MadWorldMadWorld - Recensione 

Esce finalmente allo scoperto uno dei più attesi baluardi dell'hardcore gaming su Wii...

L'hype, si sa, è una brutta bestia. Nella totalità della storia videoludica, le vittime delle troppe aspettative sono state molte, spesso anche decisamente illustri: è dunque con un pizzico di timore che si attendeva l'uscita di MadWorld, violentissimo action di Platinum Games acclamato da chiunque l'avesse visto anche solo di sfuggita come il salvatore degli hardcore gamers su Wii, oramai allo stremo delle forze dopo mesi e mesi di forzato digiuno. Fortunatamente, la risposta sul campo del prodotto Sega si è rivelata inequivocabile, dando a tutte le incertezze un taglio netto: di motosega, ovviamente.

Black & White & Red

Le poche informazioni rilasciate da Platinum Games riguardo allo storyline di MadWorld facevano intendere che lo scenario era quello di un inquietante reality show incentrato sulle gesta del protagonista Jack -un energumeno dotato di una motosega retrattile collegata al braccio destro- che doveva scalare le classifiche uccidendo i propri avversari nella maniera più cruenta possibile. In realtà, come abbiamo avuto il piacere di scoprire, la trama alla base del tutto è decisamente più elaborata, e capace di coinvolgere genuinamente il giocatore: scritta in collaborazione con Yasumi Matsuno (già game designer di Vagrant Story e Final Fantasy XII) e raccontata attraverso gustose cutscenes che mescolano sapientemente sequenze col motore di gioco ed illustrazioni in stile comic book, la vicenda ruota attorno al malefico progetto di un gruppo terrorista, che dopo aver bloccato gli accessi ad una parte dell'immaginaria Varrigan City, costringe i suoi abitanti a partecipare a questo macabro gioco al massacro, il tutto ovviamente ripreso dalle telecamere. Il nostro "eroe" Jack si presenta inizialmente come un semplice contendente con la voglia di menare un po' le mani, ma ben presto si scopre che i suoi obiettivi vanno al di là del semplice spargimento di sangue. Non riveliamo oltre per non rovinare la sorpresa agli interessati, ma sta di fatto che lo storyline è la prima, inaspettata sorpresa di un prodotto con una lista di meriti decisamente lunga. Ai primi posti va sicuramente ascritta una realizzazione tecnica che non è esagerato definire come la più stupefacente ma vista su Wii, già incensata dalla critica specializzata nelle varie anteprime. Anzitutto, MadWorld vanta uno stile tanto coraggioso quanto azzeccato: come è evidente dalle immagini, il gioco è completamente in bianco e nero, ad eccezione del rosso del sangue (che scorre letteralmente a fiumi), una soluzione che non può non riportare alla mente quel capolavoro di estetica che è Sin City, o semplicemente le pagine di un fumetto, mondo al quale il titolo Platinum Games è chiaramente ispirato.

la realizzazione tecnica è tra le più stupefacenti ma viste su Wii
Ma l'eccellenza di MadWorld non si esaurisce nello stile: anche a livello puramente tecnico va mosso un plauso agli sviluppatori per l'intelligenza con la quale hanno saputo sfruttare le limitate risorse di Wii tramite una variante del cel shading. I modelli poligonali appaiono solidi e ben definiti, con animazioni davvero ottime e molto variegate, ma gli scenari non sono da meno, ed offrono alla vista ambientazioni magari non enormi, ma estremamente curate e ricche di dettagli. L'imponente stazza di alcuni boss ed il gustoso minimalismo dell'interfaccia e dei menu sono altri punti a favore di MadWorld, che tuttavia dà il suo meglio nella -volutamente- esasperata rappresentazione della violenza: fra cutscenes e sequenze in-game che scandiscono le esecuzioni di Jack, il gioco mostra un livello di gore senza pari, accompagnato però da sontuosi stacchi di telecamera e da una persistente ironia di fondo. Ugualmente "oltraggioso", ma per motivi diversi, il comparto sonoro: MadWorld alterna enigmatici silenzi ad accompagnamenti musicali che fondono hip-hop, rock ed elettronica in un miscuglio che funziona alla grande. Nota di merito per l'ottimo doppiaggio italiano dei due commentatori televisivi che accompagnano le gesta di Jack: anche se alcune delle loro frasi si ripetono oltremisura, non si può non sorridere ascoltando i loro scambi di battute che sarebbe eufemistico definire come politicamente scorretti...

