Pro Evolution Soccer 3Pro Evolution Soccer 3 

Arriva, finalmente, anche sui sistemi PC Windows la simulazione di calcio che ha deliziato per anni il palato dei possessori di Playstation 2. Sarà riuscita Konami a soddisfare la grande fame di pallone e tattica della comunità italiana di videogiocatori PC?

Scenario: finire degli anni ’80, Europa. C’era una volta il calcio all’occidentale: Sensibile Soccer, Kick Off ed Emlyn Hughes Soccer furoreggiavano sui Commodore e Amiga dell’epoca, posizionandosi come pietre miliari del genere per molti anni a venire e occupando interi pomeriggi di chi, ormai non più giovane, ne ha un marcato, quanto preistorico, ricordo. Passava il tempo, l’avvento delle console giapponesi si faceva incalzante anche nel Bel Paese, ma nessun titolo adeguato ai miti senza tempo di qui sopra riusciva ad intaccarne la fama leggendaria.
Anno 1994: arriva sul mercato un trittico di giochi che farà furore.
In casa Electronic Arts nasce la serie Fifa International Soccer e due software house giapponesi del calibro di Capcom e Konami raccolgono la sfida, cimentandosi sul Super Famicom con i loro J-League e Perfect Eleven. E’ l’inizio di una sfida ancora aperta dopo dieci anni, ma per molti il vincitore è solo uno…

Ne resterà soltanto uno
Se, come magari qualcuno ricorda, l’avventura di Captive Communication terminerà di lì a poco tempo, la serie Konami subirà una sorte notevolmente migliore, arrivando addirittura a scindersi in due filoni distinti (il Perfect Striker/ISS Pro di Major A / Studio KCEO e il qui presente Winning Eleven/Pro Evolution di KCET).
La Trinità videoludica arriverà quindi fino a noi con l’apice del titolo KCEO nella mai dimenticata edizione Millenium su Nintendo64 per poi crollare, rovinosamente, con l’arrivo della generazione a 128bit.
Da qui in poi, assimilata la tecnica di EA basata su un continuo quanto lieve raffinamento annuale, Winning Eleven assurgerà al titolo di simulatore REALE da sempre "dribblato" da Perfect Striker. Perché, come in un triangolo, le tre saghe hanno spaccato da sempre la critica: statistiche, azioni spettacolari quanto “made in cpu” e scarne di apporto del videogiocatore per Fifa, cura grafica e un realismo poco per volta inseguito da W.E., con ISS mediano tra i due, ideale combinazione tra le esigenze del patito e del novello in ambito calcistico.
Dopo un periodo lungo di persistenza esclusiva sul mercato console, ecco quindi arrivare il “Real Soccer Simulator” per eccellenza anche sui nostri monitor, sulla scia di una florida politica attuata da Konami, con le conversioni dei migliori titoli prodotti originariamente per Ps2 in arrivo su PC.
Dopo un esborso tutto sommato piccolo (700MB circa) per l’installazione, vi ritroverete davanti a quella che potrebbe essere definita una “fotocopia” della versione originale, con tutti i pro e i contro che ne consegue. Stessi menù, interfaccia, addirittura configurazione dei tasti, con un bel Dual Shock immortalato sullo sfondo: per una volta, infatti, non dovrete assegnare ad un’azione un tasto (correre -> Tasto A), ma plasmare la vostra periferica di turno ad un’altra e alle funzioni da essa svolte (correre -> R1 -> Tasto A). Perfetto per chi ha un adattatore USB per i pad Sony e deve giusto ricontrollarne la mappatura, un po’ meno per tutti gli altri.

