Mega Man Battle Network  0

Debutta su Game Boy Advance Mega Man, uno dei simboli più prestigiosi di Capcom in un gioco di ruolo semplicemente fantastico, che in Giappone ha generato già un sequel. A Latin Lover il compito di illustrarvi pregi e difetti (?) del primo gioco di Mega Man sul piccolo 32 bit Nintendo.

Lan e Megaman

Una mattinata come le altre per Lan, un ragazzino di Acdc Town. Nel futuro (20xx), avere a casa un pc, saper navigare nella rete, sono abitudini entrate nella vita di chiunque, grazie alla tecnologia decisamente avanzata e, in quella che si preannuncia come una lunga saga, Megaman è il PET di Lan, ovvero una sorta di alter ego del nostro piccolo protagonista; tramite Megaman, è possibile telefonare e ricevere telefonate, così come le email, nonché assolvere alle funzioni dei PDA più avanzati, visto che il PET può anche segnare le date importanti, acquistare online, ricevere notizie dal network in tempo reale e tanto altro ancora. Grazie ad un programma di simulazione detto Net Navi è possibile dare una propria personalità al proprio PET, dal punto di vista estetico nonché prettamente interiore. L’ultima feature degna di menzione in queste righe è quella di prevenire l’introduzione di virus nei pc. Nel corso del gioco, infatti, scopriamo che l’umanità trova la sua nemesi in una organizzazione terroristica dal nome WWW (World Three) che vuole mettere a soqquadro il network e conquistare il mondo, non per niente sin dalle prime fasi del gioco, quando Lan va a scuola (e ci starete spesso, per i motivi più disparati), la maestra insegna nozioni di prevenzione contro i virus, accessi illegali,etc etc). L’universo costruito dai programmatori giapponesi è ben congegnato, le varie locazioni sono state pensate con una certa lungimiranza senza scordare che in poco tempo inizierete a familiarizzare con i vari personaggi non giocanti, in primis i genitori di Lan ed i suoi compagni di scuola (nota curiosa: a casa di Dex, padrone del PET Gutsman c’è un Gamecube, interagibile fra l’altro!).

Tra il reale ed il virtuale

Per spiegare nella maniera più esaustiva possibile il gameplay di Mega Man Battle Network (ricordiamo che in Giappone si chiama Rockman Exe, da poco graziato di un sequel), potremmo dire che due sono i momenti topici di quest’ottimo gioco di ruolo: esplorazione, principalmente nel mondo reale e combattimenti, che avvengono nella rete; può succedere che Lan debba risolvere alcuni problemi nel network, ovvero eliminare virus che possono provocare disfunzioni o il totale non funzionamento, per fare qualche esempio, del programma che gestisce il funzionamento della metropolitana o, addirittura, del sistema idrico dell’intera città! In questo caso, tramite l’operazione di jack in, Lan introduce il proprio PET nel sistema da ricondurre al suo stato di normalità (anche semafori, se la vita della bella Mayl è in pericolo), facendo si che sia Mega Man a risolvere la situazione, abbattendo i virus che troverà lungo il suo cammino, periglioso anche per via dei classici guardiani di fine livello, virus dalla resistenza decisamente elevata. Qualche volta, raramente, il vostro adorato Pet si troverà in difficoltà e sarà il giovane Lan ad aiutarlo, disattivando, ad esempio, trappole o cercando determinati codici che aiuteranno Mega Man in situazione ingarbugliate. Se finora Mega Man Battle Network vi sembra il solito rpg di matrice nipponica, è arrivato il momento di svelare la vera chicca di questa produzione Capcom: il sistema di gioco prescelto per i combattimenti (che avvengono in maniera casuale, mentre girovagate per la rete). L’area di gioco è rappresentata da una scacchiera, metà di color rosso e metà di color blu, nella quale voi e il vostro avversario (o avversari) potrete muovervi, senza però invadere la zona nemica. Chi conosce Mega Man, si starà domandando su quali tecniche potrà contare il simpatico androide blu, a parte il suo buster rifle che racchiude nel braccio destro, visto che in ogni platform avente Mega Man protagonista, il nostro alter ego virtuale (in tutti i sensi!), ha usufruito dei potenziamenti più disparati, una volta abbattuti i vari boss di fine livello. Questa volta il videogiocatore può contare, oltre a power up per gli health points e il buster rifle, su 175 chip, diversi per tipologia: i chip possono aumentare la vostra potenza d’attacco (medio,basso o lungo raggio), potendo Mega Man usufruire di cannoni, spade laser, armi lancia bolle e tantissime altre armi devastanti;l’attacco però da solo non basterà, quindi dovrete usare anche i chip di difesa (recupero di health points in primis) o quelli che vi permetteranno di effettuare azioni disturbatrici (come sottrarre preziosi blocchi dove muoversi, limitando gli spostamenti dei nemici). Questi chip possono essere recuperati comprandoli, trovandoli sparsi qua e là per i livelli (alle volte anche ben nascosti) o abbattendo velocemente i vostri nemici, senza essere colpiti (tra l’altro).