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Questo pazzo, pazzo mondo

Per quanto obiettivamente l'impianto audiovisivo di MadWorld ne rappresenti sicuramente la punta di diamante, la produzione Sega non si risolve in un mero esercizio di stile, anzi: nonostante qualche limite, la struttura ludica è solida ed assolutamente degna dell'utenza hardcore alla quale si rivolge. Alla sua base, MadWorld è una moderna variante dei classici picchiaduro a scorrimento, con alcuni elementi che strizzano l'occhio a quel No More Heroes tanto amato dalla parte "seria" del pubblico Wii. Il gioco è suddiviso in una serie di stage ambientati nei vari distretti dell'isola urbana presa d'assalto dai terroristi, ognuno dotato di specifici obiettivi che si sbloccano al raggiungimento di un determinato punteggio, il quale va incrementato uccidendo nemici nella maniera più cruenta possibile: il modo migliore per fare ciò è concatenare gli elementi che gli sviluppatori hanno puntualmente distribuito all'interno degli scenari, e che sarà un piacere dell'utente scoprire e sfruttare come meglio crede. Tanto per fare un esempio, una corposa combo può consistere nel bloccare un nemico con un copertone, trafiggerlo con un insegna stradale, infilargli un mazzo di petardi in bocca, schiacciargli la testa dentro ad un elmo, farlo volare attraverso una finestra ed infine sbatterlo ripetutamente contro una parete chiodata o gettarlo sotto un treno in corsa. Le ambientazioni abbondano di strumenti di morte che aspettano solo di essere imbevuti del sangue degli avversari, come seghe circolari, tritacarne, spuntoni, ghigliottine, reti elettrificate e chi più ne ha più ne metta: le possibilità sono svariate, e anche se con l'andare dell'avventura si nota un'inevitabile reiterazione, MadWorld offre una sufficiente profondità strutturale da compensare tale fattore.

la produzione Sega non si risolve in un mero esercizio di stile
Il titolo Platinum Games è infatti un action game di razza, che peraltro si serve in maniera esemplare del sistema di controllo di Wii, senza dunque volerne sfruttare per forza talune caratteristiche a scapito della performance. La gestione delle azioni di base di Jack (tra cui movimento, attacco e salto) è quasi del tutto affidata ai tasti convenzionali, ad esclusione di alcuni colpi da effettuare muovendo il Remote in senso orizzontale e verticale: diversamente, le mosse contestuali, le esecuzioni o i quick time events che scandiscono gli scontri coi boss sono delegati alle sollecitazioni delle due periferiche. Proprio i "cattivoni" di fine livello sono un altro punto di forza di MadWorld, non tanto sotto il profilo ludico (in fin dei conti si tratta sempre di evitare i loro attacchi per poi controbattere), quanto piuttosto per i soggetti con cui ci si trova a che fare, partendo da neonazisti con delle turbine al posto delle braccia, passando attraverso a geishe con il pallino dell'omicidio e concludendo con giganteschi emuli di Frankestein. Ciliegina sulla torta sono infine i minigame che puntualmente fanno la loro apparizione in ogni stage, presentati dall'esilarante personaggio del Black Baron, un pimp di una volgarità fuori dal comune che finisce per essere ucciso ogni volta nelle maniere più truculente. Lasciamo agli utenti il piacere di scoprirli tutti, ma tanto per dare un'idea della follia che li contraddistingue, basti sapere che ci si può ritrovare ad usare mazze da baseball per lanciare nemici contro dei bersagli o a giocare a golf utilizzando come palline le teste dei malcapitati. Com'è evidente, MadWorld è un ottimo titolo action, ma alcuni limiti gli impediscono di entrare nell'olimpo dei videogames. Anzitutto, l'avventura -per quanto intensa- è obiettivamente piuttosto breve (6-8 ore) e priva di sostanziale replay value, con una componente multiplayer davvero esile che consente a due utenti di cimentarsi nei minigame. Ancora, le sezioni a bordo della motocicletta sono decisamente sottotono rispetto al resto dell'offerta ludica, ma soprattutto a nostro parere il gioco poggia forse troppo pesantemente sulla necessità di uccidere i nemici in maniera elaborata, stimolando l'utente ad una creatività che a breve diventa routine ed impedendogli di darsi ad un massacro un po' più istintivo.

