Su giu con LocoRoco  16

Il seguito di uno dei titoli più originali e divertenti apparsi su Psp arriva finalmente nei negozi. Pronti a fischiettare?

Malgrado le ottime vendite in Giappone e più che discrete nel resto del mondo, Psp ha sempre faticato a ritagliarsi un concreto spazio all'interno del mondo dei videogiochi, complice una scarsa caratterizzazione e una labile identità dell'hardware che spesso e volentieri ha spinto l'handheld Sony ad essere inquadrato dagli sviluppatori come una semplice PS2 portatile. E se quindi, mentre festeggiamo il quarto anno dal lancio giapponese della console, le grandi esclusive delle terze parti continuano a latitare (con alcune eccezioni come l'importantissimo e devastante Monster Hunter di Capcom), è la stessa Sony che si deve perciò mettere in prima linea offrendo all'utenza prodotti di una certa caratura. E la punta di diamante della line-up invernale europea in tal senso è proprio Locoroco 2, seguito di uno dei giochi più originali e divertenti apparsi negli ultimi anni.

Da fischiare sotto la doccia...

Chi si aspettava rivoluzioni da Locoroco 2 o non ha apprezzato il primo episodio può però tranquillamente interrompere qui la lettura. Per gli altri invece, SCEI ha confezionato un sequel assolutamente in linea con quanto offerto in passato, un classico more of the same insomma, fattore questo che però difficilmente può essere considerato un difetto di fronte al gameplay semplice ed irresistibile che lo contraddistingue. Certamente manca l'effetto sorpresa dell'esordio, ma tant'è. Ed ecco quindi che di nuovo ci si trova ad affrontare la minaccia dei Moja, tornati ad invadere il pianeta dei pacifici Locoroco con gli stessi malvagi intenti del passato. Ovviamente lo scopo è quello di sbarazzarsene, controllando appunto una serie di blob colorati particolarmente espressivi e soprattutto dotati di insospettabili doti canore. L'interazione si limita all'utilizzo dei due tasti dorsali della PSP, i quali sono delegati all'inclinazione a destra o a sinistra dei livelli con conseguente rotolamento in tale direzione dei Locoroco. La pressione di entrambi consente alle creature di spiccare un breve salto, che rappresenta anche l'unica modalità di attacco di cui dispongono. Per ultimo, il tasto cerchio permette di riunire in un unico blob tutti i Locoroco a disposizione, o viceversa di separarli per superare i passaggi più stretti ed angusti. Fondamentalmente il gioco è tutto qua: attraversare da un capo all'altro le coloratissime ambientazioni cercando di non farsi eliminare dai Moja.

Un concept tanto semplice che però può godere di ulteriori sviluppi, così da offrire stimoli e chiavi di lettura tanto ai giocatori occasionali quanto a coloro che sono alla ricerca di una sfida maggiore. Sia chiaro, Locoroco 2 non diventa mai un gioco che richiede particolari abilità da videogiocatore consumato; ma per completare l'avventura al 100% è necessario molto di più che procedere a testa bassa alla ricerca dell'uscita del livello, col rischio di incontrare anche qualche momento di frustrazione. Per esempio bisogna raccogliere i frutti, con i quali incrementare il numero di creaturine al proprio comando per raggiungere i 20 locoroco presenti in ogni sezione. E recuperare delle note musicali, che superato il centinaio consentiranno di ottenere più facilmente i frutti rosa. E liberare i Mui Mui, che potranno andare così a popolare la casa che potremo arredare con le parti (ancora) raccolte nel corso dei livelli. Il tema portante dell'intero fattore sfida offerto da Locoroco 2 è quindi non tanto legato alla propria abilità nel controllare i blob, quanto all'esplorare con enorme attenzione gli stage alla ricerca di tutte le zone nascoste che celano una manciata delle tante "cose" che si è tenuti a recuperare. Un collect-a-thon su cui forse i programmatori hanno un po' troppo calcato la mano, variando gli equilibri di una formula che con ogni probabilità non aveva bisogno di intraprendere questa direzione; a maggior ragione nel momento in cui per un piccolo errore ci si trova a lasciarsi qualcosa alle spalle, magari verso la fine del livello, senza la possibilità di tornare indietro.

MuiMui!

Nonostante questo elemento non molto convincente dal punto di vista di chi scrive, e tenendo in ogni caso ben presente che nulla di quanto indicato è obbligatorio per proseguire nell'avventura, va dato merito a SCEI di aver cercato di espandere il gameplay mantenendo comunque la grande semplicità che ha contraddistinto il primo capitolo e confermando un level design di ottima fattura. In tal senso va inquadrata la nuova capacità dei locoroco di nuotare, affrontando così tutta una serie di sezioni subacquee, e ancora il minigioco musicale che accompagna le fasi di canto che erano in precedenza del tutto non interattive, o la possibilità di entrare in determinati buchi nel terreno per sbucare in altre zone, o le sezioni in cui di fatto ci si trova dentro ad una capigliatura afro con la quale distruggere le rocce che ostacolano il passaggio.

Assurdità che trovano perfettamente la loro dimensione nel mondo di Locoroco, che definisce ancora nella componente puramente estetica il suo punto di maggiore attrattiva. Uno stile unico, che ricorda per certi versi i giochi in flash con un look acceso, vibrante, colorato e zuccheroso all'inverosimile che davvero non può mancare di suscitare perlomeno simpatia in chiunque. Una personalità stupefacente che sprizza davvero da ogni pixel così come da ogni nota dei brani che compongono la colonna sonora, unita in maniera indissolubile alla componente estetica così da formare un quadro audiovisivo di una coesione raramente avvertibile in altri prodotti. Dispiace solamente notare che una buona fetta delle canzoni, così come delle ambientazioni, siano state riprese direttamente dal primo capitolo. E peccato anche per una longevità abbastanza ridotta, che viene aiutata solo marginalmente dai non irresistibili minigames disponibili.

Multiplayer.it

8.5

Lettori (35)

8.3

Il tuo voto

LocoRoco 2 è un titolo che ricalca fedelmente le orme del predecessore, perdendo inevitabilmente quindi il fascino legato al fattore novità dell'esordio datato 2006. Pur quindi rappresentando di fatto un more of the same, la qualità del gameplay e la incredibile personalità del comparto audiovisivo rendono la produzione SCEI un prodotto che non si può non promuovere appieno, senza però chiudere gli occhi su alcune scelte di design che potrebbero indispettire qualche giocatore. Consigliato a tutti i possessori di PSP!

PRO

  • Stile e personalità da vendere
  • Ottimo level design
  • Accessibile ma anche stimolante

CONTRO

  • Troppo accentuato l'aspetto collezionistico
  • Riciclo di brani e ambientazioni dal primo episodio
  • Fondamentalmente un more of the same