New Super Mario Bros  8

Dopo 15 anni di attesa il più importante eroe Nintendo torna finalmente a fare quello che sa fare meglio, cioè correre e saltare in 2 dimensioni. Ma sarà ancora capace di emozionare dopo tutto questo tempo?

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Bastano pochi istanti per innamorarsi di New Super Mario Bros., pochi istanti per ricordare i bei momenti passati. Si delinea subito una lampante caratteristica di questo gioco, e cioè quella di essersi ispirato, per creare qualcosa di nuovo, a tutti i vecchi episodi, sia 2d che 3d. La base è quella del primo Mario, ci sono elementi ripresi dal tre e dal World, ma soprattutto ci sono le mosse e l’interazione che solo un motore poligonale sa regalare. La gestione della fisica è stata anch’essa ispirata dai primi platform dell’idraulico italiano, in cui c’era un eccessivo slittamento del protagonista rispetto a quanto sarebbe accaduto nella realtà. Le mosse a disposizione dell’idraulico sono riprese dal repertorio classico, nessuna esclusa, più qualche aggiunta inaspettata estrapolata da Super Mario 64 e Yoshi’s Island. Ovviamente c’è il salto normale, ma ci sono anche quello triplo, divertente da eseguire come al solito, e il salto da parete a parete, mossa utile e molto spesso necessaria alla prosecuzione dei livelli. Sono ritornate sia le scivolate che le ‘sculate’ ereditate da Yoshi, queste ultime applicate in maniera nuova ed intelligente.

Dall’alto della sua ventennale esperienza con questo genere, Nintendo dimostra ancora oggi, dopo tanto tempo, di non aver perso il suo talento

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E’ incredibile come Nintendo riesca a stupire ancora una volta rimescolando tra loro carte già conosciute alla perfezione. Anche questo Mario comunque porta con se alcuni nuovi power up: un fungo minuscolo, uno obeso e un guscio blu, oltre che alla stella e al fiore. Gli utilizzi di questi ultimi due sono conosciuti da quasi ogni giocatore del mondo, ma per i pochi smemorati è giusto ricordare che la stella rende invulnerabile Mario per qualche secondo, con relativo motivetto storico ad accompagnare gli attimi d’invincibilità, mentre raccogliendo il fiore l’idraulico acquista la capacità di sparare contro i nemici. Il fungo piccolo riduce ancora di più le dimensioni di Mario quand’è allo stadio più vulnerabile, permettendogli di entrare in delle zone altrimenti inaccessibili, mentre quello grande lo rende un gigante capace di schiacciare tutto e tutti. Il koopa-guscio blu invece trasforma Mario in una sorta di ibrido tra umano e tartaruga, con tutte le conseguenze del caso: ne aumenta la difesa quando si rifugia dentro la sua corazza, lo rende più pesante e conseguentemente più veloce in acqua, ma soprattutto gli permette di trasformarsi in una sorta di guscio impazzito capace di stordire e abbattere chiunque, con relativa perdita di precisione nei movimenti.

