Perfect Dark Zero - Recensione  5

Uno dei giochi più attesi del lancio di Xbox 360 e il ritorno di Rare ad uno dei franchise che ne hanno fatta la storia. Joanna dall'oscurità alla luce del day one della next generation

Obiettivi primari ed obiettivi secondari

Perfect Dark Zero non è un seguito, bensì un prequel che ci fa vivere le vicende che porteranno Joanna Dark nell'istituto Carrington. La trama si svolge durante l'anno 2020, Joanna e suo padre Jack si trovano coinvolti, durante una missione di routine, in qualcosa più grande di loro. Un'arma micidiale è a piede libero e minaccia devastazione a grandi livelli. La storia si dipana attraverso 13 livelli conditi di cut scene realizzate con il fantastico motore 3D del gioco, intervallati dagli incontri con i vari boss fino all'inevitabile scontro finale e relativo epilogo, non troppo epico ad essere onesti. PD0 può essere considerato un FPS adventure alla stregua di Halo, tanti sono i punti in comune con quest'ultimo, compresa la voglia della comunità Xbox di voler cercare a tutti i costi in PD0 il suo successore ideale, soprattutto per le modalità online. I livelli di PD0 si possono affrontare in molteplici modi. Durante le diverse missioni, oltre agli obiettivi primari che, se falliti, obbligano a ricominciare il livello dall'ultimo check point superato, esistono anche degli obiettivi secondari che, pur non essendo indispensabili allo svolgimento del gioco, saremo chiamati a risolvere. Fallire uno di questi obiettivi non pregiudica la missione, ma determina il livello e le statistiche di gioco che poi vanno a confluire nelle classifiche di Xbox Live. Il level design è a tratti mastodontico ed offre il giusto spazio a molteplici vie per arrivare al compimento di ogni stage, grazie ai crocevia che si rivelano ad un attento esame delle locazioni.

La rigiocabilità di questo titolo è elevata proprio in virtù del fatto che, grazie ai molti obiettivi secondari, ci si trova ad apprezzare parti degli stage prima passate inosservate

Obiettivi primari ed obiettivi secondari

La rigiocabilità di questo titolo è elevata proprio in virtù del fatto che, grazie ai molti obiettivi secondari, ci si trova ad apprezzare parti degli stage, prima passate inosservate, oppure ci si può cimentare nel tentativo di eliminare i nemici da posizioni diverse di volta in volta. Il layout delle mappe è assolutamente non lineare, e l'assenza di qualsiasi cartina di riferimento non aiuta. I tipi di Rare di questo si devono essere accorti lungo lo sviluppo del gioco, ed hanno ben pensato di inserire un supporto con delle frecce blu che indicano la via corretta da seguire, aiuto attivabile a qualsiasi livello di difficoltà si stia giocando. Le frecce entrano in azione quando il gioco "pensa" che ci si stia perdendo, oppure quando si rimane fermi per qualche secondo di troppo. A volte, però, le molteplice strade percorribili mettono in crisi questa specie di navigatore virtuale, provocando ulteriore smarrimento al giocatore. A prescindere da questo, l'intero gioco può essere completato nel giro di otto ore al livello più facile, mentre, complici i checkpoint feroci e la maggiore cattiveria degli avversari negli altri tre livelli di difficoltà, dovrà passare un bel po’ di tempo prima che possiate terminare il gioco come Agente Dark. L'indicazione, che ci sentiamo di dare, è quella di giocare PD0 almeno al livello di "Agente Segreto" e di togliere ogni sorta di aiuto della CPU, nel tentativo di aumentare il senso di sfida che altrimenti verrebbe a mancare. Gli stage si susseguono in un’altalena di difficoltà e di qualità. Alcuni scorrono via lisci come l’olio, altri annaspano un po’ e si fanno dimenticare. Salvo che non scatti la passione per il raggiungimento di tutti gli obiettivi, eventualità tutt’altro che remota tra l’altro.

