Pokémon Colosseum  0

Riecco i Pokémon arrivano su Gamecube! Dopo il deludente Pokémon Channel, ritorna sulla scena l'acclamata serie Stadium con la sua evoluzione cubica, Colosseum. E le sorprese non mancano di certo.

The Lord of the Pokémons

Un elemento che contraddistingue per forza di cose Pokémon Colosseum da Pokémon Stadium e Pokémon Stadium 2 è l'inedito Story Mode. Mentre nei due titoli sopracitati il giocatore poteva alternare le sessioni di combattimento duro e puro nelle arene solamente a semplici mini-game d'intrattenimento, in Pokémon Colosseum Nintendo ha avuto l'accortezza di approfondire l'esperienza ludica inserendo una modalità che consente al giocatore di calarsi nei panni di un allenatore piuttosto inusuale per affrontare un'avventura dal tono decisamente più maturo rispetto a quello visto nei vari episodi per Game Boy Advance. Il protagonista, infatti, è un ex-bandito di un gruppo terroristico, il Team Snagem, che esattamente come i cari vecchi Team Rocket, Aqua e Magma visti negli episodi per GBA, utilizza i Pokémon per scopi criminali, rubandoli e maltrattandoli per giunta. In breve, nei panni di questo bizzarro anti-eroe, accompagnati da una giovane e misteriosa ragazza, dovremo fermare i malvagi piani dei banditi e allo stesso tempo recuperare i Pokémon in loro possesso e liberarli dall'oscurità che si è infiltrata nei loro cuori. La trama, insomma, è pur sempre un pretesto per dare luogo a un'infinità di battaglie pre-determinate, ma mentre sul GBA il suo sviluppo era praticamente inesistente (e anzi in Zaffiro e Rubino erano presenti diversi elementi narrativi piuttosto interessanti) in Colosseum si evolve inaspettatamente diventando davvero interessante. D'altra parte, si sente fortemente la mancanza del fattore "libertà" concesso nelle versioni tascabili, che interessa anche l'acquisizione dei Pokémon come vedremo più avanti, ed è evidente una rigida linearità nella progressione sia narrativa che ludica. A proposito dell'acquisizione dei Pokémon, Colosseum presenta un interessante novità che ha però i suoi pro e contro, e cioè la tecnica chiamata "Snag": in pratica, il protagonista da buon ex-criminale può rubare i pokémon degli altri allenatori. Una pratica simile è sempre stata mal vista e pertanto impossibile da attuare nei vari episodi di Pokémon, ma in Colosseum il fine sembra giustificare i mezzi: gli unici Pokémon che possono essere rubati, infatti, sono i cosiddetti "Shadow" Pokémon, mostri resi malvagi dai loro allenatori e che possono essere catturati con le classiche Pokéball e aggiunti al nostro team. Uno Shadow Pokémon inizialmente possiede una sola abilità e solo dopo averlo utilizzato il più possibile in battaglia e aver acquistato la sua fiducia tornerà un normalissimo pocket monster, apprendendo le tecniche specifiche della sua specie. Il problema di questo originale sistema di cattura è che gli Shadow Pokémon sono gli unici pokémon che è possibile catturare nella modalità Story e una volta perduta l'occasione di acciuffarli è possibile che non capiti più un'altra occasione di farlo... e questo vale anche per quei Pokémon che, ingegnosamente, Nintendo ha inserito come esclusivi e che andranno per forza catturati per completare eventualmente il Pokédex del GBA.

Welcome to the Stage of History

L'altra modalità presente in Pokémon Colosseum è il consueto Battle Mode che, davvero, aggiunge poco e niente alla struttura consolidata con i due Stadium, a parte le meccaniche pseudo-inedite di Zaffiro e Rubino. In sintesi, il giocatore registra un team di massimo sei pokémon per partecipare alle varie battaglie e combatte fino a che non viene sconfitto o diviene il vincitore del torneo, utilizzando anche due Pokémon per volta, con la meccanica "a turni" già vista in Zaffiro e Rubino. I monster che possono essere registrati sono quelli posseduti nello Story Mode o scaricati da Zaffiro/Rubino tramite la connessione al Game Boy Advance. A tal proposito, si resta un po' perplessi dalle possibilità offerte dalla connessione: a un combattimento possono prendere parte fino a quattro giocatori e mentre uno ha a disposizione l'intero schermo e la possibilità di visionare i menù relativi al pokémon in uso richiamandoli con poche pressioni dei tasti, gli altri giocatori devono accontentarsi dei display dei loro Game Boy Advance, ovviamente più limitati quanto a gestione di menù e opzioni. A parte questo, la connessione GBA-GC che dovrebbe essere uno dei punti forti del gioco non offre praticamente nulla e la modalità Battle, insomma, si riduce soltanto a una sequela di combattimenti in cui ammirare i Pokémon che se le danno di santa ragione. Il chè era totalmente prevedibile e fa parte del concept intrinseco del gioco, quindi non c'è granchè di che lamentarsi, se si considera poi l'inserimento dello Story Mode che soppianta magnificamente i mini-game dei Pokémon Stadium. Ovviamente, tutto questo se si dispone delle cartucce Zaffiro e Rubino, in quanto il gioco perde completamente il suo fascino se non si utilizzano le proprie creaturine, faticosamente allenate per ore e ore di gioco...

