Pirates: The Key of DreamsPirates: The Key of Dreams - Recensione 

Arriva su WiiWare un gioco che ci consente di solcare i mari a bordo di una nave pirata. Si tratta di Pirates: The Key of Dreams, che giunge a soddisfare le nostre esigenze di luoghi esotici e scorribande. Almeno nelle intenzioni...

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Pirates: The Key of Dreams è disponibile per il download su Wii Ware di Nintendo Wii.

Sparatutto piratesco

La struttura di gioco si basa sull'impianto tradizionale del genere: pilotiamo la nave all'interno di spazi più o meno angusti, sparando a tutto quello che ci capita a tiro, raccogliendo bonus (tesori, armi aggiuntive e in certi casi nuovi membri per l'equipaggio in grado di cambiare le statistiche della nave) e cercando, sostanzialmente, di sopravvivere abbastanza a lungo da arrivare in fondo ai livelli. Logicamente, la scelta del soggetto impone alcune variazioni sul tema: la nave spara con i cannoni posti lungo la fiancata, dunque con "bordate" laterali, e non in direzione della punta, cosa che costringe a manovre evasive e di puntamento piuttosto arzigogolate. Altra aggiunta inserita forse per dare maggiormente l'idea della navigazione in mare, è il fatto di dover virare attraverso il movimento destra-sinistra dello stick analogico (l'interfaccia prevede l'uso esclusivo di Telecomando e Nunchuck) e avanzare o indietreggiare muovendo lo stick lungo l'asse verticale. Il movimento è dunque relativo alla direzione della prua, e non alla posizione sullo schermo, cosa che determina una certa macchinosità, tuttavia adeguata all'idea di pilotare un veliero. Stranamente, invece di veleggiare in mare aperto, ci troviamo il più delle volte a pilotare la nave all'interno di angusti canali, o lungo coste frastagliate che rendono la navigazione una sorta di percorso a ostacoli, più che un'esplorazione di nuovi orizzonti. In queste acque, ci troveremo in pratica a dover affondare tutto ciò che ci troviamo davanti, pirati, mercantili e navi della marina, in una perfetta realizzazione della linea di condotta caotica e anarchica imposta dal ruolo (seppure ufficialmente falso) di pirata. Nessuna profondità particolare, dunque: il gioco richiede esclusivamente di arrivare intatti alla fine del livello.
Nonostante l'ambientazione affascinante, la grafica si mantiene su livelli piuttosto scialbi, senza i colori accesi o gli effetti particolari dell'acqua che ci si sarebbe potuti attendere, con una caratterizzazione piuttosto anonima. Da notare la presenza del multiplayer per un massimo di 4 giocatori: un'ottima iniziativa, sebbene non riesca più di tanto ad arricchire la flebile esperienza di gioco.

Commento

Pirates: The Key of Dreams non riesce a stagliarsi rispetto al resto dei giochi per WiiWare. O peggio, non riesce a risollevare l'offerta del servizio online per Wii, che da alcune settimane pare essersi appiattita su livelli piuttosto scarsi. L'idea poteva essere interessante, ma di fatto il gioco risulta uno sparatutto privo della vivacità necessaria al genere, e inficiato da una realizzazione tecnica decisamente mediocre. Il concept sembra proprio impostato malamente: se si sceglie l'ambientazione piratesca, perché non sfruttare tutto il potere evocativo a disposizione, impreziosendo l'esperienza di gioco con gli aspetti strategici e mercantili che ne possono derivare? Viceversa, se si decide di puntare tutto su semplicissimi combattimenti, ha ben poco senso scegliere un sistema di controllo scarsamente intuitivo e soddisfacente, e impostare tutto il gioco su ritmi blandi e rilassanti. A questa discrepanza logica si aggiunge l'anonima realizzazione tecnica, che contribuisce a rendere il gioco poco memorabile. Pirates non è un prodotto pessimo, ma in pochi minuti (pur divertenti) di gioco mostra già tutto ciò che ha da offrire, e per 1000 Wii Points ci si aspetterebbe francamente di più.

Pro Ambientazione interessante Divertente sulle prime Presenza del multiplayer per quattro giocatori Contro Monotono e semplice Graficamente anonimo Comandi macchinosi

Da un po' di anni a questa parte, il mondo piratesco sta vivendo una sorta di rivalutazione in chiave romantica: tralasciando criminalità, crudeltà, vita dura e scorbuto, abbiamo iniziato a vedere la vita all'ombra del Jolly Roger come un'esaltante avventura tra meravigliosi mari caraibici. Le meraviglie della realtà romanzesca. Il mondo videoludico, in particolare, è riuscito diverse volte ad esprimere il meglio di sé attraverso il soggetto piratesco (Monkey Island, o il vecchio Pirates! di Sid Meier, per fare due esempi), tanto da far guardare ad ogni nuova uscita basata su tale ambientazione con una certa, fiduciosa, aspettativa.
Questo Pirates: The Key of Dreams rappresenta dunque un prodotto capace di suscitare un certo interesse, anche solo in virtù del soggetto affascinante: alla prova dei fatti però, soprattutto per chi ricorda la complessa impostazione simulativo-strategica che caratterizza i pirati di Sid Meier, questo gioco può risultare spiazzante. Si tratta, infatti, di un semplice sparatutto, calato in una scenografia piratesca. La storia ci vede in missione per conto della marina inglese, sotto copertura, a bordo di una nave pirata. Le scorribande nei mari caraibici sono infatti diventate un problema di prim'ordine, specialmente per l'interesse nutrito da questi masnadieri per un tesoro particolarmente ambito: la Chiave dei Sogni. Questa, infatti, garantisce il potere assoluto a chi la possiede e non deve chiaramente cadere nelle mani sbagliate (men che meno se dotate di uncino). Per questo ci imbarchiamo, travestiti da pirati e battenti bandiera nera con teschio e ossa incrociate, alla ricerca del tesoro.