Okami - Recensione  0

Finalmente Okami arriva sulla console che sembrava naturalmente destinata ad ospitarlo.

Oh mia Dea!

A chi non avesse avuto l’occasione di conoscerlo ai tempi della sua uscita su PlayStation 2, ricordiamo che Okami è un action/adventure 3D vagamente ispirato a Zelda, forte però di una carica di originalità che si sprigiona già dalle tematiche dello storyline: l’utente veste infatti i panni di Amaterasu, dea del sole incarnatasi in uno splendido lupo bianco allo scopo di salvare un Giappone oppresso dalle tenebre del malvagio mostro Orochi. La classica antitesi tra il Bene e il Male si presta in Okami ad una lettura quasi ambientalista, con una natura avvelenata dalle forze dell'oscurità che rinasce in un turbinio di colori man mano che la nostra divina eroina ripulisce la terra del Sol Levante dalla feccia demoniaca. La trama ha comunque tutti i connotati della favola (compresa la presenza di una “spalla” che alleggerisce i toni con i suoi buffi modi di fare, qui rappresentata dal folletto Issun), e, nonostante non si riveli particolarmente complessa o intricata, finisce per conquistare realmente il giocatore, emozionandolo e rimanendo impressa nella sua memoria. E’ però senz’altro sotto il profilo grafico che il prodotto Capcom sfoggia le sue doti più appariscenti, per nulla intaccate dal passaggio del tempo o dal processo di conversione per Wii. Okami continua dunque ad essere un titolo dallo straordinario impatto visivo, talmente sontuoso e raffinato da costituire una vera e propria opera d’arte in movimento: merito soprattutto di un cel-shading magistrale che ricorda i tratti delle illustrazioni nipponiche medievali e di un utilizzo del colore capace di conferire l’idea di trovarsi di fronte ad un dipinto ad acquerello. Il risultato finale è qualcosa che vanifica ogni tentativo di paragone o confronto: impossibile descrivere a parole l’autentico spettacolo che Okami regala quando mostra la rinascita dei ciliegi o la rigogliosa crescita di fiori e piante che segue il passaggio di Amaterasu, per non parlare degli eccellenti effetti speciali che impreziosiscono il tutto.

Okami è una vera e propria opera d'arte in movimento

Oh mia Dea!

Insomma, Okami è la dimostrazione che anche in tempi moderni non è indispensabile un polygon count mostruoso per lasciare gli spettatori a bocca aperta. Rispetto all’originale PlayStation 2, questa versione Wii differisce soltanto per un utilizzo meno marcato del cosiddetto canvas filter (che si traduce sostanzialmente in colori più brillanti a discapito di una certa "morbidezza" dell'immagine), per caricamenti leggermente più brevi e per il supporto di progressive scan e formato widescreen, mentre permangono gli occasionali cali di frame rate comunque decisamente limitati. Evocativo dal punto di vista grafico, Okami delizia anche gli orecchi grazie ad una colonna sonora particolarmente piacevole ed azzeccata, perfetto accompagnamento per le gesta eroiche di Amaterasu. Ottimi anche gli effetti, compresi i curiosi versi che sostituiscono il parlato dei vari personaggi, una soluzione totalmente in linea con il tono fiabesco dell’avventura.

