Quake 4 - Recensione  2

Dopo Doom, l'altro masterpiece di id fa il suo esordio nel nuovo millennio con una realizzazione grafica sconvolgente e una fedeltà alla linea dell'old school da parte di Raven che probabilmente dividerà i pareri di videogiocatori e media specializzati. Siete pronti a combattere la vostra guerra con gli Strogg?

Esattamente come per Doom 3, i programmatori di Raven per Quake 4 hanno deciso di puntare molto sulla tradizione id, sulle coordinate interattive dell’FPS immediato, del quick save estremo

Un nome universale

Anche la filosofia ludica alla base dei due prodotti può considerarsi del tutto similare: esattamente come per Doom 3, i programmatori di Raven per Quake 4 hanno deciso di puntare molto sulla tradizione id, sulle coordinate interattive dell’FPS immediato, del quick save “estremo”, della totale mancanza di interesse a qualsiasi velleità simulativa. Su queste scelte di fondo c’è ben poco su cui discutere visto che riguardano la sfera personale di ogni videogiocatore. Per correttezza nei confronti dei lettori, è giusto affermare che chi sta scrivendo ha decisamente apprezzato Doom 3 e ha letteralmente amato Quake 4. Ma c’è ancora molto da scrivere prima di arrivare alle conclusioni…

Guerra dei Mondi

Non è mai stata la componente narrativa il forte di Quake (così come degli altri successi id). Il quarto capitolo della saga comunque si lega tendenzialmente al secondo episodio, riconducendo il plot ad una lotta di tutta l’umanità contro la minaccia aliena degli Strogg, una razza decisamente somigliante ai Borg “trekkiani” in quanto anche loro assimilano qualsiasi forma di vita e la “riciclano” in nuove forme vitali metà organiche e metà meccaniche sempre per i loro piani di dominio assoluto dell’universo. Ma i cattivi di Quake sono ancora più rozzi, violenti, assolutamente disinteressati a qualsiasi forma di contatto, se pur minimo, con il nemico se non quello di letterale annientamento.

Noi impersoniamo le vesti di tal Matthew Kane che si trova in un angolo dell’universo in compagnia di altre migliaia di commilitoni nel tentativo di fermare l’avanzata Strogg

Guerra dei Mondi

In questo quadretto non proprio idilliaco, noi impersoniamo le vesti di tal Matthew Kane che si trova in un angolo dell’universo in compagnia di altre migliaia di commilitoni nel tentativo di fermare l’avanzata Strogg. Senza darvi alcuna anticipazione sugli eventi, dobbiamo elogiare il lavoro di Raven che se pur abbia usato pochissimi dialoghi, riesce ad immergere il giocatore nella dimensione delle guerra, facendoci passare in alcuni momenti dietro le retrovie mentre altre squadre stanno cercando di realizzare un'offensiva sul nemico, raccontando via radio quello che sta accadendo ad altri commilitoni, senza dimenticare alcune situazioni molto “haliane” con arrivi improvvisi di rinforzi tramite l’atterraggio di immense astronavi. Non manca neppure qualche vero e proprio colpo di scena, raccontato direttamente con le immagini e in modo interattivo, ma di cui non leggerete neppure una riga qui per non rovinarvi la sorpresa.

It’s Old School Baby

Come anticipato all’inizio di questa recensione, Quake 4 si muove in modo chiaro sulle coordinate dell’FPS “old school”, quello in stile id tanto per intenderci. Al bando simulazione, tatticismo e situazione statiche. La parola d’ordine di Quake è azione incessante, se pur non manchino molte variazioni sul tema al classico “fraggamento” in una stanza. Per prima cosa, piuttosto frequentemente non saremo da soli a combattere contro gli Strogg ma avremo vari commilitoni ad aiutarci nel combattimento. Se pur non sia possibile dare alcun ordine ai soldati (che comunque spareranno all’impazzata di loro) sarà importante comunque il giusto equilibrio fra il mandare eccessivamente avanti loro visto che la nostra assenza può provocare la loro rapida eliminazione ma neppure spingerci in modo eroico contro il nemico senza di loro perché in questo caso saremo noi probabilmente a perire.

La più interessante novità riguarda alcuni intermezzi che avverranno su vari mezzi meccanici. Non pensate però ad Halo come punto di riferimento quanto ad un Call of Duty

