Pro Cycling Manager 06 - Recensione  0

In queste notti mondiali, con la Coppa del Mondo che fa il giro delle piazze italiane è difficile pensare ad uno sport che non sia il calcio. Eppure ne esistono altri altrettanto appassionanti, e coinvolti in vicende altrettanto burrascose.

Una continua evoluzione

Come detto, ciò che vogliamo fare è privilegiare gli aspetti innovativi, e quindi è quello che faremo, a partire dalla sezione manageriale.

sono stati effettuati numerosi miglioramenti, anche se sono ancora piuttosto acerbi e troppo spesso finiscono per causare più problemi dei benefici che offrono

Una continua evoluzione

Profondi cambiamenti hanno rinnovato questa sezione.
Innanzitutto la gestione del nostro alter ego digitale, cioè la scheda con i nostri punteggi come direttori sportivi. Le abilità sono sempre le stesse, ma finalmente hanno tutte un’utilità effettiva, di cui però parleremo nel dettaglio quando prenderemo in esame le aree di gioco su cui influiscono. Inoltre, finalmente, i punti esperienza saranno acquisiti in base ai risultati ottenuti in gara e non ai colloqui con i ciclisti.
I colloqui, appunto, hanno subito modifiche radicali, che hanno portato, che ha portato all’eliminazione completa della versione precedente, necessaria nella passata edizione per farsi un’idea della forma dei corridori e per decidere con loro il programma delle corse a cui partecipare. Ora invece saremo chiamati a parlare solo in caso di vittoria o di piazzamento d’onore, e ci verrà chiesto se desideriamo parlarne con la stampa, la squadra o il corridore direttamente interessato. A seconda, e in base all’importanza del risultato ottenuto, potremo migliorare o peggiorare il morale del corridore o della squadra (ovviamente in misura minore), o l’opinione che ha di noi lo sponsor principale della squadra. Peccato che le opzioni siano sempre le stesse.
Visto che abbiamo nominato gli sponsor tanto vale parlare anche di loro. La rivoluzione anche in questo caso è stata radicale: via la schermata degli obiettivi tra cui scegliere in base alla difficoltà, sostituita da una lista predefinita di obiettivi e di gare favorite specifica per ciascun team. Purtroppo però questa lista è fissa, e non dipende dalle reali potenzialità della squadra, quindi un team all’inizio importante, ma caduto in disgrazia, si troverà di fronte obiettivi divenuti impossibili da soddisfare, mentre quelle cresciute avranno ancora richieste irrisorie. In ogni caso, non solo gli obiettivi principali hanno importanza, ma anche i piazzamenti e le vittorie in gare non indicate contribuiranno ad aumentare il favore dello sponsor.

Una continua evoluzione

Sono stata anche aggiornate le news, con l’inserimento dei risultati finali delle competizioni, l’indicazione anticipata dei più importanti ciclisti presenti nelle gare minori, e la possibilità che gli organizzatori di una corsa chiedano la presenza di uno dei nostri corridori alla loro manifestazione, pagandoci per il disturbo (ovviamente poi bisogna anche convincere il corridore a gradire la cosa...).
Il centro nevralgico di una squadra di ciclismo sono i ciclisti (e come altrimenti potrebbe essere, le bici mica pedalano da sole...) quindi è naturale che anche nella gestione del materiale umano ci siano state delle importanti variazioni. Innanzitutto, ora anche i corridori possono accumulare esperienza. Questo avviene ovviamente partecipando a competizioni sempre più rilevanti, ovviamente, però, un corridore non potrà migliorare se sarà impegnato in gare al di sotto del suo livello, ma neppure se lo si manderà allo sbaraglio in quelle troppo al di sopra delle sue possibilità. In teoria, una volta che un ciclista passa di livello dovrebbe ricevere un notevole miglioramento, con anche la possibilità che “esploda” mostrando di essere un vero talento, ma sinceramente noi proprio non sappiamo in cosa ciò consista, visto che l’acquisizione dei punti esperienza è piuttosto lenta, e non siamo riusciti a farne scattare nessuno.

i campioni più importanti non accetteranno di partecipare a tutte le corse che gli proporreremo, ma pretenderanno di fare solo quelle che vogliono loro, e non c’è nessuno modo di fargli cambiare idea

