Mario & Luigi: Partners in TimeMario & Luigi: Partners in Time 

Mario e Luigi arrivano sul doppio schermo Nintendo con un gioco di ruolo frenetico e originale. E, per l'occasione, si fanno in quattro...

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Let the children play

I punti di forza del gioco per GameBoy Advance erano il suo particolare aspetto grafico, la narrazione umoristica e la possibilità di controllare i due idraulici in parallelo, con nuove situazioni interattive in cui fare collaborare al meglio Mario e Luigi. Ora, Partners in Time porta avanti con assoluta fedeltà lo spirito del suo prequel. Tuttavia, raddoppia a sua volta: schermi e personaggi. I personaggi da controllare in contemporanea sono ora quattro. Questo non avviene però come nella maggior parte dei JRPG tradizionali, arroccati spesso sulla idea seriale e ormai obsoleta di un team in cui la peculiarità dei singoli personaggi agisce solo negli scontri. Partners in Time presenta una visione originale sia delle sezioni adventure, ricche di elementi platform, che dei combattimenti, che si presentano tra i più frenetici e “fluidi” nell’offerta di genere, sfumando leggermente il confine tra combattimenti a turni e in tempo reale. La premessa narrativa vede Mario e Luigi alle prese con le versioni junior di sé stessi, in un passato in cui dei misteriosi funghi UFO-pilotanti, esteticamente debitori del fungo velenoso del primo Super Mario Bros, attaccano e distruggono il palazzo della principessa Peach, anch’essa ancora una poppante – e rapiscono quella adulta, per mano di una sua alter ego mostruosa. La trama serve in primo luogo a fornire gustose situazioni da slapstick comedy. Mastro Toad, "raddoppiato", si auto-combatte ridicolmente per proteggere la principessina. Oppure viene calcata la mano su situazioni narrative dall’umorismo piacevolmente naive e a tratti autoironico, con Bowser Jr. pronto a ricoprire il ruolo dell’oppositore individualista ma non malvagio e i fratelli Mario e Luigi connotati rispettivamente come l’eroe semplice e coraggioso e il fratello timoroso ma leale. Ma questo sdoppiamento serve innanzitutto per raddoppiare le dinamiche interattive. Il gioco parte da un impianto da gioco di ruolo a turni tradizionale, con i livelli di esperienza da accrescere per i personaggi e le sezioni di lotta distinte da quelle di scoperta dell’ambiente, ma va leggermente oltre. In Mario & Luigi il giocatore può costantemente cambiare tra i due team – quello adulto e quello dei bimbi – per agire nell’ambiente di gioco con estrema libertà, risolvendo semplici enigmi o missioni a piattaforme che richiedono l’uso dei due gruppi in contemporanea. Ad esempio, sarà necessario fare avanzare i due gruppi in due direzioni distinte negli ambienti, attivando degli interruttori a cui possono avere accesso solo i bimbi e consentendo così ai grandi di avanzare a loro volta, risolvendo missioni interattive che i bambini non potrebbero portare avanti. Tuttavia, i due team possono procedere insieme, con i bimbi in braccio agli adulti. In questo caso, il giocatore avrà accesso a un doppio salto o potrà far lanciare i bimbi in posti lontani da raggiungere, da dove questi potranno azionare quel che serve per proseguire.

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Tutte queste dinamiche di gioco, semplici da intraprendere ma che si dimostrano progressivamente più interessanti e a volte abbastanza impegnative, sono magistralmente distribuite tra i due schermi del DS, che di fatto raddoppiano la grandezza dell’area di gioco e dislocano l’azione alternandosi tra mappe e schermi di gioco in modo che il giocatore possa agire su punti diversi degli ambienti, facendo collaborare i due team finalmente in tempo reale. Il bis dei personaggi si rivela interessante anche per quanto riguarda i combattimenti. Adulti e bimbi, infatti, possono affrontare i nemici da soli e, anzi, saranno spesso costretti a farlo. Tuttavia, il giocatore tenderà a voler sempre riunire i due team prima dei combattimenti, perché in questo modo avrà accesso a una serie di colpi combinati molto interessanti, divertenti ed effettivi. I colpi eseguiti in coppia richiederanno al giocatore di utilizzare entrambi i personaggi: adulto e bimbo in braccio. Sarà così possibile raddoppiare un colpo di martello, dando l’input prima all’adulto e poi al bambino, e così via, o colpire con due salti a tempo invece che con uno solo. Ma i colpi possono anche triplicare o più: ad esempio, nell’attacco con i gusci, nel quale il giocatore deve calciare e far rimbalzare contro i nemici lo stesso guscio con il maggior numero di carambole possibili, premendo di volta in volta il tasto del personaggio che dovrà calciarlo nuovamente e anche quello del bimbo che lo cavalca per fargli rincarare la dose ai danni del nemico.

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Semplice ma spettacolare

Da lodare in particolare è il controllo, sia nei combattimenti che negli ambienti. I quattro tasti principali del controller sono assegnati ognuno a un personaggio, con una economia di controllo estremamente funzionale e che rende possibile giochi complessi e spesso difficili da portare al successo, ma sempre chiari nell’interfaccia. Nel caso degli ambienti, si avranno vari tipi di giochini di controllo con dei blocchi che richiedono di posizionarsi correttamente in modo da colpire ogni volta con il personaggio e quindi con il tasto richiesto. Nel caso dei combattimenti, i colpi complessi richiederanno che il giocatore faccia agire al tempo giusto il personaggio giusto con il tasto giusto. Inizialmente, questo può creare un po’ di confusione. Tuttavia, questo rientra interamente nello spirito del gioco, che tenta di consegnare combattimenti i più attivi e interattivi possibili nel rispetto del sistema a turni. Le schivate dei colpi nemici sono parte integrante e non eludibile del gioco, senza le quali il giocatore sarebbe costretto in breve a soccombere; mentre gli attacchi richiedono spesso un alto grado di interattività che, nello spirito della serie, va ben oltre la scelta del colpo dal menu.