Oltre a vari mostroni da fine livello, oltre a qualche contaminazione platform e puzzle, oltre ad altre situazioni in stile id ma comunque ricche di alcune variazioni negli ambienti e nello svolgimento del conflitto, la più interessante novità riguarda alcuni intermezzi che avverranno su vari mezzi meccanici (navette spaziali, mech, carri armati). Non pensate però ad Halo come punto di riferimento quanto ad un Call of Duty: alcuni livelli ci vedranno infatti mantenere solo una torretta sopra un mezzo e non potremo in alcun modo scendere o decidere la velocità. In altri controlleremo completamente il mezzo ma si tratterà comunque di percorsi lineari e obbligati che faranno da “trait d’union” fra un livello a piedi e l’altro. Come scritto in precedenza, dare una sentenza oggettiva sulla scelta di proseguire sulla scia tracciata da Doom 3 e di rimanere decisamente ancorati alla tradizione non è decisamente semplice. In questa sottocategoria di First Person Shooter però, si può tranquillamente affermare che Quake 4 non ha decisamente rivali, regalando momenti di estasi “fraggatoria” pura e un ritmo sensazionale nelle oltre 10 ore di gioco che vi serviranno per concluderlo (soprattutto se userete il quick save molto frequentemente). Ai giocatori più esperti il consiglio è di giocarlo almeno al terzo livello di difficoltà per evitare di trovarlo troppo semplice nella prosecuzione (escluso lo scontro finale che già a normal, risulta veramente ostico).

Wonderful Display of Power

Quake 4 rappresenta da un punto di vista tecnico, tutto quello che un utente PC vuole nel caso in cui abbia compiuto l’upgrade da poco tempo. I programmatori di Raven hanno preso il motore grafico di Doom 3 e sono riusciti a migliorare notevolmente i risultati ottenuti da id: il sistema di gestione di luci ed ombre lascia ancora più senza parole con dei risultati visivi imparagonabili a qualsiasi cosa vista in precedenza. A differenza di Doom 3 (e del suo add-on Resurrection of Evil), Quake 4 pur condividendo buona parte delle ambientazioni interne, propone una varietà cromatica molto più elevata (alcuni livelli sull’azzurro acceso rasentano l’artisticità), delle strutture meccaniche ancora più stupefacenti, un dettaglio delle texture di background e personaggi che non può non lasciare di stucco chiunque abbia modo di vederlo su di un PC di ultima generazione. Un capolavoro di livello sublime, al punto tale che reputo del tutto legittimo chiedersi se tale magnificenza sarà replicata nella versione per Xbox 360…

Wonderful Display of Power

Non si può negare comunque la presenza di qualche piccolo neo: il primo riguarda la fisica che, se pur notevolmente migliorata rispetto a Doom 3, non raggiunge i picchi qualitativi di Half-Life 2. Qualche ambientazione esterna non presenta poi sempre tutte le texture di buon livello (soprattutto quelle delle rocce). Infine un tasto ancora decisamente dolente su gran parte delle produzioni PC riguarda l’autodetect. Fosse stato per quest’ultimo avrei dovuto giocare ad una risoluzione di 800x600 pixel senza sync verticale e senza alcun antialiasing. Non fidandomi di tali parametri, ho aumentato a 1024x768 pixel la risoluzione, inserito il sync verticale e un antialiasing a 2X: il mio processore a 3,5 GHz, i 2 GB di RAM e la GeForce 6800 Ultra a 256 MB hanno retto senza alcun problema l’impatto, garantendo una fluidità sui 60 frames in qualsiasi situazione di gioco tranne in qualche esterno dove effettivamente gli FPS al secondo calavano notevolmente ma per brevissimi tratti dell’esperienza di gioco.

Un capolavoro di livello sublime, al punto tale che reputo del tutto legittimo chiedersi se tale magnificenza sarà replicata nella versione per Xbox 360…

Il Silenzio è d’Oro?

Toni molto meno entusiastici per la componente sonora di Quake 4. Se gli effetti sonori sono discreti (ma non meravigliosi) e la localizzazione in italiano è ugualmente convincente (se pur non manchi qualche calo qualitativo ed alcuni clamorosi errori come frasi dette da due doppiatori diverse per lo stesso personaggio), molte meno soddisfazioni arrivano dalle musiche. Iniziamo subito col dire che si è scelto di adottare uno stile simile a quello di Doom 3 con tante e tante ore di gioco che non presentavano alcun motivo musicale di sottofondo. Se per D3 la cosa era apprezzabile sia per l’atmosfera molto più orrorifica, che per l’utilizzo degli effetti sonori come base “industrial”, in Quake 4 non ci sono invece giustificazioni di sorta per questa decisione. Oltretutto poi le tracce musicali, quando presenti, rasentano l’anonimato quasi assoluto, rifacendosi a temi epici sentiti già un miliardo di volte su altri giochi di stampo bellico, ma non raggiungendo mai alcun picco qualitativo.

Multiplayer… la modalità di gioco, non il sito…

Se, come scritto in precedenza, l’esperienza in singolo si contraddistingue per una certa continuità con le coordinate ludiche di id degli anni ’90, si può dire che per quanto riguarda il multiplayer, i Raven sono stati ancora di più fedeli alla linea, in modo assolutamente ortodosso. Deathmatch, Team DM e Capture The Flag, tanti server che vi aspettano stracolmi di fraggatori, 16 giocatori e via di violenza on line: se avete amato Quake 3 Arena e lo volete giocare con un motore grafico di ultimissima generazione, amerete anche il multiplayer di Quake IV. Se vi aspettavate qualsiasi forma di novità allora rimarrete notevolmente delusi.