Una continua evoluzione

Del tutto inalterati invece sono la compravendita dei corridori, la ricerca di nuovi talenti, la gestione finanziaria e degli sponsor così come gli stages di preparazione e lo staff, anche se ha finalmente acquisito importanza l’allenatore.
Arriviamo quindi all’innovazione principale della sezione manageriale: l’allenamento. E’ stato del tutto rinnovato, non più un semplice slider per impostare quanta importanza dare al miglioramento del corridore e quanta alla sua forma fisica, ma due sistemi del tutto separati.
La sezione riguardante la forma fisica ha un indicatore di intensità che influisce sulla rapidità con cui l’atleta incrementa la propria condizione, ma allo stesso tempo lo affatica anche, limitandone le prestazioni. La cosa davvero importante è che tutti questi valori sono visibili, e quindi controllabili in tempo reale, consentendoci così di effettuare le modifiche del caso. Il risultato ottenuto è davvero ottimo, e facile da gestire. Sicuramente la miglior innovazione del gioco.
Il miglioramento delle caratteristiche invece desta notevoli perplessità, in quanto avviene sempre a comunque, a prescindere dall’intensità dell’allenamento. I risultati che se ne ottengono dipendono da molti aspetti diversi (a differenza del vecchio metodo in cui contava solo l’intensità impostata dallo slider), quali, l’allenatore (la cui esperienza può portare benefici enormi), il morale (che influisce notevolmente su tutto), l’età e il potenziale del ciclista. Si può passare quindi da ciclisti ormai cotti che non migliorano quasi più, a giovani promesse che migliorano a guardarli. Ciò che desta molta preoccupazione è l’eccesso di questi miglioramenti, infatti, combinando tutti i fattori positivi si può arrivare a dei modificatori ridicolmente alti con i risultati che potete vedere negli screenshots qui sotto.

Una continua evoluzione

Quindi, se l’allenamento da una parte è migliorato in modo eccellente, dall’altra si è trasformato in un mezzo disastro... Ennesimo segno dell’eccessiva fretta con cui Cyanide rilascia i propri giochi.

In sella

Prima abbiamo parlato di rivoluzioni, ma ora sono a corto di termini, perché i miglioramenti applicati alla gara in 3D sono impressionanti.
Il dettaglio grafico è cresciuto enormemente. E’ stato inserito un elevatissimo numero di oggetti a bordo pista, compresi i monumenti delle città attraversate dalle gare più prestigiose, inoltre il pubblico finalmente si muove e segue i ciclisti con costumi e bandiere. Infine, ma non meno importante, è possibile vedere i ciclisti con volti e corporature differenti, e non assistere più all’Attacco dei Cloni (questo però richiede notevoli risorse grafiche).
Altra modifica puramente estetica, è l’inserimento di un gran numero di visuali addizionali oltre a quella libera, tra cui quella delle moto che filmano per le reti televisive, dell’elicottero e del traguardo.
Ma ciò che davvero si aspettava non erano piccoli fronzoli grafici, bensì un consistente passo in avanti nel gameplay. Ed è quello che è avvenuto, o almeno che Cyanide ha cercato di realizzare.

adesso è possibile sperimentare differenti tattiche a seconda delle situazioni, e non si è più costretti ad affidarsi solo a pochi meccanismi redditizi: possiamo mandare a tirare i nostri gregari per frazionare il gruppo, o lasciarli a proteggere il capitano, lasciando fare gli altri, e l’IA reagirà di conseguenza

In sella

I difetti però si riscontrano nelle tappe più difficili di collina o montagna, in cui queste tattiche vengono applicate troppo presto. Questo perché i corridori consumano energia troppo lentamente, e così possono tirare in montagna per centinaia di chilometri (più di una volta ho lasciato lo stesso uomo a tirare per oltre cento chilometri di cui la metà di salita, e lui si è staccato solo quando hanno iniziato ad attaccare i big). Ciò provoca un frazionamento eccessivo del gruppo con accumuli di ritardi impressionanti (anche oltre un’ora), con il conseguente ritiro per aver spalato il tempo massimo di decine di ciclisti (il record per ora è 101 in un colpo solo al Tour de France, tra cui tutti i velocisti).
Nella realtà questo non avviene, e le squadre più forti si mettono sul serio a tirare solo nelle ultime fasi della tappa.