I nuovi giocattoli di Joanna

Dal punto di vista prettamente ludico ci sono diverse novità di cui parlare. Lontani sono i tempi nei quali Joanna poteva solo correre e sparare. Oggi l'eroina Rare ha a disposizione molte più azioni di un tempo (d'altra parte è anche più giovane!). Joanna può eseguire attacchi corpo a corpo, può nascondersi dietro le pareti accucciata in modalità stealth, oppure lanciarsi in capriole evasive. I controlli sono ben calibrati, l'analogico è molto preciso, anche se a volte leggermente lento, soprattutto in virtù della soluzione adottata per lo zoom delle armi, che si attiva con la pressione progressiva del grilletto sinistro. Può dare noia, inizialmente, la totale assenza del salto, ma ci si fà l'abitudine e si capisce presto che è la scelta che più distanzia PD0 da Halo 2, soprattutto nel multiplayer. Quasi tutte le armi hanno una funzione secondaria ed anche terziaria, come la torcia, il silenziatore della pistola di precisione, le granate del mitra d'assalto, l'ologramma o la possibilità di influenzare i radar degli avversari. In generale l'arsenale è veramente ben fatto, variegato e soddisfacente, nel senso più letterale del termine. Utilizzare una qualsiasi arma a nostra disposizione dà un vero senso di soddisfazione, infatti, e la vibrazione del pad unita agli effetti sonori abbinati a mitragliatori, fucili e pistole contribuiscono a rendere un’esperienza iper realistica. Questa è anche aumentata dall’effetto che accompagna la distruzione dei corpetti degli avversari e degli elmi protettivi, anche in multiplayer. Scaricare il fucile a pompa addosso ad un membro della Datadyne e vederlo restare in camicia dà una sensazione davvero adrenalinica. Oltre alle armi Joanna è chiamata ad usare una serie di oggetti che le aprono le diverse strade attraverso i livelli, anche in multiplayer, soprattutto nelle modalità Azione Oscura. Si va da uno Sblocca Porte a la Splinter Cell, fino ad un detonatore da attivare con un semplice puzzle game. Nel gioco sono presenti anche due tipi di mezzi di locomozione: il Jetpack, che può sia volare che camminare al suolo, e l'Hovercraft. Nello story mode fanno solo una fugace apparizione, dato che il loro reale utilizzo è chiaramente quello previsto per le partite in multiplayer e online.

Intelligenza artificiosa

PD0 mostra la sua lunga gestazione in molte occasioni durante la traversata dei 13 livelli che lo compongono. Come un buon monologo con delle contraddizioni, le parti che convincono si alternano ad alcune che lasciano perplessi, a partire dal level design, che vive un crescendo continuo fin verso la metà del gioco per poi smorzarsi in un paio di livelli che sembrano inseriti per fare numero o che comunque non convincono come altri, per riprendersi negli ultimi stage desertici. Le strade alternative si riducono ed anche la soddisfazione di frugare ovunque. Lo stesso approccio Stealth, possibile in ogni frangente, si infrange contro avversari dotati di ottima vista e che si coordinano al minimo rumore, venendoci a rintracciare anche dove non sarebbe plausibile. E questo è tanto vero, quanto è vero il contrario, dato che, soprattutto nei livelli di difficoltà più semplici, l’intelligenza artificiale degli avversari è coerente, ma troppo basica.

Gli agenti della DataDyne, infatti, si riparano dal nostro fuoco, si ritirano se bersagliati, ma troppo spesso si incantano, pistola spianata, offrendosi ai colpi impietosi del giocatore

Intelligenza artificiosa

Gli agenti della DataDyne, infatti, si riparano dal nostro fuoco, si ritirano se bersagliati, ma troppo spesso si incantano, pistola spianata, offrendosi ai colpi impietosi del giocatore. Anche aumentando la difficoltà, in realtà, a cambiare radicalmente sarà l’efficacia della loro mira e i danni inferti, ma la dinamicità comportamentale resterà più o meno la stessa. La storia, pur chiaramente caricaturale e citando a piene mani fumetti anni ’70 di DC e Marvel, procede spedita senza essere in grado di coinvolgere maggiormente chi gioca, che verso la fine sarà o conquistato dal gamplay o lasciato un po’ infreddolito, senza che le vicende di Joanna possano cambiare in modo determinante il suo rapporto con PD0. Questi aspetti, però, non intaccano la sostanza di un gioco divertente che, difficilmente, sarà lasciato prima del termine e che, soprattutto nelle sezioni multiplayer e nelle sezioni in cooperativa, la farà da padrone su Xbox Live e nei lan party dei possessori di Xbox 360 nei prossimi mesi.

Obiettivi e Multiplayer

PD0, tra le tante cose che era chiamato a fare, doveva portare in alto la bandiera del progetto Xbox Live, insieme a Project Gotham Racing 3, in attesa di Halo 3. Rare ha infarcito l’esperienza online del gioco di customizzazioni e di possibilità: deathmatch singolo e a squadre, cattura la bandiera e il territorio, sono le modalità classiche, ma sempre verdi. Le novità sono tutte nelle modalità d’Azione Oscura, con alcune varianti come Infezione e Sabotaggio piene di tocchi sfiziosi, complici alcune delle sei mappe, ben congegnate. Queste, tra l’altro, sono scalari, diventando sempre più grandi con l’aumentare dei giocatori in campo, che possono arrivare fino a 32 più 15 Bot, mossi dalla CPU con abilità infernale. I mezzi, che nella modalità single player erano pure apparizioni velleitarie, qui acquistano un loro ruolo ben definito e li si scopre maneggevoli e non invincibili. Di fronte ad un avversario in Jetpack non ci si sente carne da macello, ma si può in ogni frangente tentare un assalto con la speranza di avere la meglio. In questo aiuta l’impostazione del gioco, più permissiva e meno tecnica di quella di Halo 2, che, però, nel turbinio di esplosioni dei match con 32 giocatori più bot, aumenta il fattore divertimento in maniera esponenziale, ponendo a riparo i giocatori meno costanti da disfatte eclatanti e continue, per mano dei più assidui giocatori in Live con conseguente frustrazione. Con gli ovvi limiti dettati dalla differenza d’esperienza. Gli obiettivi da realizzare online, poi, aggiungono ulteriore pepe agli scontri, e veder spuntare i vari pop up che attribuiscono più di 10 headshot realizzati o territori conquistati in una partita, o 1000 uccisioni in deathmatch, piuttosto che danni per tot crediti nella modalità Sabotaggio, non fa che aumentare l’adrenalina di una vittoria o addolcire l’amarezza dell’ennesima sconfitta.

