Pokémon Ruby & Sapphire  1

Dopo lo Speciale in due parti dedicato al fenomeno Pokémon, Multiplayer vi presenta in anteprima la recensione del nuovissimo episodio per Game Boy Advance dedicato a Pikachu e ai Pocket Monsters. Siete pronti a mettervi a caccia di Pokémon per lo sconfinato continente di Hoenn?

Acqua e Fuoco

Dopo averci lasciato esplorare in lungo e in largo le regioni di Indigo e Johto, questa volta Nintendo ci scaraventa nel piccolo continente di Hoenn. Anche questa volta ci caliamo nei panni di un esordiente allenatore di Pokémon (del quale si può scegliere il sesso, come in Crystal) che, appena trasferitosi nella nuova città, vicino alla quale il padre gestisce una Palestra, si imbatte quasi per caso nel Professor Birch, un illustre studioso colto di sorpresa da un Poochyena piuttosto aggressivo. Per salvare il Professore, dovremo scegliere un Pokémon tra tre Pokéball cadute casualmente per terra e quello diventerà il nostro Pokémon di partenza. Da lì a poco, faremo la conoscenza del nipote (o della nipote, a seconda del sesso scelto all'inizio) del Professor Birch che rappresenterà il nostro rivale per il resto dell'avventura (anche se, a differenza delle scorse versioni dove il rivale era borioso e antipatico, questa volta ci troveremo di fronte a un prezioso amico) e infine partiremo all'avventura. Un'avventura peraltro ricca di sorprese e imprevisti, allorquando il nostro alter-ego rimarrà coinvolto nella guerra tra due bande criminali, il Team Aqua e il Team Magma: a seconda della versione scelta, ci troveremo contro una delle due fazioni e alleata l'altra cosicchè, per esempio, in Sapphire il nostro rivale sarà il Team Aqua, intenzionato a conquistare una sacra sfera che permetterebbe loro di controllare il leggendario Kyogre e sommergere il mondo mentre, in Ruby, il Team Magma cercherà di impossessarsi di Groudon per desertificarlo. La trama, per quanto semplice e lineare, presenta rispetto agli scorsi episodi una maggior varietà e verso la fine del gioco assume perfino contorni epici, quando dovremo sventare all'ultimo momento il risveglio di Kyogre o Groudon battendoci contro di essi. In ogni caso, la sceneggiatura è solo un pretesto per costringere il giocatore ad affrontare il viaggio per Hoenn seguendo un certo ordine nell'esplorazione, che se agli occhi di un profano può apparire quasi casuale, a quelli di un giocatore navigato traspare come logico e naturale. E' il bello di Pokémon, del resto: i giocatori più anziani si ritroveranno a casa loro, nonostante sia cambiato perfino l'emisfero!

Diamo i numeri...

I numeri della serie Pokèmon fanno davvero impressione. Eccovene qualcuno. Brrrr....

  • A fine marzo 2003 sono più di 100 milioni i giochi Pokèmon venduti nel mondo.

  • Dall'introduzione del gioco nel 1999, in Europa sono stati venduti fino a Marzo 2003 oltre 25 milioni di giochi Pokèmon.

  • Il commercio dei Pokèmon ha generato a oggi più di 15 miliardi di dollari.

  • Nei primi cinque mesi di commercializzazione in Giappone sono stati venduti più di sette milioni di Pokèmon Gold & Silver

  • A fine marzo 2003 sono 4.4 milioni le copie di Pokèmon Ruby & Sapphire vendute in Giappone. 2.2 milioni le copie vendute negli States.

  • A oggi sono state vendute più di 9.8 miliardi di carte del card game di Pokèmon.

  • Dall'arrivo dei Pokèmon sono stati venduti negli USA circa un milione di giochi Pokèmon al mese.

  • Pokèmon The Movie ha incassato negli States 50 milioni di dollari nella prima settimana di programmazione. Un record assoluto per un cartone animato.