In sella

Se prima ci si lamentava per avere a disposizione informazioni troppo scarse durante la gara, ora non sarà più così, perché è stato implementato un completissimo pannello informativo con tutto quello che può servire, dalle classifiche alla planimetria dettagliata, alla composizione delle squadre, al dettaglio della composizione dei gruppi in gara. Una vera comodità è che da qualsiasi punto del pannello e dalle news è possibile passare direttamente al corridore selezionato con un semplice click, eliminando del tutto le seccanti ricerche che era necessario fare in passato.

una volta terminata la corsa, ci verrà offerta la possibilità di vedere il replay delle azioni più importanti della stessa

In sella

Carino da vedere le prime volte, ma nulla più, anche perché identifica solo certe azioni come importanti, e spesso non tiene conto dei momenti che davvero hanno segnato la tappa.
Numerose controversie sono invece nate dalla scelta di semplificare le tappe a cronometro, rimuovendo moltipliche, punzoni, e cadenza di pedalate al minuto a favore di un più semplice, ma sicuramente meno tecnico slider analogo a quello usato nelle normali tappe.

Comparto tecnico

E qui purtroppo casca l’asino...

di certo ve ne sarete già resi conto leggendo quanto scritto finora, ma, purtroppo, PCM2 è costellato di problemi di ogni tipo

Si parte da errori di valutazione come per i nuovi allenamenti, e scelte applicate in modo superficiale, per arrivare a veri e propri errori pacchiani. Il tutto condito da un numero di crash e bug che in alcuni sfortunati casi impediscono del tutto di giocare.
Ovviamente i programmatori sono stati immediatamente strappati alle ferie per rimediare almeno ai casi più macroscopici. Ne sono venute fuori due patch da 25MB in pochi giorni, che però sono anche state anche immediatamente ritirate quando ci si è accorti che invece di riparare gli errori del gioco lo demolivano del tutto.
Attualmente anche la prima versione ufficiale della patch è stata ritirata in quanto per nulla stabile.
Il vero problema del gioco, però è che è estremamente esigente. Non è tanto una questione di memoria grafica (con 128 MB lo si riesce a far girare quasi al massimo del dettaglio, checché ne dicano i programmatori) o di potenza del processore. Il guaio è che PCM2 pretende di avere a suo esclusivo uso e consumo il 100% del processore, cosa che chiunque conosca almeno un minimo Windows sa essere del tutto impossibile, visto che è in continuazione impegnato in inutilissimi controlli. Infatti, pur avendo testato il gioco su un Athlon 3200+ con 1 GB di Ram (fin troppo rispetto al Pentium 800 con 256 MB di Ram richiesto), il gioco in alcuni momenti scatta, e ciò si verifica proprio in quei momenti in cui il sistema operativo si prende chiede quel 2-4% di processore per farsi i suoi test. Si arriva a dei livelli in cui non ci si può permettere di tenere attivo in background un semplice programma di posta elettronica perché, al momento di controllare i messaggi, l’intervento dell’antivirus (30-50% del processore per 3-4 secondi) rischia seriamente di provocare un crash del gioco. Questo si è verificato in tappe con una sola montagna e pochi corridori; se ci si cimenta in una impegnativa con 3 o 4 montagne e molti corridori, quindi con un frazionamento elevato in gruppetti, ciascuno dei quali deve essere controllato autonomamente, allora è indispensabile spegnere proprio tutto, perché basta uno starnuto per tornare al desktop, a prescindere dal PC che si possiede.

sinceramente non si può pretendere che i giocatori spengano tutto quello che hanno in background per fare andare un gioco con requisiti minimi così bassi

Comparto tecnico

Estremamente fastidioso è poi l’inserimento tramite la prima patch dei cosiddetti “massive adds”, cioè veri e propri pannelli pubblicitari che vengono scaricati automaticamente dal gioco e sostituiti a quelli normali o a quelli custom creati dai giocatori. Attualmente è in atto un’invasione da parte dei Pirati dei Caraibi (due esempi sotto).

