NBA Live 08 - Recensione  4

Come da consuetudine l'autunno ci porta nei palazzetti dell'NBA grazie alla saga di Electronic Arts.

In autunno come da consuetudine è lecito aspettarsi i nuovi episodi delle serie sportive di Electronic Arts, questo ottobre 2007 non è da meno portandoci sui parquet dei palazzetti più famosi d'America (e non solo!) con NBA Live 08. EA forte delle licenze ufficiali e della sempre ottima cosmesi grafica prova a fare beccia nel cuore dei numerosi appassionati con questo nuovo capitolo di NBA Live, seguiteci nel nostro articolo per scoprire se quest'anno il vero basket si gioca qui.

Dopo il deludente episodio uscito esattamente un anno fa gli svilupaptori della software house americana sono chiamati al riscatto non avendo scusanti di alcun tipo, avendo avuto il tempo necesserio per concentrarsi sulle modalità di gioco e conoscendo ormai a fondo le console di nuova generazione. Se infatti l'anno scorso gli sforzi maggiori si sono incentrati nel rendere giustizia alle console next generation, portando le sole funzioni dei vecchi capitoli in una veste grafica degna dei nuovi hardware, questa giustificazione non vale per la versione di quest’anno. Dal punto di vista tecnico ormai la conoscenza dei nuovi hardware è data per acquisita e quindi oltre alla cosmesi grafica, che già in NBA Live 07 era di tutto rispetto, le novità maggiori è doveroso pretenderle dal punto di vista della giocabilità, il vero cuore del gioco. La novità principale è senza dubbio la presenza del campionato mondiale FIBA con la possibilità di scegliere le nazionali più forti del mondo in una delle competizioni emergenti degli ultimi anni. Sarà quindi possibile giocare con l'Argentina di Ginobili, con la Spagna di Gasol o con la nostra Italia guidata dal mitico Recalcati. NBA Live 07 era incentrato sul Dinasty Mode e i grandi campioni erano contraddistinti dalle abilità da Super Star, mentre il primo è stato confermato e ha raggiunto livelli molto alti di appagamento (sempre di essere dei cultori della gestione manageriale di una squadra), il secondo è stato eliminato. Ora i campioni dell’NBA sono caratterizzati da alcune mosse speciali che sono il loro marchio di fabbrica, il classico divario che c’è tra un buon giocatore ed un campione, quello che li rende irresistibili. La go-to move è uno di questi esempi, molti giocatori abili nei tiri dal perimetro grazie a questa combinazione possono scansare l’avversario per insaccare, magari con un fade-away, un eccezionale canestro dalla distanza.

le novità maggiori è doveroso pretenderle dal punto di vista della giocabilità

La giocabilità è stata incentrata soprattutto sulla gestione della palla, con la possibilità di eseguire dribbling concitati e frenetici cambi di mano tramite l’oscillazione dello stick analogico destro, in modo da ottenere un’eccezionale sensazione non solo di fluidità ma anche, e soprattutto, di controllo della sfera. Diciamo che se l’intento era buono la realizzazione lo è un po’ meno, visto che non sempre queste animazioni portano all’effetto desiderato e la gestione del gioco appare un po’ confusa. Da questo punto di vista la serie 2k è ancora una spanna superiore. Il “post-basso” è stato particolarmente migliorato e ora ricevere palla con Shaq spalle a canestro, fintare il tiro da una parte e girarsi e schiacciare dall’altra dà molta soddisfazione. La realizzazione di questi scontri fisici sotto canestro non può che essere elogiata, come anche la perfetta rispondenza della potenza dei vari campioni, dal vecchio Shaq al gigantesco Yao Ming.

Un’ulteriore introduzione, che abbiamo apprezzato molto e che ci preme sottolineare, è quella relativa all’utilizzo del bumper dorsale di sinistra del controller di Xbox 360. Con la pressione di questo tasto vedremo comparire sul parquet delle zone colorate, di rosso arancione e blu, che individuano gli “hot spot”, le zone caratterizzate dalle diverse percentuali di tiro del nostro giocatore. Effettuare un canestro dalla posizione preferita dal nostro cestista sarà certamente più facile rispetto all’eseguirlo da molto lontano. Le zone corrispondono ai veri “punti” preferiti dei campioni e le percentuali salgono clamorosamente nelle zone a percentuali più elevate. Questa funzione sarebbe stata perfetta se accompagnata da una corretta implementazione della gestione del tiro, purtroppo qui relegata ad una mera pressione del tasto, senza alcuna rilevanza del tempismo o del contatto di un avversario. I rimbalzi e la fase difensiva invece non hanno subito miglioramenti rilevanti, i primi soprattutto appaiono essere quasi sempre casuali e troppo spesso il timing dei nostri uomini è completamente errato. La fase difensiva è stata un po’ sviluppata inserendo una speciale marcatura a uomo con tanto di lock-on attivabile tramite il trigger dorsale, non certo una novità, funziona comunque abbastanza bene. Avremmo invece preferito avere maggiore controllo nella fase difensiva visto che ora non è possibile scegliere autonomamente di passare da un giocatore all’altro per seguire la palla, è tutto gestito, con i pro e contro del caso, dalla i.a. del gioco.