Celestial gameplay

Non è certamente il solo aspetto grafico a rendere Okami un prodotto unico all’interno del panorama videoludico: il titolo Clover, infatti, a fronte di una struttura ludica fondamentalmente paragonabile a quella dei vari Zelda, mette sul piatto dell’innovazione una feature in particolare sulla quale ruota buona parte del gameplay. Parliamo del Celestial Brush, un’abilità che permette ad Amaterasu di disegnare letteralmente sullo schermo delle forme che influiscono sull’ambiente o sui personaggi circostanti. Tracciando una linea retta su un obiettivo è dunque possibile tagliare a metà elementi dello scenario, o fare lo stesso con un nemico in fase di combattimento; ancora, si può disegnare un ponte per poter proseguire su un percorso altrimenti bloccato, o una bomba per far esplodere pareti di roccia fragili, o un cerchio per fare rifiorire gli alberi rinsecchiti o stordire un avversario. 15 sono le tecniche da scoprire nel corso dell’avventura (corrispondenti ad altrettanti segni da realizzare su schermo), un numero che testimonia efficacemente l’importanza di questo elemento ludico. Il Celestial Brush su Wii ha inoltre il valore aggiunto di poter essere gestito direttamente dai movimenti del Remote: una soluzione che funziona a dovere, anche se inizialmente è necessaria un po’ di pratica. Il gioco risparmia comunque all’utente l’obbligo di tracciare delle linee perfettamente rette mettendo a disposizione un tasto che allinea automaticamente il movimento rilevato dalla Sensor Bar. L’inedito sistema di controllo investe comunque altri aspetti, in primis quello relativo agli attacchi di Amaterasu: per sferrare i propri colpi, è necessario scuotere leggermente il Remote, una trovata di sicuro pittoresca e divertente ma che rende molto più difficile del dovuto la concatenazione di combo a causa della necessità di dover scandire alla perfezione il tempo di ogni fendente.

Il Celestial Brush su Wii ha il valore aggiunto di poter essere gestito direttamente dai movimenti del Remote

Al di là di questo, Okami su Wii si gioca che è una bellezza, per buona pace di tutti coloro che non hanno potuto/voluto lasciarsi coinvolgere dalla versione PlayStation 2. Si riconferma dunque un autentico piacere imbarcarsi nell’avventura di Amaterasu ed Issun, visitando città, parlando con gli NPC, risolvendo quest e sotto-quest ed affrontando dungeon irti di nemici e degli immancabili boss finali. Certamente Okami non offre un sensazionale livello di sfida, sia nei puzze sia nei combattimenti, ma piuttosto di definirla una lacuna ci sentiremmo di reputarla una scelta assolutamente coerente con l’impronta generale data al prodotto. Ed è comunque un aspetto che passa decisamente in secondo piano a fronte della profondità offerta dal titolo Clover, capace di impegnare tra le 30 e le 40 ore chiunque volesse completarlo al 100%, risolvendo tutte le quest e collezionando ogni arma e potenziamento disponibile.

Commento

In questa sua nuova incarnazione per Wii, Okami conserva inalterate tutte le caratteristiche che l’hanno reso il capolavoro che è stato su PlayStation 2: una grafica sontuosa dall’eccezionale valore artistico, un gameplay completo e profondo ed una storia avvincente ed emozionante. Un quadro che si completa con la buona resa del sistema di controllo via Nunchuk e Remote e con l’agognata presenza di progressive scan e supporto widescreen, per un’avventura che meriterebbe davvero di essere vissuta da chiunque.

Pro

  • Un vero e proprio capolavoro artistico
  • Gameplay completo e raffinato
  • Profondo e coinvolgente
Contro
  • Combattimenti un po’ semplici
  • Qualche piccola incertezza del sistema di controllo

Il linguaggio dell'arte

Fra tutti i complimenti che si merita Okami, ci sta anche una piccola tirata d'orecchie per la mancata traduzione (di nuovo) del testo a schermo in italiano. Un'assenza che si fa sentire non tanto perché causi una particolare difficoltà nel comprendere la trama o nel proseguire nell'avventura per i non anglofoni, quanto piuttosto perché limita giocoforza il bacino d'utenza di un titolo che si pone veramente come adatto a tutti. In questo frangente, infatti, Okami è quanto di più si avvicina al concetto di "Nintendo difference", pur essendo frutto di uno sviluppatore third-party e nato originariamente su un'altra piattaforma: l'opera Clover presenta un così omogeneo bilanciamento tra semplicità e profondità da poter conquistare i cuori degli hardcore gamers così come quelli dei giocatori meno smaliziati, proprio come le punte di diamante della scuderia Nintendo.

Okami è disponibile per Nintendo Wii e PlayStation 2.
La versione testata è quella per Nintendo Wii.