MaliceMalice: Kat's Tale 

Dopo una tormentosa serie di cambi di publisher, l'adventure platform targato Argonaut vede la luce su PS2. Manterrà le promesse?

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Come gettare un'ombra...

Malice è azione, piattaforme e semplici enigmi, ma ogni aspetto è purtroppo poco entusiasmante. Il controllo è impreciso. Gli elementi come armi e magie hanno complessità pari a zero, né si presentano come mezzi semplici per pestare in libertà. I puzzle incontrati sono scontati e derivativi, e i livelli si sbloccano sconfiggendo i soliti nemici che ci si parano davanti con le due o tre mosse a disposizione, e con missioni continuamente intramezzate da dialoghi e trama senza peso sul gameplay. L'azione è anche abbastanza ripetitiva: le sezioni sono poche e unite insieme da una storyline affatto coinvolgente, priva di appeal nel suo tentativo pseudofantasy e nelle sue spruzzatine di debole humour. Controllare la peperina e un po' sfacciata protagonista per sconfiggere il Dog God andando avanti e indietro per aiutare un meccanismo d'orologio parlante che al centro del cosmo fa funzionare un universo di fuori di testa non è certo una trama capace di giustificare un gameplay debole come quello di Malice. Le più serie lacune ad ogni modo sono quelle del sistema di controllo: non c'è sensazione di fisicità, i colpi sono imprecisi, i salti ancora di più, con una routine di delimitazione dei bordi delle piattaforme non adeguata. L'unico aspetto tecnicamente degno di nota, oltre alle belle musiche, è la 'Shadow Caster', una routine al servizio di ombreggiature in tempo reale che dovrebbe offrire uno straordinario senso di realismo e dettaglio alle ambientazioni e ai personaggi. Ma il sistema non fa affatto miracoli, e la bellezza di alcune ombreggiature o ambienti non fa altro che inasprire il contrasto con la scarsa qualità di certe texture, non certo a risoluzioni miracolose, e con le animazioni generalmente deludenti, per non parlare del basso frame rate. Se in alcuni momenti i fondali appaiono molto ben definiti e alcuni personaggi ben caratterizzati, nel complesso la realizzazione lascia un po' a desiderare.

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Commento

Malice è titolo poco entusiasmante, al di là delle fasce di età. Dal punto di vista tecnico si rivela una delusione, con grossa smentita dell'hype dei primi annunci come tech demo per Xbox. Lo stile artistico è gradevole e a volte piacevolmente surreale, ma non certo eccezionale, mentre la realizzazione grafica ha pochi aspetti positivi che si stagliano impietosamente su altri pessimi elementi. Il character design debole, inclusa la stessa protagonista, e la trama-fotocopia riservano dei momenti di divertimento che sono però lontani dall'entusiasmare. Idem per il gameplay, i cui sporadici momenti riusciti annegano in una andirivieni ripetitivo di puzzle scontati e incapaci di dare sodisfazione, mentre il sistema di controllo fa rimpiangere la pignoleria delle critiche che spesso si riservano ferocemente a titoli dalla qualità lontana anni luce. Anche se i platform non sono proprio il miglior motivo per avere una PS2 piuttosto che altri sistemi, la console si è ormai dotata di una discreta scelta: Malice, dal canto suo, si era presentato quasi come una killer application, ma non riesce assolutamente ad ampliare l'offerta in questo genere.

Malice è uno di quei titoli il cui prototipo storico può essere chiaramente un titolo come Rise of the Robots. A giudicare dagli annunci ufficiali dovrebbero rivelarsi pietre miliari. Si fanno attendere per secoli. Alla fine, quando vedono gli scaffali, riescono a stupire valendo ancora meno di quanto già si sospettasse. Già previsto per Xbox, di cui era una tech demo, Malice ha attraversato una lunga storia di press releases che lo promettevano come uno degli action/adventure di punta per PS2, seguiti da altrettanti e tormentosi cambi di publisher, il che dovrebbe dirla lunga sulla qualità finale di un prodotto la cui bistrattata lavorazione è andata arrancando per un paio d'anni. La Argonaut Software è da sempre stata una tech company, fatti salvi il mitico StarGlider per C64 e una fruttuosa storia di collaborazione con Nintendo per grossi titoli come Starfox e per il famoso chip SuperFX. Da anni, però, una lunga storia di titoli mediocri o appena sufficienti. Malice doveva unire a un gameplay e a un impianto narrativo di qualità l'appeal di eccezionali routine grafiche, specialmente per quanto riguarda le ombreggiature e gli effetti di profondità. Tutto è abbondantemente smentito: il nuovo Argonaut è tecnicamente nella media, non è affatto "narrativamente complesso, dark e comico" come sostenevano molti magalogs prezzolati o "dotato di una profondità e varietà di gameplay notevole e di un comparto tecnico sopra le righe". Saltata la collaborazione della cantante dei No Doubt per l'interpretazione della voce della "accattivante" protagonista, non rimane praticamente un aspetto di Malice che non si sia afflosciato come un pallone gonfiato.