  • Lo sviluppo complessivo per primo Pokèmon è durato ben sei anni. Il gioco è uscito in Giappone nel 1995.

  • Lo sviluppo di Pokèmon Ruby & Sapphire ha richiesto due anni di lavoro. Allo sviluppo hanno partecipato quaranta elementi di Game Freak più altre cento persone di supporto.

  • Evolution

    Fin dalle prime battute, il giocatore casuale che conosce Pokémon per sommi capi può avere l'impressione di trovarsi di fronte alla solita struttura ludica, leggermente variata nell'ìmpostazione e utilizzo dei menù o dei Pokémon stessi. Niente di più sbagliato: i cambiamenti in Pokémon Ruby/Sapphire, rispetto al passato, ci sono. Eccome se ci sono. A una seconda analisi, la prima cosa a balzare agli occhi del giocatore è la notevole complessità gestionale dei nuovi Pokémon: se già in Silver/Gold/Crystal avevamo fatto la conoscenza di alcuni Pokémon "bielementali", caratterizzati, cioè, dall'accompiamento di due caratteristiche elementali, per l'appunto, questa volta ci troviamo di fronte a un PokéDex decisamente monopolizzato da queste creature miste. Già Torchic, il Pokémon di fuoco selezionabile all'inizio dell'avventura, presenta alla sua prima evoluzione, Combusken, la combinazione degli elementi Fuoco e Combattimento, così come Mudkip e Treecko, nonchè la stragrande maggioranza dei Pokémon disponibili in Ruby/Sapphire. Questa nuova distribuzione elementale costringe il giocatore anziano a rivedere quasi completamente le sue vecchie strategie di gioco e il profano a sperimentare, nelle prime ore di gioco, le migliori combinazioni possibili per la creazione di un team bilanciato e privo di reali punti deboli, cosa a questo punto più facile a dirsi che a farsi. Un'altra nuova e importante caratteristica dei Pokémon di Ruby/Sapphire è rappresentata dal loro carattere e dal modo in cui li trattiamo, facendoli combattere o lasciandoli troppo in panchina: un Pokémon aggressivo tenderà a indebolirsi se poco utilizzato, per esempio, e ciò comporta una maggiore riflessione tattica sui gruppi che intendiamo creare. All'idea del carattere è legato anche il nuovissimo "Berry Blending": sostanzialmente, in giro per il mondo di Hoenn possiamo coltivare dei Berry, bacche dai vari poteri che, una volta trasformate in caramelle tramite un apposito mini- game, andranno ad aumentare le statistiche dei Pokémon; tale sistema nutrizionale obbliga il giocatore non solo a coltivare i Berry e a darli in pasto ai propri Pokémon, ma anche a controllare con attenzione la compatibilità tra un certo tipo di Berry e il Pokémon che ci si appresta a nutrire, onde evitare spiacevoli alterazioni delle sue caratteristiche. Quest'ultime, tra l'altro, sono alla base degli inediti Contest, sfide che impegnano i Pokémon su una sorta di palcoscenico: ogni mossa speciale del Pokémon ha una certa efficacia sul pubblico spettatore, e il giocatore deve scegliere con attenzione quali attacchi usare e in quale momento, così da poter svantaggiare gli sfidanti e conquistare le preziose medaglie che aumenteranno ancor di più il suo prestigio e la potenza dei Pokémon. Per il resto, il sistema di gioco di Pokémon è rimasto pressocché invariato: si viaggia in lungo e in largo, facendo un sacco di backtracking (per fortuna muniti, questa volta, di scarpetta da corsa o ben due tipi di bicicletta) e sperimentando sempre nuovi percorsi, risolvendo semplici task e, ovviamente, catturando i vari Pokémon in cui si imbatte via via, alcuni esclusivi per ogni versione. Anche i combattimenti sono rimasti pressocchè inalterati, mantenendo la classica formula "forbice-sasso-carta" e la possibilità, introdotta in Silver e Gold, di assegnare a ogni Pokémon un oggetto dai poteri più disparati. Tuttavia, meritano una menzione particolare le nuovissime battaglie a coppie, un divertissement che impegna ben due Pokémon per volta contro una coppia avversaria, sfruttando un sistema di assegnazione degli attacchi particolarmente caro al genere JRPG: gli scontri tra coppie di Pokémon si rivelano essere estremamente divertenti e vari, consentendo perfino di eseguire particolari combinazioni di attacchi se i due Pokémon sono affini (come nel caso di Plusle e Minun), ma sono veramente troppo pochi per poter essere considerati una caratteristica principale di questa versione. Per fortuna, Nintendo ha già annunciato di voler porre l'enfasi su questo battle system sperimentale, e non ci resta che sperare che, dal prossimo episodio, ci si trovi a controllare più Pokémon contemporaneamente...

