Perry Rhodan: Il Mito di Illochim - Recensione  3

Deep Silver ha rispolverato un universo di fantascienza sconosciuto qui da noi ma capace di catturare il giocatore fin dai primi istanti. Anche se Perry Rhodan è un'avventura classica senza pretese d'innovazione, bilancia con maestria narrazione e puzzle, riservandosi qualche occasione per osare.

Un tè con Perry

A fare da spalla al gameplay c’è comunque un comparto narrativo ricco e curato con amore. Abbiamo provato in tutti i modi a odiare la tutina lilla con la quale Perry se ne va in giro come se dovesse recarsi a un ballato, ma la sua personalità e il carisma vincono sull’aspetto. Soprattutto, riesce nell’ironia leggera e mai gratuita, che gli permette d’essere credibile e piacevole. Se vi sembra irrilevante, considerate che dovrete ascoltare i suoi commenti per ore e rivaluterete questo punto. A interagire con noi ci sono molti personaggi attraenti nei dialoghi ma spesso deludenti nell’aspetto e nelle mimiche facciali praticamente assenti. Se non fosse per il cervello parlante che incontrerete nell’Accademia, per le prime dieci ore di gioco non vi ricordereste neanche di uno dei personaggi con cui avete interagito. Nulla di così grave, perché i dialoghi si dimostrano sempre all’altezza e molto spesso migliori di quelli che abbiamo sentito in giochi ben più famosi ed acclamati. Di buono c’è che mentre i testi saranno tutti localizzati in italiano, il doppiaggio rimarrà invece in inglese, che nella versione che abbiamo provato ha dato dimostrazione di professionalità.
Deep Silver ha comunque spazio per migliorare notevolmente sotto il punto di vista delle animazioni, mentre le schermate godono al contrario di molta più cura per i dettagli rispetto ai modelli tridimensionali. Non tutte sono degne di certe locazioni particolarmente evocative, ma nel complesso si capisce che chi ha realizzato Perry Rhodan ama profondamente questa ambientazione e la fantascienza, perciò è naturale che il giocatore si senta fin da subito gratificato. Un ultimo parallelo interessante riguarda la sequenza dei colpi di scena che mantiene un’andatura efficace e si dà il cambio con il livello di difficoltà dei puzzle. Anche se tecnicamente Perry Rhodan non rifulge per l’uso di tecnologie di ultima generazione, sfrutta bene i suoi punti di forza e fa un lavoro discreto anche sotto questo punto di vista. Se solo ci fossero state meno schermate anonime e maggiori trovate che lo discostino da quanto il genere offre oramai da anni, Perry Rhodan avrebbe potuto salire anche un gradino più in alto. Rimane comunque un’avventura grafica appassionante e bilanciata, perfetta per un pubblico eterogeneo e che speriamo ottenga il meritato successo per spronare Deep Silver a migliorarsi ancora.

Commento

Perry Rhodan offre fin da subito una narrazione ben congegnata, che posa su di un mondo vastissimo, con alle spalle oltre mille pubblicazioni che lo riguardano. A questo si aggiunge una sceneggiatura bilanciata nel ritmo e intervallata da puzzle ben distribuiti come livello di difficoltà. Se avesse voluto staccarsi di più dai canoni del genere, com’è riuscito a fare con certi enigmi ispirati e coraggiosi, Perry Rhodan avrebbe potuto anche brillare tra le avventure grafiche. Rimane comunque un punta e clicca classico che può piacere tanto a chi non ha confidenza con il genere quanto agli avventurieri più scafati. Anche se la qualità degli ambienti non è sempre eccezionale, la cura generale è una dichiarazione d’amore di Deep Silver per la fantascienza classica e un bel viaggio abbondante di sorprese.

Pro

  • Ottima distribuzione degli enigmi
  • Ritmo narrativo cinematografico
  • Trama intrigante
  • Alcuni puzzle memorabili
Contro
  • Non propone innovazioni significative
  • Animazioni povere
  • Aspetto dei personaggi non sempre all'altezza

Una staffetta di puzzle e colpi di scena

Perry Rhodan è un’avventura grafica che poggia quasi totalmente sulle strutture tipiche del genere, sebbene non rinunci a qualche scelta coraggiosa. I punta e clicca vivono di puzzle e di narrazione e ci vuole poco per potersi fare un’idea di entrambi gli aspetti. L’interfaccia è di una semplicità disarmante, perfetta per snellire le sequenze di gioco: c’è un inventario sempre presente sullo schermo e un puntatore che muta quando vi trovate su di un un’area sensibile. Banale ma non superficiale, perché per molti oggetti sono state studiate funzioni supplementari da sfruttare in contesti di gioco molto diversi tra loro. Può capitare infatti che vi troviate con quattro oggetti nell’inventario senza riuscire a venire a capo di un enigma anche per un paio d’ore. La maggior parte dei puzzle si sviluppa comunque sull’associazione di oggetti o sull’interazione con i personaggi presenti, ma la parte più interessante riguarda il ritmo dei rompicapo.

la sequenza dei colpi di scena si dà il cambio con il livello di difficoltà dei puzzle

Una staffetta di puzzle e colpi di scena

Con grande attenzione Deep Silver ha dosato sapientemente il numero e la difficoltà degli enigmi, così che dopo un dannato tastierino numerico che vi ha costretti nella stessa locazione per molto tempo, avrete davanti una buona mezz’ora di esplorazione, con piccoli compiti da svolgere per prendere fiato. La difficoltà non è mai eccessiva, e si attesta sulla media per chiunque sia un minimo portato per l’associazione logica, mentre l’avventuriero navigato, oramai consunto dalla sindrome del tunnel carpale, troverà Perry Rhodan una via stimolante ma quasi mai impervia da percorrere. Due fattori giocano invece a favore del giocatore occasionale e ci liberano dalla frustrazione: il primo è il famigerato tasto per visionare immediatamente le aree sensibili della schermata, mentre il secondo riguarda il diario con i progressi delle indagini, che contiene molto spesso qualche suggerimento velato sulla via giusta verso la quale indirizzare l’attenzione. Sul tasto rivelatore si può essere d’accordo o meno, ma noi riteniamo che diluisca il piacere dei punta e clicca, considerando anche che nonostante Perry tenda più alla riflessione che alla rissa da osteria, non è certo un gran collezionista di oggetti. Ad ogni modo ci sono diversi punti ostici per i quali non c’è tasto o indizio che tenga, ed è lì che Perry Rhodan osa quel tanto di più che lo solleva sopra la media. In diversi momenti gli sviluppatori hanno scelto un’interazione dinamica come via maestra per risolvere i puzzle, incrociando tra loro azione, indagine e associazione logica. Basta da solo l’esempio del robot al quale dobbiamo far prendere la giusta rincorsa, anche se a riguardo non vi diremo altro. Quelli sono i momenti di gioco migliori, anche se purtroppo più rari rispetto alle meccaniche classiche.

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi

  • Processore: Pentium 4
  • RAM: 256 MB RAM
  • Scheda video: NVIDIA 6600/ATI 9600 o superiore
  • Sistema operativo: Windows 2000/XP/Vista
  • Hard Disk: 4 GB
Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core 2 Duo 2,40 GHz
  • RAM: 2 GB
  • Scheda video: GeForce 8800 GTS con 320 MB di memoria
  • Sistema operativo: Windows XP