Pokemon Dash  0

E' tempo di salutare la prima apparizione di Pikachu e soci sulla neonata console portatile Nintendo. Riusciranno i mostriciattoli a confermare il successo delle altre versioni? Scopriamolo assieme.

Gotta catch 'em all?

La risposta questa volta è no, niente pokemon da cercare, niente allenatori da sfidare, la musica cambia e la variante di scrittura nello spartito porta alla stecca. Non è la prima volta che l'infinita saga dei pokemon appena si sposta da binari conosciuti manca il bersaglio (giusto per citare due episodi recenti: Pokemon Colosseum e Pokemon Pinball), gli spin-off dimostrano ancora una volta di non reggere il colpo delle versioni -million seller- in stile rpg. Protagonista unico ed assoluto di questo gioco è Pikachu, il topo elettrico sarà l'unico pokemon che si avrà la possibilità di accompagnare nello svolgimento delle competizioni. La meccanica di gioco è piuttosto semplice, ci sono tre classi di difficoltà (pulcini, esperti e campioni) ognuna suddivisa in cinque coppe da cinque gare, vincendo le coppe si sbloccano le successive e completando il livello di difficoltà si può passare al superiore. Prima di iniziare a giocare si viene introdotti all'arte del pilotaggio di pokemon tramite un comodo tutorial che in cinque (sembra essere il numero ricorrente del gioco) lezioni spiega comandi, ambientazioni, utilizzo dei bonus e modalità di gioco. Prima di ogni altra cosa va detto che non è possibile utilizzare in alcun modo i comandi analogici, Pikachu verrà mosso dal continuo scorrere del pennino sul touch screen nella direzione desiderata, il che oltre a essere stancante può diventare alla lunga anche frustrante soprattutto quando i checkpoint delle piste aumentano. Sono proprio i checkpoint a scandire il ritmo della gara, in quanto bisognerà passarli in un determinato ordine suggerito da una freccia di direzione. Le piste si presentano come ambientazioni complesse per quanto riguarda il design e molto scarne sotto il profilo della realizzazione grafica con aree che si perdono in pixel fin troppo visibili in un ricorrente deja-vu da 16-bit. L'impianto progettuale della pista si innesta come un insieme di zone verdi, boscose, desertiche, laviche e marittime, per ogni area ambientale si avrà la possibilità di trovare un determinato bonus che permettera a Pikachu di ottenere un boost per non avere rallentamenti nell'area dedicata. Uno dei punti chiave del gioco è rappresentato dalla possibilità di trovarsi davanti ad un punto invalicabile nella ricerca del checkpoint successivo, entrano così in scena l'utilizzo dei palloncini che trasformano il topo elettrico in un topo elettrico volante che sorvolando l'area di gioco potrà atterrare esattamente nel punto desiderato. Purtroppo dalla teoria alla pratica il risultato è diverso, se mentre il gioco si svolge sul piano terreno oltre alla freccia direzionale si è aiutati da un radar posizionato sullo schermo superiore, nel momento in si prende il volo per veleggiare tra continenti, il radar sparisce completamente lasciando il giocatore inebetito davanti alla ricerca della giusta direzione (più di una volta vi capiterà di atterrare al checkpoint sbagliato, per poi trovarvi in crisi con l'estenuante ricerca di un altra area-palloncini dove poter riprendere il volo e ripartire alla nuova ricerca al buio). Graficamente il gioco non spicca per doti particolari, il motore grafico sembra uscito direttamente dalla gloriosa era del super nintendo e non basta l'interattivo Pikachu-3D di fine campionato a rialzare il tono di una maldestra scelta grafica. Anche sotto il profilo sonoro nulla da segnalare a parte l'estenuante "pika-pika" che viene riproposto a ritmi fin troppo serrati durante gara e menù di selezione.

Le cartucce dialoganti

Nonstante tutto pokemon dash segna anche un importante novità, infatti inserendo nel vano cartucce inferiore uno tra i giochi per gba Pokemon Rosso fuoco, verde foglia, rubino o zaffiro si avrà la possibilità di aprire una nuova opzione che speciale che permetterà al giocatore di creare nuove coppe le cui piste avranno la forma dei pokemon contenuti nella cartuccia inserita. Più che aggiungere molto al valore del gioco, questo tipo di connettività tra giochi fa ben sperare anche per il futuro prossimo del Nintendo Ds.

Va detto che nonostante tutto Pokemon Dash non riesce a guadagnarsi un posto nella categoria dei videogiochi peggiori ma si inserisce in quel limbo di giochi insipidi, buoni per chi ha un amore viscerale per la serie e mediocri per chi vuole passare un paio di ore tenendo tra le mani un originale gioco di corse. Pokemon Dash poteva (e doveva) essere meglio sotto una serie infinita di particolari e modalità di gioco, così non è stato, questo fa pensare che Nintendo abbia comunque voluto sfruttare il forte brand dei pokemon al lancio della sua console sperando in un favorevole traino di vendite. Particolare plauso va comunque al fatto di aver voluto sviluppare totalmente il gioco attorno all'utilizzo del pennino...visti alcuni giochi in uscita sul DS questa purtroppo sembra non essere una regola.

Nessun personaggio utilizzabile oltre al solo Pikachu, azione di gioco confusa e fin troppo ripetitiva nello schema delle coppe e dei livelli di difficoltà (decisamente mal calibrati), metodo di controllo stancante e inadatto a lunghe sessioni gioco. Questi sono solo alcuni difetti di questo pokemon dash, quelli macroscopici, pensando a questo come un titolo di lancio del Nintendo DS non si può che storcere il naso. Gameplay, comparto grafico e sonoro si attestano su livelli piuttosto deludenti per quello che poteva essere un titolo di forte richiamo ma si rivela infine una mezza delusione, forse la grossa pecca di Pokemon Dash è il non saper sfruttare le potenzialità innovative offerte dal nuovo portatile Nintendo.

    Pro:
  • Utilizzo del pennino a 360°
  • Sono i Pokemon
    Contro:
  • Fortemente limitato in ogni sua modalità di gioco
  • Utilizzabile solo Pikachu
  • Frustrante alla lunga
  • Spesso non si capisce cosa fare o dove andare

Immaginatevi un gioco dei Pokemon, più di trecento bestioline utilizzabili in una serie di gare all'ultimo respiro dove quello che conta oltre all'abilità manuale del videogiocatore è un ottima pre-tattica basata sullo studio delle peculiarità della pista e sulle caratteristiche intrinseche di ogni pokemon, gli elementi naturali, l'adattabilità all'ambiente, la resistenza. Ora immaginate che questo gioco sia ben impiantato su di un solido motore grafico coadiuvato da un interfaccia grafica tanto semplice quanto perfetta come solo Nintendo sa. Ci siete? Bene, dovreste avere perlomeno in mente tutto quello che non è questo Pokemon Dash. Mi spiego meglio...