Monster Hunter Freedom 2 - Recensione  6

La caccia ai mostri made in Capcom torna su Psp. Reale innovazione o more of the same?

Ci sono alcuni giochi universalmente acclamati e apprezzati, capaci di mettere d’accordo i gusti tanto di occidentali quanto di orientali. E ce ne sono altri, invece, decisamente più settoriali; all’interno di questo gruppo va ad inserirsi a pieno titolo Monster Hunter Freedom, che col primo episodio per Psp e ancor più con questo seguito ha letteralmente spopolato in Giappone, lasciando invece piuttosto tiepidi gli animi fuori dal Paese del Sol Levante.

Cacciare che passione

Malgrado il titolo porti con sè alcuni aspetti del genere dei J-Rpg, tra questi non figura sicuramente la trama, ridotta qui al minimo sindacale. Durante un’escursione tra inospitali picchi innevati, l’avventuriero protagonista del gioco viene colpito da una creatura ostile salvo poi precipitare lungo le ripide pareti rocciose e perdere così conoscenza. Qualche tempo dopo, il nostro alter-ego riapre finalmente gli occhi in un confortevole giaciglio di una abitazione del villaggio Pokke; e proprio da questo luogo, dopo una breve serie di dialoghi, diventa il punto nevralgico dell’intero gioco, in cui sviluppare le proprie abilità di cacciatore (appunto hunter) professionista. Questa è la premessa per quella che di fatto non è altro che una enorme serie di missioni -oltre 300- nelle quali cacciare creature di diversa pericolosità e dimensioni per ottenere oggetti coi quali crearne di nuovi o sviluppare armi ed armature dal maggiore potenziale. Fondamentalmente, Monster Hunter Freedom 2 è tutto qui; un action/adventure/rpg game decisamente particolare ed atipico, e proprio per questo particolarmente settoriale e destinato a catturare solo alcuni curiosi giocatori. Un aspetto fondamentale sta nel sistema di combattimento, non molto complesso o gratificante ma comunque reso profondo dalla grande quantità di armi disponibili, ognuna con caratteristiche differenti e con un diverso modo di utilizzo, fattore questo che richiede di imparare a conoscerne le qualità e i limiti per poter ottenere il massimo da esse. D’altra parte un cacciatore non può che affidarsi al proprio “ferro del mestiere”, ed in questo caso la produzione Capcom non delude; stessa cosa non si può però dire per il sistema di controllo, davvero macchinoso e esigente, con tanto di combinazioni di tasti anche solo per accedere al menù o utilizzare un oggetto. Ovviamente il tempo porta con sé una sempre maggiore dimestichezza, ma ciò non toglie che ci siano parecchi margini di miglioramento nell’accessibilità del titolo in questione. Ciò nonostante, Monster Hunter Freedom 2 è certamente un titolo dotato di fascino, nonchè curato e con una spina dorsale estremamente robusta; chiunque abbia volontà e predisposizione per questo tipo di produzioni, potrà sbizzarrirsi nel raccogliere oggetti, eliminare creature per guadagnare materie prime, improvvisarsi minatore o pescatore o cuoco, modificare il proprio equipaggiamento e così via. La fatica di Capcom non è certamente un gioco gentile coi novizi, ma altrettanto certamente è particolarmente generoso con chi avrà la pazienza di accettarne i limiti e la complessità del sistema di controllo. Graficamente inoltre, il titolo è senza dubbio di ottimo livello, se non tra i migliori della attuale offerta di Psp; ambientazioni e mostri enormi, un livello di dettaglio notevole e animazioni di tutto rispetto. Peccato solo per quei caricamenti...

Aspetta e spera

Sì perchè se i difetti finora elencati possono grossomodo essere messi in secondo piano, decisamente più difficile è fare lo stesso con gli estenuanti e frequentissimi caricamenti che interrompono continuamente l’azione e compromettono in maniera marcata l’atmosfera. Immaginate di accettare una missione, e venire quindi trasportarti nel luogo stabilito per lo svolgimento della stessa; questa grande area è stata divisa in zone più piccole collegate tra loro, dove però ogni collegamento equivale ad un caricamento di parecchi secondi. E così se alcune sezioni possono lasciare impegnato il giocatore per diversi minuti, altre di puro “passaggio” diventano semplicemente angoscianti, nella consapevolezza che magari per raggiungere il punto prefissato sarà necessario attraversare una manciata di noiosissimi caricamenti. Inoltre è un peccato che Capcom non sia riuscita nemmeno con questo capitolo, nonostante le capacità in tal senso di Psp, ad inserire una modalità di gioco multiplayer online. Monster Hunter trova infatti la sua massima espressione in occasione delle missioni affrontate in gruppo, ma per fare ciò l’unica possibilità è tramite il multiplayer ad hoc, che ovviamente necessità di un gruppo di amici ognuno con la sua Psp e relativa copia del gioco. Una situazione che, ad eccezione di particolari situazioni, ci appare francamente molto difficile da incontrare. L’assurdità sta nel fatto che sotto ogni aspetto, il titolo sembra essere stato studiato appositamente per le partite in compagnia, come dimostrano per esempio le estenuanti e francamente noiose battaglie contro i mostri più grandi, capaci di richiedere anche un’ora di ripetitivo combattimento in single player e poche esaltanti decine di minuti in multi. In realtà giocare online è possibile, grazie all’impegno e all’intelligenza di alcuni utenti che sono riusciti ad ideare un sistema per aggirare il problema; resta il fatto che Capcom ha dimostrato uno scarso impegno nel sviluppare una feature che avrebbe certamente permesso a Monster Hunter Freedom 2 di guadagnare una valutazione migliore.

Commento

Con Monster Hunter Freedom 2, Capcom ha offerto il classico sequel capace di espandere e migliorare una formula senza volerla assolutamente stravolgere. Purtroppo nemmeno in questa occasione i programmatori nipponici hanno voluto porre rimedio al più grave difetto della serie, ovvero l’assenza di una modalità multigiocatore online che avrebbe enormemente giovato ad un prodotto che, di fatto, è realizzato per dare il meglio di sè affrontato in compagnia. Un sistema di controllo a dir poco macchinoso, una giocabilità profonda ma anche ripetitiva e soprattutto dei caricamenti al limite della sopportazione umana tarpano infine inevitabilmente le ali ad un gioco che probabilmente continuerà a far impazzire i giapponesi, ma di certo non riscuoterà pari successo in occidente.

Pro

  • Ottima grafica
  • Longevità potenzialmente enorme
  • Molto divertente in multiplayer
Contro
  • Assurda assenza di supporto online
  • Ripetitivo e macchinoso
  • Caricamenti agghiaccianti