Lui!!

Non potete neppure immaginare l’emozione, l’installazione da due giga pare eterna, si freme mentre si scambiano nel lettore i tre cd del gioco.
Poi finalmente termina e compare il menù di avvio, in tipico stile Bioware è accompagnato da una musica potente ed evocativa, il primo bottone è PLAY.
Il mouse si muove sicuro, ci mettiamo comodi sulla sedia, l’evento sta per finalmente per iniziare, i sogni talvolta si tramutano in una splendida realtà.
Il filmato è quello visto e rivisto da tutti centinaia di volte, un guerriero solitario che si addentra in un tempio abbandonato.
La lotta contro un Minotauro intervallata dalla scena di creazione e forgiatura della spada il cui emblema è l’occhio di NWN.
La nostra espressione davanti al monitor è la stessa dell’eroe mentre trafigge la bestia, esaltazione poiché ora non stiamo guardando solo un filmato, ora il gioco partirà in tutto il suo splendore!

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Lui!!

Il menù iniziale del gioco presenta numerose scelte, neppure ci mettiamo a settare le opzioni, ma balziamo dalla sedia a recuperare la nostra scheda del personaggio creato per quella campagna di D&D 3edition pen&paper, per poterlo ricreare, per potergli dare aspetto e forma, per muoverlo fra i meandri di Neverwinter.
La fase di creazione del personaggio è perfetta, graficamente accattivante con uno stile essenziale, luminoso e ipnotico.
Nel caso conosciate a menadito la fase di creazione di un personaggio a causa delle lunghe meditazioni a casa del master, allora vi troverete a casa vostra poiché le regole di D&D sono implementate alla perfezione, attraverso un tool di creazione migliore addirittura di quello ufficiale della Wizards of the Coast che trovavate nelle edizioni americane dei manuali di D&D.
Nel caso siate un profano non vi preoccupate, potete scegliere uno dei tantissimi personaggi preconfezionati (eresia!!) oppure farvi aiutare dal tool di creazione che tramite un bottone “Raccomended” vi indirizza verso la soluzione migliore per ogni fase della creazione.

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Inizia!!

Poi…
Poi una voce gentile ma potente inizia la narrazione, lo stile è quello dei disegni a mano che accompagnano le parole della voce narrante, è tutto così bello che ci si emoziona, tutto così ben fatto pulito, elegante e di classe che pare incredibile.
Finita la narrazione ci troviamo in una stanza, l’impatto iniziale con il motore grafico del gioco lascia di stucco.
Quanto mi ero preoccupato, se non gira bene sulla mia macchina, se il motore non regge il confronto con motori come il Siege Engine o il motore di Morrowind.
Quanto mi sbagliavo!
Provo subito lo zoom, provo a correre, camminare, giro come un matto la telecamera, tutto è bellissimo, anche qui la Bioware dispensa lezioni di classe, essenzialità e bellezza.
L’interfaccia è assolutamente perfetta, ma in fondo tutte quelle partorite dalla Bioware lo erano. Non viene più utilizzato lo stile d’interfaccia della saga di Baldur’s Gate, con colori e forme dei pulsanti e di contorno marmorei o legnosi. Qui tutto è essenziale, poche linee delimitano finestre trasparenti, bottoni discreti e funzionalità all’eccesso.
Viene utilizzato moltissimo il menu circolare alla pressione del bottone destro del mouse, lo stesso stile di quanto visto in Torment, solo che qui le potenzialità e le possibilità di questo tipo di soluzione vengono esplorate e affinate fino alla creazione di un sistema d’interfaccia dalla navigazione tanto intuitiva quanto semplice, appagante e decisamente gradevole.

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E chi si stacca più!

Naturalmente non vi racconto cosa succede, non vi racconto neppure del preludio, poiché l’inizio del gioco si è rivelata un’esperienza così piacevole e appagante che dovete godervela appieno.
Il primo impatto con il gioco è un’esplorazione, un ricordarsi vecchi movimenti e modi di giocare della serie BG2 e un impararne di nuovi, diversità nella continuità e continuità nella diversità, perdonate il bisticcio di parole.
Continuità nella tradizione dei creatori di alcuni dei migliori CRPG della storia del nostro hobby, solida interfaccia, cura maniacale dei dettagli, atmosfera e una valanga di tocchi di classe da lasciare meravigliati ad ogni passo.
Diversità nel nuovo motore grafico, meraviglioso e scalabile, potente ma leggero, in grado con facilità di gestire fasi concitate di gioco, come di dettagliare perfettamente i cerchi della decoratura delle piastrelle.
Vi lascio con un omaggio particolare a Jeremy Soule, ancora una volta mi ha lasciato di stucco, ancora una volta le sue musiche sono evocative, potenti e meravigliose come non lo erano dai tempi di IWD, forse i Forgotten lo ispirano in maniera particolare.
Adesso torno a giocare, torno a sognare ad un sogno atteso a lungo, torno a dimenticarmi dello scorrere del tempo di fronte ad un monitor, se domattina sono ancora qua ricordatemi di mangiare qualcosina!



Gabriele "AarnaK" Dal Fiume




Informazioni tecniche
Versione testata : 1.10
Configurazione computer di prova : AMD Athlon 900Mhz, 512Mb Ram, GeForce 2 MX 400
Stabilità : Ottima


Link Utili:
Sviluppatore: BioWare
Publisher: Infogrames
Sito Ufficiale: http://nwn.bioware.com/
Fan Site: Neverwinter Nights Chronicles

Il bello di essere dei fanatici

Ci sono dei momenti, rari e meravigliosi, in cui ci ricordiamo che cosa è che ci piace tanto di questa nostra passione.
Momenti rari, tanto rari quanto sono rare le cause scatenanti, tanto rari quanto è di antica memoria la nostra passione.
Molti di noi giocano da molto tempo, dai tempi di Bard’s Tale, dai tempi in cui la Westwood neanche sapeva che cos’erano gli RTS e sfornava RPG del calibro di Eye of the Beholder, dai tempi in cui la Origin dominava e una scatola nera con l’effige di un serpente ci ammaliava nei pochi negozi di videogiochi di una volta.
Ma adesso siamo cresciuti, smaliziati, resi cinici da un mercato che per molti aspetti pare essersi dimenticato di noi, noi appassionati, maniaci, fanatici, gente disposta a spendere patrimoni per avere una Collector’s Edition americana, gente arrabbiata perché il manuale di BG2 inglese non era rilegato a spirale come quello americano.
Ma poi arriva qualcosa, arriva finalmente quell’evento che cancella tutto e ci fa tornare di nuovo bambini, incollati di fronte ad un monitor, ci ricorda perché mentre i nostri compagni di scuola andavano in discoteca, la domenica, noi preferivamo stare intorno ad un tavolo pieno di fogli e mappe e dadi dalle strane forme.
Si possono contare sulle dita di una mano monca quelle software house capaci di regalarci di nuovo la nostra passione, una di esse è la Bioware e l’evento che tutto il mondo di appassionati, maniaci e fanatici aspettava si chiama: Neverwinter Nights, il gioco dell’anno atteso da una vita.

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