Lost Planet: Extreme Condition - Recensione  8

Ma quale estate, con mare, sole e donne seminude: andiamo nei ghiacci polari a sparare ad insetti giganti.

Mettiamo il ghiaccio a ferro e fuoco

Nel gioco si va ad impersonare Wayne, un “pirata della neve” in missione sul pianeta E.D.N. III, dal clima e dalla fauna piuttosto ostili. Degli scarafaggi giganti chiamati Akrid, infatti, infestano il sottosuolo e cercano con le maniere forti di scacciare gli umani. Uno di questi fastidiosi insetti è la causa della morte del padre di Wayne, e guarda caso si tratta del più grosso e cattivo di tutti: Green Eye, un mostro dalla stazza immane che può congelare tutto l’ambiente circostante.
La prima cosa che denuncia il mero porting da Xbox 360 a PC sono i continui richiami al controller della console Microsoft, che oltre ad apparire in ogni sorta di tutorial rimane la periferica sulla base della quale si è sviluppato il controllo di gioco e la navigazione dei menu; quest’ultima, in particolar modo, risulta addirittura imbarazzante se affrontata con la tastiera, poiché è chiaro sin dai primi secondi come non ci sia stato uno straccio di ottimizzazione. Un’altra grossa pecca di Lost Planet è quella di essere distribuito via Steam, che in sé non sarebbe poi così tragico se non fosse per il fatto che anche giocando alla campagna single player si è obbligati ad essere connessi ad internet, e se disgraziatamente mentre si sta giocando la connessione viene meno per un qualsiasi motivo, il gioco si chiude istantaneamente non dando neppure la possibilità di salvare.

Quando la disinfestazione non basta

Lost Planet è uno sparatutto in terza persona, che all’occorrenza può anche cambiare in una sorta di prima persona un po’ castrata. La parte più divertente del gioco è molto semplice: sparare agli insetti giganti. Mentre mech e umani non riescono infatti a garantire un livello di divertimento sempre adeguato, gli scontri a fuoco con gli Akrid sono spettacolari, frenetici e particolarmente godibili. Gli Akrid sono temibili avversari, e spesso riescono ad incutere paura al giocatore grazie alle loro sembianze, ai loro versi agghiaccianti e, soprattutto, alle loro indiscutibili doti di agilità e potenza.
Per sopravvivere alle temperature siderali del pianeta E.D.N. III il protagonista deve continuamente alimentare la sua tuta di sopravvivenza con energia termica, la quale viene gentilmente lasciata sul terreno dagli insetti abbattuti sotto forma di macchie luminose. In aiuto a Wayne arriva anche una sorta di rampino grazie al quale, un po’ come si è già visto in Tenchu ed altri giochi simili, è possibile arrampicarsi un po’ ovunque in modo pratico e divertente.
A differenza della versione console il mirino rimane sempre al centro dello schermo, col risultato di avere controlli più semplici. Oltre a mouse e tastiera, naturalmente, può essere usato un pad Xbox 360 (sarebbe parecchio strano il contrario vista la sua continua apparizione nei menu e nei pop-up).

Quando la disinfestazione non basta

Il ghiaccio che si scioglie
La modalità per giocatore singolo di Lost Planet è sì divertente, ma dura poco. Un giocatore smaliziato può impiegare meno di 6 ore per completare l’avventura, cosa che piazza il gioco Capcom parecchio al di sotto della media di longevità per titoli del suo stesso genere. Una delle cause che contribuiscono a fare di Lost Planet un’esperienza così breve è la facilità del gioco, che quasi mai, mostri giganti compresi, riesce davvero ad impegnare un giocatore di media esperienza.
Il multiplayer, che potrebbe supplire ai problemi appena esposti, è invece uno degli aspetti peggiori in assoluto. Forse in futuro verranno risolti alcuni problemi (non è possibile dirlo con certezza), ma allo stato nel quale versava la situazione durante i giorni di stesura di questo articolo, possiamo dire che la modalità online di Lost Planet è quasi ingiocabile a causa di partite che non si avviano e ricerche che non funzionano (un po’ come accade anche in Shadowrun, ma in modo anche più grave). Le modalità disponibili sono i classici deathmatch e deathmatch a squadre, affiancate da “Post Grab” e “Fugitive”, rispettivamente una sorta di copia dello stile di gioco di Battlefield e un “tutti contro uno”. E' possibile utilizzare le otto mappe base del gioco, ma, cosa poco comprensibile, non c’è traccia di quelle aggiuntive già disponibili da tempo su Xbox 360.

Grafica e sonoro

Lost Planet ha nella veste grafica uno dei suoi punti di forza, o addirittura proprio il suo principale pregio. Sia a livello tecnico che di design di personaggi e mostri, il lavoro svolto da Capcom è certamente lodabile, e il risultato oltre ad essere un belvedere è in qualche modo affascinante.
Ottimizzato per dual core e nativo DirectX 10 (ma giocabile anche in DirectX 9 senza particolari differenze di qualità o di performace, a dire il vero), a patto di avere un PC piuttosto pompato, Lost Planet supera graficamente la sua controparte per Xbox 360 con effetti di HDR eccezionali, modelli di umani, robot e mostri più che buoni, texture convincenti e lato artistico ben sviluppato.
Con la configurazione di prova il gioco gira a circa 20fps con tutti gli effetti attivati, ma c’è da dire che la risoluzione 1920x1200 è un po’ ostica da macinare, quindi tutto sommato i risultati non sono così terribili.
Dal punto di vista sonoro si segnalano effetti di tutto rispetto, che in alcuni casi contribuiscono fortemente a creare la giusta tensione nel giocatore.

Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi:

  • Sistema operativo: Windows XP
  • Processore: da Dual Core in su
  • RAM: 1 GB
  • Scheda Video: Nvidia 7800 / Ati X1800 con 256 MB di RAM o successive
  • Spazio su disco: 7 GB
Requisiti Consigliati:
  • Processore: qualsiasi Dual Core
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: da X1800 o equivalente in su
Configurazione di Prova:
  • Processore: Intel Core 2 Duo E6400 a 3,3 GHz
  • RAM: 2 GB
  • Scheda Video: Ati X1950Pro
  • Monitor: Dell 24”@1920x1200

Commento

Lost Planet supera la sua controparte su Xbox 360 dal punto di vista grafico ma si rivela inferiore sotto tutti gli altri aspetti, perdendo molto dell’appeal che caratterizzava la versione originale. Poca cura nella conversione, scelte di design inspiegabili, magagne varie e un netcode da dimenticare trattengono lo sparatutto Capcom nel limbo dei giochi “poco più che sufficienti”, i quali meritano sicuramente un’occhiata da parte degli appassionati del genere ma non possono venire consigliati a scatola chiusa. Un'altra vittima sacrificata nell’altare delle conversioni approssimative.

Pro

  • Buona grafica (a patto di avere un ottimo PC) e design
  • Divertenti scontri con massicci boss di fine livello
Contro
  • Solita conversione poco curata
  • Inspiegabili scelte di design
  • Netcode da rivedere
  • Scarsa longevità in single player

Fare il salto da console a PC non è mai facile, vuoi per difficoltà intrinseche alla conversione, vuoi soprattutto per pigrizia o relativo interesse di chi se ne occupa, e di conseguenza la maggior parte dei giochi che seguono questo iter perdono parecchie qualità. Ora, immaginiamo molti di quelli che stanno leggendo sperino che la prossima frase cominci con “Ma questo non è il caso di Lost Planet…”. Invece no: questo è proprio il caso di Lost Planet.