Men In Black: The SeriesMen In Black: The Series 

Men In Black The Series porta sullo schermo del grandioso Game Boy Advance gli agenti K e J, reduci dal celeberrimo film cinematografico e dalla serie tv. Riuscirà David A. Palmer Productions a soppiantare il pessimo ricordo di Men In Black, uscito tempo addietro con Game Boy Color? La recensione svelerà il verdetto finale.

Grafica e sonoro

Innanzitutto mettiamo le mani avanti: Men In Black The Series è ispirato alla serie animata che imperversa ancora negli Stati Uniti e non alla pellicola menzionata nel precedente paragrafo. Graficamente mi spiace dirlo, ma a fianco di alcune animazioni tutto sommato discrete (abbinate ad altre semplicemente mediocri), Dave A. Palmer Productions ha confezionato degli sprite che definire rozzi equivale ad usare un eufemismo e se i nostri eroi J e K, come accade solitamente, sono effettivamente gli sprite realizzati nella maniera migliore, non immagino la faccia che fareste nel vedere i vostri nemici alieni che mirano a conquistare il nostro pianeta sostituendosi a noi esseri umani. Peccato, perché di primo impatto la grafica renderizzata impiegata dai programmatori stava quasi per farmi una bella impressione.

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Grafica e sonoro

Per quanto riguarda i fondali il discorso purtroppo non cambia: qualcuno potrebbe obiettare che lo stile cartoonesco ivi utilizzato non si presta a tavolozze di colori più elaborate, un maggior numero di elementi grafici su schermo e così via….evidentemente i fondali di Wario Land 4 (anch’esso un platform, guarda caso anche qua si parla di grafica in stile cartone animato-fumetto), ma anche di Klonoa, devono essere stati opera di qualche alieno, tanto per rimanere in tema con l’universo di Men In Black. In attesa che il successivo paragrafo vi mostri l’infimissa giocabilità del titolo prodotto da Crave Entertainment, vi basti sapere che a parte qualche digitalizzazione realizzata benino, il comparto audio è degno di quello del Game Boy Color, il che non aiuta minimamente a risanare la già disastrosa situazione di Men In Black The Series, musiche abominevoli anch’esse (tristemente) colpevoli.

Al limite dell'ingiocabile!!!

Prima di cominciare questo nuovo paragrafo, pensiamo a qualcosa che hanno in comune i giochi di piattaforme: saltare da un punto all’altro del livello, abbattere quanti più nemici possibili, recuperare il maggior numero di medikit/power up/armi extra/quel che vi viene in mente, compiere alcune azioni clou e abbattere i boss di fine livello. Generalmente siamo stati abituati sin dalla nostra infanzia videoludica ad un interfaccia gioco che assegnava ad un tasto la funzione d’attacco, ad un altro l’input del salto e così via. Ebbene, i ragazzi della Dave A. Palmer Productions hanno deciso di stravolgere il tutto proponendo una configurazione del mini pad del Game Boy Advance assolutamente spaventosa: per sparare ai nemici dovrete prima tenere premuto il tasto dorsale “R” e poi pigiare il canonico “B”; una simile scelta può essere più che accettabile per un avventura 3d come i giochi creati da Shinji Mikami (Onimusha, Bio Hazard, Dino Crisis, etc) ma per un action adventure bidimensionale, che dovrebbe porre grande enfasi sull’immediatezza ed il divertimento a lungo termine, il team di sviluppo scelto da Crave Entertainment ha fatto decisamente un buco nell’acqua.
Continuiamo adesso la nostra disquisizione etico-filosofica sui platform con una delle azioni più comuni quanto vitali (e lo ribadisco, vitali!) per un buon platform: il salto; il manuale d’istruzioni (peraltro scarnuccio, ma tant’è) parla del salto e del roll per evitare i colpi nemici attivabili tramite il tasto “A”, eppure all’inzio, a parte la rotolata (realizzabile in maniera un miccino macchinosa), i salti sembrano non spiccare proprio, almeno finchè il cervello umano non capisce che è impossibile saltare da una piattaforma all’altra come siamo stati abituati da sempre (??????Nd lettori); se vi trovate su una piattaforma di ridotte dimensioni, per arrivare a quella che si trova una decina di Cm più lontana, dovrete prima andare a terra, sul piano inferiore, posizionarvi sotto la zona da raggiungere ed arrampicarvi. No comment….

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Al limite dell'ingiocabile!!!

Ciliegina sulla torta: i 6 livelli di gioco (ebbene si, abbiamo dovuto finirlo per poterlo recensire!), possono essere visitati anche dopo una bella passeggiatina verso il bagno più vicino, grazie ad un sistema di password che vi darà un minimo di respiro, quello che la demenziale intelligenza artificiale dei nemici non vi darà, essendo dei veri scocciatori.

Uno scempio...

Penso che la recensione sia stata abbastanza esauriente, tanto da fermare i fan più accaniti del redditizio franchise di accaparrarsi una copia del gioco per il proprio Game Boy Advance: pensavo che 007: The World Is Not Enough di Electronic Arts fosse uno dei peggiori tie in di sempre, ma questo Men In Black The Series riesce a far di meglio arrivando ai bassissimi livelli dell’altrettanto orrido Batman Gotham Race per Psone!

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Uno scempio...

Grafica mediocre (tranne qualche animazione, lo ribadiamo), musiche orride ed uno dei peggiori sistemi di gioco mai provati in 17 anni di onorata vita videoludica, portano il tie in di Men In Black per Game Boy Advance quasi sulla vetta di una ipotetica classifica dei più insulsi videogiochi di sempre. Pro: Alcune animazioni fluidissime Licenza accattivante Contro: Meccanica di gioco tra le peggiori della storia Tecnicamente parecchio migliorabile

Will Smith e Tommy Lee Jones tascabili

Men In Black può di sicuro annoverarsi tra i film più divertenti che siano stati sfornati negli ultimi anni, dopotutto al cinema ha avuto un successo davvero enorme, la colonna sonora (ancora martellante il ritornello “Here comes the men in black” di Will Smith) è stata tra i cd più venduti in tutto il mondo e l’edizione speciale con 2 Dvd a tiratura limitata è esaurita da tempo in ogni negozio di Dvd che si rispetti. Ovviamente non poteva mancare all’appello anche un videogioco dedicato ai paladini della giustizia Will Smith e Tommy Lee Jones (pardon, gli agenti Jay e Kay) e, contemporaneamente al lancio del Game Boy Color, Crave Entertainment rilascò un tie in che ancora adesso è ricordato per essere uno dei peggiori videogiochi di sempre, sotto tutti i punti di vista.
La cartuccia che ci accingiamo a recensire è appena giunta sul mercato ed è ottimizzata per il solo Game Boy Advance; i programmatori della Dave A. Palmer Productions avranno finalmente confezionato un videogioco di piattaforme degno di questo nome o anche questa volta è bene che torniamo al nostro affezionatissimo lettore Dvd? Addentriamoci nel corpo della recensione per saperlo…

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