R-Type Final  1

Dopo circa cinque anni dall’uscita dell’ottimo R-Type Delta, la storica saga di shoot’em up creata da Irem torna alla ribalta con un sequel dal titolo emblematico di R-Type Final: starà ad indicare lo sparatutto definitivo o la fine della serie?

Finale coi botti

Il precedente R-Type Delta datato 1998 ricevette al momento della sua uscita su Playstation una buonissima accoglienza da parte della critica, con più di qualche recensione inneggiante al capolavoro: inutile dire che alla luce di questi fatti, l’attesa nei confronti di R-Type Final da parte degli appassionati era senz’altro notevole, anche nonostante la scarsa hype prodottasi attorno al titolo Irem. Ebbene, dopo diverse sessioni di gioco con lo shoot’em up oggetto di questa recensione, la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un prodotto certamente ben realizzato, ma al quale mancano la personalità e la qualità stilistica dei vari prequel. Certo è che R-Type Final può contare su alcuni elementi di sicuro impatto, a cominciare dall’aspetto grafico: come impone la tradizione, lo schermo viene costantemente riempito da astronavi nemiche dalle più svariate fattezze, oltre che da una pletora di proiettili, esplosioni ed effetti speciali, il tutto realizzato in maniera altamente coreografica e spettacolare. Notevole anche la cura riposta nella costruzione dei fondali, nonostante più di un’ambientazione risulti frutto del ricorso ad alcuni clichè del genere. Il prezzo da pagare per l’orgia visiva di R-Type Final si manifesta in maniera lampante nei frequenti (e spesso assai pesanti) rallentamenti dell’azione, probabilmente secondi per entità solo a quelli storici di G-Darius; tuttavia bisogna anche sottolineare come la presenza degli slowdown, per quanto sicuramente non gradevole, non costituisce poi una così grave limitazione al normale svolgimento del gioco.

100 navicelle per me posson bastare?

La maestosità grafica di R-Type Final va di pari passo con quella relativa al parco navicelle messo a disposizione del giocatore. Ben 100 sono infatti le astronavi sbloccabili nel corso del gioco e che è in seguito possibile selezionare e customizzare a piacimento: nonostante molte si assomiglino fin troppo, la vastità di scelta concessa all’utente è sicuramente apprezzabile, così come il design dei vari modelli e le diverse possibilità di personalizzazione degli stessi, relative sia all’aspetto estetico sia all’armamento. A voler essere maliziosi, però, dopo aver giocato a R-Type Final viene da pensare che la mostruosa quantità di navicelle disponibili sia quasi un espediente utile a mascherare in qualche modo il gameplay non certo indimenticabile del titolo Irem. Per quanto infatti R-Type Final costituisca indubbiamente una godibilissima esperienza per tutti gli amanti del genere, tuttavia manca di quella personalità e di quella qualità nel level design che ha reso unici i suoi predecessori. Tanto per cominciare, R-Type Final non inserisce praticamente alcuna novità a livello di struttura di gioco utile a differenziarlo dal precedente R-Type Delta: come nel prequel uscito su Playstation, infatti, le armi non vanno oltre ai tre diversi laser, al Charge Shot, ai Force Pod e alla Delta Weapon. Tutte cose già viste insomma, con l’aggravante che i livelli in R-Type Final non sempre si dimostrano all’altezza, spesso mancando della frenesia utile a caricare l’utente di adrenalina: 7 sono in totale gli stage, alcuni dei quali presentano anche delle biforcazioni, affrontabili attraverso 5 stadi di difficoltà. Insomma, R-Type Final si lascia giocare, eccome, ma proprio a causa del nome che porta, era lecito aspettarsi qualcosa di più in termini di qualità ludiche. Anche l’accompagnamento sonoro sembra aver risentito del generale torpore che sembra pervadere l’intera produzione Irem: le musiche sono infatti orecchiabili ma assolutamente poco incisive e spesso addirittura inadatte a fornire un adeguato complemento all’azione di gioco.

Commento

R-Type Final è uno sparatutto gradevole e divertente, che riuscirà senz’altro ad accontentare tutti gli appassionati del genere vogliosi di cimentarsi in una nuova sfida. D’altro canto, però, l’ultimo nato in casa Irem si distingue anche per una cronica mancanza di originalità e personalità che cozza non poco con l’immagine che la saga si è costruita nel corso degli anni. A fronte di una realizzazione grafica di tutto rispetto e delle 100 navicelle disponibili, infatti, R-Type Final fatica a stupire sia dal punto di vista del gameplay puro e semplice, sia per quanto riguarda il design dei livelli, poco incisivi per ambientazioni e strutture. Insomma, considerando gli eccellenti precedenti forniti da R-Type Delta, quest’ultimo R-Type Final non può fare a meno di lasciare un po’ interdetto il giocatore, che si trova di fronte ad un prodotto sì godibile ma che sembra aver davvero ben poco da dire.

    Pro:
  • Buona veste grafica
  • 100 diverse navicelle disponibili
  • Gameplay sempre divertente
    Contro:
  • Level design deludente
  • Musiche migliorabili
  • Frequenti rallentamenti

Sin dall’avvento delle piattaforme a 32-bit e il passaggio al 3D, il genere degli sparatutto bidimensionali cominciò ad accusare preoccupanti segni di cedimento: poche erano le idee rimaste agli sviluppatori per cercare di rinnovare un genere ormai stantio, e sempre meno erano le software house disposte ad investire in un settore che stava inesorabilmente perdendo terreno nei confronti di generi più freschi ed appetibili al grande pubblico. Il declino degli shoot’em up a scorrimento è dunque continuato fino ai giorni nostri, senza tuttavia mai toccare il fondo, grazie a pochi, ottimi prodotti in grado di risvegliare l’istinto sparacchino dei giocatori. Ed è proprio questo l’obiettivo che si pone il qui presente R-Type Final.