Comparto tecnico

A parte la bruttura unica dovuta alla monotonia, quello che disturba maggiormente è il fatto che i programmatori abbiamo cercato di aggirare i firewall, inserendo backdoor per consentire comunque il download dei banner. Inoltre, sul forum ufficiale, ad una richiesta di spiegazioni è stato risposto (in modo tutto fuorché garbato) che avendo accettato l’EULA (End User License Agreement) è legale e quindi se non lo si vuole si può benissimo evitare di installare il gioco.
Per evitarlo, basta giocare rimanendo sconnessi dalla rete e murare immediatamente con il firewall ogni singolo programma che abbia a che fare con Cyanide o PCM2, in modo da impedirgli di scaricare robaccia indesiderata. Sfortunatamente però, questo non è possibile durante le partite online, dopo le quali bisogna andare a ripulire manualmente la cartella Massive Adds e la cache del gioco. Altrettanto poco apprezzata è la decisione di fornire solo agli utenti francesi l’editor del database, e solo in lingua francese. Agli altri è stato poco simpaticamente detto “arrangiatevi da soli a tradurvelo”. Un briciolino in più di rispetto verso i giocatori sarebbe gradito, per non dire dovuto.

PPDB Giant Database

Voglio raccontarvi una storia...
Quella specie di scioglilingua che fa da titolo a questo paragrafo è in realtà il nome di un’opera titanica creata da un folto gruppo di appassionati di Cycling Manager. Si tratta di un database immenso in grado di incrementare di circa 15 (quindici) volte la mole di dati presenti in PCM. Per chi non se ne intende, il database è l’insieme di tutte le informazioni che riguardano ciclisti, le squadre, gli sponsor, le corse, e molto altro ancora; praticamente tutto tranne gli algoritmi di elaborazione e quelli grafici.
Tanto per darvi un’idea della sua mole, si tratta di un update da circa 200Mb che triplica il numero di ciclisti (da 360 a 1000) e quadruplica le squadre (da 40 a oltre 180), e incrementa in modo impressionante il numero di gare (guardate lo screenshot), oltre ad aggiungere una quantità spropositata di elementi del paesaggio. [C]

Pro Cycling Manager 06 - Recensione
Il calendario di Marzo. <br>Da sinistra a destra: <br>PCM2; <br>Il PPDB Giant 2006; <br>Il calendario ufficiale UCI.

Pro Cycling Manager 06 - Recensione
Il calendario di Aprile. <br>Da sinistra a destra: <br>PCM2 (ed &egrave; uno dei mesi con pi&ugrave; gare); <br>Il PPDB Giant 2006; <br>Il calendario ufficiale UCI.

[/C] Il PPDB Giant venne creato per PCM1 (cioè la versione dell’anno scorso) ed è in continua fase di aggiornamento e ampliamento. Dozzine di persone hanno contribuito e contibuiscono tutt'ora al suo sviluppo.
Vista l’impressionante mole di lavoro e il fatto che il team era riuscito ad aggirare con mesi di fatiche diversi ostacoli presenti nello stesso codice del gioco (tra cui l’impossibilità di supportare più di 95 squadre, che dopo mesi di fatica è stata bypassata proprio da loro, quando invece gli stessi programmatori del gioco non c'erano riusciti), Cyanide chiese al gruppo PPDB di poter usare il Giant come base per il proprio database. I fondatori si sono dimostrati disponibili, del tutto gratuitamente, con l’unica condizione di far sì che il Giant fosse compatibile con PCM2 (così da non dover ripartire da zero) e di essere informati nel caso fossero state aggiunte caratteristiche nuove ai corridori, in modo da poter aggiornare i loro file in tempo. Da dicembre Cyanide ha avuto a disposizione il Giant, lo ha usato come base per il suo database (le prove sono identificabili in un attimo controllando i valori dei corridori che sono stati aggiunti da PCM a PCM2, valori segreti compresi), ma non ha tenuto fede alla sua parte dell’accordo, e non ha neppure segnato nei credits chi ha tanto duramente lavorato per crearlo. Peggio ancora, chi ha montato il database ufficiale ha fatto un pastrocchio impressionante, stravolgendo parte dei valori con una superficialità unica. Per fare un esempio, sono stati reinseriti alcuni corridori completamente inventati (il nome Miguel Indorein non vi ricorda un certo corridore spagnolo che quindici anni fa vinceva tutto o quasi?).
Vi chiederete come sia possibile tutto questo. I betatester non sono forse lì per questo? Beh, credeteci o no, ogni volta che un betatester informava di un problema presente nel database gli veniva semplicemente detto che era ancora da completare.
L'unica ipotesi ragionevole che si può fare a questo punto è che sia ancora da completare...