Obiettivi e Multiplayer



A proposito di grafica e di stile
Il motore poligonale messo in piedi da Rare è quanto di più incredibile si possa ammirare al giorno d'oggi. Alcuni livelli con ampio orizzonte lasciano apprezzare il dettaglio delle texture integro, nonostante la presenza su schermo di montagne di poligoni anche a grandi distanze. Il framerate è costante sui 30 fps, salvo sporadiche occasioni nelle quali scende per qualche frazione di secondo. Un leggero motion blur maschera bene i cali e dona all'azione un'insolita sensazione di fluidità.

Il motore poligonale messo in piedi da Rare è quanto di più incredibile si possa ammirare al giorno d'oggi

Obiettivi e Multiplayer

Esplosioni, particelle, acqua, fuoco, trasparenze, effetti-vetro, luci dinamiche, parallax mapping e chi più ne ha più ne metta: Perfect Dark Zero è un'orgia grafica. Il design di alcune mappe, poi, aiuta ad apprezzare le velleità tecniche del titolo, dato che l'ampiezza e la profondità di alcuni stage sono inedite per un fps, sopratutto per la vera sensazione di spazialità che il motore 3D riesce a rendere. Le locazioni, che sono le più varie, sono infarcite di riferimenti al primo Perfect Dark, come i numerosi graffiti in stile manga sui muri che tanto fanno "cyberpunk". Le animazioni sono buone, anche grazie all'utilizzo del motion capture per i personaggi principali, e strepitose quelle delle mani di Joanna che si muovono sinuose sulle armi mentre vengono ricaricate. Quelle dei nemici sono invece da rivedere, troppo lente ed irreali, accentuate dalle incertezze attribuibili alla fisica applicata ai cadaveri, che in alcune occasioni prendono a rimbalzare per il fondale senza motivo apparente. Questo e altri piccoli bug, avrebbero dovuto essere eliminati da un titolo di questa importanza, pur non togliendo sostanza all’esperienza di gioco. Aperto ad ogni tipo di discussione è invece lo stile adottato per i personaggi del gioco, che varia da quello di Joanna bomba sexy, al capo del Carrington Institute, in kilt scozzese e calzettoni in pieno deserto. PD0 è un fumettone anni ’70 e una citazione a certo cinema d’azione, come per la storia, piacerà a chi sarà già stato catturato dal gioco e dalla sua personalità, ma lascerà indifferente chi non si sia fatto catturare dalle curve di Joanna.

Commento

A dispetto del nome che portano, le nuove avventure di Joanna Dark non sono perfette. Alcune incertezze avrebbero potuto essere limate, soprattutto data l’importanza che questo gioco riveste nella line up di lancio di Xbox 360. Detto questo, però, Perfect Dark Zero si fregia di un comparto grafico d'eccezionale fattura, e riesce a divertire fino alla fine dei titoli di coda. Particolare nello stile, nelle ambientazioni e nei personaggi; eccellente nel bilanciamento delle armi e, soprattutto, delle componenti online, PD0 è vero gioco di nuova generazione dal punto di vista tecnico e da quello della completezza del pacchetto realizzato da Rare. Tra i titoli d’inizio avventura per la nuova console Microsoft, è sicuramente uno di quelli che più merita d’essere giocato e che, soprattutto gli abbonati ad Xbox Live, dovrebbero prendere in considerazione.

Pro:

  • Comparto grafico da vera Next Gen
  • Gioco online completo
  • Buon bilanciamento ed assortimento delle armi a disposizione
Contro:
  • Alcuni Bug che si potevano evitare
  • IA da rivedere
  • Level design incostante

Perfect Dark Zero era senza ombra di dubbio il titolo più atteso dell'intera line up del lancio di Xbox 360. Fin dall’annuncio dell'acquisizione da parte di Microsoft di Rare, l'aspettativa verso il prequel di quel gioiello ammirato su Nintendo 64 si è fatta asfissiante tra gli appassionati. La voglia di vedere e giocare a Perfect Dark Zero è salita di anno in anno, dal suo primo annuncio su Xbox, fino a quello che lo voleva trasposto sulla console Microsoft di nuova generazione, quasi trasformandolo in una sorta di leggenda metropolitana, una chimera. Il 2 Dicembre è passato, il gioco si trova finalmente in tutti gli scaffali dei negozi ed è giunto il momento di giudicare questo titolo che fa dell'hype il suo alleato principale, ma anche il suo più acerrimo nemico. A noi interessa la sostanza, però, e siamo andati a scoprire quanta ce n'è e se, alla fine dei conti, ci sia da divertirsi con le nuove avventure di Joanna Dark.