Un idraulico sul trono

Tutti questi elementi indubbiamente interessanti, capaci da soli di esaltare l’anima di qualunque fan di Mario, non sarebbero comunque sufficienti a decretare la validità del gioco se non fossero applicati in maniera corretta. Dall’alto della sua ventennale esperienza con questo genere, Nintendo dimostra ancora oggi, dopo tanto tempo, di non aver perso il suo talento. Il level design di New Super Mario Bros. è il suo maggior pregio, è l’aspetto che lo innalza dalla massa e lo eleva a re del genere, ora come ieri, in rapporto ai giochi delle altre società ma anche a quelli di Nintendo stessa, come Princess Peach o Kirby Convas Curse. C’è un’armoniosità di fondo che non si può non apprezzare, ogni mattone è messo in una determinata posizione per un preciso scopo, nulla è lasciato al caso. Gli oggetti, i nemici e le piattaforme sono disposti con maestria, il gioco scorre fluido e diverte in ogni momento, senza sfociare mai nel banale o nel frustrante. Il tutto fortunatamente è accompagnato da un sistema di controllo preciso, semplice ed intuitivo, che però non fa largo uso del Touch Screen. Lo schermo inferiore è gestito per segnalare la posizione di Mario in relazione alla lunghezza del livello, per mostrare i dati, ovvero il numero di monete raccolte e il punteggio, e l’oggetto di scorta, che si può far apparire nel gioco a piacimento con un semplice tocco. I livelli che convincono più di tutti sono quelli composti dalle piattaforme a forma di fungo, grazie alle nuove capacità, forme e movimenti attribuiti a queste ultime. Sono un’apoteosi di colori e salti, ovviamente senza nulla togliere agli altri stage che fanno il loro dovere nel migliore dei modi. Sono tornati i castelli, le case fantasma, i livelli subacquei, quelli con le tubature, quelli innevati e quelli in cielo, c’è in sostanza tutto il repertorio Mariesco con qualche simpatica e inaspettata aggiunta. In ogni stage ci sono da raccogliere tre grandi monete d’oro, che non sono obbligatorie ma che a volte risultano necessarie per progredire nel gioco, e incentivano, se ce ne fosse bisogno, alla rivisitazione dei livelli già portati a termine. In New Super Mario Bros. sono tanti i nemici e gli elementi nuovi che si vanno ad aggiungere a quelli classici, ma tutti si inseriscono alla perfezione e si amalgamano impercettibilmente, senza che il giocatore se ne accorga, con quelli tradizionali.

Asuke, Tezuka e Miyamoto

Questo è il primo Super Mario a due dimensioni a non aver avuto durante lo sviluppo un importante coinvolgimento di Shigeru Miyamoto, limitatosi alla semplice supervisone del progetto. Tezuka (nella foto in alto), l’altra persona che ha plasmato la serie dell’idraulico Italiano fin dalle sue origini, dirigendo tra l’altro gli episodi più acclamati (Super Mario Bros. 3 e Super Mario World), ha invece rivestito il ruolo di General Producer, anch’esso abbastanza marginale. Non hanno partecipato alla lavorazione di New SMB invece ne Koizumi ne Usui, i creatori di Sunshine, ormai trasferitisi alla divisione EAD di Tokyo, che si sta occupando del nuovo Super Mario Galaxy. A dare vita a quest’ultimo platform della serie, in ordine cronologico, è stata l’inedita coppia formata da Kimura (producer) e Asuke (director). Come esordio davvero niente male.

Mario di qua, Mario di là, ma quanto mi durerà?

Il gioco si suddivide in otto mondi, ognuno con una diversa ambientazione e con più di dieci stage al suo interno. Ogni livello è rappresentato da un cerchietto sulla mappa, quest’ultima suddivisa in zone, una per mondo, tra loro non comunicanti. Il gioco non è molto difficile, soprattutto gli scontri coi vari boss sono di una facilità disarmante. Si può scegliere di assaporarlo, e quindi fare un livello dietro l’altro prendendo ogni moneta, oppure decidere di finirlo nel minor tempo possibile e utilizzare le tante scorciatoie, ovviamente ben occultate, che trasportano da un mondo all’altro. Ci sono alcuni livelli e case fungo (ambientazioni dove si trovano dei bonus) raggiungibili solamente scovando all’interno degli stage delle uscite secondarie, nascoste sempre con intelligenza e logica. Anche dal punto di vista della longevità quindi New Super Mario Bros. è un ottimo titolo, capace di garantire circa venti ore di sano divertimento anche al giocatore più esperto. Dove invece forse ha una leggera flessione è nel fattore sfida, piuttosto basso. In Super Mario Bros. 3 le difficoltà erano schivabili, poiché pieno di warp, ma il giocatore esperto trovava comunque del filo da torcere giocando tutti gli stage uno dietro l’altro. In Super Mario World, molto più facile del predecessore, la sfida risiedeva invece nello scovare i tantissimi segreti disseminati in giro per il mondo.

New Super Mario Bros ha una forte identità che lo distingue marcatamente dai suoi predecessori

Mario di qua, Mario di là, ma quanto mi durerà?