Beware Starforce!

Attenzione: questo gioco si avvale dell’ormai famosa (per non dire qualcos’altro) protezione Starforce.
E’ ormai di dominio pubblico il fatto che le ultime versioni della suddetta protezione, a causa di una procedura piuttosto invasiva, possano causare malfunzionamenti o, peggio, rotture delle periferiche ottiche. Inoltre sembra che non garantiscano una sufficiente compatibilità, sia hardware che software, cosa che può provocare un riconoscimento errato del disco, anche se originale, e quindi il mancato avvio del gioco.
La casa produttrice ha smentito, dichiarando che si tratta di calunnie, ma i giocatori colpiti non sembrano essere dello stesso avviso, tanto che molti produttori e distributori stanno iniziando ad abbandonarla, affidandosi ad altri sistemi di protezione.
Finora sia gli sviluppatori che i distributori non si sono ancora decisi ad indicare nelle specifiche tecniche la presenza di questa protezione.
Per questo motivo noi, per onestà, preferiamo informarvi. A voi ogni decisione in merito.

Commento finale

Che dire di PCM2 se non che come al solito è impossibile da giudicare visto che è una beta ancora piena di problemi? Attualmente funziona a stento, ed è pieno di problemi piuttosto gravi.
I miglioramenti sostanziali sono stati pochi, per quanto importanti, mentre la maggior parte sono solo piccole aggiunte che si limitano solo a dare un po’ di colore al gioco, oppure non sono ancora state perfezionate a sufficienza e creano più disguidi che altro.
Quello che possiamo fare, quindi, è andare effettuare una stima in base all’esperienza su come dovrebbe diventare verso ottobre, cioè quando di solito viene rilasciata l’ultima patch, grazie alla quale di solito (almeno l’anno scorso è stato così) viene rimossa quella maledizione elettronica chiamata Starforce.
Per adesso PCM2 è un 5 e niente più, ma, andando a stima, una volta completo di patch, potrebbe tranquillamente arrivare a 8. Con l’aggiunta del PPDB Giant poi, sempre che il team decida di farlo (cosa che per ora non sembra nei loro progetti proprio a causa dei troppi problemi del gioco), sfiorerebbe il 10.
Quindi, in conclusione, un gioco estremamente problematico, che in 2-3 mesi potrebbe diventare un buonissimo gioco per appassionati, e che con un po’ di fortuna potrebbe diventare un capolavoro indispensabile per chiunque combini interesse per ciclismo e videogiochi.

Pro

  • Interfaccia di gara comoda ed efficiente
  • Possibilità di usare differenti strategie in gara
  • Sezione manageriale migliorata
  • Gestione della condizione fisica ottima
  • Certa l’uscita di svariate patch di correzione
Contro
  • E’ un colabrodo di problemi (uscito come sempre incompleto)
  • Database ufficiale indegno
  • Richiede il processore a suo completo servizio
  • Manca ancora la telecronaca in italiano
  • Editor da estrarre manualmente dalla patch francese, e solo in francese

La serie di Cycling Manager è quindi giunta alla sesta stagione, e i nostri compiti di direttori sportivi non sono cambiati. Gestione della squadra, mercato, allenamento e conduzione in gara. Per questo motivo, questa volta, preferiamo saltare a piedi pari la descrizione pedestre degli aspetti basilari e concentrarci esclusivamente su ciò che è effettivamente cambiato dalla passata stagione.
A coloro che per la prima volta si interessano a questo gioco, e che quindi giustamente desiderano averne una panoramica, consigliamo di andare a leggere la recensione dello scorso episodio che sotto questo aspetto è ancora perfettamente esaustiva.