Motocross Madness 2  1

Visto da vicino

Per tutti quelli che non hanno potuto apprezzare il primo titolo, (e che non vorranno sorbirsi la mia recensione) riepilogo brevemente le caratteristiche principali: una moto, un pilota e tanti spazi in cui dar sfogo alla propria vivacità motoristica. Il "come" ed il "dove" lo scegliete voi; avrete a disposizione moltissime modalità diverse di gare, svariate marche e modelli di moto (alcune realmente esistenti, altre di fantasia), suddivise nelle varie cilindrate del fuoristrada moderno, e altrettanti luoghi diversi in cui dar sfogo alla vostra competitività. A completare il quadro si aggiungono le tre modalità selezionabili per ogni evento: pratica (non mi chiedete di spiegare cosa sia) gara singola e torneo (un certo numero di manche a vostra scelta). Questo elevatissimo grado di personalizzazione consente al gioco di godere di ottima longevità sia nel singleplayer che nel multi, dato che questa opzione supporta fino a 8 giocatori in rete locale e fino a 4 sulla MS Zone in ciascuna delle tipologie di gara previste.

Gli eventi

Baja, Stunt, National Race, Supercross, Enduro e Pro-Circuit: vi bastano? 
Ciascuna di queste sei modalità (le ultime due nuove di zecca) offre una tipologia di gara altrettanto diversa ed originale. Stunt, ad esempio, consiste in una gara particolare, disputata in spazi aperti (niente circuiti all'interno dei quali incatenare la propria fantasia), e in cui la vittoria si ottiene con i punti derivanti dalle vostre evoluzioni in sella. Le più classiche National Race e Supercross non sono da meno in quanto a spettacolarità, ma rientrano maggiormente negli schemi classici dei circuiti in cui misurarsi contro il tempo e contro gli avversari. 
Baja ed Enduro invece consentono di percorrere ampi spazi attraverso circuiti definiti esclusivamente da waipoint che devono essere "infilati" per poter completare la gara. La differenza tra i due tipi di competizione sta nell'affollamento dei campi di gara: semideserti quelli di baja, molto affollati (dagli oggetti, fissi o animati, più fantasiosi che vi vengono in mente).  Pro-Circuit consente di affrontare una vera e propria carriera da pilota professionista nelle varie discipline disponibili, gestendo un budget che può essere incrementato con i successi sul podio, o scialacquato con prestazioni deludenti e spese mediche da capogiro: darete lavoro ad una squadra di ortopedici per rimettere insieme tutte le vostre ossa dopo ogni gara.

Il gameplay

Uno degli aspetti migliori di MM2 è la curva d'apprendimento molto dolce, unita ad una fisica di gioco orientata al puro divertimento. L'impostazione non è certo quella di un simulatore di corse in fuoristrada, ma nemmeno quella 100% arcade: vi sentirete dei provetti centauri sebbene la maggior parte delle manovre più spericolate faccia sorridere per la facilità con cui sono eseguite.
Il controllo del mezzo è agevole sia con la tastiera che con altri "strumenti di gioco" più evoluti (joystick e gamepad sono perfettamente supportati). Anche la combinazione di tasti da utilizzare in gioco rispecchia l'impostazione del gameplay misto arcade/simulazione: né troppi, né troppo pochi. 

La tecnica

Come accennato prima, la grafica di questo seguito è decisamente migliorata rispetto al primo titolo, seguendo la naturale evoluzione tecnica delle macchine su cui dovrà funzionare. Il motore grafico è lo stesso del gioco precedente, con alcune modifiche volte soprattutto ad aumentare i dettagli sia del sistema moto-pilota (animati separatamente) che quelli del paesaggio in cui ci si muove. Una delle cose che maggiormente colpisce l'attenzione di chi prova questo titolo, con ancora vivo in mente il ricordo del precedente, è l'elevatissimo numero di "oggetti" che arricchiscono l'ambiente: alberi, cespugli e arbusti, tipici delle località che fanno da sfondo alle ambientazioni, ma anche elicotteri, aerei, grandi mezzi da lavoro, treni, trattori e molti altri ancora, fissi o in movimento.
Sonoro e requisiti hardware sono gli unici nei di MM2. 
Il primo, per quanto migliorato rispetto al precedente titolo, non si avvicina abbastanza all'esuberanza acustica prodotta da una moto da competizione (il suono più realistico è quello delle 125 CC, per quanto somigli più a quello delle cilindrate minori), né riesce a seguire il regime di giri del motore; è di contorno.
I requisiti di sistema, per avere accesso alle meraviglie grafiche di cui il gioco è capace, sono proporzionali a queste. La macchina su cui l'abbiamo provato era un Athlon 600 con 128 Mb di Ram e V3 3000: non di rado è stato messo in difficoltà dalla gestione dei poligoni e da quello dell'AI, soprattutto in presenza di ampi spazi ed affollamento del video, anche perché non gli abbiamo certo risparmiato risoluzione (1024*768) o livello di dettaglio (a pieni giri e senza sconti). 

Torno a giocare

Immagino che non sia difficile, per chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui, capire che sono entusiasta di MM2. I pochi limiti che ho riscontrato durante la prova non scalfiscono minimamente il divertimento che il titolo assicura a chi lo prova, per cui ora tornerò a solcare le mie amatissime piste polverose. Mi raccomando: luci accese, anche di giorno; casco in testa, ben allacciato; e prudenza, sempre!

Squadra vincente non si cambia

Probabilmente è stata questa la filosofia che ha guidato i programmatori dei Rainbow studios al momento di realizzare il secondo episodio del fortunato Motocross Madness. Se così non fosse, forse, questo nuovo episodio non sarebbe stato altrettanto interessante: le migliorie apportate al primo titolo hanno reso MM2 un titolo bello e divertente.