New Super Mario Bros. è una via di mezzo tra i due, più impegnativo del World come difficoltà standard ma nettamente più facile del Tre (anche perché si è continuamente rimpinzati di vite bonus), più esplorativo di quest’ultimo ma molto meno del World. Naturalmente questo paragone è fatto per pura convenzione, per esplicare nel migliore dei modi la strutturazione di questo nuovo platform Nintendo, perché trattare New Super Mario Bros. come una via di mezzo sarebbe irrispettoso per la sua forte identità, che lo distingue marcatamente dai suoi predecessori. La durata dell’ultima creazione degli uomini di Kyoto è accresciuta anche dai minigiochi, tutti quelli già proposti in Super Mario 64x4 più alcuni inediti, che sfruttano esclusivamente il Touch Screen. Novità assoluta poi è il multiplayer, che vede due giocatori impegnati in una sfida fratricida alla raccolta di alcune stelle, sparse in maniera casuale, in livelli architettati appositamente per questa modalità. E’ anche possibile scontrarsi ai vari minigiochi, e in questo caso la competizione è aperta a quattro partecipanti. Sicuramente un’ottima aggiunta capace di prolungare ancora di più l’esperienza di un gioco già gratificante in singolo.

No alle tre dimensioni, si ai poligoni

Oltre alle tante opportunità scaturite a livello ludico dall’uso dei poligoni, la stessa cosmesi grafica ha inevitabilmente tratto giovamento dalla scelta dei programmatori Nintendo di abbandonare gli sprites. Il gioco è molto colorato e vanta uno stile unico, oltre a presentare delle animazioni di pregevole fattura. Complessivamente NSMB ha un aspetto più che valido, tra i migliori apparsi su Nintendo DS. Il sonoro non è da meno, nonostante l’assenza dello storico compositore Kondo. Gli SFX sono come al solito molto divertenti, da sottolineare i mostruosi versi dei pesci, mentre le musiche sono costituite da un interessante mix tra pezzi classici e nuovi. Quelli di recente creazione non sfigurano minimamente se confrontati a quelli tradizionali, questi ultimi probabilmente meno utilizzati di quanto si potesse immaginare. Il motivo che ricorre più frequentemente nel gioco entra di diritto tra i migliori pezzi della serie, così come quello che accompagna gli stage desertici.

New Super Mario Bros. non delude le aspettative, e questa è la cosa più importante. E’ un platform con un design sublime, di prima classe, che premia l’esperienza e il talento Nintendo, rimasto intatto col passare del tempo. Ovviamente dopo tanti anni, per quanto bello e divertente, un titolo del genere non può avere lo stesso peso che aveva Super Mario World all’epoca del Super Nintendo; ciò non vuol dire comunque che non ne possa eguagliare il livello qualitativo. Indubbiamente New Super Mario Bros. è all’altezza dei suoi predecessori, sotto ogni aspetto, e ha delle caratteristiche ben delineate che gli conferiscono una forte identità, un’identità capace di renderlo unico e indipendente dai titoli del passato. Non è il fine di questa recensione dire se sia migliore o peggiore degli altri, questo sarà solo il tempo a decretarlo, se mai deciderà di farlo. Già il fatto che si possa prendere in considerazione questa possibilità, però, è indicativo della qualità dell’ultima creazione Nintendo. Imprescindibile per ogni possessore del DS, ma soprattutto un valido incentivo all’acquisto della console per ogni appassionato di videogiochi.
Pro

  • Level Design sublime
  • Armoniosa combinazione tra 2d e poligoni
  • Controlli semplici e perfetti
  • Minigiochi divertenti
Contro
  • Sfida non elevata per i più esperti
  • Boss troppo facili

Quindici anni sono passati, quindi lunghi anni ci separano dall’ultimo episodio a due dimensioni di Mario; e quando parliamo di Mario, ovviamente, parliamo della saga principale, quella che ha scritto la storia dei videogiochi. Un gioco di questa serie probabilmente oggi non ha più il peso, in rapporto al resto del mercato, che aveva tanti anni fa’. Eppure ad averlo atteso con pazienza ci sono tanti, tantissimi appassionati di videogiochi. Ebbene, New Super Mario Bros. è qui, in attesa di giudizio, speranzoso di scaricarsi dalle spalle l’enorme fardello che ha dovuto trasportare durante questi mesi di lavorazione.