Pacific Storm - Recensione  4

A distanza di tempo dall'uscita del gioco sul mercato internazionale, Blue Label Entertainment porta anche in Italia Pacific Storm, ibrido in stile Total War ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale sul fronte del Pacifico.

Pacifico... mica tanto!

PS ha luogo tra il 1940 ed il 1948, inizialmente nell’Oceano Pacifico regna una silenziosa pace anche se i tamburi di guerra da lontano iniziano a far sentire il loro eco. All’interno del gioco troviamo, oltre alla possibilità di scontrarsi via rete locale o Internet con altri giocatori, le seguenti modalità di gioco singolo: campagna storica (attinente ai fatti realmente accaduti), campagna libera, missioni tattiche (battaglie e missioni celebri e non, con obiettivi particolari) ed una modalità completamente libera, in cui inventare a proprio piacimento il conflitto a cui prendere parte.
Le meccaniche di gioco di PS sono abbastanza complesse, non per niente è presente un tutorial molto corposo, tra i più lunghi in circolazione, attraverso il quale apprendere tutti i segreti delle varie fasi di gioco, nelle quali abbiamo comunque la possibilità di attivare la gestione automatica: per esempio, nelle varie basi è possibile lasciare che sia la CPU a gestire le richieste di materiali, scaricando così parte delle nostre responsabilità. Nella parte strategica del gioco, viene visualizzata una mappa del Pacifico, sulla quale vengono visualizzate le varie aree dell’oceano, insieme alle basi ed alle navi partecipanti al conflitto. E’ questa la fase in cui gestire le risorse umane a nostra disposizione, divise tra piloti, marinai, soldati e genieri, da assegnare ai mezzi di competenza e, se necessario, trasportare da una base all’altra per la creazione di nuovi schieramenti. I genieri hanno il compito di occuparsi della costruzione e della manutenzione degli edifici delle basi: più ve ne saranno presenti, più le costruzioni verranno completate in minor tempo. La costruzione di navi ed edifici richiede soldi, alluminio, ferro e gasolio: sono queste le materie prime di PS, senza le quali non è possibile espandere il proprio esercito; per ottenere le materie è quindi necessario costruire come prima cosa l’edificio industriale, per poi dedicarsi alla costruzione di magazzini, caserme e tutto quanto può riguardare la vita all’interno di una base militare Sarà poi necessario occuparsi anche di un altro aspetto: la ricerca tecnologica. Senza di essa infatti i nostri mezzi non saranno all’avanguardia e, col passare del tempo, troveranno maggiori difficoltà nei confronti del nemico, più al passo coi tempi.

Pacifico... mica tanto!

La modalità tattica è fusa con quella simulativa: abbandonata la mappa ci appare infatti il nostro schieramento all’interno dell’area in cui si svolge la battaglia, al quale possiamo impartire ordini (allo scopo è anche possibile mettere il gioco in pausa) e tenere il tutto sotto controllo dall’alto, oppure calarsi in prima persona nel conflitto guidando un aereo, un sommergibile o una nave. Il mezzo più divertente, ma anche più ostico data la natura dei comandi (è consigliato l’utilizzo del joypad), risulta essere l’aereo, col quale sarà necessario fare un bel po’ di pratica prima di acquisire la completa manualità.

Che tempo fa?

Le battaglie in PS vengono influenzate anche dagli agenti atmosferici, a seconda dei quali diventa d’obbligo prestare attenzione a perturbazioni che potrebbero richiedere un cambiamento nei nostri piani tattici. Le condizioni meteo sono rese abbastanza bene dal motore del gioco, che pur risalendo a diversi mesi fa si comporta in maniera abbastanza onesta, sia in termini di performance sia di dettaglio, tenendo conto del fatto che all’interno del gioco sono presenti 24 classi di navi, 36 tipi di aerei, 20 tipi di bombe e razzi, tra cui quelli guidati, uno degli spassi più attraenti del gameplay di PS. Un po’ meno soddisfacente risulta essere il sonoro, riconducibile ad una colonna sonora tutto sommato abbastanza adatta allo scopo ma non molto varia e quindi, alla lunga, ripetitiva.

Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi:

  • Sistema operativo: Windows 2000/XP
  • Processore: Intel Pentium 4 a 1700 MHz o simile
  • RAM: 512 Mb
  • Scheda video: accelerata 3D, compatibile DirectX 9, con almeno 64 Mb di RAM (NVIDIA GeForce FX 5200 o ATI Radeon 9200)
  • Spazio libero su disco fisso: 3 GB
Requisiti Raccomandati:
  • Processore: Intel Pentium 4 a 2400 MHz o simile
  • RAM: 768 Mb o più
  • Scheda video: accelerata 3D, compatibile DirectX 9, con almeno 128 Mb di RAM (NVIDIA GeForce FX5600 o ATI Radeon o modelli superiori)
Configurazione di Prova:
  • Processore: Intel Centrino Duo T2300
  • RAM: 1Gb
  • Scheda video: ATI Mobility Radeon X1600 256Mb

Commento

Fosse uscito prima del capostipite della serie Total War, PS sarebbe stato senz’altro apprezzato maggiormente rispetto ai tempi in cui ci troviamo, dove gli strategici di Creative Assembly la fanno da padrone all’interno del mercato e, di conseguenza, costituiscono un termine di paragone per chiunque voglia affacciarsi all’interno di questo settore dell’industria videoludica. Pur non offrendo nulla di realmente innovativo, PS ha comunque una struttura di gioco molto profonda, che farà contenti tutti i maniaci degli strategici-gestionali, mentre gli altri rischieranno di perdersi tra cifre e nomi, con una curva di apprendimento abbastanza alta: è vero che è possibile lasciare la gestione quasi completamente alla CPU, ma soprattutto in tempo di pace ciò equivale a fare da spettatore. La guida dei mezzi di guerra risulta non proprio il massimo della facilità, visto che tra i tanti tasti da premere sulla tastiera si rischia spesso di combinare un guaio: l’utilizzo del joypad viene solo parzialmente incontro. Il merito degli sviluppatori russi è comunque quello di aver creato un ibrido strategico-tattico-simulativo in un contesto storico in cui, stranamente, tale tipo di gioco mancava prima d’ora: un prodotto molto interessante per i patiti del genere.

Pro

  • Fedeltà storica garantita
  • 3 giochi in 1
  • Ampia profondità strategica
Contro
  • La stessa profondità potrebbe essere un deterrente
  • Controlli simulativi un po' ostici
  • Niente di nuovo sotto il sole

Molto spesso accade che un gioco non riesca a trovare distributori per un determinato territorio, causando così enormi ritardi nella possibilità di certi appassionati di godere di un prodotto che magari attendono da tempo. Pacific Storm (da ora PS) è purtroppo uno degli esempi di tale tipo d’imprevisti, tanto è vero che oltre i nostri confini è stata anche rilasciata un’espansione, che comunque dovremmo vedere anche noi per il prossimo mese di Settembre, recuperando così almeno parte del ritardo accumulato rispetto ad altri più fortunati per godere della fatica di Buka Entertainment e Lesta Studios, entrambi battenti bandiera russa. Il gioco è ambientato durante la fase conclusiva della guerra nel Pacifico tra Stati Uniti e Giappone, più o meno come già visto in Battlestations: Midway, con cui PS ha qualche somiglianza. Le analogie con il prodotto di DDE riguardano prettamente il lato simulativo, visto che nelle numerosissime battaglie che possono aver luogo tra i 40 scenari disponibili all’interno dell’area del Pacifico, abbiamo anche la possibilità di metterci in prima persona alla guida dei mezzi bellici coinvolti, vale a dire aerei (caccia, bombardier, lanciasiluri), sottomarini e navi (portaerei e cacciatorpediniere), apprezzando uno degli aspetti del gioco che, come già detto risulta essere un ibrido tra strategia, tattica e, appunto, simulazione, ricordando molto da vicino l’impostazione di gioco della serie Total War di Creative Assembly.