Rag Doll Kung FuRag Doll Kung Fu - Recensione 

Un gioco visionario, realizzato da un singolo programmatore ancora più visionario. Un mix psichedelico tra il picchiaduro, il puzzle game e il platform distribuito esclusivamente tramite Steam.

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Questioni di stile

Già i filmati fanno intuire qualcosa dell’atmosfera generale che si respira avviando Rag Doll Kung Fu: volutamente trash e amatoriali fino al midollo, strappano più di qualche risata risultando surreali e assurdi al punto giusto (alcune sequenze sono da antologia, altro che i filmati multimiliardari di alcune mega produzioni ultra pompate). Sembrano i classici video amatoriali girati con gli amici per farsi quattro risate rivedendoli mentre si sorseggia una birra, si mangiano schifezze e si dicono parolacce a raffica. Un vero e proprio schiaffo alle asettiche e fredde sequenze filmate in CG che infestano i videogiochi dall’avvento del Cd-Rom.
Ma arriviamo al gioco vero e proprio. All’inizio si guarda lo schermo schifati e stupiti allo stesso tempo. Chi può aver realizzato dei personaggi tanto assurdi? I grandi sviluppatori inseguono il fotorealismo, questo gioco si presenta con questa specie di marionette ultra snodate pretendendo di stupire?
Sì.
I primi minuti di gioco sono drammatici e scoraggeranno più di qualche giocatore. Si clicca con il mouse in giro per lo schermo e sul personaggio cercando di capire cosa fare. Si prova a seguire le indicazione impartite nel tutorial senza riuscire bene a capire cosa voglia da noi il nostro maestro. Intanto si osserva lo scenario che sembra uscito da un teatro delle marionette e vede mixato il 2D e il 3D in modo piuttosto “acido”. I colori sembrano quelli di una vecchia foto, i vari livelli da cui sono composti gli ambienti hanno diversi elementi con messe a fuoco differenti, che fanno pensare più a una composizione fotografica che a uno scenario di un videogioco. E poi ci sono i personaggi. Ad ogni click sembra corrispondere un qualche movimento, magari partono anche lanciandosi attraverso lo schermo. Ma come controllarli?

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Marionette

Il sistema di controllo, in realtà, è discretamente complesso pur essendo padroneggiabile in modo egregio. Cliccando con il tasto sinistro del mouse su un arto del personaggio che controlliamo potremo muoverlo per ottenere vari effetti: interagendo con le gambe potremo farlo muovere o fargli assumere varie posizioni (dalla spaccata allo stare in punta di piedi); cliccando sulle mani potremo letteralmente “lanciarlo” per lo schermo facendogli fare del lunghi salti, o potremo fargli raccogliere oggetti e armi; cliccando sulla testa potremo invece metterlo in piedi e fargli fare dei brevi saltelli. Il problema di fondo è che per eseguire determinate azioni occorrerà compiere dei movimenti piuttosto precisi. Ad esempio, per mangiare un fungo, bisognerà cliccare sulla mano, portare la mano a terra verso il fungo, raccoglierlo e trascinarlo verso la bocca.
Non crediamo sia corretto affermarlo (e ci smentiremo presto), ma Rag Doll Kung Fu può essere considerato sostanzialmente un picchiaduro. Non aspettatevi però un clone di Street Fighter e soci. Per picchiare gli avversari occorrerà premere il tasto destro del mouse così da far apparire delle frecce. Ruotando velocemente il mouse le frecce aumenteranno di spessore indicando l’aumentata potenza d’impatto del colpo, che partirà quando si rilascerà il tasto. Ci sono però anche altri modi per colpire; ad esempio si può raccogliere un’arma e, cliccando su di essa con il tasto sinistro del mouse, eseguire un movimento tale che questa finisca contro il corpo del malcapitato avversario; un altro modo per togliere energia ai nemici è quello indiretto, ovvero sfruttare bombe o altre armi passive presenti nello scenario.
Ad arricchire l’esperienza di gioco non mancano situazioni decisamente… strane. Ad esempio si possono far ingurgitare molti funghi al personaggio in modo che… possa volare a caccia di stelle o farfalle brillanti. L’unica controindicazione nel fare ciò è che, nel caso i funghi ingurgitati fossero troppi, il personaggio inizierà a vomitare in giro per il livello. Quando si spiccherà il volo, comunque, partiranno una serie di effetti decisamente acidi a riempire lo schermo e a farci strabuzzare gli occhi.