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Commento

MadWorld è una vera e propria mosca bianca su Wii: un titolo coraggioso, adulto, sboccato, con una fortissima componente gore, privo di velleità multiplayer e che non indugia troppo sullo sfruttamento a tutti i costi di Remote e Nunchuck. Ma è soprattutto un ottimo action game, e se dunque da una parte è doveroso premiare un prodotto che va a coprire brillantemente uno dei più drammatici buchi dell'offerta videoludica della console Nintendo, d'altro canto viene da chiedersi quanto successo potrà avere il prodotto Platinum Games all'interno della sconfinata utenza casual di Wii. Così com'è, MadWorld potrebbe essere uno dei più avvalorati candidati al premio "best game no one ever played" del 2009. Hardcore gamers, fatevi sotto...

Pro Comparto tecnico eccezionale Gameplay originale e divertente Grandissime dosi di humour e violenza Contro Avventura breve e ridotto replay value Varietà di situazioni solo apparente

Intervista a Platinum Games

Multiplayer.it Il mercato giapponese è attualmente terzo, dietro ai corrispettivi statunitensi ed europei. In che modo questa situazione influenza il vostro lavoro? Siete portati a tenere maggiormente in considerazione i giocatori occidentali rispetto a dieci anni fa?
Platinum Games Ad essere onesti, la cosa non mi sorprende affatto, in quanto ritengo gli sviluppatori occidentali superiori a quelli nipponici, e credo altresì che gli studios giapponesi farebbero meglio a mettersi in testa di lavorare davvero duramente per raggiungere i loro standard qualitativi. Il mercato videoludico sta diventando sempre più globale, e proprio per questo motivo riterrei giusto che si pensasse sempre anche al pubblico occidentale, indipendentemente dal tipo di gioco che si produce. Particolarmente in un periodo economicamente difficile come questo, è decisamente meglio se la propria opera può raggiungere un bacino d'utenza più grande.

M.it Quali sono i progetti attualmente in sviluppo presso i vostri studios?
PG A parte MadWorld, abbiamo Bayonetta, un action game puro in uscita per PlayStation 3 ed Xbox 360, Infinite Space, un RPG a tinte science-fiction per Nintendo DS, ed un titolo ancora non annunciato sul quale sta lavorando Shinji Mikami, creatore della serie di Resident Evil. Quindi abbiamo davvero molta carne al fuoco.

M.it MadWorld è un titolo davvero unico all'interno del panorama Wii: non temete di mancare il bersaglio relativo all'utenza primaria della console, ovvero i casual gamers?
PG Onestamente no, visto che abbiamo progettato il gioco affinché risultasse appetibile sia agli hardcore sia ai casual gamers. MadWorld vanta un sistema di controllo molto immediato, e ci si può giocare velocemente per una decina di minuti così come affrontarlo ininterrottamente per ore, a discrezione del giocatore. Volevamo creare un prodotto adulto per Wii sin dall'inizio, e speriamo che MadWorld riesca a scuotere un po' la situazione sulla console Nintendo, magari spingendo altri sviluppatori a seguire la nostra strada.

M.it Cos'è arrivato prima nello sviluppo di MadWorld, l'aspetto grafico o il gameplay? A cosa vi siete ispirati per entrambi?
PG A dire il vero, sono arrivati allo stesso tempo. Volevamo creare una grafica in bianco e nero il cui unico colore fosse il rosso del sangue, ed allo stesso tempo produrre un gioco esageratamente violento per Wii. Tutto il resto, dalla storia fino al gameplay, è confluito naturalmente da queste basi. Per quanto riguarda lo stile in bianco e nero, volevamo davvero proporre qualcosa di mai visto prima, che desse agli utenti la sensazione di essere davanti ad un comic book. La stessa violenza presente nel gioco è ispirata al mondo dei fumetti, in quanto è deliberatamente ridicola ed esagerata.

M.it In MadWorld c'è un elevatissimo tasso di violenza e sangue. Eravate preoccupati della censura? Se fosse stato necessario, avreste modificato qualche aspetto del gioco?
PG Effettivamente la censura ci preoccupava un po', ma le cose sono fortunatamente andate per il verso giusto. La violenza presente in MadWorld non è realistica né disgustosa, e ci siamo premuniti affinché fosse esagerata proprio come quella di un fumetto. Gli organi di controllo sembrano aver capito questo aspetto ed il gioco dovrebbe uscire senza problemi praticamente ovunque. Ovviamente saremmo stati disponibili a modificare qualcosa se necessario: volevamo che il gioco uscisse ad ogni costo, e siamo convinti che le imposizioni della censura vadano rispettate.

M.it C'è qualcos'altro che vuole aggiungere a proposito di MadWorld, di Platinum Games o di qualunque altra cosa?
PG Giocate a MadWorld, ne andrete pazzi!



Intervista di Umberto Moioli

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