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Monitor vs Televisione

Graficamente il titolo può vantare un’ottima forma: il middlesoft Renderware utilizzato per la versione originale aveva permesso agli sviluppatori una resa d'impatto nonostante non si fosse “lavorato sul metallo della Ps2”. In particolare i giocatori ed in generale tutto ciò che calcava il terreno di gioco, erano presentati in una forma splendida, dotati di una caratterizzazione eccellente tanto da permettere di riconoscerne chiaramente l’identità sia dai movimenti, sia dai lineamenti. La trasposizione su PC, con una risoluzione massima di 1280*1024 non ha fatto altro che mettere in rilievo il lavoro dei modellatori, rendendo ancora più pulita e piacevole la visione, sia nel corso del gioco, sia nelle azioni ravvicinate dove i dettagli saltano maggiormente all’occhio. Un altro punto non indifferente per il genere a cui PES appartiene, riguarda la fluidità generale: mentre la versione Sony “zoppica” ancora un po’ in questo senso, la release Windows è impeccabile, stabile e senza indecisioni (a parte il dettaglio a cui accennerò nel box hardware) anche non disponendo di un pc ninja. Certo, siamo lungi dal raggiungere le capacità promesse dall’attuale generazione hardware, ma visti gli altri termini di paragone, non ci si può lamentare. Migliorabile invece la riproduzione del pubblico, da sempre un po’ trascurato, ma che nelle inquadrature di presentazione degli stadi è abbellito dai giochi di luce e di regia che, con doverosa malizia, punta sempre la telecamera in posizioni dal taglio quanto mai appagante e televisivo (FIFA docet).
Sul versante tecnico le critiche maggiori possono venire dalla qualità della conversione e dal comparto sonoro: la telecronaca, arricchita nelle espressioni e migliorata globalmente, sembra intervenire con un leggero ritardo. Molto buono il tono di voce dei commentatori, tale da non far sembrare le singole frasi registrate e scelte quasi a caso dalla CPU e lo tesso vale per i cori presenti; migliorabile invece lo sfruttamento della tecnologia PC nel campo, come una compatibilità alle estensioni EAX e simili per ora completamente ignorata.

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La tecnologia aumenta la qualità della vita

Mai titolo tanto appropriato. Tutti ricordiamo le acrobatiche quanto spettacolari animazioni presenti nei vari FIFA ma, ancora una volta, sappiamo benissimo come queste non siano dettate da precise scelte del giocatore quanto da una specie di coscienza propria del software, quasi a premiare nostre particolari giocate veloci o pregiate. Coreografia videoludica (o semplice contentino) diremmo. In PES 3 avviene l’esatto contrario: le nuove animazioni inserite nascono da esigenze di realismo, si mettono al servizio dell’azione e della giocabilità permettendoci, come nel caso della “veronica”, di toglierci da situazioni non agevoli e che prima richiedevano, per esempio, dribblate ponderate o particolarmente fortunate.
Tecnologia al servizio della realtà (virtuale) come mezzo per una maggiore immedesimazione nel ruolo; certo, gli early adapters non staranno a memorizzare e carpire queste tattiche, basandosi sul più semplice “corri, scarta e spera che ti salti” ma, come in Ikaruga, il gioco sa offrire diversi livelli di fruizione a seconda di quello che è la nostra volontà di assimilarlo e capirlo.

Gradisce una simulazione o un arcade per cena?

Passando invece al versante prettamente ludico, il titolo come già accennato e per chi non l’avesse mai sperimentato, è anni luce distante dalla serie FIFA, potendo quasi essere paragonato come filosofia ai vecchi Kick Off dove, la ricerca della perfezione, si scontrava necessariamente con la frustrazione del novello. Non pretendete quindi di prendere il pad in mano e vincere alla prima occasione. No No. PES 3 richiede rispetto, voglia di assimilarne la (digitale) filosofia calcistica e quelle che sono le sue regole: non sognatevi solitarie attraversate di campo partendo dalle retrovie, la difesa avversaria non resterà di certo basita a guardarvi come in casa EA. Il passaggio filtrante, anima del vecchio Perfect Striker, che con un minimo di malizia permetteva di beffare schiere di difensori avversari, è stato qui rivalutato e implementato in maniera più permissiva dopo i continui anticipi dei precedenti W.E. . Certo, siamo ancora lontani dalle tagliate a centrocampo concesse da ISS, ma quella è un’altra storia in un altro luogo… Una curva di apprendimento quindi piuttosto lunga, che ha nel bilanciamento del livello di difficoltà forse la sua pecca principale: trovare una via di mezzo dal facile al difficile è soggettivamente impossibile, risultando piuttosto semplice bucare i portieri fino al secondo scoglio, per vedere inesorabilmente la rete chiusa dal terzo in poi. Un compromesso maggiore sarebbe stato preferibile, anche se rispetto ai precedenti episodi l’ultimo difensore ha una (irrealistica?) tendenza minore a trattenere la sfera, rendendovi la vita più facile sui rimpalli. I principianti ora sanno dove colpire, sempre che la difesa non sia la vostra…

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L’importante è migliorarsi sempre

