Medal of Honor: FrontlineMedal Of Honor: Frontline 

Electronic Arts rispolvera il suo first person shooter di successo che farà rivivere anche ai possessori di GameCube tutte le emozioni della seconda guerra mondiale. Tuffatevi in trincea grazie alla nostra recensione.

Medal Of Honor: Frontline Medal Of Honor: Frontline

Porting selvaggio

L’aspetto tradizionalmente più interessante in caso di porting è quello strettamente grafico, e purtroppo c’è da considerare come Medal of Honor: Frontline in questa sua incarnazione cubica non abbia goduto di upgrade cosmetici degni della potenza della console Nintendo. Per farla breve, sono pochi e non molto rilevanti gli elementi migliorati nel comparto tecnico del titolo EA rispetto alla versione PS2. Tra questi, comunque, immediatamente rilevabile è una compressione dei tempi di caricamento e di salvataggio, piuttosto lenti sulla piattaforma Sony. A livello di azione di gioco vera e propria, invece, l’unico aspetto che differenzia fortemente le due versioni prese in esame è la fluidità, decisamente maggiore nell’incarnazione Gamecube di Medal of Honor: Frontline. Pur non raggiungendo picchi elevatissimi e presentando occasionali ma non troppo fastidiosi rallentamenti, il frame rate del first-person-shooter EA viaggia comunque a regimi assolutamente discreti, lontani però dai fasti di titoli quali Timesplitters 2 e Metroid Prime. Fluidità a parte, la versione Gamecube di Medal of Honor: Frontline può dirsi in sostanza graficamente identica, nel bene e nel male, a quella per il monolite nero Sony. Và da sé, dunque, che le texture presentino una definizione spesso decisamente insoddisfacente (facendo letteralmente accapponare la pelle in certi casi), che la qualità delle animazioni – facciali e non - dei personaggi su schermo non sia sempre all’altezza e che il tutto, in generale, abbia un look fin troppo “da pc”, cosa che potrebbe far storcere il naso ad alcuni. In generale, tuttavia, anche se sarebbe stato lecito aspettarsi miglioramenti più corposi per questa versione Gamecube, la cosmesi di Medal of Honor: Frontline si rivela di discreto impatto, specialmente per quanto riguarda la cura e la definizione delle varie ambientazioni.

Medal Of Honor: Frontline Medal Of Honor: Frontline

Il nuovo che avanza

Se a livello prettamente tecnico EA ha applicato nel processo di conversione la teoria del “minimo indispensabile”, anche per quanto riguarda i contenuti ludici la software house statunitense non si è certamente sprecata. La modalità single player è rimasta del tutto invariata: missioni, obbiettivi, armi e nemici sono gli stessi delle precedenti versioni del gioco. Non c’è stato nemmeno il tentativo (che sarebbe stato davvero apprezzabile) di rendere più preciso il sistema di controllo, che come nell’incarnazione PS2 risente di una scarsa affidabilità nelle operazioni di puntamento. Ovviamente la qualità globale del prodotto è rimasta anch’essa inalterata: anche in questa versione Gamecube, dunque, Medal of Honor: Frontline è un FPS di discreta qualità, estremamente curato per quanto riguarda il background storico e la realizzazione degli scenari di gioco (di grande impatto, in questo senso, il livello iniziale ambientato a Omaha Beach durante il terribile sbarco in Normandia), ma assolutamente non esente da difetti. Difetti che si sarebbero potuti eliminare se soltanto EA avesse affrontato il processo di conversione con maggiore impegno. Ulteriore conferma a questa tesi proviene proprio dall’unica vera novità di questa versione cubica di Medal of Honor: Frontline, ovvero la modalità multiplayer, davvero deludente. Quello che avrebbe dovuto essere il giusto rimedio ad una longevità non troppo elevata si è rivelato invece un sovrappiù inutile ed estremamente lacunoso: vittima anche della già citata scarsa precisione del sistema di controllo, la modalità multiplayer di Medal of Honor soffre anche di una sconfortante limitatezza quantitativa (è disponibile solo il deathmatch, singolo o a squadre, non vi sono bot e i parametri modificabili sono pochissimi) e di un design delle arene assolutamente inadeguato all’azione, con scenari o troppo estesi o troppo contorti, o semplicemente troppo poco ispirati.

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Commento

Medal of Honor: Frontline si presenta all’utenza Gamecube sostanzialmente invariato rispetto alle altre versioni: e se questo da un certo punto di vista è un bene, data l’effettiva solidità della struttura di gioco e della tutto sommato discreta veste grafica, la penuria di modifiche apportate da EA lascia indubbiamente l’amaro in bocca. Oltre agli ampi margini di miglioramento della veste grafica, Medal of Honor: Frontline sarebbe potuto diventare un ottimo titolo se solo gli sviluppatori statunitensi si fossero concentrati ad eliminare i difetti del gameplay piuttosto che “impegnarsi” nella realizzazione di una modalità multiplayer della quale, sinceramente, si poteva fare ampiamente a meno. In definitiva un buon gioco, ma che, come spesso accade, poteva essere migliore.

Pro: Ambientazione intrigante e background storico molto curato Accompagnamento sonoro eccellente Un FPS discretamente impegnativo ed accattivante Contro: Modalità multiplayer inutile Migliorabile dal punto di vista grafico Sistema di controllo poco preciso Scarse innovazioni rispetto alle precedenti versioni.

Come ennesima riprova del fatto che Gamecube non è assolutamente una console-giocattolo dedicata agli utenti più giovani, l’ultimo esponente della seriosa serie di FPS bellici di Medal of Honor: Frontline giunge anche sulla cubica piattaforma Nintendo, dopo aver sollazzato gli utenti di PC e PS2. E proprio il lasso di tempo intercorso tra la pubblicazione delle prime due versioni e quella oggetto di questa recensione aveva fatto ben sperare circa l’aggiunta di miglioramenti all’edizione ultima venuta. Miglioramenti che obbiettivamente ci sono, ma appaiono fin troppo marginali.