NBA 2K9NBA 2K9 - Recensione 

Vedi quel cesto laggiù? La palla deve essere messa lì dentro, non finire contro il muro. Non farti distrarre dalle donnine svestite che si agitano a bordo campo!

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Aggiornamenti automatici

Comunque, la più grossa novità tra quelle sbandierate ai quattro venti è l’aggiornamento continuo dei roster tramite internet. Come funziona? A cadenza regolare (non si sa bene quanto) vengono inviati al gioco i dati aggiornati sul roster in modo da tenerli al passo con quanto avviene in campo nel campionato NBA. Un giocatore è in cattiva forma? Ecco che diventa un brocco anche nel gioco. Un giovane sconosciuto dà scuola ai campioni in una serie di partite? Eccolo che da giocatore scarso sale di grado ottenendo una quotazione più alta. Ovviamente una caratteristica del genere risulta tanto più gradita quanto più alto è il grado di coinvolgimento nel gioco del basket e quanto più è profonda la conoscenza del campionato NBA. Insomma, se si seguono tutte le partite con interesse, si studiano i risultati e le prestazioni del campionato reale, ritrovarsele riflesse nel gioco fa un certo effetto. In caso contrario questa feature perde quasi completamente d’interesse. E' anche vero, inoltre, che le partite virtuali dovrebbero essere qualcosa a parte rispetto alla realtà. Se un mio giocatore è stato impeccabile durante una partita perché, se nella realtà si è comportato da brocco, deve essere penalizzato nel mondo virtuale? In questo modo si ha la sensazione di giocare qualcosa di derivato e poco plasmabile dal giocatore, anche se va detto che molti adorano questo sistema di aggiornamenti. Per concludere con questo argomento, tagliamo la testa al toro dicendo che il farselo piacere o meno è una mera questione di preferenze personali.

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NBA 2K9 è disponibile per PC, PlayStation 2, PlayStation 3, Xbox 360.
La versione testata è quella PC.

I giochi sportivi sono difficilissimi da realizzare, soprattutto quando si sceglie la via della serializzazione forzata e si deve combattere ogni anno con la necessità di dire qualcosa di nuovo per dare un senso all'edizione di turno. La guerra tra FIFA e PES insegna che, nel caso vengano sottolineati di anno in anno alcuni difetti, diventa necessario metterci mano, mentre toccare dei punti di forza può risultare deleterio e peggiorare un prodotto che pure i fan hanno dimostrato di amare (e hanno acquistato) enormemente. Per il basket la storia non è molto diversa, nonostante in Italia la guerra per il podio del genere non sia accesa e sentita come quella del calcio.
Rispetto alle edizioni passate i cambiamenti sono minimi. A seconda dei punti di vista questo può essere un bene o un male, ma è indubbio che, trattandosi di una serie di qualità, è difficile fare ogni anno di meglio (anche se certe richieste dei videogiocatori potrebbero essere ascoltate, leggete il paragrafo sul sistema di controllo) ed è anche improponibile pretendere di rivoluzionare ogni volta una formula vincente. In realtà alcune novità ci sono, come qualche aggiustamento nei tiri, alcune regole rese più elastiche nell’applicazione e una maggiore difficoltà nella marcatura bloccata (fin troppo facile nell’edizione 2K8). Si nota anche un miglioramento generale nell’intelligenza artificiale. In effetti la CPU si comporta in modo più realistico rispetto al passato ed elabora tattiche più attinenti a contrastare quelle del giocatore. Va notato che questi miglioramenti non si percepiscono molto ai livelli di difficoltà più bassi, ovvero affrontando squadre di brocchi. Per goderne appieno bisogna spingersi a sfidare le squadre con i valori migliori, quando si ha una certa padronanza del gioco (se non avete ancora ben chiara la funzione dei diversi tasti e non avete elaborato dei vostri automatismi vincenti, non spingetevi contro, ad esempio, i Celtics… vi massacrerebbero). Solo così sarà possibile notare come gli avversari tendano a bloccare tattiche ripetute continuamente adattandosi all’occorrenza e solo così sarà necessario cambiare tattica più volte durante una partita, studiando come rispondere a quelle degli avversari.

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Come in TV

Commento

NBA 2K9 è l’ennesima conferma di una serie che non ha bisogno di conferme. Il prodotto finale è ottimo, nonostante qualche difettuccio storico che si porta dietro da diversi capitoli. Consigliato a tutti gli appassionati del gioco del basket, anche se chi possiede già le versioni precedenti potrebbe trovare poche motivazioni per passare a questa.

Pro Spettacolare Una miriade di opzioni Aggiornamento periodico del roster Contro Sistema di controllo ostico Poche novità di rilievo Telecronaca solo in Inglese

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi Sistema Operativo: Windows XP / Vista Processore: Pentium 4 2.4 GHz Single Core o equivalente (2.8 GHz per Vista) RAM: 512 MB o più (1 GB per Vista) Scheda Video: compatibile con le DirectX 9.0c 10,5 GB di spazio su hard disk Configurazione di Prova Processore: Intel Quad-Core Q6600 RAM: 3 GB Scheda Video: NVIDIA GeForce 8800 GT con 512 MB di memoria

Sistema di controllo

Una delle caratteristiche che andrebbero sicuramente riviste è il sistema di controllo. Cerchiamo di capirci: quando si ottiene una certa padronanza e si riescono ad applicare a memoria tutte le funzioni, non è poi così male e, anzi, un sistema complesso permette di avere una maggiore profondità di gioco rispetto a uno troppo semplificato. Quindi, in generale, possiamo considerarlo positivo. Il problema è che a volte la difficoltà è eccessiva a causa di una serie di dettagli che risultano essere frustranti. Prendiamo i tiri liberi. Come nelle passate edizioni, per mettere la palla nel cesto bisognerà studiare l’animazione dei diversi giocatori e rilasciare il tasto di tiro nel momento giusto per far lanciare la palla. Più che una penalità per la squadra avversaria, i tiri liberi sembrano essere una penalità per il giocatore umano. Ma prendiamo un altro caso: i passaggi. Il sistema per passare la palla è molto semplice (basta premere un tasto). Il problema è che, almeno inizialmente, non si riesce a capire perché spesso non va al giocatore al quale la si vuole passare. Dopo un po’ si capisce il sistema (ci si può aiutare anche con il manuale elettronico) e lo si riesce a padroneggiare a dovere, ma vi renderete conto da soli che tali difficoltà nella curva di apprendimento rischiano di tenere fuori dal gioco una fetta consistente di videogiocatori, magari semplicemente incuriositi dal gioco che, però, davanti a certi scogli rischiano di gettare inevitabilmente la spugna. Ovviamente non stiamo chiedendo un sistema di controllo semplificato nel senso del banalizzarlo, ma sarebbe gradito che certe azioni fossero rese più semplici e intuitive. In realtà sono anni che i fan chiedono proprio una semplificazione in tal senso... speriamo che FIFA insegni e gli sviluppatori diano prima o poi ascolto a certe richieste.

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