Le nuove regole del fallo di mano e del vantaggio sono state inserite in maniera più che buona: la severità del direttore di gara in caso di gioco aggressivo non vi permetterà di vedere spesso l’icona del vantaggio accendersi, soprattutto se a giocare pesante sarete voi, costringendovi a ponderare imprudenti quanto rischiose scivolate sulle caviglie avversarie, ma i giocatori delle precedenti release a questo saranno già abituati. Fin qui certo abbiamo elencato una serie di piccoli difetti, ma allora PES3 è quel Santo Graal che attendevamo? Sicuramente sì. Al di là dei cavilli che un redattore deve necessariamente andare a cercare, il resto è il Paradiso per chi normalmente non riesce a fare tre palleggi consecutivi: dribbling, colpi di testa e un generale raffinamento del controllo palla sono supportati da una corale di tattiche, statistiche (di cui molte ormai reali, grazie alla licenza FIFPro) e delizie tale da far brillare gli occhi al player calcistico più smaliziato quanto al principiante, che troverà nel titolo Konami un piacevole quanto duratura sfida. Alla modalità Master, pietra portante del gioco ulteriormente raffinata, si affiancano quelle che sono le scelte ormai standard come la partita veloce, le sezioni Campionato, Coppa, Allenamento e alla Modifica, in cui è possibile editare i nomi dei Club e dei giocatori presenti, colmando i difetti che la licenza FIFPro consegue. Ultime righe per l’eccellente multiplayer: fino a otto giocatori possono contemporaneamente darsi battaglia sul campo, senza bisogno di collegamenti LAN o via Rete, garantendo un livello di sfida e divertimento allucinante. Così potrete finalmente riutilizzare i vecchi pad su porta MIDI che da tempo immemore giacevano sepolti nell’armadio e occupare le mille porte USB che le schede madri attuali offrono, magari senza che prima dimostrassero alcun’apparente utilità…

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Hardware e compatibilità

Testato su un Intel Pentium 4 @ 2.533 Ghz, 512 MB di Ram DDR400, GeForce Ti4200 e sistema operativo XP Professional/Windows2000 Professional, il gioco non ha dato il minimo segno di rallentamento anche al massimo dettaglio/risoluzione. Provando a sostituire il P4 con un decisamente meno performante Celeron @ 2.4 Ghz non si sono avuti problemi, a dimostrazione di come il gioco sia nonostante la mole di dati leggero. Provandolo su un sistema high-end, dotato di Athlon XP 3200+, 512 MB di Ram, Ati All in Wonder 9700 Pro e XP Professional, il gioco sì è comportato egregiamente anche con FSAA e filtro asinotropico rispettivamente a 4x e 8x, con sporadici ed improvvisi rallentamenti, peraltro non motivabili da sovraccarichi particolari. Legato a questo fenomeno, numerosi problemi si sono riscontrati sul versante compatibilità: il gioco soffre di un elevato grado di “schizzinosità”, avendo avuto molti problemi a girare sul primo PC testato e su svariati altri dotati di schede video Nvidia, sintomo di come la conversione (di un titolo peraltro ottimo) non sia stata meticolosa come un marchio di questa portata esigeva. Sul sito ufficiale è già disponibile una patch che dovrebbe risolvere qualche bug qua e là, del peso di 10 MB circa ma che, personalmente, non è servita a molto.

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Commento

PES 3 è l’F355 dei giochi di calcio: reale, dannatamente difficile ma incredibilmente appagante una volta assimilato, curato in ogni dettaglio e limato con certosina cura da mamma KCET ad ogni release. L’arrivo su PC, nonostante la mediocre conversione, non fa che ridurre la lista dei motivi per i quali dover acquistare una PlayStation2. Se non è l’azione sudata il vostro forte, ma un basso impegno ed una forte resa coreografica, calciate altrove. Qui non si scherza.

Pro: è la miglior simulazione di calcio disponibile per PC ottima sezione tattica incredibilmente giocabile Contro: mancano le licenze di alcune squadre è una conversione.. e si vede non si può giocare online

Master League al lifting

Rinfrescata, per l’occasione, la modalità Master: per chi ne fosse all’oscuro, ricordiamo come al compito di giocatore, qui si affiancherà quello di manager e allenatore. Partendo dalla classica squadra di brocchi dovrete scalare le vie del successo, scovando giovani talenti in erba per farli crescere calcisticamente e, poco per volta, raggiungere il trofeo massimo. Aumentato il numero delle squadre che vi partecipano (ora arrivato a sessanta) divise in quattro gironi principali, pronte a darsi battaglia in vari sotto categorie regolamentate da retrocessioni/promozioni e, soprattutto, introdotta la raccolta punti di turno che ultimamente va tanto di moda. In maniera simile a quella vista in F-Zero GX per GameCube (maggiori informazioni), ad ogni torneo vinto o modalità training completata, riceverete dei punti virtuali da spendere nella neonata sezione “shop” che annovera nel catalogo, tra l’altro, nuovi cori, squadre, giocatori nascosti, ed un testosteronico “turbo boost” per l’azione, pronto a raddoppiare la velocità del gioco come nelle ultime versioni di Street Fighter. Carina, adrenalinica, ma alla fine un po’ confusionaria…

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