    Revolution

    Come premesso nell'incipit dell'articolo, Pokémon Ruby/Sapphire è un gioco che non pone l'enfasi sulla realizzazione tecnica, presentandone una comunque di tutto rispetto. Non ci troviamo di fronte a un miracolo di programmazione, come quello rappresentato da Golden Sun e Golden Sun: The Lost Age, ma in generale l'aspetto visivo di Pokémon si rivela gradevole e, in ultima analisi, decisamente ottimo. Gli sprite su mappa sono semplici e animati a malapena, e d'altronde non sono loro il fulcro del gioco, ma le ambientazioni che si visitano durante il corso del gioco presentano sempre un alto livello di dettaglio e varietà e una palette cromatica ricca e di buon gusto: si spazia da foreste a montagne, da grotte a città, sempre nel rispetto di una soluzione di continuità che fa della mappa di Hoenn un vero e proprio micromondo. Meritano la citazione, tra l'altro, effetti grafici decisamente stupefacenti come la distorsione del riflesso degli sprite sugli specchi d'acqua o la pioggia battente o ancora le tempeste di sabbia, che aggiungono alla resa visiva un tocco particolarmente spettacolare. Lo stesso non si può dire per le fasi di combattimento: benchè gli sprite dei Pokémon siano di notevoli dimensioni e ben colorati e dettagliati, mancano totalmente di animazioni di qualsiasi genere, rappresentando un passo indietro rispetto alla timida proposta fatta in Crystal in questo ambito. Nulla da dire, invece, sulla resa visiva degli attacchi speciali che va dal mediocre all'eccellente. Molto curati anche i menù che, oltre a presentare una marea di opzioni utilissime (come la possibilità di rintracciare gli allenatori sfidati per concedere loro una rivincita), presentano una certa originalità visiva. Per quanto riguarda, invece, l'aspetto sonoro, ci troviamo di fronte a brani e jingle ispirati ma non di particolarmente elevata qualità, mai fastidiosi ma neanche trascendentali, nonostante alcuni di essi ci ritrovi a fischiettarli senza quasi accorgersene mentre si sbrigano le faccende quotidiane. E se, nella loro semplicità, delle musichette fanno quest'effetto, tutto si può dire tranne che non lascino il segno...

