Mafia: City of Lost HeavenMafia 

Uno dei migliori giochi del 2002 per Pc completa il suo percorso verso l'adattamento su console, raggiungendo finalmente il monolito nero Sony. Il risultato? Scopritelo nella nostra recensione...

Mafia Mafia

I miei amici italiani

La storia che fa da sfondo alle vicende, pur piuttosto stereotipata e banale sotto alcuni aspetti, è senza dubbio uno dei punti forti della produzione Take-two. Le vicende ruotano attorno a Tommy Angelo, un tassista dalla vita piuttosto misera che si trova, durante una giornata come tante altre, a dover aiutare una coppia di mafiosi usciti malconci da un inseguimento con relativa sparatoria. Un punto di partenza per una vita nuova: da quel momento infatti, al buon Tommy viene offerto di lavorare per la famiglia Salieri, tra le più potenti ed influenti della città. Partendo da semplice autista, e guadagnando rispetto e credibilità giorno dopo giorno, le vicende si dipanano per i successivi 8 anni, con 22 missioni che rappresentano i punti focali della sua “carriera” durante tale periodo. Come già detto, la trama rappresenta il vero e principale stimolo per proseguire nel gioco, vera colonna portante capace di elevare Mafia dalla massa donandogli una robusta personalità. Tra intrighi, lotte tra famiglie, doppiogiochisti, boss, uccisioni a sangue freddo e via dicendo, la narrazione riesce a calamitare l’attenzione del giocatore, facendolo sentire parte integrante dell’atmosfera affascinante, per quanto malata, di quel periodo, grazie anche all’ausilio di scene di intermezzo di ottima fattura sotto ogni punto di vista.. Le missioni possono svolgersi al volante, a bordo di uno dei tanti veicoli disponibili, oppure a piedi, per strada o all’interno di locali e costruzioni varie. La città di Lost Heaven, discretamente ampia e molto ben caratterizzata, è teatro di obiettivi che nella maggior parte dei casi ricalcano i cliché del genere: raggiungere punti specifici della mappa per ottenere denaro, oppure regolare i conti con dei mafiosi di una famiglia rivale, oppure ancora entrare di nascosto in un covo di nemici, o inseguire e speronare un’auto. Nulla di estremamente nuovo quindi; a ciò va aggiunta una marcata linearità, molto distante da quanto visto nel già citato GTA. In Mafia infatti, non esistono sotto-missioni o obiettivi secondari o oggetti da collezionare: tutto si svolge su binari ben stabiliti, all’intero dei quali il giocatore ha ben poca possibilità di improvvisazione. Ciò nonostante, una volta entrati all’interno dei ritmi di gioco, l’esperienza si rivela sicuramente piacevole, specialmente per gli amanti di questo particolare genere di giochi. Sfortunatamente però, tutto quanto c’è di buono in Mafia deve fare i conti con una realizzazione tecnica davvero deplorevole.

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La conversione non è la mia passione

