MotorStorm: Pacific Rift - Recensione  60

Acqua, aria, fuoco, terra. Questi sono i quattro elementi che vi attenderanno nell'isola di Pacific Rift...

Terra, fuoco, aria, acqua, questi sono i quattro elementi che caratterizzano l'esperienza di gioco di Pacific Rift, dove fango e scontri la fanno ancora da padrone, ma questa volta con ben 16 tracciati e 16 giocatori in contemporanea su schermo, anche online. Ancora una volta è il festival ad essere il punto focale di questa produzione, diviso appunto in questo quattro categorie che rappresentano anche l'ambientazione di gioco. Ogni evento è accessibile mediante ticket, e ad ogni piazzamento nelle prime tre posizioni si ottengono dei punti necessari per salire di livello e per sbloccare quindi nuove gare, di difficoltà ovviamente crescente. Questa è tendenzialmente la progressione di gioco, ma con alcuni diversivi tesi a rendere la campagna in singolo più varia, come ad esempio il dover finire la gara entro un tempo limite oppure con un numero massimo di esplosioni (condizioni necessarie per sbloccare alcuni eventi) piuttosto che gareggiare in modalità eliminazione, dove ogni tot secondi l'ultimo in posizione viene eliminato dalla corsa.
A reggere la "scena" e contrastare una progressione per larghi tratti già vista e alla lunga ripetitiva, ci pensa proprio l'ambientazione e l'eccellente design dei tracciati che, vuoi per la maggiore varietà, vuoi proprio per la loro realizzazione, sono un piacere da affrontare anche più volte, nel tentativo di sperimentare tutte le scorciatoie, i salti e le strade migliori per rosicchiare secondi preziosi ai danni degli altri avversari. In assoluto i più difficili sono quelli vulcanici, dove spesso e volentieri si passa a miglior vita, mentre quelli più spettacolari vedono scorci dotati di vegetazione piuttosto che cascate piene di salti e punti da affrontare alla massima velocità.
La formula di gameplay ad ogni modo non cambia, se non marginalmente, dove in base alla classe di veicoli scelta, alla quale se ne aggiunge una, (Monster Truck, per un totale di otto) il feeling col tracciato cambia radicalmente, con le moto che restituiscono guidabilità e velocità massime, ma basta un fruscio di vento per schiantarsi contro le asperità del percorso, mentre col tir si è indistruttibili ma di certo non in grado di competere agevolmente in tracciati dove conta mantenere spesso il piede sull'acceleratore. In tal senso non abbiamo trovato grosse novità rispetto al primo Motorstorm, ma anzi la fisica ci è parsa talvolta troppo "sensibile" e accentuata, cosa che si fa sentire nelle situazioni molto frenetiche e soprattutto con alcune tipologie di mezzi come i quad e le buggy.

Per il resto con i dorsali si accelera e si frena, c'è il freno a mano, due visuali di gioco, la possibilità di sbeffeggiare e prendere a sportellate gli avversari e di utilizzare il turbo, leggermente rivisto in questo seguito. Il riempimento della barra limite in basso a sinistra subisce infatti le condizioni atmosferiche, utilizzare il turbo in vicinanza di punti caldi farà salire molto più rapidamente la barra stessa fino al limite dell'esplosione, viceversa passare sotto una cascata oppure in un lago proterà ad un raffreddamento e quindi ad un uso più prolungato della maggiore spinta in velocità. Questa novità aggiunge sicuramente un minimo di strategia in più alle gare, che purtroppo in modalità singolo non offrono una sfida molto elevata, non per la difficoltà, spesso anche elevata, ma proprio per il coinvolgimento degli avversari, che non di rado fanno gara a se.
La situazione migliora notevolmente online, dove se da un lato abbiamo poche modalità, dall'altro quando gli avversari sono controllati da umani il gioco si fa molto più divertente, perché Evolution Studios è riuscita a mettere a posto tutti i problemini del primo capitolo, grazie ad una migliore gestione della chat vocale, all'introduzione del matchmaking, alla possibilità di sfidare fino a 15 persone in contemporanea e ad un sistema di crescita anche online, che permette di raggiungere alcuni livelli in base ai propri piazzamenti, e di sfidare quindi persone di pari classifica. A corredo ovviamente non mancano le classifiche (anche singole per tracciato), filtri per amici e possibilità di invitarli direttamente all'interno del gioco, secondo un trend che si sta via via affermando (finalmente, ci verrebbe da dire) anche su PlayStation 3.
Per il resto abbiamo una modalità trial con i tempi classificati (da affronatre anche in eliminazione) il multiplayer in splitscreen (orizzontale o verticale) oppure anche in quattro sulla stessa console, molti extra quali bozzetti, costumi e tante nuove skin per i propri mezzi man mano che si prosegue nel festival. Dulcis in fundo, il classico photo mode, mediante il quale è possibile scattare foto di momenti di gioco, anche applicando alcuni filtri, e salvarle sulla propria memory stick, nonchè consultarle mediante l'apposita sezione album presente all'interno del gioco. L'aspetto tecnico, complice anche l'ambientazione decisamente varia, restituisce alcuni passaggi davvero impressionanti come impatto, vuoi per l'ottimo uso dell'HDR, vuoi per la conformazione poligonale dei tracciati e per quello che succede su schermo. E' un grosso peccato però che le texture siano decisamente altanelanti, e soprattutto non di rado "impastate", poco chiare e con qualche problema di aliasing, aspetti che minano un comparto tecnico che sarebbe stato altrimenti ottimo in ogni frangente. Le musiche riprendono quelle del priimo capitolo come stile e si adattano perfettamente a quello che succede in pista, non mancano artisti famosi quali Fatboy Slim e Megadeth, mentre gli effetti sonori sono scevri di novità e fanno il proprio lavoro senza infamia e senza lode.

Commento

La freschezza del primo capitolo manca, così come innovazioni degne di tal nota, ma Pacific Rift è un titolo sempre piacevole e divertente, che continua sulla propria strada senza reali contendenti diretti e gode di un comparto multiplayer ben congegnato, sia offline che online. Ci saremmo aspettati qualcosina in più nella gestione della fisica e un maggior numero di modalità di gioco, ma il resto è realizzato con tutti i crismi del caso, mantenendo intatti e anzi espandendo i pregi del primo Motorstorm. Naturale quindi consigliarlo a chi ha apprezzato il titolo originale oppure a chi non ancora ha solcato le strade fangose e insidiose di questa produzione, ma che n'è rimasto sempre affascinato.

Pro

  • Design dei tracciati eccellente
  • Divertente e vario
  • Multiplayer offline/online ottimo
Contro
  • Graficamente buono, ma minato da aliasing e texture impastate
  • Gameplay praticamente identico al primo Motorstorm
  • Fisica talvolta sbilanciata