    Commento

    Pokémon Ruby/Sapphire è un bel gioco? L'attesa ne è valsa la pena? E' un degno erede degli storici primi episodi? Fughiamo tutti i dubbi: la risposta ad ogni domanda è sì. Con qualche riserva però. Ruby/Sapphire è sostanzialmente un piccolo capolavoro per GBA, un assoluto must per tutti gli amanti di Pokémon e una piacevolissima esperienza di gioco, profonda e appagante, per tutti coloro che cercano del sano divertimento e, da questo punto di vista, l'attesa è stata ampiamente ripagata. Tuttavia, per quanto faccia egregiamente le veci dei prequel, Ruby/Sapphire si attesta a livello qualitativo almeno una spanna e mezzo sotto a Silver/Gold e Crystal per vari motivi, sopratutto per il più grave: l'aspetto commerciale. Diciamolo chiaro e tondo, nonostante le innovazioni apportate ad alcuni aspetti prettamente ludici Pokémon Ruby/Sapphire presenta un gameplay ancora troppo simile agli originali, quasi ancorato a una tradizione che offusca deboli passi avanti rivelatisi alla fine ben più che convincenti, come nel caso del Pokémon Contest, purtroppo limitato a un'utenza navigata e perfezionista, o dei combattimenti a squadre, presenti in un numero davvero esiguo. D'altra parte, è inspiegabile il passo indietro fatto rispetto a Silver/Gold/Crystal: se in quelle versioni era possibile esplorare due continenti per acchiappare tutti e 252 i Pokémon presenti, in questo Ruby/Sapphire ciò è solo virtualmente possibile; i Pokémon presenti effettivamente nella cartuccia sono solo 181 (peraltro facilmente catturabili), alcuni mutuati dalle vecchie edizioni, altri nuovi di zecca (dal design talvolta incerto, talvolta eccellente, purtroppo fin troppo somigliante ai Digimon di Bandai), ma tramite appositi artifizi è possibile scrutare nel codice e trovare, incredibilmente, i dati relativi a tutti e 353 i Pokémon creati da Nintendo. Com'è possibile? Mistero. Com'è un mistero la decisione di Nintendo di eliminare forse l'idea più geniale che caratterizzava Silver/Gold/Crystal, ovvero l'alternarsi del giorno e della notte e il variare dei giorni della settimana. Insomma, Ruby/Sapphire è un episodio piuttosto contraddittorio per la serie dei Pokémon, che forse verrà ampliato dall'introduzione di qualche "espansione" o add-on, come Pokémon Box: fino ad allora, il consiglio rimane quello di procurarsi questo piccolo gioiello di programmazione che per quanto piegatosi alle leggi del merchandising, dimostra che il divertimento rimane comunque inclassificabile se il lavoro svolto alle sue spalle è svolto egregiamente.

      Pro:
    • E' sempre Pokèmon
    • Divertente, profondo e molto longevo
    • Realizzazione tecnica eccellente
      Contro:
    • Per certi versi un passi indietro rispetto a Silver/Gold
    • Meccanismi di gioco triti e ritriti e poche innovazioni
    • E' Pokèmon: o lo si ama o lo si odia

    In questi giorni vi abbiamo condotto per mano nel magico mondo creato da Satoshi Iwajiri e Game Freaks, illustrando la storia dei Pocket Monsters dalle origini a oggi, attraverso un'analisi sommaria dei fenomeni mediatici che li hanno resi protagonisti degli ultimi cinque anni in tutto il mondo del merchandising. Ma per "capire" Pokémon Ruby/Sapphire, prima versione new-generation di Pokémon, tradizionalmente uscita per Gameboy Advance, è necessario fare una piccola riflessione. In un mercato proiettato sempre di più verso la ricerca del sensazionale, sopratutto a livello tecnico, con milioni di poligoni in movimento sugli schermi mentre si gioca con le console casalinghe ed effetti audiovisivi sempre più elaborati, Pokémon si configura quasi come l'emblema dell'essenza del videogioco, che trascende i limiti tecnici di una console impregnando di divertimento ogni attimo vissuto tramite esso. Quindi, in parole povere, Pokémon necessita di una certa apertura mentale per essere goduto pienamente, necessita di un'utenza che non bada a mirabolanti effetti speciali ma al fulcro del gioco, che sa comprenderlo e lasciarsi appagare da esso. E tuttavia, allo stesso tempo, Ruby/Sapphire si dimostra un po' una delle antitesi del concetto che lo ha generato, in quanto dimostra ampiamente come, alla fine, il fulcro del gioco, ciò che scatena il divertimento, viene messo da parte dai programmatori, alla ricerca di un facile guadagno attraverso un logo noto e ampiamente commerciale. In definitiva, Pokémon Ruby/Sapphire... com'è?