Controindicazioni

Ragdoll Kung Fu è un gioco che non può essere inserito all’interno di una categoria precisa. Ha elementi platform ma non è un platform. Potrebbe sembrare un picchiaduro (e così era sembrato anche a noi) ma chi ci crede visto il sistema di gioco? In alcuni casi potrebbe sembrare anche un puzzle game… ma non è nulla di tutto ciò. Possiamo invece considerarlo come una prova d’estro, una specie di passatempo in cui lo sviluppatore ha dato il meglio di sè utilizzando a pieno una tecnologia (quella del ragdoll) sfruttata poco e male nelle grosse produzioni, in cui è servita solo come elemento estetico che nulla comportava a livello di gameplay. Qui, ciò che altrove è solo un orpello, diventa invece il fulcro di tutto determinando il gioco più originale uscito negli ultimi anni. Una vera e propria esperienza inedita che lascia spazio alle più svariate interpretazioni. In alcuni momenti si ha l’impressione di essere presi in giro e di non stare veramente giocando ma rovistando nelle allucinazioni dello sviluppatore; in altri momenti si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un’opera geniale che richiede quasi contemplazione. Non ci si può affidare nemmeno al classico “de gustibus” perché prima di provarlo non potrete sapere se lo amerete o meno, se ci giocherete alla follia (è disponibile anche una modalità multigiocatore, forse un po’ troppo confusa… ma, vista la curva di apprendimento generale, tutta da verificare) o se lo mollerete subito maledicendo il giorno in cui avete deciso di scaricarlo da Steam.
Insomma, Rag Doll Kung Fu è, soprattutto, un modo per giocare con il Rag Doll.

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Commento finale

Ragdoll Kung Fu non riceverà un voto da questa recensione. Non ha senso darglielo e, anzi, sarebbe quasi un crimine farlo. Pensando a che valore numerico assegnare al gioco, ho riflettuto sul fatto che da 0 a 10 si potrebbe dargli qualsiasi voto riuscendo comunque ad argomentarne le ragioni. Non avrebbe senso dire che il gioco ha una brutta grafica o che ce l’ha bella. Occorre invece rendere preponderante e centrale il concetto di stile. Che senso ha, d’altra parte, parlare di giocabilità quando ci si trova a combattere con un sistema di controllo completamente nuovo ed inedito? È più o meno giocabile rispetto a cosa? A Tekken 5? A Super Mario Sunshine? A che altro? Se deciderete di acquistarlo, fatelo con lo spirito di chi è alla ricerca di qualcosa di nuovo e originale, qualcosa che non si aspetta e che non somiglia a nulla di ciò che ha già provato. Se cercate emozioni scontate lasciate perdere, rimarreste solo fortemente delusi.

Pro Originale Ha un suo stile estremamente peculiare Geniale sistema di controllo Contro Originale Ha un suo stile estremamente peculiare Geniale sistema di controllo

Strani ricordi

Inizialmente si rimane spiazzati. Prima di riuscire a capire le meccaniche che lo regolano, prima di riuscire a definire con precisione perché alcune nostre sollecitazioni producano determinati movimenti, prima di riuscire ad entrare nello spirito del gioco più originale pubblicato da qualche anno a questa parte, un senso di straniamento generale può colpire il giocatore abituato a schemi di gioco estremamente rodati e ormai considerabili classici (e che non vengono modificati da molto tempo nella loro struttura... aggiungiamo).
Rag Doll Kung Fu è una sorpresa in molti sensi. Il suo sviluppo ricorda i tempi andati degli otto bit in cui un solo individuo (nel nostro caso Mark Healey, grafico e designer che ha lavorato a titoli del calibro di Magic Carpet, Black & White, Dungeon Keeper e molti altri per la Bullfrog prima e per la Lionhead poi) realizzava tutti gli aspetti di un videogioco. Esistono ancora ambienti in cui questo avviene (soprattutto nel mondo del freeware e dello shareware) ma sono ben pochi i titoli commerciali realizzati da una sola persona che possono vantare una certa qualità. Altra particolarità è la scelta di distribuirlo solo attraverso Steam (la piattaforma di Valve), saltando quindi tutti i canali di distribuzione classica (che vanno dallo shareware, ancora molto diffuso nonostante in Italia non se parli, alla vendita nei negozi).