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Semplice ma spettacolare

La serie di schivate, attacchi ragionati e colpi multipli, uniti all’utilizzo strategico e congiunto di oggetti e badge speciali, rendono i combattimenti spesso entusiasmanti e mai noiosi o ripetitivi. I combattimenti, inoltre, hanno una logica molto divertente da scoprire affinché i nemici vengano abbattuti al meglio delle possibilità, e si presentano spesso (specialmente quelli dei boss) con scene pseudo-narrative che sfruttano il doppio schermo per rendere interessanti gli attacchi e lo svolgimento dell'azione.

Mangia quei dannati funghi!

Mario & Luigi II, insomma, si fa giocare altrettanto bene che il suo prequel, e riesce a raddoppiare la complessità del controllo e dei combattimenti in maniera originale e senza appesantire eccessivamente il controllo. Certo, all’inizio soffre parecchio di una certa sindrome da tutorial forzato che accompagna il giocatore fin dentro alla più elementare azione: ma questo è un tratto introduttivo dovuto a una parte di target a cui si rivolge. Ciò non toglie che il gioco sia abbastanza longevo e che riservi spesso dei momenti impegnativi, risultando tutt’altro che un tour guidato sulla lunga distanza. Mario & Luigi, inoltre, per quanto abbastanza lineare nonostante la doppia mappa e i segreti del castello, è anche molto gradevole esteticamente. Dal primo Super Mario RPG a oggi il tipo di narrazione dell’RPG Nintendo ha superato i moduli fiabeschi e si è assestato su un tipo di commedia cartoonesca molto spesso autoironica e mai pesantemente manichea e seriale come molte proposte nipponiche o artatamente psicologistica. Anche il tratto estetico è pulito, ben realizzato e animato, ma soprattutto è salvo dalla deriva hawaiana della Nintendo della prima era GameCube. I personaggi sono semplici e stilizzati, con gli occhi più in stile Felix o Super Mario Bros III che mai, mentre il doppio schermo, per quanto non vi sia praticamente traccia di un sistema di tocco, è spesso sfruttato per spiegare i colpi o approfondire la narrazione con schermate e animazioni. Particolarmente interessanti e molto divertenti sono le battute di Mario e Luigi, parlate in un falso idioletto italiota, o le interazioni tra gli adulti e i bambini con abbracci, risate, piantolini, consolazioni, piccole gag. Finalmente, inoltre, per la prima volta nella storia, i personaggi MANGIANO, masticano, ingoiano per davvero quei dannati funghi energetici.

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Mario & Luigi II è uno dei migliori action RPG in circolazione. Il motivo è presto detto. Il team della Alphadream ha sviluppato un tipo di interazione che, pur rendendo possibile il controllo di quattro personaggi, risulta economico, divertente e soprattutto molto originale. Le sezioni di azione sono interessanti e divertono per l’approccio peculiare offerto dall'uso dei quattro personaggi, mentre i combattimenti raggiungono un livello di frenesia e profondità non indifferente, con trovate interattive che li rendono spettacolari ed entusiasmanti. Certo, nell’economia della serie il gioco si presenta leggermente più facile e lineare del solito, e da a volte l’impressione di essere un po’ troppo "guidato". Ma in fondo Mario & Luigi II vuole divertire e rilassare nell’estetica e nella sfida e divertire il giocatore con una interazione originale, cose che riesce a fare benissimo con una certa autoironia e originalità. In questo senso, pur non raggiungendo sempre i fasti di un Paper Mario 2, evita di offrirsi come un semplice “more of the same” e si afferma come uno dei migliori acquisti per gli amanti del genere e per chiunque voglia un titolo originale e divertentissimo.

Pro Un action RPG originale, con idee nuove Ha un sistema di controllo eccellente Gran bella estetica, cartoonesca e colorata Contro Sembrerà un po' troppo "guidato" a molti La sfida parte con una difficoltà molto bassa

Mario & Luigi: Partners in Time Mario & Luigi II E' passato ormai un decennio dai tempi della pubblicazione del primo gioco di ruolo a turni con Mario come protagonista, sviluppato da Nintendo in collaborazione con Squaresoft. Oggi, gli RPG con Mario sono diventati una piccola serie, sviluppatasi su sue binari principali. Da un lato, Paper Mario, sulle console casalinghe. Dall’altro, Mario e Luigi Superstar Saga per Gameboy Advance, che trova oggi il suo seguito. Mario & Luigi II: Partners in Time è l’ultima incarnazione dei celeberrimi fratelli, questa volta alle prese con uno sdoppiamento di natura spazio-dimensionale. In questo role-playing game il giocatore è al controllo non solo dei due baffuti idraulici italioti, ma anche delle loro versioni infantili. L'incontro dei due personaggi con i loro alter ego infantili, reso possibile da un salto indietro nel tempo, non è altro che una scusa utile perchè Nintendo riprenda Mario & Luigi per GameBoy Advance, proseguendo con il lavoro di game design in quel solco. Il nuovo episodio sfrutta il doppio schermo DS per allargare l'azione, raddoppiando i personaggi e sfruttando gli schermi e i quattro fratelli per una serie di interessanti dinamiche di gioco. La scommessa è riuscita e, per quanto non sfrutti il touch screen, consegna uno dei migliori giochi per DS finora disponibili.

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