Tra il reale ed il virtuale

Una volta iniziata la battaglia, è bene scegliere i chip più adatti per le diverse (e molte) tipologie di nemici; imparare a conoscerli tutti porterà via un po’ di tempo, visto che alcuni attaccheranno in linea retta, altri casualmente, altri si teletrasporteranno per colpirvi a distanza zero e quindi capirete come difficilmente ci si possa annoiare dell’ottimo sistema di combattimento ideato dalla software house di Osaka. Se proprio non riuscite a collezionare tutti i chip, potete sempre linkare la console con quella di un vostro amico, anch’esso dotato della cartuccia Mega Man Battle Network, per scambiarvi i chip o far combattere i vostri pet (proprio come accade alle volte nel gioco, soprattutto con il pet Gutsman di Dex o Woodsman di Sal). Una longevità pari a circa una ventina d’ore inoltre assicura una certa longevità se si pensa al fatto che il gioco giri su una console portatile basata su cartucce. Qualche volta potrà capitare che non ricordiate cosa bisogna fare per avanzare nel gioco, forse pensando ai più distratti, Capcom ha inserito la possibilità di chiedere consiglio a Mega Man (o Lan, se vi trovate nel network) tramite semplice pressione di un tasto. Non pensiate però che per questo il gioco sia facile, saranno svariate le volte che imprecherete contro qualche labirinto intricato!

Tecnicamente parlando….

Graficamente siamo su livelli decisamente buoni: i fondali sono particolareggiati in maniera rimarchevole, gli interni sono tutti abbastanza differenti tra una casa e l’altra e altrettanto ben fatti sono i labirinti che affronterete nella grande rete. Gli sprite sono realizzati con cura e sono ben animati, anche se la quantità di sprite diversi (amici di scuola o mostri) non è elevatissima, come comunque succede nella stramaggioranza dei giochi di ruolo. Trattamento particolare è stato riservato per il nostro piccolo androide, animato splendidamente mentre si muove nei vari livelli, e dall’ottima caratterizzazione, come soprattutto si evince nelle fasi di combattimento. Andiamo adesso ad analizzare il versante audio del gioco: le musiche sono le solite che si sentono negli rpg, ovvero discrete ma ripetitive entro il breve termine, purtroppo, sia se gironzolate qua e la al di fuori del network, sia se siete impegnati in battaglia contro i vari virus. Come se non bastasse, la quantità è un po’ inferiore alla media. Gli effetti sonori invece sono appropriati in ogni frangente: esplosioni, colpi di spada, teletrasporti, il chip audio del Game Boy Advance è stato sfruttato con cognizione di causa, soprattutto se avete la buona abitudine di giocare con le cuffie, come sarebbe quasi d’obbligo con le console portatili.

Conclusioni

Mega Man Battle Network è stata una vera sorpresa, per fortuna deliziosa: per una volta, uno spin off del popolare platform made by Capcom non si rivela una tristissima delusione, decretando l’ennesimo successone della popolare icona della software house di Osaka, grazie ad una grafica davvero bella, un buon comparto sonoro, un ottima giocabilità ed una storia che riesce a tenere incollato il videogiocatore fino alla sua conclusione, quindi per un sacco di tempo. Uno dei migliori rpg degli ultimi tempi, indubbiamente. In Giappone è da poco uscito il sequel, speriamo che Ubisoft lo importi subito da noi! Can’t waait!

    Pro:
  • Buona realizzazione audio-visiva
  • divertentissimo e molto longevo
    Contro:
  • volevate un nuovo platform di Mega Man e vi siete beccati un rpg

Mega man a 32 bit

Con l’avvento di Game Boy Advance, ben pochi avrebbero dubitato che Rockman (in occidente Mega Man), il popolare eroe di decine di platform (e vari spin-off) sulle piattaforme più svariate (da Nes a PSone, passando per Snes e Game Boy), avrebbe resistito alla tentazione di graziare, con la sua presenza, la console portatile per eccellenza. Con l’uscita giapponese di Rockman Exe avvenuta quasi un annetto fa, i tanti fan del popolare androide blu sono stati accontentati, con un grandissimo rpg, dalla qualità decisamente alta, che in un sol colpo, soddisfa coloro che speravano in un platform (della serie regolare o “X”) e smentisce quel luogo comune per il quale ogni spin-off di Rockman sia per forza una ciofeca fatta a videogioco; dopotutto, dopo un incursione nel mondo del calcio, nelle gare di go kart e negli arcade adventure 3d, non si può dar torto ai tanti fan del celebre robottino blu, scottati con alcuni dei peggiori videogames della storia videoludica. Questa volta però CAPtive COMmunication ha fatto il colpaccio e Ubisoft ce lo porge su un piatto d’argento, interamente localizzato nella lingua d’Albione; amanti degli rpg, preparatevi ad un piccolo goiellino!!