “perdite concesse”, un certo numero di morti utili per portare a conseguimento il livello). Per ogni stage ci saranno differenti modi di ottenere la vittoria, Lemmings è un gioco che lascia al giocatore un determinato grado di personalizzazione della propria strategia, solo in alcuni casi particolari sarà però assolutamente necessario trovare quell’unica soluzione in grado di sbrogliare la matassa e portare alla salvezza l’intero gruppo. La difficoltà di gioco è suddivisa in quattro distinte categorie che offrono sfide sempre più complesse, rendendone l’esperienza una specie di percorso formativo in termini di puzzle: maggiore sarà la difficoltà e maggiore dovrà ovviamente essere la velocità e la lucidità del giocatore nell' analizzare lo stage che gli si presenta davanti.

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100 Lemmings grossi quanto due floppy disc da 3,5”

Come precedentemente detto, questo capitolo di Lemmings PSP riprende in tutto e per tutto il primissimo episodio, sono presenti nell’umd tutti e 120 gli stage della versione originale con alcune interessanti novità: i fondali, pur rimanendo fedeli ai loro predecessori, sono stati ‘svecchiati’ e riproposti in una versione 3d pre-renderizzata, decisamente più appetibile per la generazione attuale; la visualizzazione sfrutta a pieno lo schermo psp, dando al giocatore maggiori possibilità di osservare la conformazione di un abbondante 75% dello stage; all’avventura è stato legato il concept del videoregistratore, si potrà mettere in pausa il gioco con start pur continuando a selezionare oggetti con i dorsali o semplicemente osservare una determinata parte di livello non inquadrata, alla stessa maniera sarà possibile tramite la pressione del tasto cerchio di mandare “avanti veloce” il gioco, senza dover così aspettare per interminabili minuti le evoluzioni dei lemmings. Ai livelli storici, si aggiungono 36 stage extra studiati apposta per questa versione portatile ed un editor di livelli assolutamente intuitivo che permetterà di crearsi a piacimento le proprie ambientazioni scegliendo fra tutti gli elementi, trappole e ostacoli presenti nel gioco. Alle canoniche modalità di gioco si affianca inoltre la possibilità di scaricare pacchetti di livelli direttamente dal sito yourpsp.com, un po’ come era successo per wip3out, implementazione davvero interessante perchè permetterà ai giocatori appassionati di Lemmings di proseguire le operazioni di 'salvataggio' anche oltre il termine del gioco. Il comparto grafico non verrà ricordato di certo per aver sfruttato a pieno l’hardware psp, Lemmings è un gioco graficamente essenziale e la storia insegna che sa giocarsi le sue carte migliori quando non ci sono inutili aggiunte al suo solido gameplay. Il sonoro non vive, al pari della grafica, momenti di gloria, molti degli effetti provengono anch’essi dalla versione originale e le musiche che accompagnano i livelli spesso finiscono per perdersi nella concentrazione della partita.

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Questa versione di Lemmings per PSP apparentemente non ha nulla che non va: ad una rinnovata cura dei fondali bidimensionali, si aggiungono le indubbie proprietà dello schermo e un numero di livelli capace di impegnare a lungo anche il giocatore più talentuoso. Oltre questo il gioco però non va: sono passati 15 anni e la saga non ha trovato nuovi spunti di originalità, tornando e fossilizzandosi su di una struttura ed un gameplay che, per quanto vincenti, ormai si possono fregiare del titolo di "vecchio" e "già giocato". Sicuramente un buon gioco per gli amanti dei puzzle game atipici e un ottimo gioco per i fan della saga, sconsigliato a chi vorrebbe nella PSP una console innovativa e graficamente performante. Pro: E' Lemmings ed è in forma smagliante. Molto Longevo. Alcune interessanti novità. Contro: E' Lemmings ed è sempre lo stesso. Non sfrutta per nulla l'hardware psp.

Correva l’anno 1991 quando la piccola DMA Design rilasciava -per Commodore e Amiga- Lemmings, un gioco che da lì a poco avrebbe ridefinito una nuova tipologia di puzzle game ironicamente soprannominata “Save them’up!”, ovvero “salvateli tutti”. Perchè questo era ciò che bisognava fare nel gioco: un incredibile numero di roditori vagava senza metà all’interno di uno stage rigorosamente bidimensionale, alla ricerca della salvezza. I lemmings altro non erano che le controparti viruali dei piccoli roditori che, secondo il mito, seguivano istinti di massa suicidi buttandosi nei freddi mari del nord. Nel gioco si doveva sovvertire questa bizzarra legge della natura aiutando i piccoli animali con i capelli verdi a concludere vittoriosamente lo stage. Lemmings ha seguito il mercato dei videogiochi nel tentativo (vano) di stare al passo coi tempi e dopo i fallimentari episodi in 3D, i ragazzi del Team17 (già realizzatori di Worms e dal tocco grafico riconoscibilissimo) ci riprovano l’ennesima volta riportando il franchise al punto di partenza: remake con aggiunte del primissimo capitolo della saga, di nuovo 'rigorosamente bidimensionale'. La PSP è la console predestinata per il grande ritorno, non rimane quindi che, portatile alla mano, tornare a dare speranza al piccolo popolo.

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