Pokémon al Cubo

Come si diceva in apertura, la versione definitiva di Pokémon Colosseum dissipa in parte i dubbi sorti alla visione di immagini e filmati in occasione del TGS 2003. I Pokémon sono realizzati divinamente e godono di animazioni eccezionali perfettamente coerenti alle loro caratteristiche originali di sprite bidimensionali; oltretutto, benchè le creature in combattimento non arrivino mai a scontrarsi fisicamente, ogni attacco o mossa speciale è realizzato con un ottimo uso di effetti luminosi, lens-flare, motion-blur, distorsioni e quant'altro sia possibile realizzare con il chipset del Gamecube per spettacolarizzare i combattimenti (menzione d'onore per l'attacco Hydro Pump di pokémon acquatici come Blastoise o Kyogre). Peccato invece per i rozzi modelli poligonali degli allenatori, spigolosi e dettagliati il minimo indispensabile per renderli presentabili, benchè il character design generale dei personaggi, sopratutto nello Story Mode, risulti più che soddisfacente per la piega "dark" intrapresa in questa linea narrativa. Semplicemente spettacolari, invece, i vari ambienti e le locazioni, non tanto per la realizzazione tecnica, peraltro sempre ottima, quanto per l'ispirazione generale che ha colto gli artisti Nintendo per ideare luoghi sempre diversi e caratteristici. Per quanto riguarda l'audio, le solite gradevoli musichette già ascoltate su GBA tornano ad accompagnarci in Colosseum, remixate a dovere e ancora più gradevoli, mentre dispiace parecchio non udire i versi dei pokémon conosciuti nella serie animata e ormai diventati caratteristici, soppiantati dai "sample" (spesso sgradevoli) delle versioni portatili. Niente "Pikachu!", insomma, ma un semplice squittio. Peccato.

Commento

Pokémon Colosseum ha mantenuto le aspettative dei trainer che hanno amato almeno Zaffiro e Rubino? Senza dubbio. Colosseum ha tutto quello che un affezionato allenatore di Pokémon vorrebbe su Gamecube e anche qualcosa in più, quella modalità Story che davvero valorizza un gioco che, altrimenti, offrirebbe ben poco a chiunque non sia un fan sfegatato delle creaturine inventate da Satoshi Tajiri. Tecnicamente il gioco presenta alti e bassi ma la bilancia pende sicuramente di più verso i primi e una volta tanto dimostra che non sempre le prime foto sono meglio del lavoro ultimato. Lo Story Mode, per quanto lineare e restrittivo, impegna il giocatore per una trentina buona di ore, con una trama discreta ma che mantiene un certo interesse, sempre nei limiti di una produzione semplice e non certo ai livelli narrativi di prodotti più elaborati come i vari Final Fantasy. Insomma, Colosseum rimane consigliato sopratutto agli appassionati della serie ma sempre e solo se dispongono delle versioni Rubino e/o Zaffiro, senza i salvataggi delle quali si perde gran parte del divertimento.

Secondo Commento

Dai due Pokemon Stadium per N64 è stato possibile usare i mostriciattoli tascabili per duelli in glorioso technicolor televisivo. Gli episodi per GBA continuano il successo della serie e Colosseum arriva su un GameCube certo più sano dell'N64. Fiore all'occhiello nei tempi bui, i Pokemon erano e sono rimasti fenomeno di massa. Animazione, giochi, merchandise, insieme: come in precedenti storici come quello delle tartarughe ninja, ma questa volta al centro c'era il videogioco. Il brand è più sano che mai e Colosseum ne è la prova. Possiamo affrontarci a suon di Poke-colpi sul nuovo TVcolor e godere della potenza di calcolo del Cube per animare i mostriciattoli monocorde. Nuove caratteristiche includono uno Story Mode indipendente dalla modalità battaglia e, anzi, indispensabile per proseguire, ma anche la possibilità di sottrarre i Pokemon agli avversari e una nuova trama più accattivante, con una specie di "problema etico" di sfondo (l'uso dei Pokemon per procurare del male). RPG solido ma molto semplice, è interamente spostato sul versante delle battaglie. Queste ultime sono ben poco innovative rispetto ai numerosi prequel. Ma poco conta, visto che l'interesse di Nintendo era garantire anche per questa generazione hardware un buon Pokemon casalingo per un pubblico ampio, principalmente di giovanissimi, basandosi su un RPG solido e funzionale al concept di raccolta e catalogazione sfrenata che ha fatto la fortuna della serie. Visto anche che, a differenza dei prequel, si "regge in piedi" da solo senza gli episodi GBA, Colosseum è un titolo consigliato caldamente a tutti i giovani possessori di un Cube. In linea teorica, poi, non lo sconsigliamo a nessuno.
VOTO: 7
Marco Benoit Carbone

Pokémon Channel è stato solo un contentino per i più piccoli, gli allenatori più vecchiotti sapevano di dover aspettare Colosseum per potersi godere i pokémon alla terza potenza così come avevano fatto con Pokémon Stadium sul Nintendo64. Ricordiamoci però che le immagini mostrate mesi fa al Tokyo Game Show avevano fatto quasi gridare allo scandalo per una realizzazione tecnica che di cubico non aveva proprio nulla. Adesso che abbiamo Colosseum tra le mani, possiamo rassicurare i dubbiosi di due fattori principali: il primo, che tecnicamente Pokémon Colosseum è decisamente superiore alle scarse aspettative; il secondo, che la tanto sbandierata modalità RPG c'è e valorizza enormemente il prodotto. Insomma, avete un Game Boy Advance, Pokémon Zaffiro o Rubino e un cavetto per collegare il tutto al GameCube? Spolverateli, ne vedrete delle belle.