Pro Evolution Soccer 2  0

They will rock you

Obsession

PES 2 è giocabile, pure troppo. E’ un monumento alla giocabilità, un’overdose inusitata in questi tempi di sfrenato easy business. E noi, seppur devastati dall’impatto, ringraziamo. In caso contrario chi si perderebbe dietro un motore grafico dalla forza espressiva fortemente limitata dal vetusto tool Renderware (o quasi, guardate Burnout 2)?
Coi suoi giocatori legnosi che entrano fieramente in campo tra file di fotografi cartonati, con i suoi colori slavati, con il suo pubblico spalmato sugli spalti, orgoglioso dei suoi due fotogrammi d’animazione, l’engine fatica seriamente ad offrire uno spettacolo visivo degno del gameplay.
Ma in fondo, cui prodest? Una volta attivato il diabolico marchingegno konamiano non ce n’è più per nessuno, e la voglia di flirtare col joypad imperversa inesorabile, bruciando le carni ed inquinando i sogni. E si ripensa a Fifa, con la sua armata di competizioni, squadre e divise finemente replicate, al suo apparentemente infallibile business. PES 2 in confronto è un clochard dormiente sui marciapiedi di Parigi, ma se sapeste cosa nasconde questo simpatico barbone sotto la giacca rattoppata…
Questo è calcio vero, su console. E’ un pianeta anarchico impazzito, incontrollabile, un’inesauribile scatola delle meraviglie affamata di input umani. KCET nega tutti i fronzoli immaginabili al giocatore: molti nomi fittizi, squadre di club storpiate, l’Olanda ridotta ad un “Orange” numerato che annulla qualsisasi processo d’identificazione dei calciatori. L’involuzione del contorno è talmente netta da elevare alla massima potenza il nucleo ludico dell’atomo konamiano, che esplode con devastante fragore in faccia al videolpayer. E noi, seppur devastati dall’impatto, ringraziamo...

We Will Rock You

Dopo aver assistito alla bella intro in cg (ereditata in toto dalla versione giapponese) con Freddie Mercury ed i suoi Queen, si approda al menu principale, constatando che in effetti poco è cambiato dall’anno scorso. Ma forza e coraggio, non siamo mica ad una nuova release EA Sports. Finalmente è possibile disputare tornei personalizzati tra squadre di club, c’è qualche team e stadi nuovi ed una modalità master league ancora più appetitosa: 3 divisioni, un interessante sistema di acquisto/prestito giocatori, una spugna ed un secchio. Gli ultimi vi serviranno per i litri di sudore che toccherà versare sul manto erboso (nonché sui doloranti tasti del dualshock).
PES2 è roba da duri, il desiderio e la capacità di aprire nuovi orizzonti ludici, valori intrinseci nel prodotto in questione, si concedono solo a chi è disposto ad investire una considerevole quantità di tempo e impegno. Si astengano quindi i giocatori della domenica, gli svogliati ed i frivoli, pochè è praticamente impossibile beneficiare di tutte le qualità del titolo senza sfruttarne al meglio gli schemi, le formazioni ed i cambi. Ogni calciatore possiede i propri valori e fa sentire la propria presenza in campo, laddove la persona giusta nel momento giusto (ed in ottime forze) può rappresentare l’ago della bilancia del match. Ma la sorpresa più spiazzante, e che contribuisce a generare l’infinito senso di meraviglia ludica, arriva palla al piede. In nessun prodotto analogo è possibile assistere ad una fisica della sfera così realistica: il senso di casualità rappresenta il perno su cui si erge l’impero konamiano, un universo cui neanche la cpu può astenersi, ed è straordinariamente gratificante vedere il computer imbattersi in imbarazzanti falli o rigori. Ma naturalmente il nirvana viene raggiunto solamente nel multiplayer, campo in cui la simulazione Konami raggiunge vette inimmaginabili quanto illuminanti. I temerari possono tranquillamente aggiungere due multitap e sette amici, in questo modo è garantito un lungo stato neurovegetativo.

PES 2 vs WE 6

Certo, PES 2 non è solo meraviglia. Il già citato motore grafico non è scevro da difetti, seppur fiero dei suoi inossidabili 50fps e le animazioni sopraffine, ma i seri motivi di critica saltano fuori al seguito di un confronto ragionato col gemellino giapponese, WE 6. Rispetto a quest’ultimo, PES2 è molto più e molto meno di una semplice conversione: molto più per l’encomiabile lavoro di ottimizzazione, atto alla definitiva eliminazione dei rallentamenti che affliggevano la versione giapponese (per il sottoscritto un serio motivo per preferirlo a quest’ultima), molto meno per certi sgraditi legami col prequel europeo, nella fattispecie l’inerzia ancora fastidiosa (seppur molto meno marcata) ed un pallone troppo leggero, che impone una moderata gestione di tiri in porta e passaggi. I motivi di queste caratteristiche sono ignoti, perché non proporre anche da noi un WE 6 a 60hz e senza rallentamenti? Non lo sapremo mai, quello che abbiamo è in definitiva un ibrido tra la versione pal e ntsc, che però gode palesemente del consueto ritardo temporale dalla release giapponese; questo comporta una sostanziale parità tra le due versioni, seppure l’utenza sia ancora oggi nettamente divisa. Rispetto a PES invece il vantaggio è radicale ed incondizionato, tanto da rendere automaticamente inutile e liquidabile il titolo che abbiamo amato l’anno scorso; ma d’altronde il progresso vale qualche sacrificio...

Commento

Si fa presto a dire calcio signori.
Pro Evolution Soccer atto secondo non è un semplice gioco di calcio, questo è ciò che vuol farvi credere. In realtà ci troviamo di fronte ad un deliberato attacco terroristico alla nostra precaria vita sociale: niente più lavoro, ragazza o amici (perché li perderete a seguito di sanguinose sessioni collettive). Quello che resterà sarete voi, un monolite marchiato Sony e l’odiosa copia di PES 2 che chiama maliziosamente…

PRO
+Giocabilità mozzafiato
+Calcio…
+Rallentamenti eliminati rispetto alla versione ntsc

CONTRO
-Motore grafico ancora migliorabile
-Poche squadre e competizioni
-Sconsigliato agli amanti dei titoli immediati

Si fa presto a dire calcio signori.
Pro Evolution Soccer atto secondo non è un semplice gioco di calcio, questo è ciò che vuol farvi credere. In realtà ci troviamo di fronte ad un deliberato attacco terroristico alla nostra precaria vita sociale: niente più lavoro, ragazza o amici (perché li perderete a seguito di sanguinose sessioni collettive). Quello che resterà sarete voi, un monolite marchiato Sony e l’odiosa copia di PES 2 che chiama maliziosamente…