Deathmatch, Team DM e Capture The Flag, tanti server che vi aspettano stracolmi di fraggatori, 16 giocatori e via di violenza on line

Quake 4 360!

Un nuovo capitolo della saga mastodontica che ha segnato l'evolversi degli FPS su PC non può che essere un evento e, complici i miglioramenti compiuti sul motore di Doom 3 dai Raven, sembra che id abbia colto nel segno con uno sparatutto old school solido ed efficace. Quake 4 è in dirittura d’arrivo anche su Xbox 360 e all’X05 ad Amsterdam, Todd Hollenshead (CEO di id) ci ha mostrato a lungo una versione avanzata della conversione del codice, che abbiamo anche potuto provare. Il gioco, a parte alcuni problemi di fluidità probabilmente legati alle ottimizzazioni ancora da compiere, era del tutto simile alla controparte per Personal Computer. Resta da vedere la capacità di adattamento del gameplay al Joypad, piuttosto che all’accoppiata mouse-tastiera, ma questi fattori, così come una maggiore stabilità del frame rate potranno essere valutati solo in sede di recensione verso la metà di Dicembre. Per adesso, gustatevi il lungo filmato in esclusiva, realizzato ad Amsterdam con le sequenze tratte dalla versione Xbox 360 di Quake 4!

Il libro

Masters of Doom è il libro, scritto da David Kushner e pubblicato in Italia da Multiplayer.it Edizioni, che racconta la storia dei due John che per primi hanno creato il genere che meglio rappresenta lo spirito frenetico e adrenalinico dei videogame, lo shooter in prima persona. Da DooM a Quake, passando per Wolfenstein 3D ed i primi esperimenti shareware, John Carmack e John Romero, con id Software, hanno saputo rivoluzionare e far maturare un mercato, quello videoludico, che oggi non è secondo a nessuno.
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Commento finale

Ci siamo, dopo Doom 3, un altro dei nomi più altisonanti della storia dei videogiochi ritorna nel nuovo millennio. Con l’altro masterpiece di id, Quake 4 indubbiamente condivide molte cose: per primo il motore grafico che i Raven però spingono ancora a vette qualitative più elevate, togliendo il fiato al giocatore in più di una occasione grazie ad un sistema di luci e ombre senza paragoni, a delle texture di altissimo livello e delle strutture meccaniche presenti nel background ancora più stupefacenti. Inoltre con Doom 3, Quake 4 condivide in modo chiaro le coordinate dell’FPS “old school”, quello in stile id tanto per intenderci: al bando simulazione, tatticismo e situazione statiche. La parola d’ordine di Quake è azione incessante, se pur non manchino molte variazioni sul tema al classico “fraggamento” in una stanza, a cominciare dall’uso dei mezzi meccanici (ma in modo molto lineare, alla Call of Duty tanto per intenderci) e dalla presenza di altri commilitoni (ma niente ordini da impartire… non sia mai!). Se a tutto questo aggiungiamo un background immersivo, che ci farà vivere la guerra degli Strogg in modo molto forte e suggestivo, potete facilmente capire perché Quake 4 è da considerare il miglior FPS nella sottocategoria di quelli ad impostazione per così dire “arcade”. Un peccato che un capolavoro del genere (perché di questo si tratta) sia macchiato da un picco negativo nella componente sonora (in particolare per quanto riguarda le musiche) ai limiti dell’inspiegabile per un titolo di così alto valore. La totale assenza di novità per il multiplayer e la fedeltà alla linea id degli anni ’90 sono infine le discriminanti per capire veramente se Quake 4 è il titolo che fa per voi.

    Pro
  • Graficamente sconvolgente
  • Ritmo e azione di gioco magistrali
  • Fedele alla linea della tradizione id ma ricco di riuscite variazioni sul tema
Contro
  • Sonoro (le musiche in particolare) non all’altezza del resto
  • Con l’uso smodato di Quick Save non vi durerà oltre le 10 ore
  • Chi non ama l’old school di id probabilmente non apprezzerà Quake 4

Un nome universale

Nel mondo dei videogiochi, nel corso degli anni, si sono succeduti tanti bellissimi giochi, molti capolavori, ma solo pochissimi titoli sono capaci di destare l’attenzione in modo letteralmente universale. Indubbiamente il nome di Quake rientra in questa ristretta categoria piuttosto elitaria, associato in modo quasi simbiotico con quello di Doom. Nel corso degli ultimi 15 mesi entrambi hanno visto arricchire la propria saga di un nuovo capitolo, entrambi sono mossi dallo stesso motore grafico, entrambi hanno ricevuto un feedback piuttosto contrastato tra giocatori e addetti ai lavori.