Tra gli aspetti meglio riusciti dell’originale su Pc, figurava senza dubbio una componente grafica di tutto rispetto, in grado di sorreggere appieno la narrazione inserendo il giocatore all’interno di una città viva, credibile, brulicante di attività, splendidamente ricreata e ricca di dettagli. Confrontato con tale versione, Mafia su Ps2 è al contrario sconfortante, in special modo nelle sezioni di guida. Praticamente ogni difetto tecnico è presente in tutto il suo “splendore”: la risoluzione delle texture è ridicola, a livello di Psone, il frame rate è fortemente instabile, le animazioni legnose, i modelli poligonali estremamente rozzi e semplicistici, e la stragrande maggioranza degli effetti grafici dell’originale sono scomparsi. Come se non bastasse, l’orizzonte visivo è stato ridotto in maniera devastante, con un marcato pop up che si manifesta appena all’interno della perenne coltre di nebbia che pervade le strade; del tutto scomparsa anche la febbrile attività cittadina, in favore di un paio di auto e una manciata di persone comuni per la strada. Ma se la maggior parte di questi difetti possono essere messi in secondo piano nel tentativo di concentrarsi sul gioco in sé, ciò non può essere detto per gli estenuanti caricamenti che avvengono con frequenza davvero insostenibile. Non solo tra una missione e l’altra, ma anche nel momento in cui, a bordo di un’auto, si entra in una delle 3 grandi zone in cui è divisa la città; e non stiamo parlando di pochi secondi, ma di oltre mezzo minuto di attesa. Tenendo conto che, durante una missione, può essere richiesto di attraversare la metropoli in lungo e in largo salvo poi ritornare al bar di Salieri –che funge da base operativa-, ciò che si ottiene è una avvilente prova di resistenza per i nervi anche del giocatore più paziente. Un vero peccato, anche a fronte dell’ottima fisica delle vetture implementata dai programmatori: le auto danno la sensazione di pesantezza, si imbarcano, si cappottano in seguito agli urti e reagiscono correttamente ai comandi dell’utente. Discorso praticamente opposto per le sezioni a piedi: in tali occasioni infatti la qualità grafica è sicuramente migliore, soprattutto negli interni, ben dettagliati e apprezzabili. Ma in questo caso è il sistema di controllo a fare acqua, mal adattato al pad di Ps2 e eccessivamente macchinoso in numerose occasioni; il tutto non viene di certo agevolato dalla camera, spesso e volentieri incapace di seguire l’azione in maniera corretta con relativa frustrazione dell’utente. Punto debole dell’intero gioco è anche l’intelligenza artificiale, estremamente discutibile per i comportamenti di gangster e semplici cittadini e ulteriormente rovinata da bug di varia natura. Come si potrebbe descrivere altrimenti un passante immobile nel bel mezzo della strada, oppure una coppia di mafiosi che si guardano l’un l’altro mentre il giocatore li sta riempiendo di piombo? In tal senso risulta una forzatura l’eccessiva precisione con le armi da fuoco dei propri avversari, praticamente dei cecchini capaci di colpire il simpatico Tommy Angelo, magari nascosto dietro ad un muro, anche da decine di metri. Concludiamo perlomeno con una nota positiva, ovvero il sonoro: il buon doppiaggio italiano e gli apprezzabili effetti sono accompagnati da brani orchestrati eccellenti, perfettamente a tema e capaci di condurre come meglio non si potrebbe ogni istante di gioco.

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Commento

Mafia rappresenta una delle peggiori conversioni da Pc che ci sia capitato di vedere negli ultimi anni: non solo infatti la transizione su Ps2 ha deturpato l’ottima veste grafica dell’originale, ma è addirittura stata capace di incidere sulla giocabilità, affossata da bug ma soprattutto da caricamenti a dir poco insopportabili. Riuscendo, con un’enorme sforzo di volontà, a sorvolare su tali gravi difetti, è ancora possibile scorgere un titolo di buon livello, intrigante, stimolante e splendidamente caratterizzato sia per l’ambientazione che per i personaggi. Ma si tratterebbe in ogni caso di accettare un lavoro di adattamento misero e svogliato come pochi altri, elemento a nostro modo di vedere inaccettabile nell’anno 2004.

Pro: Ambientazione eccellente e narrazione intrigante Sonoro di ottima fattura Schema di gioco potenzialmente molto buono… Contro: …ma rovinato da una realizzazione tecnica inaccettabile Sistema di controllo mal adattato al pad di Ps2 Bug di varia natura e AI fallace

Acclamato dalla critica e dal pubblico ormai quasi 2 anni fa, all’epoca del suo debutto su Pc, Mafia è stato senza dubbio uno delle più valide produzioni che abbiano percorso la strada intrapresa da Grand Theft Auto. Malgrado ne ricalcasse per grandi porzioni la meccanica di gioco e la struttura generale, Mafia si rivelò in grado di sorreggersi sulle proprie gambe –senza quindi essere affiancato costantemente al blockbuster di Rockstar Games- soprattutto grazie ad una ambientazione completamente diversa, accattivante e splendidamente ricreata. Le vicende narrate nella fatica di Illusion Softworks si svolgevano infatti interamente nell’America degli anni’30, l’America del proibizionismo e delle famiglie mafiose che controllavano le città col benestare di poliziotti corrotti. A distanza di parecchi mesi, Take-two ha deciso di convertire Mafia anche su console, nello specifico Xbox e Ps2; la versione per il monolito di Sony è stata la prima a debuttare sul mercato, ed è quindi proprio questa che abbiamo testato nelle seguenti righe.

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