Il Dinasty Mode è certamente il cuore del gioco

Il Dinasty Mode è certamente il cuore del gioco e ha fatto la sua ricomparsa dopo l’apparizione nella versione 2007. In realtà non è cambiato molto, avremo la piena e completa gestione di tutto quello che ruota attorno ad una franchigia dell’NBA, dalla scelta delle giovani promesse al mettere in campo un team in grado di arrivare ai playoff. Ottima si rivela essere la gestione dei draft e quindi la possibilità di acquistare e vendere le stelle emergenti del basket americano. Per gli appassionati le ore di divertimento sono moltissime, ci viene comunque in aiuto anche la possibilità di selezionare la velocità di avanzamento del tempo, in modo da ridurre al minimo i momenti morti. Come già accennato prima è stato introdotto per la prima volta il campionato FIBA e quindi la corsa al mondiale, un torneo ad otto squadre in cui dovremo affrontare le nazioni più forti del pianeta, la bella notizia è che ci siamo anche noi (non noi di Multiplayer.it, l’Italia). Le ultime due modalità sono il Quick Pick Play e lo Scenario Play, nel primo potremo scegliere 10 giocatori presi da qualsiasi squadra per una singola partita veloce, mentre nel secondo potremo impostare diverse condizioni del match, dal tempo al numero di quarti. Non dimentichiamoci poi della gara delle schiacciate e dei tiri da tre, due ottimi diversivi.

XBox 360 - Obiettivi

I 1000 punti disponibili sono stati suddivisi dagli sviluppatori in 26 obiettivi. Per ottenerli ci sarà da sudare, NBA Live è un gioco che richiede applicazione ma verrete ripagati, ad esempio se farete terminare un vostro giocatore in doppia, tripla o quadrupla doppia cifra, effettuando più di 31 assist in partita, stoppando 18 volte l’avversario, rispondendo correttamente ai quiz pre-gara… pane per i vostri denti.

Tecnicamente

Dal punto di vista tecnico non possiamo certo lamentarci del prodotto EA, le animazioni scorrono fluide e ricalcano da vicino le movenze dei veri atleti. I campioni sono stati modellati con una eccezionale cura per i particolari e hanno perso l’aspetto eccessivamente “di plastica” del precedente episodio, oltre ad aver subito un deciso incremento di poligoni. Il parquet che riflette l’azione è una vera e propria bellezza e lascia allibiti dalla cura con la quale è stato realizzato. Le due versioni, quella per Xbox 360 e quella PlayStation 3, sono praticamente identiche, appare leggermente più rifinita quella per la console Microsoft con una assenza totale di aliasing e di qualsiasi problema di clipping, difetti che invece affliggono NBA Live 08 sull’hardware giapponese. Il pubblico e in generale le ambientazioni in cui si svolgono le gare sono realizzate molto bene, con una folla poligonale festante che caratterizza ogni gara come fosse una festa dello sport. Il vero problema tecnico del prodotto EA è l’intelligenza artificiale, troppo superficiale e irritante in più di un’occasione. Di certo è meglio sfidare online amici virtuali magari organizzando una vera e propria lega su Xbox Live.

Commento

Il nuovo episodio della saga di NBA Live ci ha lasciati perplessi, dato che, se da un lato i miglioramenti rispetto al precedente capitolo sono evidenti, dall’altro gli sforzi degli sviluppatori sul gameplay vero e proprio e sulla “simulazione” di basket sono certamente insufficienti. Troppo spesso le partite si risolvono in gare di schiacciate spettacolari e tutti noi sappiamo che la pallacanestro giocata è tutta un’altra cosa. Certamente le molte modalità e l’introduzione del campionato del mondo FIBA posso offrire un certo appeal, ma questo NBA Live 08 non è l’episodio della svolta, quello in grado di offrire la complessità e la profondità di altri titoli del genere. Un piccolo passo avanti.

    Pro
  • Tecnicamente valido
  • Giocabilità migliorata…
    Contro
  • …ma non abbastanza
  • I.A. insufficiente
  • Non segna la “svolta”